{"id":28886,"date":"2025-03-24T12:30:30","date_gmt":"2025-03-24T12:30:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=28886"},"modified":"2025-03-24T12:30:32","modified_gmt":"2025-03-24T12:30:32","slug":"il-prezzo-della-pace-e-della-nonviolenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=28886","title":{"rendered":"Il prezzo della pace e della nonviolenza"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Savino Pezzotta, Mercoled\u00ec 19 marzo 2025<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I pacifisti e coloro che cercano di mettersi sui sentieri della nonviolenza non stanno attraversando un momento facile.<br>Di fronte all&#8217;amara realt\u00e0 della guerra in Ucraina e in Palestina, chi propugna la necessit\u00e0 di un\u2019etica di pace viene accusato di cinismo.<br>Con queste brevi note cerco di dire perch\u00e9 mi ostino a credere nel potere trasformativo, difensivo e relazionale dell&#8217;azione nonviolenta. Non riesco a credere, nonostante venga sostenuta da autorevoli persone e da famosi pubblicisti, possa esistere una &#8220;guerra giusta&#8221;. La guerra mi ripugna. Desidero la Pace, la fine delle guerre ma non arruolo Trump e Putin nello schieramento della pace. C\u2019\u00e8 nei loro atti di governo troppa violenza e una volont\u00e0 di pacificazione funzionale ai loro interessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I civili mettono in fuga i carri armati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel mio vagabondare nella rete mi \u00e8 capitato di leggere, su un canale che riportava notizie da Kiev, che: <em>\u201cDiverse dozzine di residenti della piccola citt\u00e0 ucraina di Dniprorudne, nel sud del paese, hanno affrontato disarmati una colonna militare russa con carri armati&#8221;<\/em><br><em>Sui social network circolano filmati che mostrano il sindaco e alcuni residenti della cittadina avvicinarsi ai carri armati russi e iniziare a parlare con i loro autisti. Dopo una breve conversazione, i veicoli militari si arrestano e fanno marcia indietro\u201d.<\/em><br>Questo dimostra la possibilit\u00e0 e dell\u2019efficacia della resistenza nonviolenta. Inoltre, anche se le notizie che trapelano sono poche, si sa che di persone che, nonostante i divieti e le minacce di pene detentive, non si scoraggiano dal manifestare pubblicamente contro l&#8217;ingiustizia di questa guerra a Mosca, San Pietroburgo e in altre citt\u00e0 russe.<br>Diversi sacerdoti della Chiesa ortodossa russa hanno invitato i loro compatrioti a disobbedire agli ordini e hanno chiesto un cessate il fuoco immediato. Accademici e scienziati russi hanno condannato fermamente l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, che viola il diritto internazionale, in una lettera aperta a Putin.<br>Una giornalista russa durante una trasmissione in diretta sulla televisione di stato ha tenuto un cartello di protesta davanti alla telecamera denunciando la propaganda menzognera del governo russo e chiedendo la fine di questa guerra (&#8220;Fermate la guerra. Non credete alla propaganda. Qui stanno mentendo&#8221;). La donna ha rischiato molti anni di carcere e peggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quale logica governa la guerra?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cosa buona di questa societ\u00e0 della comunicazione e dei social media \u00e8 che \u00e8 possibile conoscere, propagandare e diffondere tali azioni e non lasciarle affogare nel tumulto della guerra e nel rumore della retorica politica. Tutti noi possiamo partecipare alla lotta nonviolenta contro la guerra diffondendo notizie e pensieri di pace. Dobbiamo diventare la classica goccia d\u2019acqua che perfora la roccia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ciononostante, la logica militare domina l&#8217;attuale discorso pubblico e politico dei media<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;immediatezza con cui l\u2019Unione Europea ha predisposto un piano di riarmo suscita molti interrogativi e avr\u00e0 ricadute economicamente devastanti e dimostra chiaramente quanto sia radicata l\u2019idea che la pace si possa conquistare con le armi, le uccisioni e distruzioni.<br>Mi ha profondamente turbato la spudoratezza con cui si parla dell\u2019inutilit\u00e0 di un impegno di pace e il rilancio del l&#8217;idea di \u201cguerra giusta&#8221;.