{"id":30715,"date":"2026-01-09T15:53:41","date_gmt":"2026-01-09T15:53:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=30715"},"modified":"2026-01-09T15:53:43","modified_gmt":"2026-01-09T15:53:43","slug":"sudan-la-maledizione-delloro-una-risorsa-tra-violenza-e-avidita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=30715","title":{"rendered":"Sudan: la maledizione dell\u2019oro. Una \u201crisorsa\u201d tra violenza e avidit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Carla Bellani<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Sudan, bombe e droni colpiscono ripetutamente, e in modo indiscriminato, obiettivi civili per costringere le popolazioni ad abbandonare aree ritenute \u2018strategiche\u2019. Dietro questa furia bellica c\u2019\u00e8 l\u2019avidit\u00e0 per l\u2019oro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2011, con la secessione del Sud-Sudan e la perdita delle entrate petrolifere, Khartoum ha iniziato a puntare sull\u2019oro come principale fonte di esportazione. Quando nel 2023 \u00e8 esplosa la guerra civile tra le Sudanese Armed Forces (SAF) e le Rapid Support Forces (RSF), il controllo delle miniere e dell\u2019esportazione dell\u2019oro \u00e8 diventato fondamentale per finanziare le operazioni belliche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le forze governative (SAF) detengono molte miniere statali e ufficiali nel nord\/est; <strong>le forze di supporto rapido (RSF)<\/strong> occupano vaste aree ricche di oro nel Darfur e Kordofan occidentale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/cartinaSudan-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30717\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/cartinaSudan-819x1024.jpg 819w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/cartinaSudan-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/cartinaSudan-768x960.jpg 768w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/cartinaSudan.jpg 1081w\" sizes=\"auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Boom dell\u2019estrazione in pieno conflitto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Sudanese Mineral Resources Company (SMRC), il braccio regolatorio del Ministero dei Minerali, ha annunciato un <a href=\"https:\/\/sudantribune.com\/article\/308749\"><strong>aumento<\/strong><\/a><strong> <\/strong>della produzione d&#8217;oro nel 2025, per un&nbsp; totale di 70 tonnellate: il livello di produzione pi\u00f9 alto degli ultimi cinque anni. I ricavi pubblici hanno raggiunto 1,087 trilioni di sterline sudanesi (equivalenti a 426,27 milioni di dollari). E\u2019 ritenuto un &#8220;risultato nazionale straordinario&#8221; e una buona previsione per il futuro del settore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, l&#8217;oro rappresenta il 70% delle esportazioni totali del Sudan.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli Emirati Arabi Uniti, in particolare Dubai, fanno da \u2018hub globale\u2019 per l\u2019oro sudanese, mentre la Svizzera \u00e8 uno dei principali centri mondiali di importazione e raffinazione, con un ruolo chiave nella redistribuzione in Europa sotto forma di lingotti, gioielli e componenti industriali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Commercio illegale e finanziamento della guerra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ONG e analisti stimano che <strong>pi\u00f9 della met\u00e0 totale di oro<\/strong> venga esportata <em>illegalmente,<\/em> passando in paesi di transito come Egitto, Ciad o Sud Sudan per arrivare negli Emirati Arabi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il commercio illegale \u00e8 un elemento chiave della cosiddetta \u201ceconomia di guerra\u201d: con i proventi, i gruppi armati acquistano armi, finanziano milizie e continuano la lotta, senza bisogno di ricorrere a risorse ufficiali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il costo umano e ambientale delle miniere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il settore estrattivo \u00e8 caratterizzato da miniere artigianali e di piccola scala che operano al di fuori di qualsiasi regolamentazione e con mano d\u2019opera minorile. I minatori lavorano in pozzi artigianali instabili: nel giugno 2025 il crollo in una miniera ha causato 11 morti e diversi feriti. Inoltre, i materiali usati per l\u2019estrazione &#8211; mercurio e cianuro- inquinano le acque e il suolo, con &nbsp;<a href=\"https:\/\/e360.yale.edu\/features\/sudan-war-gold-mining?utm_source=chatgpt.com\"><strong>forti rischi<\/strong><\/a> per la salute di minatori, famiglie e comunit\u00e0. Queste pratiche, si sono intensificate con la guerra&nbsp; e aggravano una crisi umanitaria gi\u00e0 insopportabile. Cos\u00ec, l\u2019oro, che poteva essere una ricchezza per il Sudan, si \u00e8 trasformato in carburante di guerra: una \u201cmaledizione dorata\u201d. Riuscire a regolarne il mercato significa <strong>disarmare le milizie<\/strong><strong>, <\/strong>rafforzare lo Statoe<strong> trasformare una risorsa di guerra in un motore di pace e sviluppo.<\/strong> \u00c8 una strategia difficile, ma senza questo passaggio la pace resta un accordo fragile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carla Bellani In Sudan, bombe e droni colpiscono ripetutamente, e in modo indiscriminato, obiettivi civili per costringere le popolazioni ad abbandonare aree ritenute \u2018strategiche\u2019. Dietro questa furia bellica c\u2019\u00e8 l\u2019avidit\u00e0 per l\u2019oro. Dal 2011, con la secessione del Sud-Sudan e la perdita delle entrate petrolifere, Khartoum ha iniziato a puntare sull\u2019oro come principale fonte di esportazione. 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