{"id":30752,"date":"2026-01-14T11:35:33","date_gmt":"2026-01-14T11:35:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=30752"},"modified":"2026-01-14T11:35:34","modified_gmt":"2026-01-14T11:35:34","slug":"artigiani-di-pace-nella-vita-ordinaria-delle-comunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=30752","title":{"rendered":"Artigiani di pace nella vita ordinaria delle comunit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Giuseppe Notarstefano<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLa pace esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l&#8217;intelligenza, resiste alla violenza e la vince. La pace ha il respiro dell&#8217;eterno: mentre al male si grida &#8220;basta&#8221;, alla pace si sussurra &#8220;per sempre&#8221;. In questo orizzonte ci ha introdotti il Risorto<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 qualcosa di immenso e di originario che rinvia direttamente alla relazione e alla contemplazione del mistero di Dio che irrompe nella storia umana, istituendo una forma nuova nel concepire ogni connessione tra le creature, il creato e il Creatore che ci viene rivelata da Ges\u00f9 Cristo. La sua pace \u201c\u00e8 disarmata\u201d \u2013 spiega Papa Leone XIV \u2013 \u201cperch\u00e9 disarmata fu la sua lotta (\u2026) e di tale \u201cnovit\u00e0 i cristiani devono farsi, insieme, profeticamente testimoni<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a>\u201d. Vi \u00e8 in questa affermazione del pontefice la consapevolezza della condizione drammatica e agonica della rinuncia ad \u201carmarsi\u201d e l\u2019annuncio liberante a divenire profeti artigiani di pace. Siamo, pertanto, esortati a sottrarci alla incombente e seducente \u201ccosmogonia della guerra\u201d ordita da poteri che intendono unicamente celebrare s\u00e9 stessi, per adottare la nuova visione del Discorso della montagna in cui riecheggia l\u2019antica cosmogonia di Isaia, laddove ogni azione e ogni strumento di morte vengono convertiti in azioni e strumenti di vita. Siamo chiamati, in tale prospettiva, ad un percorso spirituale da vivere in primo luogo interiormente e in profondit\u00e0, ma senza cedere alla tentazione di ridurlo ad un fatto privato, astratto e avulso dalla carne e dalla storia. Al contrario, ci ricorda il pontefice citando S. Agostino, siamo chiamati a fare della nostra storia un cammino concreto di pace. Il Signore ci chiede di lasciarci abitare dalla Pace, fare s\u00ec che essa prenda dimora in noi e cominci a darci coraggio \u2013 come accadde agli apostoli stupiti e turbati che ascoltarono per primi quel saluto che oggi ripetiamo nelle nostre liturgie, talvolta stancamente, talvolta sospettosamente complice l\u2019igienica prassi pandemica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci ricordava Carlo M. Martini che proprio in quanto dono del Risorto, \u201cla pace\u2026 scende come dono e benedizione sulla comunit\u00e0 di coloro che hanno accolto il messaggio di Pasqua (e) si presenta come imperativo etico per la Chiesa e per i cristiani<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">[3]<\/a>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8, dunque, nella vita comunitaria, intessuta di pratiche fraterne e solidali, rigenerata nella condivisione e nella sinodalit\u00e0, che prende forma l\u2019artigianato di pace a cui siamo tutti chiamati ogni giorno. Le nostre realt\u00e0 ecclesiali tutte insieme sono invitate a diventare <em>case della pace<\/em> \u201cdove si impara a disinnescare l\u2019ostilit\u00e0 attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono. Oggi pi\u00f9 che mai, infatti, occorre mostrare che la pace non \u00e8 un\u2019utopia, mediante una creativit\u00e0 pastorale attenta e generativa\u201d<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non possiamo cos\u00ec non riconoscere quella \u201cprofezia sociale\u201d che \u201cci richiama alla cura reciproca, all\u2019interdipendenza e alla corresponsabilit\u00e0 per il bene comune<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\">[5]<\/a>\u201d, proprio in questo tempo lacerato da violente contrapposizioni, dal riaffiorare di una cultura bellicista e dalla logica della polarizzazione e dello scontro sociale, diventa urgente scegliere uno stile di ascolto e dialogo per riconoscere nelle nuove sfide epocali i segni disarmati e le ragioni disarmanti di una nuova fraternit\u00e0 universale. Il santo Padre nel suo messaggio li indica con chiarezza ed estrema lucidit\u00e0: l\u2019educazione a stili di vita non violenti a cominciare dai linguaggi e da una nuova ecologia nelle comunicazioni sociali, l\u2019impegno comune per riprendere un percorso condiviso di disarmo integrale<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\">[6]<\/a> e di conversione delle politiche di difesa e sicurezza, la ripresa di nuove relazioni diplomatiche tra gli stati fondate sulla mutua fiducia e sul diritto internazionale e la necessaria rigenerazione di regole e organismi che abbiamo capacit\u00e0 di custodirlo e interpretarlo, il dialogo ecumenico e interreligioso come vie di pace e linguaggi dell&#8217;incontro fra tradizioni e culture, lo sviluppo di societ\u00e0 civili consapevoli, di forme di associazionismo responsabile, di esperienze di partecipazione non violenta, di pratiche di giustizia riparativa su piccola e su larga scala.