{"id":3258,"date":"2012-01-16T16:51:10","date_gmt":"2012-01-16T16:51:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=3258"},"modified":"2020-06-22T09:22:56","modified_gmt":"2020-06-22T09:22:56","slug":"dicono-di-noi-e-degli-f35","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=3258","title":{"rendered":"Dicono di noi e degli F35"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Alcuni COMMENTI al Comunicato del vescovo Giudici sugli F35 <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Elsa Monteleone<\/strong><\/p>\n<p>Finalmente i media hanno recepito l&#8217;enormit\u00e0 dello scandalo delle spese militari,soprattutto in un grave momento di crisi economica e sociale.<\/p>\n<p>La voce di Pax Christi deve farsi entire sempre pi\u00f9 forte e insistente per incidere sempre pi\u00f9 nell&#8217;opinione pubblica e nell&#8217;azione politica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/_web\/cmstp\/tmplrubriche\/giornalisti\/grubrica.asp?ID_blog=242&amp;ID_articolo=5330&amp;ID_sezione=524\"><strong>LA STAMPA<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Pax Christi:&#8221;Perch\u00e9 F35?&#8221;<\/p>\n<p>&#8216;Nel panorama drammatico di questa crisi economica che esige sacrifici e tagli per il bene del Paese e per il futuro di tutti, anche le spese militari devono essere drasticamente tagliate&#8221;. A chiederlo e&#8217; monsignor Giovanni Giudici, vescovo di Pavia e presidente di Pax Christi Italia, che in una nota punta l&#8217;indice contro &#8221;l&#8217;investimento di oltre 15 miliardi&#8221; previsto per i 131 cacciabombardieri F35, aerei di attacco del costo di quasi 150 milioni di euro ciascuno. Commentando la notizia, apparsa sui giornali, mons. Giudici scrive &#8221;l&#8217;assordante silenzio che copriva questo progetto e&#8217; stato rotto. Sempre piu&#8217; palese e&#8217; l&#8217;assurdita&#8217; di produrre armi investendo enormi capitali mentre il grido dei poveri &#8211; interi popoli &#8211; ci raggiunge sempre piu&#8217; disperato&#8221;. &#8221;Su quale via scegliamo di camminare&#8217;?&#8221; chiede il vescovo, &#8221;forse quella di Erode, fatta di violenza e sopruso&#8217;? O piuttosto quella dei Magi e di chiunque, singoli e popoli, discerne le opere di pace per garantire il futuro di tutti. I Magi, ci racconta il Vangelo, &#8221;per un&#8217;altra strada fecero ritorno&#8217;. Anche per noi vale l&#8217;invito a intraprendere una strada diversa orientando ogni scelta alla via esigente e necessaria della pace. Per questo &#8211; conclude mons. Giudici &#8211; esigiamo un ripensamento di queste spese militari con un serio dibattito in Parlamento&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Don Mario Cornioli<\/strong><\/p>\n<p>Grazie Vescovo Giovanni, grazie a nome di quei tanti che vorrebbero ascoltare piu\u2019 spesso parole di questo genere da un Pastore e da un Padre. Ci fa male il silenzio di chi potrebbe e dovrebbe essere voce di chi non ha voce e soprattutto fa\u2019 piu\u2019 male a coloro che vivono sulla loro pelle il frutto del nostro\/vostro silenzio. Te lo dico perche\u2019 lo vedo tutti i giorni quello che produce questo assordante silenzio\u2026 In Terrasanta c\u2019e tanto silenzio, troppo silenzio su quello che sta accadendo. Le umiliazioni e i soprusi quotidiani gridano verso l\u2019alto. E il grido degli oppressi prima o poi verra\u2019 ascoltato ed allora cosa succedera\u2019 ? Se abbiamo a cuore le sorti dell\u2019umanita\u2019 dobbiamo ridare verita\u2019 e giustizia, perche\u2019 non e\u2019 eliminando la presenza cristiana in Medio-Oriente che si avra\u2019 la pace e la sicurezza, come si augura qualche penosissimo giornalista italiano ma e\u2019 soltanto salvando questa piccola comunita\u2019 che avremmo l\u2019ultima opportunita\u2019 di evitare un troppo pericoloso PER TUTTI scontro di religione\u2026.ancora siamo in tempo ed allora non perdiamo tempo\u2026noi abbiamo il dovere di denunciare !!!! Intanto mi sembra un buon inizio, Vescovo Giovanni, quello che hai scritto\u2026quanto sarebbe bello ascoltarlo anche dal Vescovo Antonio\u2026.