{"id":30105,"date":"2025-09-26T06:52:39","date_gmt":"2025-09-26T06:52:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=30105"},"modified":"2025-09-26T06:52:41","modified_gmt":"2025-09-26T06:52:41","slug":"ti-parlo-da-fratello-fermati-e-cessa-di-versare-il-sangue-palestinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=30105","title":{"rendered":"Ti parlo da fratello: fermati e cessa di versare il sangue palestinese"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Dal duomo l&#8217;arcivescovo di Napoli, il 19 settembre 2025 festa di San Gennaro, don Mimmo Battaglia si \u00e8 rivolto ad Israele.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sorelle e fratelli,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">oggi Napoli si ferma come il mare quando il vento si placa. \u00c8 un placarsi interiore, la sensazione di una giornata di festa, di fede, di identit\u00e0.&nbsp;Le strade si fanno navate, i balconi cantorie, la citt\u00e0 una cattedrale intera. Al centro, non un oggetto, ma un segno: un\u2019ampolla, un sangue, un nome \u2014&nbsp;Gennaro. Qui celebriamo non un trofeo, ma una memoria viva: quella dei martiri che l\u2019Amore non ha lasciato soli. Il tempo, che velocemente svuota i nomi dei dominatori, conserva invece i nomi delle vittime \u2014 scritti nel pianto dei poveri, nel grido degli innocenti, nel silenzio degli ultimi. Anche quando a noi sfuggono,&nbsp;Dio li conosce&nbsp;e li incide nelle sue palme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Parola ci pone oggi sulle labbra una frase che \u00e8 varco e promessa:&nbsp;\u00abChi perder\u00e0 la propria vita per causa mia e del Vangelo la salver\u00e0\u00bb&nbsp;(Mc 8,35). Non \u00e8 un motto per poster, \u00e8 un ponte tra due rive. Su quel ponte Gennaro pass\u00f2 intero: la carne consegnata, la paura vinta, la libert\u00e0 restituita al suo Autore. Non scelse di salvarsi: scelse di&nbsp;donarsi. E il sangue, che i violenti credettero sigillo d\u2019oblio, divenne&nbsp;voce: voce che ancora predica alla citt\u00e0 e la chiama a fidarsi del Vangelo pi\u00f9 di ogni calcolo, pi\u00f9 di ogni prudenza. Guardiamo quel segno non con superstizione, ma come invito a scommettere tutto sull\u2019Affidamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi la parola sangue ci brucia addosso. Perch\u00e9 il sangue \u00e8 un linguaggio che tutti capiamo, e che chiede conto a tutti. Il&nbsp;sangue di Gennaro&nbsp;si mescola idealmente al&nbsp;sangue versato in Palestina, come in Ucraina e in ogni terra ferita dove la violenza si crede onnipotente e invece \u00e8 solo rumore.&nbsp;Il sangue \u00e8 sacro: ogni goccia innocente \u00e8 un sacramento rovesciato. Se potessi,&nbsp;raccoglierei in un\u2019ampolla il sangue di ogni vittima&nbsp;\u2014 bambini, donne, uomini di ogni popolo \u2014&nbsp;e lo esporrei qui, sotto queste volte, perch\u00e9 nessun rito ci assolva dalla responsabilit\u00e0, perch\u00e9 la preghiera senta il peso di ogni ferita e non scivoli via. E oggi, con pudore e con fuoco, dico:&nbsp;\u00e8 il sangue di ogni bambino di Gaza che metterei esposto in questa cattedrale, accanto all\u2019ampolla del santo. Perch\u00e9 non esistono \u201caltre\u201d lacrime: tutta la terra \u00e8 un unico altare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da questa cattedrale che respira come un petto antico,&nbsp;si alza un appello&nbsp;chiaro, diretto, senza garbo diplomatico:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ascolta, Israele: non ti parlo da avversario, ma da&nbsp;fratello nell\u2019umano. Ti chiamo col nome con cui la Scrittura convoca il cuore all\u2019essenziale:&nbsp;Ascolta.&nbsp;Cessa di versare sangue palestinese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cessino gli assedi che tolgono pane e acqua; cessino i colpi che sbriciolano case e infanzie; cessino le rappresaglie che scambiano la sicurezza con lo schiacciamento, cessi l\u2019invasione che soffoca ogni speranza di pace. La&nbsp;sicurezza&nbsp;che calpesta un popolo&nbsp;non \u00e8 sicurezza: \u00e8 un incendio che, prima o poi, brucia la mano che credeva di domarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">So il peso del tuo lutto, le ferite che porti nella carne e nella coscienza.&nbsp;Ogni terrorismo \u00e8 un sacrilegio, ogni sequestro un\u2019ombra sull\u2019umano, ogni razzo contro civili un peccato che grida. Ma oggi \u2014 davanti al sangue del martire \u2014 ti chiamo per nome:&nbsp;tu, Israele,&nbsp;fermati.