{"id":3260,"date":"2012-01-16T17:12:47","date_gmt":"2012-01-16T17:12:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=3260"},"modified":"2020-06-22T09:22:55","modified_gmt":"2020-06-22T09:22:55","slug":"incontro-con-antonio-mazzeo-su-cara-e-ponte-sullo-stretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=3260","title":{"rendered":"Incontro con Antonio Mazzeo su CARA e Ponte sullo Stretto"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p style=\"text-align: left\">Il nostro Punto Pace lo scorso 16 dicembre \u00a0ha organizzato, insieme ad alcune associazioni della nostra citt\u00e0, un interessante incontro con Antonio Mazzeo, sul centro per richiedenti asilo e migranti di Mineo, localit\u00e0 vicina a Ragusa.\u00a0Di seguito vi invio il testo di due suoi articoli. Il primo su questo argomento e il secondo, in cui analizza una nota critica del capo del Genio Civile di Messina, sulla insostenibilit\u00e0 ambientale ed idrogeologica del Ponte sullo Stretto, inviata recentemente all&#8217;Assessorato alle Infrastruttue e alla Mobilit della Regione Siciliana.\u00a0Antonio Mazzeo , durante la fase della istallazione dei missili,\u00a0ha trascorso un lungo periodo a Comiso\u00a0ed \u00e8 stato a Sarajevo con don Tonino Bello.\u00a0E&#8217; autore del libro\u00a0<em>I Padrini del Ponte.\u00a0<\/em>Il suo recapito \u00e8<em>\u00a0:3317512255.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\n<table class=\"alignleft\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<div>\n<table id=\"yiv1393295667bodyDrftID\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"center\"><strong>Il CARA di Mineo vergogna italiana<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">di\u00a0<em>Antonio Mazzeo<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">\n<p>Il\u00a0<em>villaggio degli aranci<\/em>\u00a0di Mineo (Ct), il mega-centro di semidetenzione per richiedenti asilo e migranti, a quasi un anno dalla sua istituzione, testimonia il completo fallimento del modello di \u201csolidariet\u00e0\u201d securitaria del governo Berlusconi-Maroni. \u00c8 il \u201cnon luogo\u201d dove si consuma la spersonalizzazione, dove l\u2019ospite-recluso si \u201csente\u00a0<em>atopos<\/em>, fuori posto, n\u00e9 cittadino n\u00e9 straniero, collocato in un luogo\u00a0<em>bastardo<\/em>\u00a0al confine tra l\u2019essere e il non-essere sociale\u201d. Il CARA di Mineo, isolato ed isolante, \u00e8 \u201cl\u2019antitesi dell\u2019integrazione e mina la sicurezza del territorio animando scontri e tensioni fra comunit\u00e0\u201d. A sancire l\u2019ennesima bocciatura del centro di \u201caccoglienza\u201d in cui sono stati deportati\u00a0<em>manu militari<\/em>\u00a0quasi duemila cittadini stranieri presenti in Italia da tempi remotissimi, \u00e8 il rapporto del Comitato territoriale dell\u2019ARCI di Catania consegnato ad una delegazione di europarlamentari in visita ai lager per migranti della Sicilia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cGli ospiti presenti all\u2019interno del centro di Mineo non hanno alcun rapporto con il territorio sia per la conformazione del luogo, ma soprattutto perch\u00e9 non sono stati predisposti gli strumenti necessari a favorire l\u2019integrazione\u201d, denuncia l\u2019avvocato Francesco Auricchiella, responsabile immigrazione dell\u2019ARCI di Catania. \u201cEssi continuano a vivere ai margini, in uno stato di assoluto isolamento culturale e sociale in aperto dispregio di quanto previsto dall\u2019art. 3 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell\u2019Uomo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dalla sua costituzione, il 18 marzo 2011, il CARA ha offerto condizioni di vita \u201cprive di contesto e coesione sociale, scollate dalla propria cultura, disorientate nella