{"id":29903,"date":"2025-08-27T10:15:45","date_gmt":"2025-08-27T10:15:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=29903"},"modified":"2025-08-27T10:15:46","modified_gmt":"2025-08-27T10:15:46","slug":"non-e-un-film-e-tutti-lo-sappiamo-le-parole-alte-le-parole-altre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=29903","title":{"rendered":"Non \u00e8 un film e tutti lo sappiamo. Le parole ALTE, le parole &#8221; ALTRE&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;&#8230; Mi sono anche state chieste parole <strong>alte<\/strong> sul genocidio a cui stiamo assistendo. Le parole pi\u00f9 alte -dovremmo ricordarlo sempre- devono restare quelle della pi\u00f9 alta autorit\u00e0 che laicamente onoriamo e custodiamo: le Nazioni Unite. Ecco l\u2019ultimo intervento di Tom Fletcher, sottosegretario generale di OCHA, agenzia ONU per il coordinamento degli affari umanitari, da lui pronunciate il 22 Agosto scorso: <em><strong>\u201c Il tempo delle esitazioni \u00e8 finito. Questa \u00e8 una carestia che ci perseguiter\u00e0 tutti. \u00c8 una carestia che avremmo potuto prevenire, se ci fosse stato permesso. Perch\u00e9 si verifica a poche centinaia di metri dal cibo, in una terra fertile. Tutto a causa dell&#8217;ostruzionismo sistematico da parte di Israele. E\u2019 una carestia sotto i nostri occhi, che ci chiede: \u201cE ora cosa farete?\u201d E\u2019 una carestia usata come arma di guerra, causata dalla crudelt\u00e0, giustificata dalla vendetta, resa possibile dall\u2019indifferenza, sostenuta dalla complicit\u00e0\u201d<\/strong><\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 uno stralcio delle parole che don <strong>Nandino Capovilla<\/strong>&#8211; invitato dal Direttore della <strong>Mostra del cinema di Venezia<\/strong>&#8211; ha pronunciato in occasione della cerimonia di pre-apertura della Mostra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parole <strong>ALTE<\/strong>, parole <strong>ALTRE<\/strong>, rispetto ai balbettii di circostanza ed ai silenzi, complici e colpevoli, dei governi- compreso il nostro- rispetto ai crimini ai quali assistiamo attoniti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/QUESTO-RESTA-1024x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28815\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/QUESTO-RESTA-1024x1024.jpeg 1024w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/QUESTO-RESTA-300x300.jpeg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/QUESTO-RESTA-150x150.jpeg 150w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/QUESTO-RESTA-768x768.jpeg 768w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/QUESTO-RESTA.jpeg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui il <strong>testo integrale<\/strong> del suo messaggio (lungo, ma merita di essere meditato, e diffuso):<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Buonasera. Adesso che i termini impronunciabili sono sulla bocca di (quasi) tutti, assistiamo attoniti, impotenti e complici a ci\u00f2 che sta avvenendo in Terra santa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi \u00e8 stato chiesto di portare questa sera un testo di spiritualit\u00e0, una preghiera per aprire le porte della Mostra del Cinema al disumano massacro in corso a Gaza. Ascoltate la supplica di mons. <strong>Sabbah<\/strong>, patriarca emerito di Gerusalemme, che prega ogni mattina con il coraggio della parresia: <em>\u201c Sul baratro della carestia, non resta che contare su di te, Signore, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 bisogno di tutto.Chi sfamer\u00e0 i nostri piccoli che da mesi non mangiano? Non senti, Signore, il grido dei nostri bambini? Il loro pianto arriva ai tuoi orecchi? Sono migliaia i sopravvissuti alla carneficina, feriti e dispersi. Da tutta la Striscia di Gaza gridano a te, perch\u00e9 nessuno riesce ad acquietare il loro pianto.Signore, nessuno sembra indignarsi. Ricordati di noi in questi giorni di angoscia. A Gaza non \u00e8 una guerra, \u00e8 un piano di transfert e di genocidio,per lasciare tombe e maceriee accogliere i nuovi coloni. Dichiarano il loro disegno per eliminarci. Decidono questo, Signore;il mondo continua a difenderli e non ascolta gli appelli delle Nazioni Unite. Quando potremo tornare alla normalit\u00e0? E quando ritorneranno all\u2019umanit\u00e0 coloro che non smettono di uccidere?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi sono anche state chieste parole alte sul genocidio a cui stiamo assistendo. Le parole pi\u00f9 alte -dovremmo ricordarlo sempre- devono restare quelle della pi\u00f9 alta autorit\u00e0 che laicamente onoriamo e custodiamo: le Nazioni Unite. Ecco l\u2019ultimo intervento di <strong>Tom Fletcher<\/strong>, sottosegretario generale di <strong>OCHA, agenzia ONU per il coordinamento degli affari umanitari<\/strong>, da lui pronunciate il 22 Agosto scorso:<em>\u201c Il tempo delle esitazioni \u00e8 finito. Questa \u00e8 una carestia che ci perseguiter\u00e0 tutti. \u00c8 una carestia che avremmo potuto prevenire, se ci fosse stato permesso. Perch\u00e9 si verifica a poche centinaia di metri dal cibo, in una terra fertile. Tutto a causa dell&#8217;ostruzionismo sistematico da parte di Israele. E\u2019 una carestia sotto i nostri occhi, che ci chiede: \u201cE ora cosa farete?