{"id":30336,"date":"2025-11-08T10:49:09","date_gmt":"2025-11-08T10:49:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=30336"},"modified":"2025-11-08T10:49:11","modified_gmt":"2025-11-08T10:49:11","slug":"vi-invito-a-sognare-la-pace-come-qualcosa-di-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=30336","title":{"rendered":"Vi invito a sognare la pace come qualcosa di reale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>&#8221; Se non sappiamo immaginare un mondo senza guerra, continueremo a vivere in uno stato di guerra permanente&#8221;<\/em><\/strong> (O. Karach)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Venerd\u00ec 7 novembre durante la cerimonia di apertura del <strong>Festival della pace 2025<\/strong> di Brescia, \u00e8 stato consegnato il Premio &#8221; Brescia per la pace&#8221; del Coordinamento bresciano degli enti locali per a pace e la cooperazione internazionale a <strong>Olga Karach<\/strong>, giornalista e attivista per la pace per i diritti civili, che da anni si batte per i diritti umani difendendo con coraggio la libert\u00e0 di scelta di diritto obiezione di coscienza al servizio militare. Nel ricevere il riconoscimento, Olga ha voluto condividere con la platea questo <strong>intervento non scontato e di semplice circostanza<\/strong>. Anche perch\u00e8 tra la platea sedeva la vice presidente del Parlamento europeo, <strong>Pina Picierno<\/strong>, forte sostenitrice del piano di riarmo europeo. Una <strong>LECTIO MAGISTRALIS<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8221; Cari organizzatori del Brescia per la Pace 2025 Festival, cara Amministrazione della Citt\u00e0 di Brescia, cari amici, partner, ospiti della citt\u00e0, rappresentanti dei movimenti e delle organizzazioni per la pace \u2014 incluso il Movimento Nonviolento \u2014 e tutte le persone che ancora credono nel potere degli esseri umani pi\u00f9 che in quello delle armi,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Desidero ringraziarvi per il vostro sostegno, per la vostra solidariet\u00e0, per il riconoscimento e per il Premio Brescia per la Pace 2025. Questo premio non \u00e8 soltanto per me, come difensora dei diritti umani proveniente dalla Bielorussia \u2014 appartiene a tutti coloro che nella nostra regione hanno avuto il coraggio di schierarsi per la pace, a coloro le cui voci restano inascoltate, la cui esistenza \u00e8 invisibile al mondo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La guerra in Ucraina ha costretto intere generazioni di giovani uomini provenienti da Russia, Bielorussia e Ucraina a confrontarsi con una scelta morale: imbracciare le armi e andare al fronte, oppure rifiutarsi di farlo. Eppure, oggi, il rifiuto non \u00e8 soltanto un atto morale \u2014 \u00e8 diventato un crimine. Gli obiettori di coscienza non sono benvenuti da nessuna parte.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Oggi, da questo palco, parlo a nome degli obiettori di coscienza e dei disertori di Bielorussia, Ucraina e Russia \u2014 di coloro che rifiutano di uccidere e delle donne che non vogliono perdere i propri cari a causa della guerra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ma la criminalizzazione del rifiuto non \u00e8 soltanto un problema dei nostri Paesi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>L\u2019Europa si sta progressivamente rimilitarizzando. I cosiddetti bilanci della difesa aumentano, mentre i servizi sociali vengono ridotti. Dalle scuole ai mezzi di comunicazione, il messaggio \u00e8 lo stesso: prepararsi, obbedire, arruolarsi. La leva militare viene nuovamente normalizzata, presentata come un dovere civico.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Noi rifiutiamo questo fatalismo. L\u2019obiezione di coscienza \u2014 il rifiuto di uccidere \u2014 \u00e8 riconosciuta dalle Nazioni Unite come espressione della libert\u00e0 di pensiero, di coscienza e di religione (Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, Articolo 18). Gli Stati sono esortati a garantire procedure eque, alternative non punitive e ad astenersi dal punire chi obietta \u2014 sia in tempo di pace che di guerra.