{"id":3321,"date":"2012-01-18T08:00:56","date_gmt":"2012-01-18T08:00:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=3321"},"modified":"2020-06-22T09:22:54","modified_gmt":"2020-06-22T09:22:54","slug":"cipax-cantiere-di-pace-2011-2012-i-beni-comuni-nella-prospettiva-gestionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=3321","title":{"rendered":"Cipax &#8211; &#8220;Cantiere di pace 2011-2012&#8221;                              &#8220;I beni comuni nella prospettiva gestionale&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/spirale_nera.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/spirale_nera.jpg\" alt=\"\" title=\"spirale_nera\" width=\"300\" height=\"300\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3382\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/spirale_nera.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/spirale_nera-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Bodoni MT; font-size: small;\"><strong><span style=\"font-family: Bodoni MT; font-size: small;\">\u201cI BENI COMUNI NELLA PROSPETTIVA GESTIONALE\u201d: questo il titolo della relazione tenuta dal prof. Guido Viale &#8211; noto economista, autore di saggi significativi quali:<em> Un mondo usa e getta; Governare i rifiuti; Prove di un mondo diverso; La conversione ecologica <\/em>&#8211;\u00a0\u00a0gioved\u00ec 12 gennaio al Cantiere 2011-12 organizzato dal Cipax e altre associazioni sulla tematica de \u2018I Beni Comuni, via alla Pace giusta\u2019.<\/span><\/strong><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><strong><span style=\"font-family: Bodoni MT; font-size: small;\">Introdotto da Simona Savini, segretaria del Forum dell\u2019Acqua, Viale ha iniziato avvertendo che i beni comuni non sono una categoria merceologica, n\u00e9 si riducono alle risorse naturali indispensabili alla vita, come l\u2019acqua, l\u2019aria o la biodiversit\u00e0\u2026 Propriamente parlando il bene comune \u00e8 una risorsa dalla cui fruizione non pu\u00f2 essere escluso nessuno, pena la privazione, per la persona esclusa, di una componente essenziale dei suoi diritti di uomo e di cittadino. <\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Bodoni MT; font-size: small;\">Cos\u00ec, nel mondo moderno, -ha proseguito- accanto a risorse che sono condizioni essenziali della vita e della sua riproducibilit\u00e0, come le gi\u00e0 citate acqua e aria, si possono porre prodotti artificiali, come l\u2019accesso all\u2019energia, alla mobilit\u00e0, ai servizi sanitari, o a manifestazioni delle facolt\u00e0 superiori dell\u2019uomo come l\u2019informazione, la cultura, l\u2019arte, ecc. <\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Bodoni MT; font-size: small;\">Ma \u2013ha subito precisato- a garanzia di questa non esclusione dalla fruizione devono intervenire forme di gestione del bene incompatibili tanto con la propriet\u00e0 privata \u2013 per lo meno fino alla soglia al di sotto della quale l\u2019accesso al bene \u00e8 un\u2019esigenza vitale o un diritto irrinunciabile \u2013 quanto con la mera propriet\u00e0 pubblica, intesa come propriet\u00e0 dello Stato o di una sua articolazione. La quale riproduce, a un livello pi\u00f9 alto, tutte le potenzialit\u00e0 di esclusione proprie della propriet\u00e0 privata. La gestione dei beni comuni deve essere una gestione condivisa: nel senso che tutti i potenziali fruitori possono \u2013 non necessariamente devono \u2013 partecipare alle decisioni relative al modo in cui il bene viene utilizzato o fruito.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Bodoni MT; font-size: small;\">Il prof. Viale ha sottolineato poi che recenti studi, a partire da quello pionieristico de premio Nobel Elinor Ostrom, passando, in Italia, per i nomi di Stefano Rodot\u00e0, Ugo Mattei e Alberto Lucarelli, hanno cercato di dare fondamento e consistenza giuridica a questa forma di gestione che esclude o mette in secondo piano la propriet\u00e0; e hanno dimostrato che la gestione condivisa di un bene comune \u00e8 una pratica antica e ben nota in una pluralit\u00e0 di comunit\u00e0 etniche e storiche e che essa\u00a0 varia nei modi e nelle regole, a seconda del contesto storico sociale e del bene in questione. <\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><strong><span style=\"font-family: Bodoni MT; font-size: small;\">Oggi \u00e8 in atto uno scontro a livello planetario: da una parte l\u2019approccio liberista, che vede nella privatizzazione del controllo e della gestione delle risorse le condizioni irrinunciabili di un loro uso efficiente e produttivo; e dall\u2019altra le varie forme di resistenza a questo \u201cpensiero unico\u201d. Queste ultime grazie a una profonda conversione ecologica\u00a0 scartano come non decisiva la contrapposizione tra pubblico e privato, e tra Stato e mercato \u2013 anche sulla base delle esperienze negative che la mera \u201cnazionalizzazione\u201d o statalizzazione delle risorse e delle attivit\u00e0 produttive ha dato di s\u00e9: sia nei paesi del blocco comunista a economia pianificata, che in molte esperienza realizzate nel corso del secolo scorso in Occidente \u2013 e vedono invece nella riappropriazione condivisa di una serie di risorse e di attivit\u00e0 le condizioni essenziali di una gestione democratica tanto del potere che delle attivit\u00e0 economiche fondamentali.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Bodoni MT; font-size: small;\">Il relatore \u00e8 infine passato a chiarire i nodi problematici della gestione dei beni comuni, avvertendo che se enunciare i programmi di questa conversione ecologica \u00e8 abbastanza facile, il difficile \u00e8 tradurli in pratica, sia perch\u00e9 ci\u00f2 esige misurarsi con le caratteristiche specifiche di ogni territorio e soprattutto con la composizione sociale, cio\u00e8 i multiformi attori delle diverse comunit\u00e0. <\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Bodoni MT; font-size: small;\">La gestione dei beni comuni, l\u2019acqua o l\u2019aria, l\u2019energia o i trasporti pubblici locali, esigono forme di democrazia diretta e partecipativa, ben pi\u00f9 complessa della democrazia rappresentativa.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Bodoni MT; font-size: small;\">Ma cambiare si pu\u00f2 se la conversione ecologica non l\u2019attendiamo dall\u2019alto bella e fatta, ma la costruiamo ogni giorno insieme agli altri con nuovi stili di vita individuali e comunitari. <\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Bodoni MT; font-size: small;\">\u00a0\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cI BENI COMUNI NELLA PROSPETTIVA GESTIONALE\u201d: questo il titolo della relazione tenuta dal prof. 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