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilmanifesto.it\/area-abbonati\/in-edicola\/manip2n1\/20120107\/manip2pg\/06\/manip2pz\/316078\/\"><strong>Il manifesto<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Pax Christi contro gli F-35: \u00abSono come Erode\u00bb di\u00a0\u00a0LUCA KOCCI<\/p>\n<p>I cacciabombardieri di Erode: anche loro, come il re della giudea che secondo il racconto del Vangelo ordin\u00f2 il massacro dei neonati per tentare di uccidere Ges\u00f9 appena nato, compiono \u00abstragi di innocenti\u00bb, magari mascherate da \u00abdanni collaterali\u00bb. Vanno fermati. Usa una metafora biblica e parole estremamente dure monsignor Giovanni Giudici, vescovo di Pavia e presidente nazionale di Pax Christi, per attaccare governo e parlamento che non sembrano voler recedere dall&#8217;intenzione di acquistare 131 cacciabombardieri f-35 per una spesa di oltre 15 miliardi di euro.<\/p>\n<p>\u00abFinalmente la notizia \u00e8 arrivata nei titoli di giornale &#8211; dice monsignor Giudici -, nel panorama drammatico di questa crisi economica che esige sacrifici e tagli per il bene del paese e per il futuro di tutti: anche le spese militari devono essere drasticamente tagliate\u00bb, e in particolare va cancellato &#8211; senza dover pagare alcuna esorbitante penale, come le lobby militari sostenevano e come un&#8217;inchiesta di altreconomia, confermata anche dall&#8217;ex capo di stato maggiore il generale Vincenzo Camporini ha smento &#8211; il programma di acquisto degli F-35, \u00abaerei di attacco che costano quasi 150 milioni di euro ciascuno\u00bb. \u00abL&#8217;assordante silenzio che copriva questo progetto \u00e8 stato rotto\u00bb, denuncia il presidente di Pax Christi, una delle poche associazioni cattoliche da sempre in prima linea contro gli F-35. \u00abSempre pi\u00f9 palese \u00e8 l&#8217;assurdit\u00e0 di produrre armi investendo enormi capitali mentre il grido dei poveri, interi popoli, ci raggiunge sempre pi\u00f9 disperato\u00bb.<\/p>\n<p>Bisogna cambiare radicalmente strada, dice il vescovo: abbandonare quella \u00abdi Erode, fatta di violenza e sopruso\u00bb, e &#8211; non a caso le parole vengono pronunciate proprio in occasione della festa dell&#8217;Epifania &#8211; seguire invece quella \u00abdei Magi e di chiunque, singoli e popoli, discerne le opere di pace per garantire il futuro di tutti\u00bb e per orientare \u00abogni scelta alla via esigente e necessaria della pace\u00bb. Per questo, chiede il presidente di Pax Christi anche ai tanti cattolici, per lo meno a parole, che fanno parte del governo &#8211; dal \u00abministro di sant&#8217;Egidio\u00bb Riccardi, al rettore dell&#8217;universit\u00e0 cattolica Ornaghi, all&#8217;ex presidente del movimento dei laureati dell&#8217;azione cattolica Balduzzi &#8211; \u00abesigiamo un ripensamento di queste spese militari con un serio dibattito in parlamento. I popoli che camminano nella tenebra di questa follia chiedono di cancellare questo progetto, e ci\u00f2 \u00e8 ancora pi\u00f9 necessario in un tempo di crisi che \u00e8 gi\u00e0 molto pesante soprattutto per le famiglie e per i pi\u00f9 poveri e che non sembra invece toccare i grandi investimenti