{"id":29733,"date":"2025-07-27T17:47:32","date_gmt":"2025-07-27T17:47:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=29733"},"modified":"2025-07-29T03:53:14","modified_gmt":"2025-07-29T03:53:14","slug":"il-diritto-internazionale-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=29733","title":{"rendered":"Il diritto internazionale oggi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Marco Mascia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Abbiamo chiesto al professor Marco Mascia, Presidente del Centro Ateneo per i Diritti Umani \u201cAntonio Papisca\u201c di Padova un suo contributo di sintesi sul Diritto Umanitario e Internazionale, temi che ricorrono in questi tempi di declino della legalit\u00e0 internazionale. Lo ringraziamo per la collaborazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le Istituzioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019indomani della Seconda Guerra Mondiale viene creata un\u2019architettura multilaterale a raggio d\u2019azione universale e regionale senza precedenti nella storia delle relazioni internazionali con il compito di prevenire i conflitti, mantenere la pace e la sicurezza internazionale, promuovere il rispetto dei diritti umani, stabilire regole di convivenza pacifica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al centro dell\u2019ordine mondiale viene posta l\u2019ONU con il suo sistema di Agenzie specializzate (UNESCO, OMS, OIL, FAO, ecc.). Un primo embrione di governo mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nascono le organizzazioni regionali-continentali di natura politica: Lega degli Stati Arabi (1945), Organizzazione degli Stati Americani (1948), Consiglio d\u2019Europa (1949). Nel 1963 viene creata l\u2019Organizzazione dell\u2019Unit\u00e0 Africana (dal 2002 Unione Africana) e nel 1967 l\u2019Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1951 prende avvio il processo di integrazione economica europea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1949 il blocco occidentale istituisce il Patto Atlantico e nel 1955 il blocco sovietico d\u00e0 vita al Patto di Varsavia, due alleanze militari che, attraverso la reciproca minaccia dell\u2019uso della forza militare, formalizzano la strategia della deterrenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1975 con l\u2019Atto finale di Helsinki prende avvio il sistema della Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa che, dopo la caduta del Muro di Berlino, viene trasformata nell\u2019Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il Diritto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa complessa architettura multilaterale avvia un processo di \u201cstandard setting\u201d ovvero di elaborazione di norme giuridiche internazionali. Il quadro di riferimento \u00e8 quello inscritto nella Carta delle Nazioni Unite dove per la prima volta nella storia dei trattati si affermano principi nuovi, rivoluzionari rispetto all\u2019ordine di Vestfalia: divieto della minaccia e dell\u2019uso della forza per la risoluzione delle controversie internazionali, soluzione pacifica delle controversie, cooperazione internazionale, rispetto dei diritti umani, autodeterminazione dei popoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1948 con la proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti umani prende avvio il processo di riconoscimento giuridico internazionale dei diritti umani. L\u2019ONU diventa il cantiere universale per lo sviluppo di un corpo organico di norme giuridiche in materia i cui pilastri sono rappresentati dai due Patti internazionali rispettivamente sui diritti civili e politici e sui diritti economici, sociali e culturali (1966). I mattoni di questa costruzione sono le tante convenzioni giuridiche internazionali in materia: da quella contro la discriminazione razziale a quella contro la discriminazione nei confronti della donna; da quella contro l\u2019apartheid a quella contro la tortura; da quella sui diritti dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza a quella sui diritti delle persone con disabilit\u00e0. Si aprono anche alcuni cantieri regionali-continentali. Convenzioni sui diritti umani vengono adottate dal Consiglio d\u2019Europa (1950), dall\u2019Organizzazione degli Stati Americani (1969), dall\u2019Organizzazione per l\u2019Unit\u00e0 Africana (oggi Unione Africana) (1981), dalla Lega degli Stati Arabi (2004).