{"id":28718,"date":"2025-02-26T07:37:20","date_gmt":"2025-02-26T07:37:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=28718"},"modified":"2025-02-26T09:35:46","modified_gmt":"2025-02-26T09:35:46","slug":"lamazzonia-e-la-prossima-cop-30-di-belem","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=28718","title":{"rendered":"L\u2019Amazzonia e la prossima COP 30 di Belem"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Non c\u2019\u00e8 pace senza giustizia, non c\u2019\u00e8 giustizia senza fraternit\u00e0 e custodia della Casa comune<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>p. Gianni Manco (missionario Pime e teologo)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l\u2019intento di contribuire alla prossima Conferenza sul Clima dell\u2019Onu, \u00e8 stata pubblicato il manuale\u201c abc della Cop30.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto sulla Conferenza del Clima dell\u2019Onu e sull\u2019importanza della Cop30 in Amazzonia\u201d, voluto dalla Repam (Rete Ecclesiale Pan-Amazzonica). \u00c8 una guida essenziale per comprendere i principali temi e sfide della lotta climatica globale. Pensato per la mobilitazione dei popoli per la Terra e per il clima, il manuale traduce concetti complessi in un linguaggio accessibile, promuovendo la partecipazione attiva della societ\u00e0 civile in vista della Cop30, che si svolger\u00e0 in Brasile dal 10 al 21 novembre prossimi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conferenza delle Parti \u00e8 l\u2019evento pi\u00f9 importante di quelli dedicati al clima e quest\u2019anno si terr\u00e0 a Bel\u00e9m, nel cuore dell\u2019Amazzonia. L\u2019evento rappresenter\u00e0 un\u2019opportunit\u00e0 storica per porre le voci delle comunit\u00e0 dell\u2019Amazzonia al centro delle decisioni globali sulla lotta contro la crisi climatica. Per rafforzare questa agenda di giustizia climatica e ampliare l\u2019accesso all\u2019informazione sulla Cop30, la Mobilitazione dei Popoli per la Terra e il Clima, (iniziativa della Repam Brasile) ha diffuso appunto il suddetto manuale. Il materiale che vi \u00e8 contenuto \u00e8 stato elaborato per rendere i dibattiti climatici pi\u00f9 accessibili e inclusivi, specialmente per le popolazioni che sono in prima linea nella preservazione dell\u2019Amazzonia e affrontano direttamente le conseguenze dei mutamenti climatici. Il manuale mira a \u201cdemocratizzare\u201d la conoscenza della Cop30 e a permettere alla popolazione in generale, e in particoalre alle comunit\u00e0 indigene, <em>quilombolas<\/em>, rivierasche ed estrattiviste, di comprendere meglio l\u2019impatto di questo evento e come possano partecipare attivamente ai dibattiti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIl manuale \u00e8 importante perch\u00e9 spiega, in modo chiaro e obiettivo, come funziona la Cop. Capire la Conferenza \u00e8 il primo passo affinch\u00e9 le persone, e soprattutto la societ\u00e0 civile organizzata, si preparino a vivere l\u2019appuntamento in Brasile in maniera produttiva. Sapendo come funzionano gli spazi e quali temi sono in discussione, ognuno pu\u00f2 unirsi ai collettivi che si stanno organizzando al fine di chiedere ai rappresentanti istituzionali e di governo le azioni necessarie per contenere l\u2019avanzare della crisi climatica, evidente negli episodi sempre pi\u00f9 comuni di siccit\u00e0, inondazioni, allagamenti e incendi\u00bb, sottolinea Sandra Rocha, del settore comunicazione del \u201cVertice dei Popoli\u201d. In sintesi dunque il manuale fornisce spiegazioni chiare sui principali temi della Cop30 e sulla sua importanza per combattere la crisi climatica; informazioni sul ruolo fondamentale delle comunit\u00e0 amazzoniche nella lotta contro i mutamenti climatici e nella preservazione della biodiversit\u00e0; indicazioni pratiche su come queste comunit\u00e0 possono