per le armi\u00bb. Chi si proclama cattolico, aggiunge monsignor giudici, \u00abnon pu\u00f2 familiarizzare con progetti di violenza, neppure in chiave di pseudo-sicurezza internazionale\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.laperfettaletizia.com\/2012\/01\/italia-contro-i-cacciabombardieri.html\">AGENZIA MISNA<\/a><\/p>\n<p>CONTRO I CACCIABOMBARDIERI, L\u2019APPELLO DI PAX CHRISTI<\/p>\n<p>Un appello a tagliare in modo drastico le spese militari, in particolare rivendendo l\u2019accordo per l\u2019acquisto miliardario di 131 cacciabombardieri tipo F35, \u00e8 stato rivolto oggi dal movimento cattolico Pax Christi.<\/p>\n<p>In una nota firmata da monsignor Giovanni Giudici, presidente della sezione italiana del movimento, si esprime soddisfazione per la rottura almeno sui giornali dell\u2019\u201cassordante silenzio\u201d che copriva il progetto. \u201cAnche per noi \u2013 sottolinea monsignor Giudici \u2013 vale l\u2019invito a intraprendere una strada diversa orientando ogni scelta alla via esigente e necessaria della pace; esigiamo un ripensamento di queste spese militari con un serio dibattito in parlamento\u201d.<\/p>\n<p>Nella nota si evidenzia il paradosso di spendere circa 15 miliardi di euro per 131 cacciabombardieri \u201cnel panorama drammatico\u201d di una crisi economica \u201cche impone sacrifici a tutti\u201d. Secondo monsignor Giudici, \u201ccancellare questo progetto \u00e8 ancora pi\u00f9 necessario in un tempo di crisi che \u00e8 gi\u00e0 molto pesante soprattutto per le famiglie e per i pi\u00f9 poveri e che non sembra invece toccare i grandi investimenti per le armi\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/asca.it\/news-Difesa__Pax_Christi__assurdo_investire_15_miliardi_per_caccia_F35-1111042-POL.html\">AGENZIA ASCA<\/a><\/p>\n<p>Difesa: Pax Christi, assurdo investire 15 miliardi per caccia F35<\/p>\n<p>05 Gennaio 2012 &#8211; 18:59<\/p>\n<p>(ASCA) &#8211; Roma, 5 gen &#8211; &#8221;Nel panorama drammatico di questa crisi economica che esige sacrifici e tagli per il bene del Paese e per il futuro di tutti, anche le spese militari devono essere drasticamente tagliate&#8221;. A chiederlo e&#8217; mons.<\/p>\n<p>Giovanni Giudici, vescovo di Pavia e presidente di Pax Christi Italia, che in una nota punta l&#8217;indice contro &#8221;l&#8217;investimento di oltre 15 miliardi&#8221; previsto per i 131 cacciabombardieri F35, aerei di attacco del costo di quasi 150 milioni di euro ciascuno.<\/p>\n<p>Commentando la notizia, apparsa sui giornali, mons. Giudici scrive &#8221;l&#8217;assordante silenzio che copriva questo progetto e&#8217; stato rotto. Sempre piu&#8217; palese e&#8217; l&#8217;assurdita&#8217; di produrre armi investendo enormi capitali mentre il grido dei poveri &#8211; interi popoli &#8211; ci raggiunge sempre piu&#8217; disperato&#8221;. &#8221;Su quale via scegliamo di camminare&#8217;?&#8221; chiede il vescovo, &#8221;forse quella di Erode, fatta di violenza e sopruso&#8217;? O piuttosto quella dei Magi e di chiunque, singoli e popoli, discerne le opere di pace per garantire il futuro di tutti. I Magi, ci racconta il Vangelo, &#8221;per un&#8217;altra strada fecero ritorno&#8217;. Anche per noi vale l&#8217;invito a intraprendere una strada diversa orientando ogni scelta alla via esigente e necessaria della pace. Per questo &#8211; conclude mons. Giudici &#8211; esigiamo un ripensamento di queste spese militari con un serio dibattito in Parlamento&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.avvenire.it\/Economia\/Pagine\/f35-ne-vale-la-pena.aspx\">AVVENIRE<\/a><\/p>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div><strong>15 miliardi per gli F35. Ma ne vale la pena?