{"id":30787,"date":"2026-01-15T11:15:14","date_gmt":"2026-01-15T11:15:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=30787"},"modified":"2026-01-15T13:51:20","modified_gmt":"2026-01-15T13:51:20","slug":"riflessione-sulla-nota-pastorale-educare-a-una-pace-disarmata-e-disarmante-della-cei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=30787","title":{"rendered":"Riflessione sulla nota pastorale: Educare a una pace disarmata e disarmante, della CEI"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Anna Mastropasqua<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Nota Pastorale \u201cEducare a una pace disarmata e disarmante\u201d della Conferenza Episcopale Italiana contiene, nella terza parte del documento, indicazioni molto precise di tipo pedagogico e operativo su come educarsi\u00a0e\u00a0come condurre un&#8217;azione efficace per educare alla pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innanzitutto il documento dei Vescovi si rivolge agli <em>artigiani di pace<\/em>, quanti cio\u00e8&nbsp; \u201cda un cuore pacificato sanno trarre tutte le energie per operare nella storia e nel tempo\u201d e, tra i tanti importanti testimoni di pace, ricorda mons. Luigi Bettazzi e mons. Tonino Bello, \u201cda cui viene un richiamo forte per una incisiva azione di pace\u201d e di contrasto alla guerra e alla corsa agli armamenti, e insieme un richiamo alla centralit\u00e0 della formazione teologica per orientare la vita secondo il Vangelo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Papa Francesco sottolinea che l&#8217;educazione alla pace \u00e8 determinante per una \u201cvera conversione alla pace\u201d e richiede il saper \u201ccoltivare cuori e forme di vita\u201d pacificate e pacificanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Richiamando il discorso di Papa Leone XIV del 17 giugno 2025, in cui si auspica:\u201cOgni Diocesi possa promuovere percorsi di educazione alla nonviolenza\u201d,&nbsp; la Nota Pastorale&nbsp; sottolinea che occorre formare educatori che con competenza e passione si dedichino a un&#8217;educazione che generi un cambiamento di mentalit\u00e0 e di condizioni di vita. Qui vi \u00e8 una prima indicazione concreta nel proporre possibili percorsi formativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma in primo luogo bisogna ripartire dalla preghiera e dal mettersi alla scuola di Ges\u00f9 di Nazareth per \u201cripensare la pace come un vocabolario pi\u00f9 che come un vocabolo\u201d secondo l&#8217;espressione di don Tonino Bello, e per dar forma ad una vera teologia della pace. In tal senso \u00e8 necessario educarsi ed educare all&#8217;ascolto, al perdono, al \u201cprendersi cura\u201d, come ha fatto don Milani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In particolare \u00e8 importante formarsi ad uno stile di vita nonviolento, cosa non facile, perch\u00e9 richiede una nuova visione dell&#8217;esistenza e delle relazioni, animata dall&#8217;amore per il nemico, secondo&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; l&#8217;indicazione del Vangelo \u201camate i vostri nemici\u201d (Mt 5,44).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa direzione vanno valorizzati numerosi segni e simboli, come la Marcia della pace di fine anno, o le Arene di Pace, che raccolgono energie e speranze di tante componenti del&nbsp; popolo di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La famiglia \u00e8 la prima palestra di educazione alla pace, come sottolineato da papa Francesco in <em>Amoris laetitia. <\/em>E anche la scuola lo \u00e8; ad essa si chiede una conversione ad essere una vera \u201ccomunit\u00e0 educante\u201d. Molto interessante e ricco di prospettive quanto viene detto riguardo allo studio della storia, che non va vista come una successione di guerre, ma come \u201cesame critico&nbsp; di dinamiche e possibilit\u00e0, con lo sguardo alla vita quotidiana di famiglie, lavoratori, bambini, che partecipano alla storia stessa\u201d. Cos\u00ec come \u00e8 importante educare ad un uso intelligente delle piattaforme digitali e dei giochi elettronici, che hanno un grande potenziale educativo, se opportunamente orientate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occorre poi delegittimare la violenza e sostituirla con l&#8217;alterit\u00e0, dunque andare oltre la logica di Caino, e orientare persino all&#8217;amore per il nemico, sostituendo ad ogni pratica di odio &#8211; come il razzismo, l&#8217;antisemitismo, la violenza di genere &#8211; la cultura del rispetto, nei rapporti interpersonali e nel rapporto con il