{"id":29034,"date":"2025-04-29T11:45:04","date_gmt":"2025-04-29T11:45:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=29034"},"modified":"2025-04-29T11:45:32","modified_gmt":"2025-04-29T11:45:32","slug":"i-cantieri-di-donald-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=29034","title":{"rendered":"I cantieri di Donald Trump"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Thierry Meyssan<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore dell\u2019azione del presidente Donald Trump \u00e8 riformare l\u2019economia occidentale basata sulla \u201cglobalizzazione americana\u201d, secondo la quale i componenti di prodotti complessi devono essere fabbricati in pi\u00f9 Paesi prima di essere assemblati. Al contrario, Trump intende riportare il maggior numero possibile di fabbriche negli Stati Uniti, cos\u00ec da potervi fabbricare oggetti complessi dalla A alla Z.&nbsp;<br>Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la prima guerra commerciale mondiale non oppone Washington a Beijing, ma due diverse forme di capitalismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo aver spiegato gli sforzi di Trump contro l\u2019imperialismo americano e contro la burocrazia federale, ora vorrei passare alla sua azione economica, in particolare alla sua concezione dei dazi doganali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In origine Trump non era un uomo politico ma un imprenditore e come tale ha affrontato il mondo politico degli anni Ottanta. All\u2019epoca pubblic\u00f2 un\u2019intera pagina di pubblicit\u00e0 su tre grandi quotidiani statunitensi per denunciare lo squilibrio degli scambi tra gli Stati Uniti e la Cina. Vi esprimeva disapprovazione per la globalizzazione americana, che faceva degli Stati Uniti il centro dell\u2019Impero e della Cina la \u201cl\u2019officina del mondo\u201d. \u00c8 entrato solo pi\u00f9 tardi in politica, dapprima a fianco dei Clinton, poi sostenendo il Tea Party, infine conquistando il Partito repubblicano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire Trump bisogna sempre tener presente il suo percorso: non \u00e8 n\u00e9 un Democratico n\u00e9 un Repubblicano, ma un jacksoniano&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article222132.html#nb2\">2<\/a>]. E il suo cavallo di battaglia \u00e8, come detto, riportare negli Stati Uniti la produzione dei beni di consumo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 molto pi\u00f9 facile per noi capire i suoi avversari negli Stati Uniti, perch\u00e9 quasi tutti agiscono non in base alle loro esperienze, ma alla loro comune ideologia: l\u2019imperialismo americano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E dovremmo anche sempre ricordare che gli accademici, in generale, confondono le ideologie economiche, sulle quali dissertano, e l\u2019economia reale, che ignorano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando, diventato presidente federale, Trump annuncia la riforma dell\u2019economia, la sintetizza nella parola d\u2019ordine&nbsp;<em>Make America Great Again<\/em>&nbsp;(MAGA), ossia fare di nuovo dell\u2019America una grande potenza. Precisa di non voler fare guerre, ma di volerle sostituire con il commercio internazionale, come fece il presidente Andrew Jackson. Quindi non dobbiamo interpretare lo slogan MAGA come volont\u00e0 di fare dell\u2019America una grande potenza militare, bens\u00ec una grande potenza economica. \u00c8 in questo senso che Trump aspira a restituire all\u2019America la sua grandezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il presidente Jackson non era n\u00e9 liberista n\u00e9 protezionista. Considerava i dazi doganali non un mezzo per proteggere le produzioni statunitensi dai concorrenti internazionali, ma l\u2019unico modo per finanziare lo Stato federale. \u00c8 esattamente l\u2019obiettivo odierno di Trump: abolire tutte le imposte federali e finanziare la propria amministrazione solo con i dazi doganali. Lascia invece a ogni Stato federato la facolt\u00e0 di prelevare le imposte che ritiene necessarie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiarita la sua strategia, Trump ha iniziato a organizzare il passaggio dal vecchio al nuovo sistema seguendo il suo metodo, descritto nel suo libro&nbsp;<em>The Art of the Deal<\/em>: destabilizzare gli interlocutori. Ha perci\u00f2 esordito annunciando dazi doganali generalizzati e proibitivi, per poi accettare di ridurli al 10% per tre mesi per tutti i Paesi, a eccezione della Cina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">PER CONTINUARE A LEGGERE: <a href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article222132.html\">https:\/\/www.voltairenet.org\/article222132.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Thierry Meyssan Il cuore dell\u2019azione del presidente Donald Trump \u00e8 riformare l\u2019economia occidentale basata sulla \u201cglobalizzazione americana\u201d, secondo la quale i componenti di prodotti complessi devono essere fabbricati in pi\u00f9 Paesi prima di essere assemblati. 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