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, prende forma il (nuovo) <strong>Diritto internazionale dei diritti umani<\/strong>, quello che possiamo considerare la prima parte di una costituzione mondiale, con al centro non la sovranit\u00e0 degli stati e la realpolitik ma la persona umana e i popoli. Un diritto per la vita e per la pace, che ripudia la guerra e che si applica sia in tempo di pace sia in tempo di guerra. La spina dorsale dell\u2019ordine mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019indomani della SGM gli Stati decidono anche, in ossequio al principio di sovranit\u00e0, di stabilire delle norme giuridiche da applicare in tempo di guerra, il cosiddetto <em>ius in bello<\/em>. Con le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 e i due Protocolli aggiuntivi del 1977, si sviluppa il <strong>Diritto internazionale umanitario<\/strong> con il nobile (ma impossibile) obiettivo di \u201cumanizzare\u201d la guerra, sottoponendo a comuni principi appunto di umanit\u00e0 l\u2019esercizio dello <em>ius ad bellum<\/em> dei singoli stati. Dunque un diritto che non proscrive la guerra, ma obbliga i belligeranti a proteggere in modo particolare i malati, i feriti, il personale medico, le ambulanze e gli ospedali, a rispettare regole relative al trattamento dei prigionieri di guerra e a protegge da atti di violenza e dall\u2019arbitrio i civili che si trovano in mano nemica o in territorio occupato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La \u201cfecondit\u00e0 irenica\u201d del diritto internazionale dei diritti umani ha portato negli anni \u201990 del secolo scorso alla nascita di un terzo, rivoluzionario capitolo del Diritto internazionale generale, quello del <strong>Diritto penale internazionale<\/strong>. Rispettivamente nel 1993 e nel 1994 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite istituisce il Tribunale ad hoc per i crimini di guerra e contro l\u2019umanit\u00e0 commessi nella ex Jugoslavia e il Tribunale ad hoc per i crimini commessi in Ruanda. Pochi anni dopo, nel 1998, la Conferenza diplomatica di Roma adotta lo Statuto della Corte penale internazionale (Statuto di Roma). Si verifica cos\u00ec il passaggio da strutture giudiziarie temporanee ad hoc a un\u2019istituzione giudiziaria permanente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prende forma un insieme di norme giuridiche che stabiliscono l\u2019universalit\u00e0 della giustizia penale internazionale e enunciano un principio che sta alla radice di qualsiasi sistema politico democratico: \u201cla legge \u00e8 uguale per tutti\u201d. In virt\u00f9 di queste norme vengono emessi mandati di cattura internazionali per capi di stato o di governo soprattutto africani e, come noto, recentemente nei confronti del Presidente della Russia Putin, del Primo Ministro israeliano Netanyahu e di alcuni leaders politici e militari di Hamas.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Corte Penale Internazionale, con competenza a raggio mondiale, si avvale sia del Diritto internazionale umanitario sia del Diritto internazionale penale sia del Diritto internazionale dei diritti umani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I fatti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>0 <\/strong>Con la caduta del Muro di Berlino e la disintegrazione dell\u2019Unione Sovietica i paesi \u201coccidentali\u201d avrebbero potuto e dovuto aprire una nuova stagione delle relazioni internazionali potenziando e democratizzando il sistema multilaterale sulla base del diritto internazionale che quello stesso sistema aveva generato e mettendo in funzione il sistema di sicurezza collettiva previsto dalla Carta delle Nazioni Unite che durante l\u2019era bipolare non era stato possibile implementare. Ma la storia ha preso un altro corso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1 <\/strong>Inizia l\u2019era delle \u201cguerre facili\u201d: prima guerra del Golfo, guerre nella ex Jugoslavia, guerra della NATO contro la Serbia, invasione dell\u2019Afghanistan da parte di Stati Uniti e Regno Unito e poi intervento diretto della NATO, guerra preventiva contro l\u2019Iraq di un coalizione multinazionale guidata dagli Stati Uniti e alla quale hanno partecipato molti paesi europei tra cui l\u2019Italia, guerra della NATO contro la Libia, \u2026..<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa era va di pari passo con una crescente insofferenza nei confronti del multilateralismo e del diritto internazionale che nel tempo si traduce in un vero proprio disimpegno nei confronti dell\u2019ONU.