creato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per far questo bisogna delegittimare l&#8217;inimicizia, imparare a gestire i conflitti senza assolutizzare le contrapposizioni,&nbsp; ricercando patti e negoziazioni, sull&#8217;esempio di San Francesco d&#8217;Assisi e del suo impegno nel superare i conflitti della citt\u00e0; o di Giorgio La Pira con le numerose realt\u00e0 a lui ispirate; o ancora di Rondine cittadella della pace; o delle pratiche di giustizia riparativa, volte a contrastare la ricaduta nel male e a favorire il reinserimento nella societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prospettiva \u00e8 quella di padre Ernesto Balducci, che invita a prendere coscienza della condizione epocale in cui viviamo, anteponendo gli interessi dell&#8217;umanit\u00e0 a quelli delle trib\u00f9 cui apparteniamo, abbracciando la sfida&nbsp; di costruire una democrazia planetaria, fondata sulla convivenza di tutte le \u201ctrib\u00f9 della terra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ci\u00f2 porta a delegittimare la guerra, ormai divenuta inccettabile. Don Primo Mazzolari afferma che non esiste guerra giusta;&nbsp; Norberto Bobbio sostiene una tradizione giuridica orientata al cosmopolitismo, e ancora, l&#8217;articolo 11 della nostra Costituzione&nbsp; ripudia la guerra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per&nbsp; perseguire una <em>pace giusta,<\/em> <em>&nbsp;<\/em>occorre avere la consapevolezza che non c&#8217;\u00e8 pace senza ricerca della giustizia, intesa come difesa della dignit\u00e0 di ogni persona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come ha ricordato papa Francesco, tanti conflitti sono generati dalla inequit\u00e0, che \u201cnon colpisce solo gli individui, ma Paesi interi\u201de richiede \u201cun&#8217;etica delle relazioni internazionali\u201d, \u201cun&#8217;etica globale di solidariet\u00e0 e cooperazione\u201d, sostenuta dalla corresponsabilit\u00e0 nell&#8217;intera famiglia umana\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto la pace nella giustizia \u00e8 \u201cprimo compito della politica\u201d, secondo l&#8217;approccio della democrazia, che ha il compito del dialogo, nella consapevolezza che nelle parole dell&#8217;altro, per quanto lontane dalle proprie, c&#8217;\u00e8 sempre una parte di verit\u00e0 che merita ascolto e attenzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E&#8217; l&#8217;approccio di Giorgio La Pira, che individua nel dialogo lo strumento pi\u00f9 efficace per comporre i conflitti, sia all&#8217;interno della citt\u00e0, quale sindaco di Firenze, sia nei rapporti tra popoli e Stati, come pure la scelta di Giuseppe Dossetti, che propone di non rispondere alle crisi con la debolezza della violenza, ma con la forza del confronto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un paragrafo \u00e8 dedicato alla visione della pace nella famiglia umana e all&#8217;impegno nella non proliferazione delle armi nucleari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per contrastare la competizione tra i popoli e la corsa agli armamenti si sottolinea una seria formazione al rispetto del diritto internazionale, al multilateralismo e al funzionamento degli Organismi sovranazionali, certi che&nbsp; \u201cogni parte della famiglia umana reca in s\u00e9 quel tesoro spirituale che Dio ha affidato all&#8217;umanit\u00e0\u201d (<em>Gaudium et spes<\/em>). Pertanto \u00e8 necessario valorizzare la cooperazione, contrapposta alla mentalit\u00e0 competitiva, e la non proliferazione delle armi nucleari, \u201cil cui uso, come pure il loro possesso, \u00e8 immorale\u201d (Papa Francesco). Si&nbsp; tratta infatti di un falso senso di sicurezza, fondato su un \u201cequilibrio del terrore\u201d che conduce inevitabilmente a rapporti avvelenati tra popoli e ostacola ogni possibile forma di vero dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fondamentale quindi il ruolo delle istituzioni internazionali, a partire dalla Nazioni Unite, per le quali si auspica una riforma che davvero ne faccia un luogo in cui la famiglia umana si mostri come comunit\u00e0 che si fa carico della responsabilit\u00e0 di governare la terra, una riforma che restituisca&nbsp; autorevolezza e capacit\u00e0 di fare pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pace non si pratica solo sul terreno politico o diplomatico. Anche i media e il web devono diventare luoghi in cui la pace va coltivata quotidianamente. La storia recente dimostra che possono diventare strumenti di manipolazione, capaci di alimentare conflitti, perch\u00e9 