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ma l\u2019obiezione di coscienza \u00e8 pi\u00f9 di un diritto individuale: \u00e8 uno strumento strategico. Le guerre si fondano sui corpi, sull\u2019obbedienza e sulla legittimit\u00e0. Quando il rifiuto si diffonde \u2014 dagli obiettori individuali alla resistenza collettiva alla leva, al rifiuto all\u2019interno delle forze armate e alla non-cooperazione sociale \u2014 esso aumenta i costi politici, indebolisce la capacit\u00e0 militare e pu\u00f2 costringere i governi a cambiare rotta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La storia lo dimostra: le rivolte dei soldati contribuirono a porre fine alla Prima guerra mondiale in Germania; la resistenza dei soldati americani min\u00f2 la guerra del Vietnam; la diserzione di massa indebol\u00ec le guerre coloniali del Portogallo prima della Rivoluzione dei Garofani. Quando il rifiuto diventa diffuso, la guerra diventa logisticamente e politicamente impossibile. Questo \u00e8 il cammino verso un mondo oltre la guerra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Oggi, gli obiettori in Russia, Bielorussia, Ucraina e altrove affrontano procedimenti penali, multe, torture, prigione e perfino la morte \u2014 tutto per aver pronunciato la pi\u00f9 semplice delle verit\u00e0 morali: No, non uccider\u00f2. Non far\u00f2 parte della macchina della guerra. Proteggerli \u00e8 al tempo stesso un dovere giuridico e un percorso concreto verso la pace.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Nessuno parla di questo, ma oltre 100.000 disertori provenienti da Russia, Ucraina e Bielorussia sono gi\u00e0 stati ufficialmente documentati da diverse organizzazioni. Se aggiungiamo coloro che sono riusciti a evitare la coscrizione, la cifra raggiunge quasi un milione di giovani uomini che non vogliono combattere. Detesto usare il linguaggio militare, ma pensateci: un milione di giovani uomini da Russia, Ucraina e Bielorussia \u2014 un intero esercito della pace: invisibile, oppresso, perseguitato da ogni lato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Gli obiettori di coscienza di questi Paesi non possono restare liberi nelle loro terre. Sono costretti a fuggire, spesso correndo rischi estremi. Un giovane obiettore russo, Danila, si \u00e8 gettato da un treno in corsa a 50 chilometri all\u2019ora, rischiando la vita pur di non essere arruolato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>E qui sta il paradosso che tutti noi affrontiamo oggi. La NATO e la Russia sono nemiche, in aperto confronto. Eppure, quando si tratta di un uomo che rifiuta di servire nell\u2019esercito russo o bielorusso, i Paesi della NATO e la Russia improvvisamente si uniscono \u2014 per punirlo e costringerlo a prendere le armi. Quando potenze in guerra trovano un terreno comune solo nel perseguitare chi rifiuta di combattere, ci\u00f2 rivela una sola verit\u00e0: sia la Russia che la NATO vogliono la guerra. Mi dispiace, ma non vedo altra spiegazione per questa realt\u00e0 assurda.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Oggi la Lituania \u2014 il Paese in cui vivo e lavoro \u2014 considera gli obiettori di coscienza provenienti dalla Bielorussia e dalla Russia una minaccia alla sicurezza nazionale e li deporta di nuovo verso il carcere, la tortura e l\u2019umiliazione. Questo deve finire. Gli obiettori di coscienza della Bielorussia e della Russia devono ricevere asilo politico in Lituania o in altri Paesi dell\u2019Unione Europea.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Perch\u00e9 il rifiuto di prestare servizio militare \u00e8 cos\u00ec importante per me come bielorussa? Perch\u00e9 la lotta per l\u2019indipendenza della Bielorussia \u2014 e la Bielorussia stessa come Paese indipendente \u2014 \u00e8 nata da una rivolta di obiettori di coscienza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il 22 gennaio 1863 circa diecimila giovani uomini si rifiutarono di arruolarsi nell\u2019esercito russo, dove il servizio militare durava venticinque anni. Questo atto di rifiuto si trasform\u00f2 rapidamente in un\u2019insurrezione, guidata in Bielorussia da Kastus Kalinouski. Le forze erano del tutto sproporzionate: i ribelli non avevano armi, solo coraggio e determinazione. L\u2019esercito russo invi\u00f2 duecentomila soldati ben armati, ma