&nbsp;Apri i valichi, lascia passare cure e pane,&nbsp;sospendi il fuoco&nbsp;che non distingue e moltiplica gli orfani. Non ti chiedo debolezza: ti chiedo&nbsp;grandezza. La grandezza di chi arresta la propria forza quando la forza profana la giustizia; di chi riconosce che&nbsp;l\u2019unica vittoria che salva \u00e8 quella sulla vendetta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sorelle e fratelli, Napoli, nonostante le sue ferite, \u00e8 citt\u00e0 di pace. E da questa citt\u00e0 affacciata sul mediterraneo vorrei si generasse un movimento di speranza e di pace, perch\u00e9 come diceva La Pira\u00a0occorre partire dalle citt\u00e0 per unire le nazioni. E vorrei anche che questo contagio di riconciliazione fosse fondato su un linguaggio chiaro, compreso da tutti i popoli di tutte le citt\u00e0 che su questo mare affacciano i propri timori e le proprie speranze. Perch\u00e9 la menzogna comincia dalle parole, soprattutto da quelle ambigue, anestetizzate: i droni sono fucilazioni telecomandate; i \u201cdanni collaterali\u201d sono bambini senza volto; una spesa militare che supera scuola e sanit\u00e0 non \u00e8 sicurezza ma suicidio collettivo. Convertiamo gli arsenali in ospedali, gli utili di guerra in borse di studio, i bunker in biblioteche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa \u00e8 l\u2019unica geopolitica evangelica degna del Nome che invochiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diciamocelo con la franchezza dei santi:&nbsp;il male non \u00e8 un\u2019idea, \u00e8 una filiera. Ha uffici, contabili, bonus, piani industriali. La guerra non \u201cscoppia\u201d:&nbsp;si produce, si finanzia, si premia. Ogni bilancio militare che si gonfia come una vela \u00e8 vento cattivo contro la carne dei poveri. Ogni \u201cespansione della spesa per la difesa\u201d che supera scuola e sanit\u00e0 non ci rende sicuri: ci rende&nbsp;pi\u00f9 soli e pi\u00f9 poveri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il grido dei poveri e degli ultimi, il sangue dei bambini e il pianto delle loro madri, dice ai potenti di questa terra, alle istituzioni di questa nostra unione, alla Knesset, ai governi, ad ogni comando militare: fermate la spirale!&nbsp; Cercate&nbsp;giustizia&nbsp;prima dei confini,&nbsp;diritti&nbsp;prima dei recinti,&nbsp;dignit\u00e0 prima dei calcoli. Non si costruisce pace con check-point e interruzioni di vita, ma con&nbsp;diritto eguale,&nbsp;sicurezza reciproca,&nbsp;misericordia politica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sangue gridato dalle macerie non \u00e8 un argomento: \u00e8&nbsp;un\u2019anafora di Dio&nbsp;che ripete:&nbsp;Che ne hai fatto di tuo fratello?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sorelle e fratelli che sedete nei parlamenti, vi chiedo: come potete scegliere i missili prima del pane? Dove avete smarrito il volto dei vostri fratelli e delle vostre sorelle?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sorelle e fratelli che operate nella finanza e nei grandi mercati, vi chiedo: come potete esultare quando la guerra si allunga e le azioni della difesa salgono? Non sentite il grido dei vostri fratelli e delle vostre sorelle?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sorelle e fratelli imprenditori e azionari le cui industrie falsificano il Vangelo del lavoro, fondendo aratri in granate, vi chiedo: che ne avete fatto della dignit\u00e0 dei vostri fratelli e delle vostre sorelle?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E noi tutti, con le nostre coscienze addormentate, che lasciamo scorrere il dolore come acqua sul marmo, assuefatti all\u2019orrore, chiusi nel piccolo recinto della comodit\u00e0 che vogliamo difendere a ogni costo\u2026 anche noi dobbiamo chiederci: che ne abbiamo fatto dei nostri fratelli e delle nostre sorelle?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui,&nbsp;a Napoli, questa domanda ce la poniamo ogni giorno perch\u00e9 la nostra citt\u00e0 \u00e8 un altare ferito e luminoso, dove il sangue lo conosciamo: quello dei giovani perduti, quello delle vittime innocenti, quello invisibile di chi smette di sognare. La&nbsp;questione meridionale&nbsp;non \u00e8 un capitolo archiviato: \u00e8 una pagina che chiede inchiostro nuovo \u2014&nbsp;lavoro, scuola, cura, cultura. E necessita non di amministratori dell\u2019emergenza, ma&nbsp;artigiani di futuro. Perch\u00e9 la politica, se \u00e8 degna del suo nome, \u00e8 un\u2019arte liturgica: mette ordine non per ornare, ma per&nbsp;servire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E guardando all\u2019Italia intera, lasciamo che i numeri si facciano volti: giovani legati al&nbsp;precariato&nbsp;come a una zattera; anziani costretti a scegliere se&nbsp;curarsi o mangiare; famiglie che contano i centesimi come si contano i respiri. \u00c8 qui che si misura il Vangelo:&nbsp;\u00abEro affamato\u2026 ero assetato\u2026 ero forestiero\u2026\u00bb&nbsp;\u2014 non come metafora, ma come&nbsp;agenda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cCosa possiamo fare?