<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<div>Centotrentuno aerei per un costo di 15 miliardi di euro. Mentre anche il presidente americano Obama annuncia tagli pesanti alle spese militari &#8211; 487 miliardi di dollari in meno che incideranno anche sull\u2019acquisto dei nuovi aerei &#8211; e molti parlamenti nazionali dibattono del costosissimo programma di armamenti, l\u2019interrogativo comincia a farsi spazio nel mondo politico italiano. Trovando consensi a sinistra, ma disponibilit\u00e0 a discuterne anche a destra. La crisi economica sembra dare ragione a quella parte della societ\u00e0 civile impegnata da qualche anno nella campagna \u00abNo F35\u00bb che coinvolge molte sigle del mondo cattolico. E alla vigilia dell\u2019Epifania, il vescovo di Pavia, Giovanni Giudici, presidente di Pax Christi Italia, ha lanciato un forte appello contro la \u00abfollia dei 131 cacciabombardieri che costano quasi 150 milioni di euro l\u2019uno\u00bb perch\u00e9 \u00abanche le spese militari devono essere drasticamente tagliate\u00bb.<\/div>\n<div>Monsignor Giudici plaude alla \u00abrottura del silenzio che copriva questo progetto: sempre pi\u00f9 palese \u00e8 l\u2019assurdit\u00e0 di produrre armi investendo enormi capitali mentre il grido dei poveri, interi popoli, ci raggiunge sempre pi\u00f9 disperato\u00bb. Il vescovo presidente di Pax Christi ricorda che \u00abi Magi per un\u2019altra strada fecero ritorno. Anche per noi vale l\u2019invito a intraprendere una strada diversa orientando ogni scelta alla via esigente e necessaria della pace. Per questo esigiamo un ripensamento di queste spese militari con un serio dibattito in Parlamento\u00bb.<\/div>\n<div>Guido Crosetto del Pdl, ex sottosegretario alla Difesa, non \u00e8 contrario a discutere della riduzione del numero degli F35 Jsf, (Joint strike fighter), a patto che non si danneggi l\u2019industria bellica italiana: \u00abDobbiamo metterci d\u2019accordo \u2013 premette \u2013 se all\u2019Italia serve una Difesa oppure no. Perch\u00e9 qualcuno sembra convinto del contrario\u00bb. E i tagli di Obama? \u00abI tagli americani non sono una cosa positiva \u2013 risponde \u2013 perch\u00e9 significa che ognuno dovr\u00e0 pensare di pi\u00f9 alla sua difesa. E io non vedo un mondo in evoluzione positiva\u00bb. Crosetto non ritiene intoccabile il numero 131: \u00abGi\u00e0 avevamo deciso di abbassare i costi del programma ordinandone 20 in meno a decollo verticale\u00bb, quelli cio\u00e8 con l\u2019allestimento pi\u00f9 caro.<\/div>\n<div>E limitarsi a 80 o 100 velivoli? \u00ab\u00c8 una discussione che ci pu\u00f2 stare. Come la riduzione del modello di Difesa da 190 a 140mila uomini nell\u2019ambito della discussione che porto avanti da tempo sulla riorganizzazione delle Forze armate\u00bb. Ma se l\u2019Italia si sfila dal progetto internazionale degli F35 \u00abne faremo le spese in termini di occupazione. E io difendo il posto dell\u2019operaio che produce formaggini come quello di chi costruisce cacciabombardieri\u00bb.<\/div>\n<div>\u00abDateli a me 15 miliardi di euro che ne creo molti di pi\u00f9 di posti di lavoro nella sanit\u00e0, nella scuola, nel non-profit\u00bb, replica Savino Pezzotta. Il deputato dell\u2019Udc, che la notte del 31 dicembre era a Brescia per la marcia organizzata da diocesi, commissione Cei per i problemi sociali, Caritas e Pax Christi, dice di non essere \u00abradicalmente antimilitarista e contro una forza di difesa. Ma 131 cacciabombardieri non sono uno strumento per difendere l\u2019Italia. Oggi poi le aggressioni contro il nostro Paese arrivano dalla speculazione finanziaria a colpi di spread\u00bb. Il nodo, dice, \u00ab\u00e8 che in Italia sembra sia vietato parlare di tagli alle spese militari. Capisco che il progetto F35 \u00e8 stato sostenuto da governi di sinistra e di destra e oggi i partiti dovrebbero smentirsi da soli. Ma io voglio solo che se ne discuta: io sono contro, ma qualcuno mi convinca del contrario. Oggi va tanto di moda parlare della casta e dei costi della politica.