selva di leggi e di prassi amministrative del tutto ignote agli ospiti per l\u2019assoluta mancanza di qualsiasi forma di mediazione sociale, culturale e di assistenza legale\u201d, scrive l\u2019ARCI. E quasi nulla \u00e8 cambiato con l\u2019insediamento dell\u2019ente attuatore, la Provincia di Catania (nominata con ordinanza del Presidente del consiglio il 28 giugno scorso), retta da quel Giuseppe Castiglione che \u00e8 contestualmente coordinatore regionale del Polo delle libert\u00e0 e uomo di fiducia dell\u2019ex guardasigilli Angelino Alfano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A Mineo sono state innumerevoli le violazioni dei diritti dei soggetti pi\u00f9 vulnerabili, come i minori non accompagnati, le donne vittime di violenza e i nuclei familiari di eritrei, etiopi e somali provenienti dalla Libia, dove sono stati sottoposti a pene inumane e degradanti in diversi centri di detenzione. \u201cTra queste famiglie c\u2019erano minori nati o vissuti per mesi nelle prigioni libiche\u201d, aggiunge Auricchiella. \u201cGiunti in Italia ed inviati a Mineo, questi soggetti portatori di esigenze particolari, tra cui\u00a0donne abusate e persone vittime di tortura,\u00a0non hanno avuto accesso ai servizi di riabilitazione necessari per la rimozione e la rielaborazione dei traumi e delle violenze subiti, quando, invece le direttive dell\u2019Unione europea dispongono che ogni Stato membro deve adoperarsi per attivarli\u201d.<strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il rapporto ricostruisce alcuni gravi episodi verificatisi nel centro. Come ad esempio il \u201ctrasferimento arbitrario\u201d, nei primi quattro giorni di vita della struttura, di circa 500 richiedenti asilo gi\u00e0 ospitati in altri CARA del territorio nazionale. \u201cPersone dalle provenienze pi\u00f9 diverse, come nigeriani, pakistani, afghani, che avevano gi\u00e0 da mesi fatto istanza per la protezione internazionale e che attendevano l\u2019audizione e la decisione sulla loro richiesta, si sono ritrovati, improvvisamente deportati a migliaia di chilometri di distanza, senza la notifica del provvedimento dalle Questure, con la conseguente impossibilit\u00e0 di ricorrere avverso il trasferimento\u201d. Di contro, al CARA di Mineo non sono state inviate le pratiche dei richiedenti asilo affetti da patologie anche gravi o da disturbi psichici, e ci\u00f2 ha determinato l\u2019interruzione del ciclo di cure avviato nei centri d\u2019origine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In piena violazione del diritto di difesa, i cittadini stranieri sono stati trasferiti in Sicilia senza che venissero previamente informati i loro legali. Alcuni di essi, come ad esempio quelli provenienti dal CARA di Bari-Palese, attendevano il pronunciamento del TAR sui ricorsi avversi la decisione di trasferimento dell\u2019<em>Unit\u00e0 Dublino<\/em>; altri avevano gi\u00e0 presentato opposizione ai dinieghi dello status di rifugiato; altri ancora dovevano essere sentiti in commissione nei giorni in cui subivano il trasferimento coatto. \u201cIn molti casi \u2013 spiega l\u2019avvocato Auricchiella &#8211; i richiedenti sono stati dichiarati assenti ed \u00e8 stato emesso nei loro confronti il provvedimento di diniego\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 accaduto pure che i documenti relativi alle procedure di riconoscimento della protezione internazionale, avviate in altri CARA italiani, non siano mai arrivati alla nuova Commissione Territoriale competente, con la conseguenza che molti richiedenti che attendevano il colloquio o la decisione finale sin dall\u2019ottobre 2010, si sono visti precedere da chi era giunto in Italia successivamente. A Mineo la Commissione si \u00e8 insediata solo due mesi dopo l\u2019apertura