<br>Discorsi in tal senso li ho uditi, purtroppo, pronunciare anche da uomini di chiesa e da accademici. Nel frattempo, i corsi azionari delle aziende produttrici di armi sono alle stelle e anche i produttori italiani di sistemi antiaerei, veicoli corazzati, droni e munizioni possono aspettarsi un aumento significativo degli ordini dall&#8217;estero. Si pensa di rilanciare la nostra economia con investimenti nelle armi. Faccio solo notare che, se si compra una pistola \u00e8 perch\u00e9 si pensa di usarla.<br>Qual \u00e8 il significato delle storie richiamate all\u2019inizio di questa nota?<br><em>Sono solo fenomeni marginali attivi in un conflitto che pu\u00f2 essere risolto solo con mezzi militari? O sono esemplari per le possibilit\u00e0 alternative e piuttosto promettenti per la popolazione di entrambe le parti in guerra e per il mondo occidentale di opporsi a un aggressore bellicoso?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I successi dell&#8217;azione nonviolenta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il filosofo, politologo e saggista statunitense americano Gene Sharp, ricercatore e studioso sulla nonviolenza e la disobbedienza civile era convinto di quest&#8217;ultima ipotesi, non per ragioni ideologiche, ma come risultato di una ricerca, sulle dinamiche e l&#8217;efficacia dei movimenti di resistenza in situazioni di guerra, durata tutta la vita. Attraverso una molteplicit\u00e0 di studi e analisi, storicamente autentificati, \u00e8 pervenuto a individuare non meno di 198 metodi di resistenza nonviolenta: proteste nonviolente, non cooperazione sociale, boicottaggi economici, azioni di sciopero, non cooperazione politica e interventi nonviolenti.<br>Possiamo affermare che non \u00e8 pi\u00f9 possibile ignorare che la nonviolenza funziona, ci molti studi che analizzano le diverse centinaia di movimenti di protesta e che concludono che i movimenti nonviolenti hanno il doppio delle probabilit\u00e0 di raggiungere i loro obiettivi \u2013 cio\u00e8, la fine di un&#8217;occupazione, l&#8217;indipendenza di un territorio, il superamento di un potere dittatoriale, la messa in discussione di oligarchie politiche ed economiche \u2013 rispetto alle rivolte violente. Se durante l\u2019Ottocento e il Novecento il cambiamento era individuato nella rivoluzione violenta, oggi lo si deve individuare nelle azioni nonviolente.<br>Sono proprio i movimenti di massa non violenti e motivati dai civili a scuotere i &#8220;pilastri del potere&#8221; che sostengono l&#8217;autorit\u00e0 dei governi in guerra. Non solo le democrazie, ma anche le autocrazie e le dittature dipendono dalla partecipazione e dalla lealt\u00e0 della popolazione.<br>Cercano di garantirsi questo attraverso la repressione, le minacce di violenza e la dipendenza economica, la menzogna, ma rimangono estremamente suscettibili alla disgregazione.<br>La mancata cooperazione, le proteste e gli interventi, il boicottaggio, la non cooperazione, la disobbedienza civile, l\u2019informazione alternativa e l\u2019assunzione di rischi e il sacrificio degli attori civili, minano la credibilit\u00e0 di coloro che sono al potere e indeboliscono la loro posizione a lungo termine.<br>Nel paventare la possibilit\u00e0 di essere aggredita, l\u2019Unione Europea ha proposto una strategia di riarmo un piano che viene presentato anche in Italia come risposta realista alla necessit\u00e0 di sicurezza e lo si appoggia sulle armi, ma si ignorano i risultati della ricerca empirica sulle strategie nonviolente che oggi potrebbero anche essere supportate dalle nuove tecnologie, cos\u00ec come sono impiegate per uccidere potrebbe essere impiegate per una difesa e resistenza civile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il campo delle possibilit\u00e0 per la pace<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi rendo conto che questo approccio \u00e8 spesso ridicolizzato come poco realista, come frutto di una visione ingenua o addirittura cinica e passiva.<br>No, affatto.<br>Non si tratta di stare a gurdare, ma di impegnarsi a fondo contro ogni aggressione. Non c\u2019\u00e8 un\u2019alternativa tra l\u2019uccidere e l\u2019inazione, c\u2019\u00e8 sempre una terza possibilit\u00e0 che consiste nel porsi tra gli aggrediti e gli aggressori, rinunciando alla violenza. Non sposiamo affatto una sorta di pia neutralit\u00e0 o di quietismo per allontanarci dai conflitti politici e sociali ma vuole si immergersi fino in fondo. La costruzione della pace ha dei costi anche per i suoi sostenitori la resistenza civile nonviolenta non \u00e8 gratis.