{"id":31144,"date":"2026-03-16T06:43:24","date_gmt":"2026-03-16T06:43:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=31144"},"modified":"2026-03-18T06:28:45","modified_gmt":"2026-03-18T06:28:45","slug":"punto-pace-di-bologna-educare-a-una-pace-disarmata-e-disarmante-con-don-fabio-corazzina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=31144","title":{"rendered":"Punto pace di Bologna: Educare alla Pace: Tra urgenze dimenticate e proposte coraggiose con don Fabio Corazzina"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Dario. Punto Pace di Bologna<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019incontro, svolto a Bologna, don Fabio Corazzina ha affrontato molti temi presenti nella nota pastorale \u201cEducare a una pace disarmata e disarmante\u201d, partendo dalla sua esperienza di insegnante in scuole di diversi ordine e grado, riportando anche situazioni concrete e a volte spiazzanti per noi adulti. Tipo quelle di una bambina che chiede chi ha inventato la guerra e che cosa vuol dire \u201cguerra\u201d. Anche la riproposizione della battaglia navale crea interesse nei bambini che rimangono interdetti e sconcertati scoprendo che alla fine sono state bombardate chiese, ospedali e case. Si deve far capire come diceva Mazzolari che \u201cNon esiste guerra che si possa dire giusta, perch\u00e9 essa (e gi\u00e0 solo la sua preparazione con la corsa agli armamenti) provoca distruzioni estremamente peggiori di qualunque bene si voglia difendere, aggravando la miseria. Anche dinanzi all\u2019ingiustizia o all\u2019aggressione, la via d\u2019uscita \u00e8 una resistenza pacifica, che privilegia la vita sulla giustizia, in un amore agli altri che svela la cattiveria dei malvagi non sposandone i metodi\u201d. &nbsp;Fin dalle prime battute dell\u2019incontro Don Fabio ha invitato a guardare con lucidit\u00e0 il contesto internazionale. \u00abViviamo in un tempo in cui la guerra \u00e8 tornata a essere considerata quasi inevitabile\u00bb, ha osservato. \u00abNel linguaggio pubblico si parla continuamente di difesa, di riarmo, di deterrenza. Ma raramente ci fermiamo a chiederci se questa logica renda davvero il mondo pi\u00f9 sicuro\u00bb, il rischio pi\u00f9 grande \u00e8 l\u2019assuefazione alla guerra. \u00abQuando la guerra diventa normale nel nostro linguaggio e nei nostri pensieri\u00bb, ha spiegato, \u00aballora diventa pi\u00f9 facile accettarla anche nella realt\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro tema centrale dell\u2019incontro ha riguardato il ruolo dell\u2019educazione. La pace che non nasce spontaneamente: deve essere insegnata e coltivata. \u00abLa pace si impara\u00bb, ha affermato. \u00abSe non educhiamo le nuove generazioni al dialogo e alla nonviolenza, continueremo a produrre una societ\u00e0 che pensa di risolvere i problemi con la forza\u00bb.&nbsp; Il pi\u00f9 preoccupante, ostacolo all&#8217;educazione alla pace \u00e8 l&#8217;indifferenza, il documento della C.E.I., pur essendo ricco di spunti e desideri, ha incontrato una scarsa ricezione all&#8217;interno della stessa Chiesa. La mancanza di discussione a livello diocesano e nei consigli pastorali \u00e8 un sintomo di una marginalizzazione pi\u00f9 ampia. Le indicazioni del Concilio Vaticano II, come il dialogo interreligioso e l&#8217;ecumenismo, vengono spesso messe da parte in favore di &#8220;altre urgenze&#8221;, rivelando una difficolt\u00e0 strutturale nell&#8217;affrontare temi cruciali come giustizia e pace. Cos\u00ec la richiesta dei vescovi che \u201cNon baster\u00e0 allora qualche evento dedicato alla pace nel corso dell\u2019anno: occorrer\u00e0 che essa intessa le proposte educative comunitarie, anche valorizzando quei movimenti, quelle associazioni e quelle comunit\u00e0 religiose che vivono in modo specifico il carisma e l\u2019impegno di costruzione di pace. Occorrer\u00e0 formare educatori che con competenza e passione si dedichino a un\u2019educazione che generi cambiamento di mentalit\u00e0 e assieme di condizioni di vita. Occorrer\u00e0 indicare possibili percorsi formativi da attivare nei diversi contesti\u2026.