il potere informativo tende a modellare la realt\u00e0, orientare comportamenti e scelte delle persone. Anche nei social media dunque occorre portare una visione nonviolenta, promuovere linguaggi, educare al discernimento critico e aprire spazi di dilogo, soprattutto davanti all&#8217;emergere dell&#8217;intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Urgente poi fare pace con la terra: le ferite ad essa inferte nascono dalla stessa logica che genera la guerra. L&#8217;ambiente che abitiamo non va usato come mera risorsa, dobbiamo invece avere cura della terra, ripartire dalla sostenibilit\u00e0 ambientale per fare quella pace necessaria per il futuro, mettere la cultura della terra al centro dell&#8217;educazione delle nuove generazioni e di tutte la generazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche delle religioni si pu\u00f2 dire che abbiano un volto ambivalente in tema di pace; da esse bisogna disinnescare i germi di violenza per coltivare semi di riconciliazione. Vengono citate esperienze di donne che hanno contribito a creare rapporti di dilalogo tra le Chiese in Italia nel post-Concilio. E si sottolinea la capacit\u00e0 di tessere rapporti di convivialit\u00e0 e sororit\u00e0 tra le diverse realt\u00e0 religiose, per costruire una storia comune pur nella specificit\u00e0 dei diversi cammini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In modo particolare non bisogna dimenticare l&#8217;orizzonte del Mediterraneo, culla delle tre grandi religioni monoteistiche, che dovrebbero&nbsp; tessere percorsi di dialogo oltre le contrapposizioni, partendo dalla riconciliazione, curando quelle ferite che pur hanno bisogno di tempo per risanarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Essenziale in tutto questo il perdono, per spezzare la catena della violenza, e il contributo delle comunit\u00e0 cristiane, chiamate a testimoniare un perdono gratuitamente offerto, sull&#8217;esempio di Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel documento viene infine sostenuta l&#8217;esigenza dell&#8217;obiezione di coscienza al servizio militare, e il servizio civile, vie alternative e di grande spessore, difese fortemente da Don Milani; la difesa della patria infatti passa per la cura della <em>civitas.<\/em> E&#8217; un passaggio di grande crescita morale e di grande consapevolezza per passare&nbsp; dal \u201cse vuoi la pace prepara la guerra\u201d al \u201cse vuoi la pace prepara la pace\u201d (e quanto c&#8217;\u00e8 bisogno oggi di diffondere tale consapevolezza&#8230;!) Il servizio civile viene sostenuto non solo come alternativa al servizio militare, ma come contributo al vivere civile del Paese. Si propone all&#8217;interno della \u201cdifesa della patria\u201d il servizio civile obbligatorio per ogni giovane, al servizio della dignit\u00e0 della persona e dell&#8217;ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un paragrafo \u00e8 dedicato alla testimonianza di pace entro le Forze armate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo ambito si invocano forme di assistenza spirituale che esprimano un&#8217;attiva sensibilit\u00e0 di pace. E si citano alcune figure di sacerdoti che durante la prima guerra mondiale, come cappellani militari, condivisero con i soldati&nbsp; l&#8217;esperienza tragica della guerra e ci\u00f2 li condusse ad affermare con forza che \u201cIddio non vuole la guerra\u201d, e a condividere il giudizio di Benedetto XV sul conflitto armato come \u201cinutile strage\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto si propongono forme nuove di assistenza spirituale per le Forze armate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S&#8217;invoca infine un rinnovato impegno intermazionale per il controllo degli armamenti, un&#8217;istanza da promuovere anche a livello di Unione Europea, che ha una normativa debole in tal senso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E si sottolinea anche l&#8217;urgenza di una presa di distanza dalle realt\u00e0 economiche che contribuiscono all&#8217;economia di guerra, e favoriscono l&#8217;impegno militare da parte dei governi.