{"id":31583,"date":"2026-05-15T09:25:53","date_gmt":"2026-05-15T09:25:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=31583"},"modified":"2026-05-15T09:27:13","modified_gmt":"2026-05-15T09:27:13","slug":"punto-pace-di-bergamo-appello-alla-economia-bergamasca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=31583","title":{"rendered":"Punto Pace di Bergamo &#8211; Appello alla economia bergamasca"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><u>La pace non si costruisce con la forza<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 un\u2019inquietudine che attraversa il nostro tempo. Non \u00e8 un\u2019emozione passeggera, ma la percezione che qualcosa di profondo stia cambiando nel modo in cui guardiamo alla guerra e alla pace. La violenza, che dovrebbe restare l\u2019ultima e pi\u00f9 dolorosa delle risorse, viene sempre pi\u00f9 presentata come strumento ordinario di governo. Si parla di \u201csicurezza\u201d, di \u201cdeterrenza\u201d, di \u201cstabilit\u00e0\u201d, come se bastasse cambiare le parole per cambiare la natura delle cose. Eppure, lo afferma il diritto internazionale e, prima ancora, la coscienza, <strong>la pace non si costruisce con la forza<\/strong>. La forza non diventa pace solo perch\u00e9 qualcuno decide di chiamarla cos\u00ec. Intanto, mentre un conflitto occupa i titoli, altri dolori vengono spinti ai margini. &nbsp;L\u2019Ucraina resta un campo di devastazione. La tregua in medio-oriente resta estremamente precaria. Il Sahel vive una spirale di violenze dimenticate. Il Sudan \u00e8 travolto da una guerra civile che ha gi\u00e0 costretto milioni di persone alla fuga. Nel Corno d\u2019Africa, crisi politiche e climatiche si intrecciano in un\u2019unica ferita aperta. Secondo diversi rapporti internazionali, <strong>oltre un terzo dei conflitti pi\u00f9 gravi del pianeta si concentra oggi in Africa<\/strong>, ma il valore del dolore sembra cambiare a seconda della latitudine. In questo scenario globale, anche i nostri territori non sono estranei, perch\u00e9 l\u2019aggressione di USA e Israele all\u2019Iran apre uno scenario di crisi economica mondiale. La crescente pressione verso una riconversione dell\u2019industria civile in direzione militare, spesso presentata come opportunit\u00e0 economica, rischia di diventare un\u2019altra forma di assuefazione alla logica della guerra. Alcune analisi e ricerche confermano come, in Italia, la traiettoria industriale stia favorendo la crescita del settore bellico, mentre la normativa che regola l\u2019export militare \u00e8 oggetto di tentativi di revisione. <em><u>\u00c8 un segnale che interroga: quando la guerra diventa un affare, la pace diventa un costo.<\/u><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><u>Un appello agli Imprenditori e alle Istituzioni<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nostra terra, con la sua storia di lavoro, cooperazione e solidariet\u00e0, non pu\u00f2 considerarsi neutrale. <em><u>Le scelte economiche e istituzionali che maturano qui, nelle aziende, nelle associazioni di categoria, nei Consigli Comunali, nelle sedi amministrative e hanno un impatto reale sulle filiere globali<\/u><\/em>. &nbsp;Per questo, con rispetto ma con franchezza evangelica, sentiamo il dovere di rivolgere un appello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><u>Agli imprenditori bergamaschi<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi chiediamo di esercitare una <strong>creativit\u00e0 orientata al civile<\/strong>, capace di generare valore non attraverso la produzione di strumenti di guerra, ma attraverso la tutela dell\u2019ambiente, l\u2019innovazione sostenibile, i servizi sociali, la cura delle fragilit\u00e0. <em>La transizione dal militare al civile non pu\u00f2 essere scaricata sulle spalle dei lavoratori: richiede investimenti, visione, responsabilit\u00e0 Nello stesso tempo diciamo che i posti di lavoro possono servire da ricatto per un passaggio dal civile al militare<\/em>. E tutto ci\u00f2, richiede soprattutto un nuovo modo di intendere la responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa e di territorio, non come marketing, ma come scelta etica che riconosce il ripudio della guerra, proclamato dalla Costituzione repubblicana, non come un richiamo retorico, ma come <strong>prassi concreta<\/strong> e come criterio operativo che orienta le decisioni quotidiane. In questo senso risuona ancora l\u2019intuizione di <strong>Papa Leone XIV<\/strong>, che parla della necessit\u00e0 di una <strong>pace disarmata<\/strong>, fondata sulla giustizia e non sulla minaccia. Una pace che non si regge sugli arsenali, ma sulla dignit\u00e0 del lavoro, sulla cura del creato, sulla solidariet\u00e0 tra i popoli. Costruire strumenti militari significa imboccare la strada della guerra e della violenza: <strong>come cristiani non possiamo assecondare questa via<\/strong>. Siamo chiamati a un\u2019altra fedelt\u00e0, a un\u2019altra logica, a un\u2019altra speranza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il caso Fassi e il caso Battagion:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>un segnale che interpella la coscienza del territorio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio per questo, non possiamo ignorare ci\u00f2 che sta emergendo in Bergamasca:&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; i carrelli elevatori di Fassi Gru, documentate in uso in contesti di demolizioni e operazioni militari, i macchinari della Battagion, destinati a produzioni che possono essere impiegate in ambiti bellici e la stessa ed evidente produzione di sottomarini della M23, ci interrogano come comunit\u00e0. &nbsp;Non si tratta di puntare il dito, ma di riconoscere che <strong>ogni filiera produttiva ha un impatto sul mondo<\/strong>, e che <em>la nostra terra non pu\u00f2 diventare, nemmeno indirettamente, parte di un\u2019economia di guerra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>A Fassi Gru spa, a Battagion spa, a M23 srl e a tutte le realt\u00e0 economiche ed industriali del nostro territorio chiediamo passi di vera imprenditorialit\u00e0 e di coraggio<\/em><\/strong><strong>:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>&#8211; scegliendo la via della trasparenza, della responsabilit\u00e0, della creativit\u00e0 civile.;<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; <em>scegliendo di non contribuire, neppure in modo indiretto, a processi che alimentano violenza e distruzione;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>&#8211; scegliendo di essere costruttori di pace e non fornitori di strumenti che possono <\/em><\/strong><strong><em>essere usati per negarla.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><u>Alle Istituzioni locali<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi chiediamo di vigilare, di promuovere percorsi di economia civile, di sostenere le imprese che scelgono la via della nonviolenza, della cooperazione, della transizione ecologica. Le politiche pubbliche non sono mai neutre: possono favorire la cultura della pace o quella della forza: <strong><em>la responsabilit\u00e0 di un territorio passa anche da qui.<\/em><\/strong> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pax Christi, fin dalla sua nascita, ha scelto la via della riconciliazione e della nonviolenza. Non una pace astratta, ma una pace che interroga le scelte politiche, economiche e culturali. Una pace che non accetta la logica del nemico, n\u00e9 quella dell\u2019indifferenza. Oggi questa responsabilit\u00e0 ci chiama ancora. Ci chiede di non lasciarci trascinare dalla retorica della sicurezza armata. Ci chiede di difendere la dignit\u00e0 di ogni popolo, senza eccezioni. Ci chiede di custodire la nostra terra perch\u00e9 non diventi, anche inconsapevolmente, parte di un\u2019economia di guerra. Perch\u00e9 ogni euro investito e destinato in armi e in materiale bellico viene automaticamente sottratto ai \u201cbeni comuni\u201d, alle protezioni universalistiche dello Stato sociale, della scuola, della sanit\u00e0, allungando ancora di pi\u00f9 le liste di attesa e aumenta le disuguaglianze tra i cittadini. <em>La pace non \u00e8 un sentimento. \u00c8 una scelta. E come ogni scelta, richiede coraggio: il coraggio di dire no alla violenza travestita da necessit\u00e0, il coraggio di costruire alternative, il coraggio di credere che la nonviolenza non \u00e8 ingenuit\u00e0, ma l\u2019unica via che non tradisce l\u2019umano.<\/em> Pax Christi lo ricorda da sempre: <strong>la pace si testimonia, si costruisce, si custodisce<\/strong>. E si difende sempre, senza armi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><u>Bergamo, Aprile 2026<\/u><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/em>Il Punto Pace Pax Christi Bergamo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>puntopacepxbergamo@gmail.com<\/em><\/p>\n\n\n\n<div data-wp-interactive=\"core\/file\" class=\"wp-block-file\"><object data-wp-bind--hidden=\"!state.hasPdfPreview\" hidden class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/appello-alleconomia-bergasca.pdf\" type=\"application\/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Incorporamento di appello all&apos;economia bergasca.\"><\/object><a id=\"wp-block-file--media-b07e8d40-695a-4902-a9df-25578e6bf827\" href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/appello-alleconomia-bergasca.pdf\">appello all&#8217;economia bergasca<\/a><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/appello-alleconomia-bergasca.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-b07e8d40-695a-4902-a9df-25578e6bf827\">Download<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pace non si costruisce con la forza C\u2019\u00e8 un\u2019inquietudine che attraversa il nostro tempo. Non \u00e8 un\u2019emozione passeggera, ma la percezione che qualcosa di profondo stia cambiando nel modo in cui guardiamo alla guerra e alla pace. La violenza, che dovrebbe restare l\u2019ultima e pi\u00f9 dolorosa delle risorse, viene sempre pi\u00f9 presentata come strumento ordinario di governo. Si parla di \u201csicurezza\u201d, di \u201cdeterrenza\u201d, di \u201cstabilit\u00e0\u201d, come se bastasse cambiare le parole per cambiare la natura delle cose. Eppure, lo afferma il diritto internazionale e, prima ancora, la coscienza, la pace non si costruisce con la forza. 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