\u201d rischia di rimanere puramente un auspicio. Questa marginalizzazione non \u00e8 solo interna alle istituzioni religiose, ma si riflette nella societ\u00e0. Il linguaggio predominante \u00e8 quello della guerra, veicolato dai media e radicato nel nostro immaginario collettivo. Parlare di pace, di valori costruttivi, di nonviolenza, diventa quasi &#8220;imbarazzante&#8221;, un discorso che fatica a trovare spazio e legittimit\u00e0 di fronte alla retorica della forza e della sicurezza intesa come difesa armata. Le esperienze educative, come quelle condotte da lui nelle scuole, rivelano una mentalit\u00e0 giovanile spesso orientata alla difesa personale e all&#8217;uso delle armi, per molti di loro la sicurezza \u00e8 possedere un\u2019arma, segno di un contesto culturale che fatica a proporre alternative credibili alla violenza. &#8220;\u00c8 come se la pace fosse diventata una parola sussurrata, quasi timorosa di disturbare il fragore delle armi,&#8221; ci sono evidenti difficolt\u00e0 di far emergere un discorso positivo in un ambiente saturo di violenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;educazione alla pace non pu\u00f2 riguardare solo un rapporto intimistico. Deve avere una forte valenza sociale, coinvolgendo oratori, scuole, gruppi di genitori e l&#8217;intera comunit\u00e0. L&#8217;obiettivo \u00e8 creare un &#8220;patrimonio di valori&#8221; che sia reinterpretato e adattato alle sfide contemporanee, promuovendo la crescita personale e l&#8217;impegno attivo nella costruzione di relazioni pacifiche. &#8220;Non basta desiderare la pace, bisogna costruirla mattone dopo mattone, in ogni contesto della nostra vita. Don Fabio, richiama la nota pastorale sopracitata, dove per una autentica educazione alla pace si deve delegittimare la violenza e legittimare l&#8217;alterit\u00e0, riconoscendo il valore intrinseco di ogni persona, si deve delegittimare l&#8217;inimicizia e legittimare i percorsi di riconciliazione, superando le divisioni e promuovendo il perdono, si deve delegittimare la guerra e legittimare la nonviolenza attiva, proponendo alternative pacifiche e costruttive ai conflitti. \u00abLa pace disarmante \u00e8 quella che cambia il cuore delle persone. \u00c8 quella pace che sorprende, che rompe la spirale dell\u2019odio e che risponde alla violenza con il dialogo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta dunque di una trasformazione che riguarda prima di tutto le coscienze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSe non cambiamo la cultura che giustifica la guerra\u00bb, ha osservato, \u00abcontinueremo a riprodurre gli stessi conflitti\u00bb. Nella parte conclusiva dell\u2019incontro don Fabio ha invitato ciascuno ad assumersi una responsabilit\u00e0 personale nella costruzione della pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa pace non \u00e8 un\u2019utopia\u00bb, ha detto. \u00ab\u00c8 un cammino quotidiano che passa dalle scelte concrete di ogni giorno\u00bb. \u00abNon servono solo grandi strategie diplomatiche\u00bb, ha spiegato. \u00abServono persone che nel quotidiano scelgono il dialogo invece della violenza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ha concluso con un invito alla speranza. \u00abIl rischio pi\u00f9 grande \u00e8 pensare che la pace sia impossibile. Ma la storia ci insegna che i cambiamenti nascono da persone che hanno il coraggio di immaginare qualcosa di diverso\u00bb. Sicuramente ora noi abbiamo uno strumento in pi\u00f9, per incidere soprattutto in ambito ecclesiale, ed \u00e8 la nota pastorale \u201cEducare a una pace disarmata e disarmante\u201d unito al documento, pi\u00f9 vola citato, \u201cLa nonviolenza di Ges\u00f9\u201d di Pax Christi International.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo don Fabio, la nota pastorale \u00e8 gi\u00e0 stata messa da parte perch\u00e9 ci chiede di tornare al coraggio educativo, al coraggio di fare delle scelte. Tra le scelte concrete segnaliamo come l\u2019obiezione professionale degli operatori che mettono competenze professionali e lavorative a servizio di aziende orientate alla produzione di armi, il disinvestimento dalle banche coinvolte nel commercio delle armi, il declinare il valore della \u00abdifesa della patria\u00bb anche con un servizio civile obbligatorio, la pratica della giustizia riparativa, il porre fine alla nostra guerra verso il creato, \u00a0e gesti concreti di solidariet\u00e0 internazionale. I vescovi indicano, inoltre, che anche l\u2019opera dei cappellani militari debbono operare non pi\u00f9 legati ad un\u2019appartenenza alla struttura militare per una maggior libert\u00e0 nell\u2019annuncio di pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per poter vedere l\u2019incontro potete andare ai seguenti link<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Educare a una pace disarmata e disarmante co Don Fabio Corazzina\" width=\"700\" height=\"394\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/W41OxGrII0s?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"&quot;Educare a una pace disarmata e disarmante&quot; con don Fabio Corazzina\" width=\"700\" height=\"394\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/jusmxa8vm9Q?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dario. 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