del centro, e ancora oggi prosegue i propri lavori con eccessiva lentezza. E gli ospiti continuano a lamentare il non rispetto, a parit\u00e0 di status e condizioni di fatto, di alcun criterio logico e cronologico nella disamina delle istanze e nella convocazione per l\u2019audizione. \u201cEssa non si \u00e8 avvalsa di interpreti competenti, n\u00e9 \u00e8 stata garantita trasparenza alle procedure per la loro selezione e nomina\u201d, afferma l\u2019ARCI. \u201cAlcuni provvedimenti di rigetto della domanda di asilo (peraltro, resi in italiano e non tradotti) non hanno specificato il foro competente, ma hanno erroneamente indicato, quale Tribunale ove ricorrere, quello del luogo di provenienza, quando, invece, nel caso di Mineo, \u00e8 competente Catania\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cFino all\u2019insediamento dell\u2019ente gestore non risulta che sia stata garantita assistenza legale ai richiedenti asilo e, attualmente, l\u2019assistenza offerta non risulta essere adeguata allo standard richiesto dalla Direttiva 2003\/9\/CE\u201d, aggiunge il rapporto. Le uniche consulenze in campo legale sono state cos\u00ec quelle fornite da tre operatori dall\u2019UNHCR (l\u2019Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) e da alcune associazioni non governative (ARCI, ASGI e Rete antirazzista catanese) grazie l\u2019allestimento di banchetti informativi all\u2019esterno del campo. \u201cL\u2019ingresso nel centro da parte dei legali \u00e8 stato molto difficoltoso e alcuni professionisti si sono visti costretti a prestare la propria assistenza fuori su un prato\u201d, scrive l\u2019avvocato Auricchiella. \u201cNon \u00e8 stata dedicata un\u2019ala ai minori non accompagnati, in attesa dello svolgimento delle procedure di legge, e la nomina dei rappresentanti legali si \u00e8 protratta per troppo lungo tempo e ha fatto s\u00ec che molti minori giunti a Mineo divenissero maggiorenni senza che, nelle more, beneficiassero del percorso di integrazione e formazione che la stessa legge nazionale prevede\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019ARCI lamenta la non elaborazione a Mineo di un piano integrato per la programmazione e realizzazione dei servizi connessi con il territorio; n\u00e9 si \u00e8 previsto di potenziare l\u2019accesso al sistema scolastico o di assicurare risorse aggiuntive all\u2019ASL per rendere efficiente la tutela sanitaria. I richiedenti asilo hanno fruito delle prestazioni sanitarie esattamente come i cittadini stranieri irregolarmente presenti in Italia e privi di tessera sanitaria, mentre al contrario spettava loro il diritto-dovere di accesso in condizioni di parit\u00e0 con i cittadini italiani, come sancito dal testo unico sull\u2019immigrazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cLa presenza stabile di quasi duemila persone di origine straniera avrebbe dovuto comportare la previsione ed organizzazione di servizi di mediazione linguistico-culturale per l\u2019intera rete dei servizi locali\u201d, conclude il rapporto. \u201cDi questo a Mineo non v\u2019\u00e8 traccia. Ci\u00f2 ha creato fra gli ospiti un forte disagio che in alcuni casi \u00e8 sfociato in rivolte o in veri e propri scontri etnici, con grave rischio per le donne, i minori e gli operatori presenti all\u2019interno del centro\u201d. Quando poi la gestione dei servizi del CARA \u00e8 stata affidata ad un associazione temporanea di cooperative e imprese e sono giunti i primi \u201cinterpreti\u201d e \u201cmediatori culturali\u201d, \u00e8 accaduto che uno di essi, un cittadino di origini bengalesi, assunto da una coop romana, venisse arrestato dalla squadra mobile di Catania con l\u2019accusa di estorsione per essersi fatto consegnare 400 euro da un connazionale, per fargli ottenere dalla