la rivolta dur\u00f2 pi\u00f9 di un anno ed ebbe il sostegno dell\u2019intera popolazione. Era iniziata come un rifiuto del servizio militare, ma divenne una lotta per l\u2019indipendenza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Per questo voglio donare agli organizzatori del festival un piccolo simbolo: la Torre di Gediminas, dove Kastus Kalinouski fu sepolto. Essa ci ricorda che rifiutare il servizio militare non significa solo dire \u201cno\u201d alla guerra. Significa difendere la dignit\u00e0, i diritti umani, il dialogo, il rispetto e, soprattutto, il diritto di vivere in pace \u2014 il valore che oggi ci riunisce qui.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Soffro di una rara malattia autoimmune che a volte provoca paralisi. Per molti mesi non ho potuto camminare e ho dovuto usare le stampelle. I medici non mi davano alcuna garanzia n\u00e9 alcuna previsione. Un giorno mi resi conto che, quando pensavo al mio futuro, mi immaginavo automaticamente con le stampelle \u2014 non riuscivo pi\u00f9 a vedermi senza di esse. Allora mi sono costretta a immaginare me stessa in piedi, libera, capace di camminare. Non \u00e8 stato facile, ma ho continuato a farlo. E oggi, come potete vedere, sono qui con voi senza stampelle. Non sono guarita, ma cammino.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Racconto questo perch\u00e9 il nostro mondo oggi \u00e8 in una condizione simile. Nessuno riesce a immaginare la vita senza la guerra. Parliamo di come \u201ccongelare\u201d il conflitto, di come rimandarlo, di come ridurre le vittime \u2014 ma non parliamo mai di come vivere in pace. E se non riusciamo a immaginare la pace, essa non arriver\u00e0 mai.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Per questo oggi vi invito a sognare \u2014 a immaginare la pace come qualcosa di reale, di possibile. E per questo desidero donare agli organizzatori un secondo simbolo: un\u2019icona della Madonna Bielorussa. \u00c8 unica \u2014 a differenza delle altre icone, raffigura una donna che ha appena appreso di aspettare un bambino. Non c\u2019\u00e8 ancora il neonato; tiene semplicemente le mani sul ventre. Per me rappresenta la speranza e la preparazione \u2014 ci ricorda che la pace deve prima essere immaginata, poi coltivata e infine resa reale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Se non mi fossi costretta a immaginare di camminare di nuovo, oggi sarei ancora con le stampelle. Lo stesso vale per la pace: se non sappiamo immaginare un mondo senza guerra, continueremo a vivere in uno stato di guerra permanente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Spesso mi chiedono: dov\u2019\u00e8 la garanzia che i sogni si avverino? In Bielorussia sono stata dichiarata terrorista ventiquattro volte, etichettata come estremista, condannata a dodici anni di prigione e multata per oltre 170.000 euro. I servizi di sicurezza bielorussi mi danno la caccia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Eppure, quando penso a Lukashenko \u2014 un uomo circondato da eserciti, armi e persino potere nucleare \u2014 che impiega cos\u00ec tante energie per fermare me, una donna disabile e disarmata, capisco una cosa: lui crede nella mia forza pi\u00f9 di quanto io stessa a volte creda in me.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Perci\u00f2, quando vi troverete di fronte a pressioni, paure o minacce, ricordate questo: coloro che cercano di farvi tacere \u2014 anche i pi\u00f9 potenti \u2014 lo fanno perch\u00e9 credono nella vostra forza. Non fermatevi. La pace merita di essere difesa. E ci sono molte pi\u00f9 persone che desiderano la pace e lavorano per essa di quante noi riusciamo a immaginare.&#8221;<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(foto da &#8221; La voce del popolo&#8221;)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.lavocedelpopolo.it\/citta\/vi-invito-a-sognare-la-pace-come-qualcosa-di-reale\">Vi invito a sognare la pace come qualcosa di reale &#8211; La Voce del Popolo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8221; Se non sappiamo immaginare un mondo senza guerra, continueremo a vivere in uno stato di guerra permanente&#8221; (O. 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