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2 <\/strong>L\u2019aggressione della Russia nei confronti dell\u2019Ucraina, Stato indipendente dal 1991, costituisce una violazione dei principi e delle norme della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale: rispetto della sovranit\u00e0 statale, divieto di minacciare e usare la forza, obbligo di risolvere pacificamente le controversie, diritto all\u2019autodeterminazione dei popoli, rispetto dei diritti umani. Costituisce altres\u00ec la violazione degli accordi multilaterali relativi alla istituzione del Consiglio d\u2019Europa e dell\u2019Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), nonch\u00e9 la violazione del \u00abmemorandum\u00bb di Budapest del 1994 e due trattati bilaterali, quello di amicizia Russia-Ucraina del 1997 e quello sulla flotta russa in Crimea del 2010.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista del diritto internazionale, la Russia \u00e8 uno stato fuorilegge e l\u2019Ucraina ha il diritto di difendersi ai sensi dell\u2019articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite che riconosce il \u201cdiritto naturale di autotutela individuale e collettiva nel caso che abbia luogo un attacco armato contro un Membro delle Nazioni Unite, fintantoch\u00e9 il Consiglio di Sicurezza non abbia preso le misure necessarie per mantenere la pace e la sicurezza internazionale\u201d. Il Consiglio di sicurezza non ha potuto prendere le \u201cmisure necessarie\u201d perch\u00e9 bloccato dal veto della Russia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Difendere l\u2019Ucraina \u00e8 giusto. Ma continuare la guerra \u00e8 il modo sbagliato per farlo. Dopo oltre tre anni di guerra e centinaia di migliaia di morti e di feriti non possiamo lasciare che la carneficina continui e che l\u2019Europa precipiti in uno stato di guerra permanente e in una devastante corsa al riarmo. Rifiutiamo la posizione dell\u2019UE ribadita in tutti i documenti delle istituzioni europee secondo cui bisogna \u201ccostruire la pace con la forza\u201d e stare \u201ccon l\u2019Ucraina fino a quando sar\u00e0 necessario\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3 <\/strong>Come la Russia, anche lo Stato di Israele \u00e8 uno Stato fuorilegge. Il suo Primo Ministro Netanyahu \u00e8 ricercato dalla Corte penale internazionale (CPI). Le accuse sono gravissime. Il procuratore della CPI nel formulare la richiesta per un mandato d\u2019arresto nei confronti di Netanyahu scrive che esistono \u201cragionevoli motivi per ritenere che Netanyahu (e Gallant, <em>ndr<\/em>) sono responsabili penalmente, ai sensi delle norme del <em>Diritto internazionale umanitario<\/em>, del <em>Diritto penale internazionale<\/em> e del <em>Diritto internazionale dei diritti umani<\/em>, di crimini di guerra e crimini contro l&#8217;umanit\u00e0 commessi sul territorio dello Stato di Palestina (nella Striscia di Gaza) almeno dall&#8217;8 ottobre 2023\u201d. Le prove raccolte, sostiene la Corte, tra cui testimonianze, materiale multimediale verificato e immagini satellitari, indicano che Israele ha deliberatamente e sistematicamente privato i civili di Gaza di risorse essenziali per la sopravvivenza umana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo Stato di Israele sta violando tutte le norme delle principali convenzioni internazionali in materia di diritti umani che ha ratificato: per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio (ratificata 1950), sulla eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (ratificata il 1979), Patto internazionale sui diritti civili e politici (1991), Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (1991), contro la discriminazione nei confronti delle donne (1991), contro la tortura (1991), per i diritti dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza (1991), per i diritti delle persone con disabilit\u00e0 (2012).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo Stato di Israele sta violando le principali fonti del diritto internazionale umanitario, in particolare, le 4 Convenzioni di Ginevra e i due Protocolli aggiuntivi del 1977. In particolare sta violando i principi di distinzione, di precauzione negli attacchi e di proporzionalit\u00e0, che sono i capisaldi del diritto internazionale umanitario. L\u2019art. 48 del I protocollo di Ginevra, intitolato \u201cregola fondamentale\u201d statuisce che <em>\u201callo scopo di assicurare il rispetto e la protezione della popolazione civile e dei beni di carattere civile, le Parti in conflitto dovranno fare, in ogni momento, distinzione fra la popolazione civile e i combattenti, nonch\u00e9 