<\/div>\n<div>Benissimo, ma discutiamo di tutte le spese della pubblica amministrazione. Anche facendo le pulci alla Difesa, che ha pi\u00f9 generali che soldati. Degli F35 Norvegia e Olanda ne parlano pubblicamente, solo in Italia non si pu\u00f2. Io la mia mozione non la ritiro\u00bb.<\/div>\n<div>I dubbi sul faraonico programma si fanno strada in Parlamento. Roberto Della Seta e Francesco Ferrante del Pd annunciano una mozione \u00abper l\u2019uscita dell\u2019Italia dal programma Joint Strike Fighter\u00bb, che \u00abnon comporterebbe oneri ulteriori rispetto a quelli gi\u00e0 pagati per la fase di sviluppo e pre-industrializzazione\u00bb, ricordando come gi\u00e0 \u00abNorvegia, Canada, Australia e Turchia hanno messo in discussione la loro partecipazione\u00bb. \u00abIn un momento in cui si chiedono lacrime e sangue ai cittadini \u2013 fa eco il portavoce dell\u2019Idv, Leoluca Orlando \u2013 una spesa pari quasi a una pesante manovra sarebbe inaccettabile\u00bb. Dubbi li esprime anche il senatore del Pdl Esteban Juan Caselli: \u00abIl ministro della Difesa ammiraglio Gianpaolo Di Paola farebbe bene a suggerire al professor Mario Monti di ridurre veramente i costi della Difesa non portando avanti questa spesa\u00bb.<\/div>\n<div><strong><em>\u00a0Luca Liverani<\/em><\/strong><\/div>\n<div><strong>Quella flotta aerea \u00e8 da rinnovare: \u00abIl no significa pagare in debolezza\u00bb<\/strong>In tempo di tagli al bilancio e di stretta sul debito pubblico, fa molto discutere la partecipazione italiana al programma statunitense Joint strike fighter (Jsf) F-35. Nell\u2019occhio del ciclone son finiti i 131 cacciabombardieri che il nostro Paese intende acquistare dal colosso Lockheed Martin, sborsando 13 miliardi di dollari, oltre ai 2,5 investiti finora nello sviluppo. Il ministro della Difesa, Giampaolo di Paola, ha aperto a una revisione numerica. A giudizio degli esperti, 80-100 velivoli sarebbero sufficienti a garantire le linee di volo dell\u2019Aeronautica e della Marina, tenendo presente che le aviazioni di prima fascia affiancheranno a un bombardiere per l\u2019attacco al suolo, come il Jsf, un intercettore aria-aria, come l\u2019F-22 statunitense o l\u2019Eurofighter europeo. \u00c8 una questione di sicurezza e di rango.<\/p>\n<p>Senza dimenticare che il rinnovamento della flotta italiana s\u2019iscrive in un quadro globale pi\u00f9 ampio, inclusivo di Europa, Americhe e Asia. Russia e Cina hanno affidato a Sukhoi e Chengdu Aircraft programmi di ammodernamento aeronautico, mentre commesse significative stanno per arrivare dall\u2019India, dal Pakistan, dal Brasile e da altre potenze regionali. Uscire oggi dal programma Jsf sarebbe forse un errore e non garantirebbe grandi risparmi. L\u2019F-35 servir\u00e0 invece a colmare il vuoto che Tornado, Amx e Harrier lasceranno al termine della loro vita operativa. Non altrettanto potrebbe fare l\u2019Eurofighter, un intercettore puro, incapace di operare da portaerei. Non va dimenticato che \u00e8 la peculiarit\u00e0 di gran parte delle operazioni interforze e multinazionali degli ultimi anni: proiettare lo strumento militare attraverso l\u2019impiego iniziale della componente aerea, in particolare dal mare. Durante l\u2019operazione Enduring Freedom, gli aerei imbarcati sulla Garibaldi hanno costituito il perno delle missioni svolte dall\u2019Italia al fianco degli alleati; i velivoli Harrier hanno effettuato sortite di supporto ravvicinato, coprendo distanze di 1.500 km fra la portaerei e l\u2019entroterra afghano. Tra qualche anno, gli Harrier dovranno essere assolutamente sostituiti.