\u201d<\/em> E\u2019 una carestia usata come arma di guerra, causata dalla crudelt\u00e0, giustificata dalla vendetta, resa possibile dall\u2019indifferenza, sostenuta dalla complicit\u00e0\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Recita l\u2019articolo 3 della Dichiarazione universale dei diritti umani: \u201c Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libert\u00e0 e alla sicurezza della propria persona\u201d. Ogni individuo ha questo diritto, che noi, comunit\u00e0 internazionale, abbiamo voluto ribadire nel 1948, dopo l\u2019ecatombe della seconda guerra mondiale.Il diritto alla vita e alla sicurezza lo avevano il 7 ottobre 2023 le circa 1200 vittime israeliane \u2013 di cui 16 bambini- del brutale attacco di Hamas. Lo hanno gli ostaggi israeliani che ancora attendono di essere restituiti alle loro famiglie. Lo avevano le 62.000 persone palestinesi della Striscia di Gaza (e purtroppo sappiamo che il conto \u00e8 molto pi\u00f9 alto, perch\u00e9 migliaia di persone sono ancora sotto le macerie), di cui 18.000 bambini, che sono state uccise dall\u2019esercito israeliano dopo quel giorno, in un\u2019escalation di violenza e distruzione da parte dell\u2019esercito di occupazione che va contro ogni \u2018principio di umanit\u00e0&#8217;, di proporzionalit\u00e0, di distinzione e di precauzione\u2019, cardini del diritto internazionale umanitario. Il diritto alla vita, alla libert\u00e0 e alla sicurezza, per chi vive nel Territorio palestinese occupato (che oltre a Gaza comprende la Cisgiordania e Gerusalemme est), \u00e8 minacciato da oltre settant\u2019anni: \u00e8 <strong>una terra fatta a pezzi<\/strong> da quello stato occupante che dovrebbe garantirne l\u2019integrit\u00e0. Non solo Gaza, non solo dove governa Hamas, non dal 7 ottobre 2023, ma prima e dopo, in tutto il Territorio palestinese occupato si sta compiendo un preciso disegno di pulizia etnica iniziato con la Nakba del 1948, un tassello di quel colonialismo di insediamento alla base del sionismo. Tutto questo poteva non essere, ed \u00e8. Pu\u00f2 essere fermato e non lo stiamo facendo, o non abbastanza: possiamo smettere di inviare armi a Israele, possiamo indurlo al rispetto del diritto, a lasciare che le agenzie Onu, coordinate da Ocha, tornino a soccorrere una popolazione stremata; possiamo renderci conto che finch\u00e9 non finisce l\u2019occupazione \u00e8 assurdo e ipocrita ripetere il ritornello dei \u2018due popoli, due stati\u2019. Possiamo chiedere davvero una pace nella giustizia, risoluzioni Onu alla mano. Certamente dobbiamo anche indurre Hamas a porre fine ai suoi atti terroristici: si eviterebbe di aggiungere dolore a dolore\u2026 sangue versato a sangue versato. Da prete che crede fermamente nella nonviolenza attiva, non posso che condannare l\u2019uso delle armi, da qualsiasi parte le si impugni. Da cittadino sostengo la manifestazione che si terr\u00e0 sabato e tutti i modi pacifici con cui la societ\u00e0 civile, in ogni parte del mondo sta \u2018disertando il silenzio\u2019 e la scorta mediatica del genocidio, facendo fiorire creativamente azioni di dissenso, partecipazione e impegno. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricerchiamo la bussola verso cui orientarci per fermare il massacro, perch\u00e9 si ritorni alla parola, al diritto, all\u2019umanit\u00e0 che tutti ci accomunano.Per non perdere ancora vite umane. Per non perderci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aggrappiamoci ai valori che sottendono i diritti che i nostri padri e nonni hanno formulato: mai pi\u00f9 per tutte e tutti, per una vita degna per tutte e tutti.E con coraggio uniamoci, sempre di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Perch\u00e9 si fermi tutto questo male.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;&#8230; Mi sono anche state chieste parole alte sul genocidio a cui stiamo assistendo. Le parole pi\u00f9 alte -dovremmo ricordarlo sempre- devono restare quelle della pi\u00f9 alta autorit\u00e0 che laicamente onoriamo e custodiamo: le Nazioni Unite. Ecco l\u2019ultimo intervento di Tom Fletcher, sottosegretario generale di OCHA, agenzia ONU per il coordinamento degli affari umanitari, da lui pronunciate il 22 Agosto scorso: \u201c Il tempo delle esitazioni \u00e8 finito. Questa \u00e8 una carestia che ci perseguiter\u00e0 tutti. \u00c8 una carestia che avremmo potuto prevenire, se ci fosse stato permesso. 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