fra i beni di carattere civile e gli obiettivi militari e, di conseguenza, dirigere le operazioni soltanto contro obiettivi militari\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo Stato di Israele non ha fatto nulla per adempiere all\u2019ordinanza del 26 gennaio 2024 (e quelle successive) della Corte internazionale di giustizia, massima giurisdizione mondiale indipendente e imparziale, con la quale la Corte intima ad Israele di rispettare la Convenzione contro il genocidio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Relatrice speciale delle NU sulla situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati dal 1967, Francesca Albanese, cos\u00ec ha intitolato i suoi ultimi due rapporti: \u201cAnatomy of a Genocide\u201d e \u201cFrom economy of occupation to economy of genocide\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gravit\u00e0 della situazione \u00e8 stata drammaticamente denunciata dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in apertura dell\u2019Assemblea generale il 24 settembre 2024 quando ha affermato che: \u201cUn numero crescente di governi si sente in diritto di calpestare il diritto internazionale, violare la Carta delle Nazioni Unite, le convenzioni internazionali sui diritti umani e le decisioni dei tribunali internazionali senza che nulla accada\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il diritto internazionale \u00e8 sotto le macerie di Gaza e di Kiev. La legge della forza ha preso il sopravvento sulla forza della legge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>4 <\/strong>La Corte Penale Internazionale, le Nazioni Unite e i suoi sistemi di garanzia dei diritti umani sono sotto attacco. Siamo difronte ad un atto eversivo pari ad un colpo di stato. Un colpo di stato internazionale contro la giustizia, la legalit\u00e0 democratica e il diritto internazionale. E dunque contro la libert\u00e0 e la pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019adozione di misure sanzionatorie contro la Corte Penale Internazionale, i suoi giudici e il suo personale, e contro coloro che cooperano con essa in conformit\u00e0 con lo Statuto di Roma (1998), in particolare contro Francesca Albanese Relatrice speciale delle NU sulla situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati dal 1967, rappresenta un attentato gravissimo allo stato di diritto internazionale e all\u2019architettura multilaterale il cui ruolo \u00e8 fondamentale per promuovere la pace e la sicurezza globale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Corte Penale Internazionale \u00e8 uno strumento di giustizia internazionale che trova il suo fondamento giuridico nella Carta delle Nazioni Unite e nelle Convenzioni internazionali sui diritti umani. La sua legittimit\u00e0 e capacit\u00e0 d\u2019azione va difesa, costi quel che costi, insieme al diritto internazionale dei diritti umani: un diritto per la sicurezza umana che ha come soggetto primario la persona e i gruppi umani, non pi\u00f9 lo Stato. Un diritto che impone agli Stati il dovere di promuovere e salvaguardare la vita e la pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>5 <\/strong>L\u2019impunit\u00e0 dilaga! L\u2019impunit\u00e0, che \u00e8 l\u2019ostacolo pi\u00f9 grande alla giustizia e alla riparazione per le vittime e i sopravvissuti alle violazioni dei diritti umani e ai crimini di guerra e contro l\u2019umanit\u00e0, sta minando la fiducia nelle istituzioni politiche e nei principi di democrazia e stato di diritto a livello nazionale e internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La responsabilit\u00e0 di indagare e punire i crimini \u00e8 un obbligo giuridico per gli Stati. N\u00e9 la ragione politica n\u00e9 la ragion di Stato possono essere invocati per non rispettare questo obbligo. Nessuno pu\u00f2 essere al di sopra della legge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>6 <\/strong>L\u2019UE e i suoi stati membri hanno adottato una politica del doppio standard: si alle sanzioni contro la Russia, no alle sanzioni contro Israele, si all\u2019embargo di armi contro la Russia non all\u2019embargo di armi contro Israele, si al mandato d\u2019arresto internazionale contro Putin, no al mandato d\u2019arresto internazionale contro Netanyahu, si a sospendere i rapporti accademici con le universit\u00e0 russe, no a sospendere i rapporti accademici con le universit\u00e0 Israeliane, \u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019UE ha perso tutta la sua credibilit\u00e0 internazionale di attore civile (economico, commerciale, culturale) di <em>soft power<\/em> a sostegno del diritto internazionale dei diritti umani, della diplomazia preventiva e del multilateralismo. Ha tradito il suo mandato originario che \u00e8 quello per il quale \u00e8 stata creata: costruire un ordine di pace in Europa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi l\u2019UE \u00e8 sempre pi\u00f9 determinata a difendere i rispettivi confini nazionali per evitare che le persone che cercano di fuggire dalle guerre e dalla fame possano arrivare da noi, anzich\u00e9 spegnere gli incendi lavorando per la pace e il rispetto di tutti i diritti umani per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Europa che vogliamo \u00e8 l\u2019Europa che avvia un negoziato globale per la pace e la giustizia sociale internazionale. E\u2019 l\u2019Europa determinata \u201ca salvare le future generazioni dal flagello della guerra e a riaffermare la fede nei diritti fondamentali, nella dignit\u00e0 e nel valore della persona umana\u201d come recita il Preambolo della Carta delle Nazioni Unite. E\u2019 l\u2019Europa che fa della giustizia penale internazionale una delle sue priorit\u00e0. E\u2019 l\u2019Europa non dei doppi standards ma della legge uguale per tutti. E\u2019 l\u2019Europa che vuole dare piena attuazione agli obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030 come previsto dall\u2019Agenda delle Nazioni Unite. E\u2019 l\u2019Europa dei diritti fondamentali, dello stato sociale, della solidariet\u00e0, dell\u2019accoglienza, dell\u2019inclusione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Europa che vogliamo \u00e8 un\u2019Europa di pace, determinata a costruire un ordine mondiale pi\u00f9 giusto, pacifico e democratico centrato sulle Nazioni Unite e sul diritto internazionale dei diritti umani, sulla solidariet\u00e0 e la cooperazione internazionale. Decisa a promuovere il disarmo e a combattere la fame, la sete, le malattie e la povert\u00e0 promuovendo un\u2019economia di pace e giustizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo bisogno di un\u2019Europa che sappia agire non in base alla legge della forza ma con la forza della legge. In questa prospettiva, l\u2019ONU, istituzione multilaterale per antonomasia, \u00e8 indispensabile per gestire l\u2019ordine mondiale nel rispetto di \u201ctutti i diritti umani per tutti\u201d. Occorre senza indugio perseguire il duplice obiettivo del potenziamento e della democratizzazione della massima organizzazione mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La via giuridica e istituzionale alla pace, con al centro l\u2019architettura multilaterale e il diritto internazionale dei diritti umani generato all\u2019indomani della Seconda guerra mondiale, \u00e8 la bussola che l\u2019Unione Europea deve seguire se vuole continuare ad esistere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La via della pace \u00e8 la via della legalit\u00e0, della nonviolenza, del diritto internazionale e del multilateralismo. Ridiamo forza alle Nazioni Unite nell\u2019anno del suo 80\u00b0 anniversario. Organizziamo una nuova Conferenza di Helsinki che, come 50 anni fa, dia nuovo avvio alla costruzione in Europa di un nuovo sistema di sicurezza comune, dall\u2019Atlantico agli Urali, basato sul disarmo, i diritti umani, il diritto all\u2019autodeterminazione dei popoli e i diritti delle minoranze. Di tutto questo discuteremo dal 9 al 12 ottobre 2025 in occasione dell\u2019Assemblea dell\u2019ONU dei Popoli e della Marcia Perugia &#8211; Assisi della Pace e della Fraternit\u00e0 che vedranno la partecipazione di rappresentanti di movimenti, associazioni, sindacati, organizzazioni nongovernative, istituzioni nazionali e internazionali per i diritti umani, enti locali, media, universit\u00e0 e centri di ricerca provenienti da oltre cento paesi di tutti i continenti. Tra loro ci saranno vittime della miseria, delle guerre, della violenza e del cambiamento climatico e difensori dei diritti umani, dell\u2019ambiente e del clima che testimoniano l\u2019impegno civile per affrontare i grandi problemi globali del nostro tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Mascia Abbiamo chiesto al professor Marco Mascia, Presidente del Centro Ateneo per i Diritti Umani \u201cAntonio Papisca\u201c di Padova un suo contributo di sintesi sul Diritto Umanitario e Internazionale, temi che ricorrono in questi tempi di declino della legalit\u00e0 internazionale. Lo ringraziamo per la collaborazione. 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