<\/p>\n<p>La portaerei Cavour non pu\u00f2 imbarcare che velivoli a decollo breve e atterraggio verticale. L\u2019F35B \u00e8 la variante ideale e anche l\u2019unica, perch\u00e9 non esistono al mondo aerei da combattimento simili. Molti lamentano che il Jsf sia un doppione dell\u2019Eurofighter. Sebbene presentati come multiruolo, i due velivoli hanno caratteristiche differenti, legate al posizionamento dei sensori elettroottici: integrato nella parte superiore del muso, il Pirate dell\u2019Eurofighter \u00e8 ottimizzato per l\u2019impiego aria-aria; quello del Jsf, sotto il muso, \u00e8 invece perfetto per l\u2019ingaggio aria-suolo. Il caccia europeo \u00e8 sicuramente migliore per manovrabilit\u00e0 e difesa aerea, ma il rivale statunitense non ha eguali nell\u2019attacco al suolo. Nella campagna di Libia l\u2019avremmo usato in questo ruolo, oltre che per il supporto aereo ravvicinato. Roma \u00e8 entrata nel programma nel 2002, come partner di secondo livello. Si \u00e8 assicurata buoni ritorni industriali.<\/p>\n<p>Gli stabilimenti dell\u2019Alenia Aermacchi forniscono all\u2019incirca 1.200 ali: pezzi cruciali, che comprendono le due semiali del velivolo, la fusoliera che le unisce, i pannelli e le nacelle. A Cameri, nei pressi di Novara, \u00e8 previsto l\u2019assemblaggio dei velivoli nostrani e la manutenzione di quelli alleati. Manovrabilit\u00e0, velocit\u00e0, raggio d\u2019azione, carico utile e perfino segnatura radar del velivolo sono funzione diretta del bilanciamento fra prestazioni e costi, considerati come fattore critico. Da questo punto di vista, il Jsf \u00e8 ancora un\u2019incognita. Non essendo in servizio, \u00e8 arduo avanzare cifre attendibili.<\/p>\n<p>Ma una cosa \u00e8 certa: sar\u00e0 il cacciabombardiere pi\u00f9 caro della storia. Sar\u00e0 pronto non prima del 2018: 7 anni di ritardo, in cui si dovr\u00e0 rimediare a una ridda d\u2019inconveniente tecnici, emersi durante gli ultimi 12 mesi e confermati dal vice-ammiraglio David Venlet, che segue il programma per conto del Pentagono. \u00c8 una costante dei programmi multinazionali complessi: anche l\u2019Eurofighter ha sforato il budget del 70% e il cargo A400M costava pi\u00f9 caro del 25% gi\u00e0 prima che decollasse. Il prezzo unitario del Jsf si aggira oggi intorno ai 101 milioni di euro, cresciuti per la deriva dei costi di sviluppo (+40%) e di quelli di produzione (+60-90% a seconda delle versioni). Gli Stati Uniti spenderanno 323 miliardi di dollari per 2.443 apparecchi, destinati all\u2019aviazione, alla marina e ai marines, meno colpiti dell\u2019esercito dai tagli di bilancio.<\/p>\n<p>Paesi pi\u00f9 o meno comparabili all\u2019Italia acquisteranno il velivolo: dal Regno Unito all\u2019Olanda, senza dimenticare la Norvegia, la Danimarca, il Canada, Israele, l\u2019Australia, la Turchia, Singapore e il Giappone.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"LEFT\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni COMMENTI al Comunicato del vescovo Giudici sugli F35 &nbsp; Elsa Monteleone Finalmente i media hanno recepito l&#8217;enormit\u00e0 dello scandalo delle spese militari,soprattutto in un grave momento di crisi economica e sociale. 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