{"id":30012,"date":"2025-09-22T16:19:16","date_gmt":"2025-09-22T16:19:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=30012"},"modified":"2025-09-22T16:19:19","modified_gmt":"2025-09-22T16:19:19","slug":"sudan-uscire-dallo-stallo-e-urgente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=30012","title":{"rendered":"Sudan: uscire dallo stallo \u00e8 urgente"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono passati oltre due anni dall\u2019inizio della devastante guerra che vede contrapposte le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF). Nonostante la violenza, nessuna delle due parti ha ottenuto progressi decisivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, gli scontri si concentrano soprattutto nel Sudan occidentale &#8211; Nord Kordofan- e nella capitale El Obeid. In Darfur la situazione \u00e8 ancora pi\u00f9 drammatica: dal 2024 la citt\u00e0 di El Fasher \u00e8 sotto assedio da parte delle RSF, che impediscono l\u2019ingresso di cibo, aiuti e forniture mediche. Una barriera di 30 chilometri rinchiude 260 mila abitanti, condannandoli al rischio di morire per i bombardamenti, la fame o il colera. Le perdite tra militari e civili sono ingenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entrambe le parti in lotta si sono rese responsabili di gravi crimini di guerra e contro l\u2019umanit\u00e0, provocando circa 14 milioni di sfollati e una catastrofe umanitaria senza precedenti. Secondo l\u2019ONU, si tratta di una \u201cguerra di <a href=\"https:\/\/www.dabangasudan.org\/en\/all-news\/article\/un-fact-finding-mission-civilians-targeted-in-sudans-war-of-atrocities\">atrocit\u00e0<\/a> contro i civili\u201d. L\u2019ultimo <a href=\"https:\/\/www.acjps.org\/publications\/report-on-the-human-rights-situation-in-sudan-august-2025\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rapporto<\/a> dell\u2019African Centre for Justice and Peace Studies denuncia un\u2019escalation di violenze nell\u2019agosto 2025: uccisioni mirate, fame come arma di guerra, sfollamenti forzati, stupri sistematici e terrore di massa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un Paese saccheggiato e senza Stato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ricchezze naturali del Sudan non sostengono la popolazione, ma alimentano la guerra. Le SAF destinano i proventi del petrolio di Port Sudan alle spese militari, mentre le RSF finanziano le proprie operazioni con l\u2019oro, contrabbandando miliardi di dollari all\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto, ospedali, scuole e servizi pubblici sono allo stremo: i sudanesi non ricevono pi\u00f9 stipendi, l\u2019inflazione supera il 400% e la vita quotidiana \u00e8 ridotta alla sopravvivenza. Nel vuoto istituzionale prosperano i trafficanti di esseri umani, che sfruttano le rotte migratorie verso il Mar Rosso e il Mediterraneo, e i gruppi terroristici che gi\u00e0 in passato avevano trovato rifugio in Sudan.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La paralisi militare ha spinto verso una pericolosa divisione politica. Nel luglio scorso, le RSF hanno proclamato a Nyala la nascita di un governo parallelo, la \u201cRepubblica Socialista Federativa del Kordofan e del Darfur\u201d, con l\u2019obiettivo di amministrare i territori sotto il loro controllo. L\u2019ONU e l\u2019Unione Africana hanno condannato duramente questa iniziativa, che rischia di aprire la strada a una frammentazione del Paese simile a quella vissuta in Libia o Somalia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Giochi di potere e conflitto per procura<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La guerra in Sudan non \u00e8 solo un conflitto interno: pi\u00f9 di dieci Paesi africani, mediorientali e asiatici sono oggi coinvolti, sostenendo una fazione o l\u2019altra e trasformandolo in uno dei tanti conflitti per procura della regione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli interessi contrastanti di questi <a href=\"https:\/\/www.wilsoncenter.org\/article\/conflict-sudan-map-regional-and-international-actors?utm_source=chatgpt.com\">attori<\/a> rendono ogni tentativo di mediazione ancora pi\u00f9 difficile. L\u2019ultimo, promosso il 18 settembre dal Quartetto (Stati Uniti, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed Egitto), proponeva una road map per una tregua umanitaria e un percorso di transizione verso un governo civile e legittimo. Ma il piano \u00e8 stato respinto dal governo sudanese e dal Movimento Islamico, che lo hanno giudicato un\u2019ingerenza negli affari interni del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una nuova occasione a New York?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un\u2019opportunit\u00e0 per rompere l\u2019attuale situazione di stallo potrebbe arrivare con la prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in programma a New York dal 23 al 29 settembre.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gravit\u00e0 dell\u2019emergenza umanitaria dovrebbe spingere la comunit\u00e0 internazionale a rilanciare con forza un processo diplomatico condiviso. In gioco non c\u2019\u00e8 solo il destino del Sudan: la prosecuzione della guerra rischia infatti di destabilizzare l\u2019intera regione, creando un pericoloso asse di instabilit\u00e0 che collega il Sahel al Corno d\u2019Africa e, pi\u00f9 in generale, al Medio Oriente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono passati oltre due anni dall\u2019inizio della devastante guerra che vede contrapposte le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF). Nonostante la violenza, nessuna delle due parti ha ottenuto progressi decisivi. Oggi, gli scontri si concentrano soprattutto nel Sudan occidentale &#8211; Nord Kordofan- e nella capitale El Obeid. In Darfur la situazione \u00e8 ancora pi\u00f9 drammatica: dal 2024 la citt\u00e0 di El Fasher \u00e8 sotto assedio da parte delle RSF, che impediscono l\u2019ingresso di cibo, aiuti e forniture mediche. 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