Commissione Territoriale il riconoscimento dello status di rifugiato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cLe condizioni disumane in cui sono costretti a vivere i richiedenti asilo impongono l\u2019immediata chiusura del CARA di Mineo\u201d, afferma la Rete antirazzista catanese che ha convocato una grande manifestazione regionale, domenica 18 dicembre, davanti all\u2019ingresso del centro. L\u2019iniziativa, promossa congiuntamente con la\u00a0<em>Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella<\/em>, LILA, Cobas, Collettivo Red Militant, Cobas antirazzista, Forum Antirazzista e GAPA, vedr\u00e0 la partecipazione delle realt\u00e0 di base che lottano contro il razzismo, le guerre e la militarizzazione in Sicilia.\u00a0\u201cVogliamo che i richiedenti asilo del CARA pi\u00f9 grande d\u2019Europa, siano riconosciuti come soggetti umani in cerca di un futuro migliore, non trattati come oggetti parcheggiati a tempo indefinito per favorire il business della pseudo accoglienza\u201d, spiegano gli organizzatori. \u201cChiediamo che sia garantita la libera circolazione e la regolarizzazione di tutti i migranti, sostenendo la campagna contro la sanatoria truffa del settembre 2009. La Sicilia non deve essere un lager per gli immigrati, n\u00e9 una polveriera di ordigni di morte e di micidiali basi militari USA-NATO\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"center\">\n<p align=\"center\">\n<p align=\"center\"><strong>Il Ponte di Messina catastrofe idrogeologica<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">di\u00a0<em>Antonio Mazzeo<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cantieri, linee ferroviarie e arterie stradali, enormi discariche a cielo aperto dove stipare milioni di metri cubi di scavi: tutti da realizzare in aree ad altissimo rischio idrogeologico dove l\u2019erosione dei terreni sembra procedere inarrestabile. Le ultime fiumare da cementificare e trasformare in grandi vie di comunicazione o parcheggi, destinate a straripare in caso di piogge intense ed ingoiare case ed esseri viventi. La lettura delle carte progettuali del Ponte di Messina rivela le mille insensatezze di chi si ostina a tenere in vita il mito-mostro del collegamento stabile sullo Stretto, in un territorio stuprato e annientato da costruzioni selvagge, anonime, prive di spazi verdi o servizi pubblici, squallidi centri-dormitori disumanizzati e disumanizzanti. Un\u2019opera che elude i fragili equilibri idrogeologici di una citt\u00e0 non luogo, vulnerabilissima alle frane e alle alluvioni e che, solo due anni fa, ha pagato un terribile tributo per le scellerate scelte di una classe politica inetta e di una borghesia parassitaria, affarista, mafiosa.<\/p>\n<p>Mentre il neopresidente del consiglio Monti, ministri e viceministri-banchieri preferiscono glissare lo spinoso affaire ereditato da Berluconi &amp; C., da Messina arriva un altro autorevole parere sull\u2019insostenibilit\u00e0 ambientale ed idrogeologica del Ponte tra Scilla e Cariddi. Con una nota inviata lo scorso 28 ottobre all\u2019Assessorato alle Infrastrutture e la Mobilit\u00e0 della Regione Siciliana, l\u2019ingegnere Gaetano Sciacca, capo del Genio civile, evidenzia alcune delle criticit\u00e0 irrisolte del progetto e dei relativi collegamenti stradali e ferroviari. \u201cNon si tiene conto, nelle opere di attraversamento delle numerose fiumare, della particolare fragilit\u00e0 idrogeologica del Messinese che \u00e8 stato, di recente (2007, 2008, 2009, 2010, 2011) pi\u00f9 volte, coinvolto da eventi alluvionali di eccezionale intensit\u00e0 e drammaticit\u00e0 con perdite di vite umane\u201d, rileva l\u2019ingegnere Sciacca. \u201cTali interventi di attraversamento risultano disgiunti da una complessiva, necessaria ed indispensabile messa in sicurezza del sotteso bacino idrografico. Nelle fiumare, tutte caratterizzate da elevata pendenza dell\u2019alveo, si sono registrati, in concomitanza dei citati eventi pluviometrici intensi e duraturi, notevoli quantitativi della portata solida, alimentata dalle centinaia di colate di fango e detriti, che si sono mobilizzate dai versanti, e sono successivamente confluite nelle principali aste torrentizie\u201d.