\u201d \u2014 mi chiedete. \u00c8 la domanda di Pietro quando la barca scricchiola.&nbsp;Il martirio che ci \u00e8 chiesto oggi non \u00e8 quello del sangue, ma quello della coerenza.&nbsp;Della&nbsp;mitezza ostinata&nbsp;di chi non si lascia comprare. Della&nbsp;pazienza creativa&nbsp;di chi educa senza scorciatoie. Della&nbsp;fedelt\u00e0 operosa&nbsp;di chi serve i poveri senza altarini. Della&nbsp;sobriet\u00e0 lieta&nbsp;di chi spende meno per s\u00e9 e investe su chi non potr\u00e0 restituire. \u00c8 il martirio dell\u2019attenzione: costa pi\u00f9 dell\u2019oro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il Vangelo non ci chiede solo bont\u00e0: ci chiede&nbsp;giustizia. La giustizia non \u00e8 risentimento: \u00e8&nbsp;ordine dell\u2019amore. \u00c8 regola che santifica il tempo, \u00e8 lavoro che non sfrutta, \u00e8 tavola che allarga i posti, \u00e8 potere che non si auto-assolve. L\u2019Europa non si salver\u00e0 con muri e con rotte ciniche, ma&nbsp;ricordando di essere nata da monasteri e cattedrali: scuole per i figli dei poveri, mercati che chiudevano la domenica, comunit\u00e0 che fondavano legami. Non nostalgie, ma&nbsp;disciplina di futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torniamo al&nbsp;sangue. Guardatelo. Non come curiosit\u00e0, ma come specchio. Il sangue di Gennaro non \u00e8 un talismano: \u00e8&nbsp;un appello. Ogni goccia dice:&nbsp;non tradire. Non tradire il Vangelo con un culto senza conversione. Non tradire il povero con un\u2019elemosina senza scelte. Non tradire la pace con parole senza progetto. Non tradire i bambini con scuole senza maestri e citt\u00e0 senza cortili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo, oggi, osiamo chiedere&nbsp;un miracolo preciso.&nbsp;San Gennaro, fratello e martire:&nbsp;sciogli&nbsp;non solo il tuo sangue \u2014 che \u00e8 segno \u2014 ma&nbsp;il nostro cuore,&nbsp;dove si decide tutto. Disarma le nostre paure travestite da prudenza. Spazza via la patina di cinismo che si attacca alla fede. Donaci un&nbsp;coraggio senza teatro&nbsp;e scelte che non fanno notizia ma cambiano la vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guarda la&nbsp;Palestina, guarda l\u2019Ucraina, guarda i&nbsp;Sud del mondo: quanti non hanno pi\u00f9 lacrime e ci prestano i loro occhi.&nbsp;Fa\u2019 che la pace non sia uno slogan, ma una pratica. Fa\u2019 che ogni comunit\u00e0 diventi&nbsp;sala d\u2019attesa di resurrezioni: mensa per chi ha fame, porta per chi non ha casa, lingua per chi non sa parlare, compagnia per chi non regge da solo. E qui, nella nostra citt\u00e0, fa\u2019 che sotto ogni balcone si veda un ragazzo con un libro e non con un\u2019arma; che ogni cortile sia un campo di gioco e non di spaccio; che ogni impresa pulita valga pi\u00f9 di qualunque denaro sporco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se oggi chiediamo un prodigio, fa\u2019 che sia questo:&nbsp;che il prodigio cominci da noi. Che si apra in ciascuno un&nbsp;cantiere di pace: una sedia in pi\u00f9 a tavola, un\u2019ora in pi\u00f9 per educare, un euro in meno per s\u00e9 e uno in pi\u00f9 per chi non pu\u00f2. E quando qualcuno domander\u00e0 se il sangue si \u00e8 sciolto, potremo rispondere:&nbsp;s\u00ec, il sangue si \u00e8 sciolto. Non solo qui, non solo oggi, non solo nell\u2019ampolla:&nbsp;si \u00e8 sciolto nei cuori. Ha ripreso a scorrere; ha portato ossigeno alle mani, grazia agli occhi, forza ai piedi. E la citt\u00e0 \u2014 questa citt\u00e0 che amiamo \u2014 riprender\u00e0 il suo passo grande, e questo mondo \u2013 per il quale Dio Padre ha donato il suo Figlio Ges\u00f9, nel cui sangue tutti siamo amati e salvati &#8211;&nbsp; riprender\u00e0 il suo passo santo:&nbsp;il passo della pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Amen.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal duomo l&#8217;arcivescovo di Napoli, il 19 settembre 2025 festa di San Gennaro, don Mimmo Battaglia si \u00e8 rivolto ad Israele. Sorelle e fratelli, oggi Napoli si ferma come il mare quando il vento si placa. \u00c8 un placarsi interiore, la sensazione di una giornata di festa, di fede, di identit\u00e0.&nbsp;Le strade si fanno navate, i balconi cantorie, la citt\u00e0 una cattedrale intera. Al centro, non un oggetto, ma un segno: un\u2019ampolla, un sangue, un nome \u2014&nbsp;Gennaro. 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