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il passaggio epocale che stiamo attraversando, pi\u00f9 volte ricordato da papa Francesco come un cambiamento complesso e multidimensionale, oltre a mettere in discussione il modello di globalizzazione troppo schiacciata sulla dimensione finanziaria e tecnocratica, sta provocando mutamenti sociali profondi e di importante impatto antropologico. Tra queste trasformazioni, si fa strada l\u2019insidiosa cultura della guerra, della prevaricazione del pi\u00f9 forte a cui tragicamente affidare la difesa di piccole rendite di posizione e di spazi di sopravvivenza a breve termine. La concentrazione dei poteri e delle risorse nelle mani di pochi comprime, e talvolta irride, le prassi e le istituzioni democratiche, in ragione delle logiche prevalenti dell\u2019efficienza e dell\u2019accelerazione dei risultati, spesso sacrificando valori, principi e regole comuni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La singolarizzazione sociale, grado estremo della frammentazione, rende sempre pi\u00f9 onerose e difficili le pratiche di mediazione e intermediazione ad ogni livello della vita pubblica. Proprio in questo tempo scosso in profondit\u00e0 da ci\u00f2 che Vittorio Bachelet &#8211; di cui celebreremo tra qualche settimana il centenario della nascita &#8211; definiva \u201cl\u2019aratro della storia\u201d \u00e8 ancora il tempo opportuno per accogliere il seme buono del messaggero che annuncia la pace. A noi spetta il compito, oggi come in ogni altra epoca, di fare s\u00ec che si allarghi il perimetro del terreno fertile, dissodato dall\u2019impegno quotidiano della formazione di coscienze libere e allenate al pensiero critico, di gruppi anche piccoli ma fraterni, accoglienti e solidali, dediti al discernimento comunitario e al dialogo paziente e che sappiano custodire la memoria buona del Bene vissuto e toccato con mano. Di comunit\u00e0 che siano capaci di \u201cprontezza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019allusione \u00e8 certamente alla categoria con cui l\u2019Unione Europea ha ripensato le linee strategiche di difesa dopo aver opportunamente rinunciato, almeno nell\u2019espressione linguistica, alla parola \u201criarmo\u201d. Ma mi permetto di offrirne una interpretazione alternativa. Mi riferisco ad una <em>prontezza <\/em>che \u00e8 soprattutto postura spirituale, di cui parla papa Leone nel Messaggio per la LIX giornata della Pace: una disponibilit\u00e0 radicale, responsabile, generosa ad accogliere il dono del Risorto, \u201cdi non dimenticare il bene, di riconoscerlo vincitore, di sceglierlo ancora e insieme\u201d<a href=\"#_ftn7\" id=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Vorrei, infine, chiudere il mio intervento ricordando una figura che appartiene a una generazione che visse in modo straordinario e luminoso questo stile di prontezza: quella che attravers\u00f2 un altro significativo cambiamento di epoca nel secolo scorso, quando governi autoritari e conflitti bellici di dimensione globale costrinsero l\u2019umanit\u00e0 a fare i conti con la propria coscienza e con la propria umanit\u00e0. Tra i tanti testimoni che, in modi molto diversi, ebbero modo di narrare la propria speranza, vi \u00e8 certamente il giovane eporediese Luigi Pistoni, detto Gino.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Cresciuto in una famiglia di commercianti, appassionato di sport e di montagna come Pier Giorgio Frassati, morto un anno prima della nascita di Gino, in quella stessa Torino in cui Pistoni compie gli studi e si appresta a lavorare nel negozio di famiglia. Mentre si prepara alla maturit\u00e0, Gino incontra l\u2019esperienza della GIAC, cui aderisce e, non senza qualche riluttanza, accoglie l\u2019invito del suo presidente, il futuro storico della letteratura italiana Giovanni Getto, a fare da segretario diocesano. Parla poco, scrive poco: soprattutto verbali di adunanze, mappe e itinerari per le gite in montagna, di cui \u00e8 un vero esperto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Viene chiamato nel \u201944 per il servizio militare dalla RSI, cui prontamente risponde, nonostante molti dei suoi amici lo incoraggiassero a non farlo. Prima di arruolarsi, all\u2019interno di un ritiro regionale della GIAC, incontra Carlo Carretto, che lo incoraggia a prendere parte alla Societ\u00e0 Operaia, fondata da Luigi Gedda, un sodalizio di speciale consacrazione laicale, nel quale entra prontamente il Gioved\u00ec Santo dello stesso anno. Dopo un breve periodo al distretto militare di Ivrea, decide di abbandonare le fila di un esercito di cui non condivide i valori che rappresenta e, dopo aver organizzato un falso assalto alla caserma con un gruppo di partigiani, si unisce a loro, assumendo il nome di Ginas.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il 25 luglio, durante uno scontro con i nazifascisti, mentre il suo gruppo ripiegava, dopo aver salvato con successo alcuni compagni feriti, si attarda per aiutare un soldato della parte nemica. Un gesto che gli costa la vita: una scheggia di mortaio gli recide un\u2019arteria, mettendo termine alla sua esistenza dopo pochi minuti di agonia, giusto il tempo per scrivere sulla tela del suo tascapane, con il proprio sangue: \u00abOffro mia vita per Azione cattolica e per Italia. Viva Cristo Re\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a>Leone XIV, Messaggio per la LIX Giornata della Pace, 2025.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a><em>Supra<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a>https:\/\/www.dizionariodottrinasociale.it\/Voci_fondamentali\/Pace.html<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a>Discorso di Papa Leone XIV ai Vescovi della Conferenza Episcopale Italiana, 17 giugno 2025.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a>Documento Finale della Seconda Sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (2-27 ottobre 2024) \u201cPer una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione\u201d, 26.10.2024, n.48<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[6]<\/a>Il papa fa riferimento pi\u00f9 volte all\u2019enciclica <em>Pacem in terris<\/em> in tal senso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref7\" id=\"_ftn7\">[7]<\/a>Leone XIV, Messaggio per la LIX Giornata della Pace, 2025.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Notarstefano \u201cLa pace esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l&#8217;intelligenza, resiste alla violenza e la vince. 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