<\/p>\n<p>Secondo il responsabile del Genio civile di Messina vanno dunque previste \u201cadeguate opere di presidio e messa in sicurezza per ciascun bacino idrografico sotteso dalle fiumare attraversate, con interventi mirati alla mitigazione del rischio nelle aree, peraltro, classificate a pericolosit\u00e0 e a rischio idraulico\u201d. Proprio a causa della fragilit\u00e0 idrogeologica del territorio e alla ricorrenza di violenti eventi alluvionali in tempi ravvicinati, l\u2019ingegnere Sciacca spiega di non condividere la scelta di allocare i cosiddetti siti di \u201crecupero ambientale\u201d &#8211; come il fantasioso giro di parole dei progettisti denomina le discariche dei materiali &#8211; \u201cnell\u2019ambito di strette ed incassate vallecole solcate dai tratti distali delle fiumare, e costituite da terreni granulari, non coesivi e quindi facilmente erodibili\u201d.<\/p>\n<p>\u201cI suddetti siti ricadono o su aree in cui a valle sono preesistenti arterie stradali (la \u201cPanoramica dello Stretto\u201d) o su aree in cui \u00e8 presente un pi\u00f9 o meno fitto grado di urbanizzazione con edifici e case\u201d, lamenta il capo del Genio civile. \u201cNon vengono poi indicate le piste di servizio che consentono, in sicurezza, il raggiungimento dei siti di recupero che sono posti in zone acclivi e di difficile raggiungimento. Il recapito finale delle acque di raccolta nei suddetti siti avviene lungo gli alvei-strada che sono una delle principali cause di danni a persone e cose. Conseguentemente, si \u00e8 dell\u2019avviso che debba essere rivista l\u2019ubicazione delle aree in cui essi sono stati ubicati\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019ingegnere Sciacca si recava il successivo 4 novembre a Palermo per partecipare alla conferenza dei servizi organizzata dall\u2019Assessorato Regionale Territorio e Ambiente. Di fronte ai rappresentanti del consorzio d\u2019imprese aggiudicatario dei lavori del Ponte (<em>Eurolink<\/em>) e della Societ\u00e0 Stretto di Messina, il funzionario sollevava nuovamente il tema della fragilit\u00e0 idrogeologica del territorio interessato dai lavori del Ponte, rilevando ulteriori problematiche riassunte in una nota che lo stesso Sciacca avrebbe poi inviato l\u20198 novembre al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. \u201cLungo gli assi viari \u201cAnnunziata\u201d, \u201cPapardo\u201d ed \u201cEuropa\u201d verranno indirizzati gran parte dei mezzi gommati pesanti di cantiere\u201d, scrive Sciacca. \u201cTrattandosi di alvei tombinati, presentano due ordini di problemi: di carattere prettamente strutturale e idraulico, quanto alla capacit\u00e0 di contenere gli eventi di piena in caso di precipitazioni a carattere eccezionale tipo \u201cbombe d\u2019acqua\u201d. I citati assi viari, nient\u2019altro che torrenti da tempo coperti, sono costituiti da impalcati che vanno preventivamente verificati ai fini statici, costituendo altres\u00ec infrastrutture strategiche ai fini di Protezione Civile. Sono da ritenersi carenti dal punto manutentivo e conseguentemente, un loro ulteriore utilizzo, dovuto ad un incremento dei carichi mobili dei mezzi pesanti, ne potrebbe compromettere la stabilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><a name=\"more\" rel=\"nofollow\"><\/a>Il Genio civile definisce \u201cinopportuna e peraltro in evidente