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il prezzo della guerra lo pagano i pi\u00f9 deboli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto sia dubbia l&#8217;idea di mettere il sigillo della giustizia sulle iniziative militari, anche in questo caso, lo si evince gi\u00e0 dalle numerose storie di disertori russi. Suggeriscono una diminuzione della lealt\u00e0 per Putin nel suo stesso esercito e sollevano la questione di chi cadr\u00e0 effettivamente vittima di una guerra difensiva ucraina. Soldati di una potenza mondiale vengono spinti al fronte anche contro la loro volont\u00e0. Combattenti che, sotto l&#8217;influenza di campagne mirate di propaganda e disinformazione, si sono recati in Ucraina per &#8220;espellere i nazisti&#8221;, &#8220;salvare la popolazione russa in Ucraina dal genocidio&#8221;, \u201cper svolgere una mera azione speciale.<br>E, naturalmente, molti membri dell&#8217;esercito ucraino che, con l&#8217;aiuto di attrezzature occidentali, sono stati in grado di difendersi dagli aggressori, ma sono stati anche coinvolti in una guerra prolungata che ha fatto sempre pi\u00f9 vittime da entrambe le parti.<br>In ogni caso, dovrebbe essere chiaro a tutti noi che le menti del Cremlino saranno le ultime a pagare un prezzo personale per la guerra in Ucraina. Prima di allora, vengono sepolte file di soldati ucraini e russi che mancano molto ai loro genitori, fratelli o figli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Esaurire tutti i mezzi non violenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non voglio rassegnarmi al pensiero che tutti i mezzi di intervento non violento sono inutili. Come costantemente mi si ripete. Per me \u00e8 assolutamente chiaro che c&#8217;\u00e8 una differenza fondamentale tra l&#8217;impegno personale per una non-violenza coerente e l&#8217;imposizione della rinuncia alla violenza sugli altri.<br>Ci \u00e8 stato detto e insegnato, fin da bambino, che bisogna essere pronti a porgere l&#8217;altra guancia, ora non posso pensare che questa sia una falsit\u00e0 sentimentale, proprio per questo mi debbo sempre chiedere quali possibilit\u00e0 esistano ancora per me come cittadino italiano e per noi come partecipanti a un&#8217;Europa democratica per prevenire ulteriori escalation militari e per esercitare un&#8217;influenza a favore della pace.<br>Non possiamo arrenderci alla logica bellicista che tende a sminuire l\u2019impegno per la pace come inutile, Credo che il merito epocale degli attuali pacifisti sia quello di tenere viva l\u2019idea della pace e del non uccidere e quello di concentrare l\u2019attenzione sull&#8217;ampia gamma di interventi nonviolenti disponibili e dimostrabilmente promettenti.<br>Al contrario, lo slancio militare cui assistiamo in questi giorni tende a lasciare dietro di s\u00e9 scenari non in grado di rispondere alla crisi innescata dalle guerre e dal massacro del popolo palestinese. La disponibilit\u00e0 di mezzi militari, l&#8217;equipaggiamento bellico miliardario che anche e soprattutto gli Stati europei di diritto democratico vogliono mettere \u201cin piedi&#8221; e ci costringe a pensare alla guerra come uno strumento inevitabile. E tende ad impiantare una democrazia militarizzata. La &#8220;spesa per la difesa&#8221; del 2% del PIL richiesta dai membri della NATO dovrebbe essere utilizzata in modo molto pi\u00f9 sostenibile nella promozione della costruzione della pace civile, nella formazione strategica delle popolazioni democratiche alla difesa non violenta e nel sostegno concreto alla democrazia ucraina e all\u2019ipotesi di due stati in Palestina e a smorzare i vari conflitti presenti nel mondo.<br>Se come si afferma per giustificare il riamo si tratta davvero di una lotta ideologica tra il potere autocratico e i valori democratici, allora si dovrebbe dimostrare che il popolo ha voce in capitolo nelle societ\u00e0 occidentali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savino Pezzotta, Mercoled\u00ec 19 marzo 2025 I pacifisti e coloro che cercano di mettersi sui sentieri della nonviolenza non stanno attraversando un momento facile.Di fronte all&#8217;amara realt\u00e0 della guerra in Ucraina e in Palestina, chi propugna la necessit\u00e0 di un\u2019etica di pace viene accusato di cinismo.Con queste brevi note cerco di dire perch\u00e9 mi ostino a credere nel potere trasformativo, difensivo e relazionale dell&#8217;azione nonviolenta. 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