&nbsp; Nel messaggio per la giornata mondiale della pace 2025&nbsp; Papa Francesco denuncia \u201ci cospicui finanziamenti dell&#8217;industria militare\u201d&nbsp; che \u201calimentano i conflitti che stanno flagellando l&#8217;umanit\u00e0\u201de chiede l&#8217;obiezione bancaria, da parte di singoli e istituzioni per rifiutare quei fenomeni strutturali che favoriscono la produzione di armi e le dinamiche di guerra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Estremamente fermo, nelle conclusioni, il richiamo alla radicalit\u00e0 dell&#8217;annuncio evangelico: l&#8217;essere operatori di pace deve farsi storia ed esige scelte coerenti, dal coraggio della parola&nbsp; ad uno stile di vita che renda visibile l&#8217;avere scelto la pace come regola, all&#8217;impegno umano, che alla violenza sostituisca la cura dell&#8217;altro, la pratica della misericordia, la fraternit\u00e0, la scelta di una pace disarmata e disarmante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto il documento \u00e8 orientato a educare alla pace in modo esplicito e sincero; presenta infatti numerose indicazioni ricche di contenuti per un nuovo fruttuoso confronto tra i vari soggetti educativi, e prospettive feconde di risultati nella loro applicazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia ci si aspettava di pi\u00f9 dal paragrafo sulle Forze armate e in parte da quello sugli armamenti, cio\u00e8 una posizione pi\u00f9 esplicita e netta contro la guerra, le forze armate, gli armamenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riguardo alle Forze armate, si propongono forme nuove di assistenza spirituale&#8230; cio\u00e8 si invoca una spiritualit\u00e0 della pace nell&#8217;ambito delle Forze armate!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, piuttosto che dar seguito all&#8217;appello \u201cmai pi\u00f9 la guerra\u201d perch\u00e9 \u201cDio non vuole la guerra\u201d, \u201cinutile strage\u201d, siamo all&#8217;accettazione della guerra, ma con una spiritualit\u00e0 di pace&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che ci troviamo di fronte ad una contraddizione&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esplicita, nell&#8217;ultimo paragrafo, l&#8217;affermazione che le armi sono fatte per uccidere, anche se un po&#8217; attenuata dalla parentesi: \u201cin determinati casi possono essere usate per la difesa\u201d&#8230;. ma tutte le guerre attuali sarebbero legittimate dalla difesa di qualcosa, di qualcuno, di&nbsp; uno stato, dei confini, della libert\u00e0 \u2026 e potremmo continuare. D&#8217;altronde lo stesso documento afferma nei passaggi precedenti che il concetto di guerra giusta \u00e8 stato definitivamente superato. Quindi bisogna prenderne atto e, a partire da questa premessa, costruire il nuovo che nasce: l&#8217;educazione alla nonviolenza, il dialogo, il superamento della categoria di nemico, l&#8217;ascolto dell&#8217;altro e della sua parte di verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occorre affermare con&nbsp; lucidit\u00e0 e fermezza che la guerra&nbsp; uccide, \u201csempre\u201d, che \u00e8 sempre un attacco ad altri uomini, alle citt\u00e0, all&#8217;ambiente. Meglio avere il coraggio di un no deciso alle armi, senza tentennamenti o giustificazioni.&nbsp; Anche perch\u00e9 le armi di oggi, nucleari, chimiche batteriologiche, estremamente sofisticate ed esiziali, unite ad un uso deviato dell&#8217;intelligenza artificiale, non lasciano vie di scampo&nbsp; all&#8217;umanit\u00e0 e al pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora una volta risuona chiaro l&#8217;appello di papa Francesco: \u201cLe armi nucleari sono una responsabilit\u00e0 pesante e pericolosa. Rappresentano un \u201cmoltiplicatore di rischio\u201d&#8230;l&#8217;uso di armi nucleari, come pure il loro mero possesso, \u00e8 immorale\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque non \u00e8 pi\u00f9 tempo di usare, prudenza, cautela, moderazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo in un passaggio d&#8217;epoca, in cui non si possono salvare strutture di morte con una nuova spiritualit\u00e0 della pace&#8230; quelle strutture, sempre pi\u00f9 letali, sono inadeguate all&#8217;urgenza di una convivenza pacifica dell&#8217;umanit\u00e0. Occorre prenderne coscienza, parlarne, e agire coerentemente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anna Mastropasqua La Nota Pastorale \u201cEducare a una pace disarmata e disarmante\u201d della Conferenza Episcopale Italiana contiene, nella terza parte del documento, indicazioni molto precise di tipo pedagogico e operativo su come educarsi\u00a0e\u00a0come condurre un&#8217;azione efficace per educare alla pace. Innanzitutto il documento dei Vescovi si rivolge agli artigiani di pace, quanti cio\u00e8&nbsp; \u201cda un cuore pacificato sanno trarre tutte le energie per operare nella storia e nel tempo\u201d e, tra i tanti importanti testimoni di pace, ricorda mons. Luigi Bettazzi e mons. 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