contrasto con la sensibilit\u00e0 ambientale\u201d, l\u2019esigenza degli amministratori comunali di \u201ccementificare ulteriormente il territorio, e nel caso specifico di coprire i torrenti \u201cPapardo\u201d e \u201cAnnunziata\u201d, ritenendo di risolvere i problemi viari che affliggono la citt\u00e0, nonostante i tragici eventi che hanno interessato il territorio\u201d (il nubifragio che ha spazzato via Giampilieri e Scaletta o la recente alluvione di Genova). \u201cSe opere infrastrutturali devono realizzarsi a Messina\u201d, conclude Sciacca, \u201cle stesse devono innanzitutto mitigare, attenuare, incrementare il grado di sicurezza del territorio e giammai aumentarne le criticit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Ulteriori \u201cinterferenze\u201d\u00a0delle opere stradali e ferroviarie con le aree a pericolosit\u00e0 geomorfologica della sponda siciliana sono state rilevate dagli esperti delle associazioni ambientaliste (FAI, Legambiente, Italia Nostra, MAN e WWF) che hanno analizzato il progetto \u201cdefinitivo\u201d del Ponte. Dal confronto per sovrapposizione della cartografia del Piano Stralcio di Bacino per l\u2019Assetto Idrogeologico con la tavola progettuale SB0003_FO-dwf, emerge ad esempio che alcune opere di collegamento interferiscono con due aree a pericolosit\u00e0 moderata e una a rischio medio. Si tratta in particolare, nei primi due casi, della strada compresa tra le localit\u00e0 Lido Mortelle e Semaforo Forte Spuria, caratterizzate da dissesto attivo ed erosione accelerata, e dell\u2019opera ferroviaria in localit\u00e0 Ficarazzi, soggetta a franosit\u00e0 diffusa. Di pericolosit\u00e0 media \u00e8 invece la strada in localit\u00e0 Piano dei Greci, zona \u201cAnnunziata\u201d, soggetta a dissesto attivo e deformazione superficiale lenta.<\/p>\n<p>Tra gli elaborati del progetto compare proprio una relazione geomorfologica che descrive accuratamente il dissesto attivo di cui \u00e8 vittima l\u2019area dell\u2019\u201cAnnunziata\u201d di Messina, evidentemente tenuta in scarsa considerazione dai Signori del Ponte. Lo studio geologico, esteso ad un tratto di versante significativo, mette in evidenza una situazione piuttosto preoccupante circa la pericolosit\u00e0 del dissesto attivo. Si afferma in particolare che uno dei corpi di frana, il pi\u00f9 antico, pur essendo inattivo rispetto ad agenti naturali, pu\u00f2 comunque essere riattivato antropicamente qualora interventi di scavo e\/o modifica della morfologia di versante possano ripristinarne la libert\u00e0 cinematica. I restanti due corpi di frana, essendo gi\u00e0 attivi, \u201cpossono invece essere portati in condizioni di maggiore disequilibrio da eventuali interventi che ne potrebbero causare la riattivazione e\/o l\u2019accelerazione del movimento\u201d.<\/p>\n<p>Ciononostante, proprio sopra il torrente \u201cAnnunziata\u201d dovrebbe sorgere il \u201csito di recupero\u201d numero 3, in cui si prevede di depositare oltre 720 mila metri cubi di materiali di scavo. Neanche tanto in fondo: in localit\u00e0 \u201cBianchi\u201d, presso cui si trova il torrente Guardianella, si \u00e8 pensato di ricavare una discarica di detriti ed inerti per 2.122.694 metri cubi (o 2.363.000 come si legge in altro elaborato progettuale!). La follia dei pontisti non conosce limiti\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: left\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nostro Punto Pace lo scorso 16 dicembre \u00a0ha organizzato, insieme ad alcune associazioni della nostra citt\u00e0, un interessante incontro con Antonio Mazzeo, sul centro per richiedenti asilo e migranti di Mineo, localit\u00e0 vicina a Ragusa.\u00a0Di seguito vi invio il testo di due suoi articoli. 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