prepararsi a partecipare e influenzare i dibattiti; esempi ispiratori delle iniziative locali che stanno facendo la differenza; un glossario di termini climatici che mira a facilitare la comprensione dei concetti tecnici; dati sull\u2019Amazzonia e sulla sua importanza nell\u2019equilibrio climatico globale. Il manuale, che pu\u00f2 essere scaricato gratuitamente in formato digitale, \u00e8 un invito affinch\u00e9 tutti, specialmente quanti sono direttamente colpiti dai cambiamenti climatici, possano partecipare alla Cop30 e alle decisioni che plasmeranno il futuro del pianeta. \u00abL\u2019informazione \u00e8 uno strumento potente\u00bb afferma Mayara Lima, esponente della \u201cComunicazione della Mobilitazione\u201d e del team editoriale\u201d del manuale. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"253\" height=\"199\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/brasile.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4629\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">cartina del Brasile<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNel quadro della crisi climatica, dare alle comunit\u00e0 dell\u2019Amazzonia accesso all\u2019informazione significa garantire che possano agire in maniera efficace e influente sulla scena globale\u00bb. Come Chiesa incarnata e inculturata in Amazzonia , la Repam ha lavorato instancabilmente per rafforzare le voci dei movimenti territoriali e sociali dell\u2019Amazzonia, mirando ad esercitare a un\u2019incidenza significativa sui dibattiti climatici in vista della Cop30. Fa anch\u2019essa parte del \u201cVertice dei Popoli\u201d, una coalizione di oltre 400 organizzazioni che sta guidando azioni strategiche in difesa del clima, delle foreste e dei diritti umani. \u00abQuesto manuale \u00e8 un ponte che connette i territori amazzonici ai dibattiti globali\u00bb, afferma dom Evaristo Pascoal Spengler, presidente della Repam Brasile. \u00abRafforza la conoscenza di quanti gi\u00e0 si prendono cura dell\u2019Amazzonia da generazioni e prepara queste comunit\u00e0 a svolgere un ruolo decisivo nelle negoziazioni\u00bb. Con azioni in tutta l\u2019Amazzonia Legale, la Repam, che per la Cop30 ha aperto un ufficio a Bel\u00e9m, sta promuovendo incontri ed eventi che rafforzano l\u2019importanza di un piano solido e integrato per la difesa dell\u2019ambiente e dei diritti delle popolazioni tradizionali. Il manuale \u00e8 un ulteriore passo per rafforzare il protagonismo delle comunit\u00e0 amazzoniche nella Cop30, ma la sua importanza va ben oltre l\u2019evento. Mira a essere un punto di partenza per una mobilitazione collettiva in difesa di un futuro pi\u00f9 giusto e sostenibile per il pianeta. La Rete Ecclesiale Pan-Amazzonica \u2013 REPAM Brasile della quale sono membro attraverso il comitato dell\u2019archidiocesi di Santarem \u2013 \u00e8 una rete ecclesiale della Chiesa cattolica nell\u2019Amazzonia Legale, che ha come obiettivo quello di promuovere la vita, per mezzo della cura dei popoli, dei territori e degli ecosistemi amazzonici e di accrescere la consapevolezza dell\u2019importanza dell\u2019Amazzonia per tutta l\u2019umanit\u00e0, per mezzo di un\u2019azione socio-ecclesiale articolata in reti. La Repam Brasile, voluta da papa Francesco e dal cardinale Hummes, &nbsp;dal 2014, \u00e8 un\u2019organizzazione che lavora a fianco delle comunit\u00e0 e dei movimenti sociali dell\u2019Amazzonia, promuovendo il dialogo, l\u2019articolazione e la difesa dei diritti umani, della giustizia climatica e della preservazione dell\u2019ambiente. Non \u00e8 possibile riflettere sui cammini di evangelizzazione nel grande territorio amazzonico senza tener conto del tema ecologico. Lo stesso documento preparatorio al Sinodo panamazzonico(2019), fedele all\u2019impostazione della Chiesa latinoamericana, apri\u2019 la propria riflessione presentando una panoramica della realt\u00e0 ecologica dell\u2019Amazzonia, per aiutare gli operatori pastorali a elaborare cammini di evangelizzazione inculturati. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 importante ricordare, a questo proposito, coloro che per difendere l\u2019Amazzonia con i suoi popoli e la sua rigogliosa natura, hanno rischiato e dato la vita. Tra questi ricordiamo: padre Ezechiele Ramin, suor Dorothy Stang, Chico Mendes e il vescovo emerito Erwin Krautler. Il bacino amazzonico rappresenta per il nostro pianeta una delle maggiori riserve di biodiversit\u00e0 (dal 30 al 50% della flora e fauna del mondo), di acqua dolce (20% dell\u2019acqua dolce non congelata di tutto il pianeta); possiede pi\u00f9 di un terzo dei boschi primari del pianeta e, bench\u00e9 i maggiori serbatoi di carbonio siano in realt\u00e0 gli oceani, non per questo si pu\u00f2 ignorare il lavoro di raccolta di carbonio in Amazzonia. Ciononostante, questi dati non delineano una regione omogenea. Nella foresta amazzonica non troviamo solamente una grande variet\u00e0 di specie di animali e di piante, ma la stessa foresta \u00e8 differenziata. Esiste, infatti, una foresta situata in aree basse, che soffre inondazioni periodiche, conforme alle piene dei fiumi. I terreni di queste zone sono particolarmente fertili a causa dei sedimenti lasciati dai fiumi. Le specie che incontriamo in questa zona della foresta amazzonica sono: andiroba, jatob\u00e1, seringueira e sama\u00fama. Esiste anche la foresta cos\u00ec detta igap\u00f2, localizzata in aree ancora pi\u00f9 basse e che, a causa di ci\u00f2, soffre maggiori inondazioni e spesso si trova allagata. Per sopravvivere in queste condizioni, le piante nei secoli hanno elaborato diverse strategie ben conosciute dai popoli indigeni. Esempi di queste specie sono: vit\u00f3rias-r\u00e9gias, buritis, orchidea e bromelia. Esiste, infine, la foresta di terra ferma: non soffre inondazione a causa della sua posizione alta rispetto al resto del territorio. La vegetazione che s\u2019incontra in queste zone della foresta \u00e8 definita di grande peso, come ad esempio i castagneti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La biodiversit\u00e0 della foresta amazzonica \u00e8 esuberante e i suoi numeri sono impressionanti. Pi\u00f9 di 1.300 specie di uccelli; pi\u00f9 di 3.000 specie di pesci; pi\u00f9 di 30.000 specie di piante; 1.800 specie di farfalle; 427 specie di anfibi; 378 specie di rettili; pi\u00f9 di 3.000 specie di api; 311 specie di mammiferi. Occorre poi sottolineare che molte di queste specie esistono solo in Amazzonia. Per questo motivo, la conservazione dell\u2019Amazzonia come quella degli altri biomi dell\u2019Africa e del sudest asiatico \u00e8 di grande importanza. I maggiori problemi ambientali che attingono la foresta amazzonica sono: il disboscamento, la creazione di zone esclusive per far pascolare il bestiame, la monocultura della soia, la guerra per ottenere le terre, la caccia e la pesca illegale, l\u2019estrattivismo minerario. Sono testimone della situazione drammatica in cui versa l\u2019Amazzonia brasiliana che per la deforestazione e le \u201cqueimadas\u201d si trova sotto una cappa di anidride carbonica e di secca del livello dei fiumi e biocidio della biodiversita\u2019. La citta\u2019 di Santarem e\u2019 sotto una cappa di anidride carbonica come se fossimo a Milano o a Tokio e le popolazioni locali, gli indios, i caboclos e i contadini stanno soffrendo terribilmente per tutto questo! &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 possibile un cammino di evangelizzazione in Amazzonia senza tener conto di questa realt\u00e0, della complessit\u00e0 delle problematiche che questo territorio presenta. Il pericolo sarebbe un\u2019evangelizzazione ceca, incapace di affrontare i problemi reali, offrendo soluzioni pastorali inadeguate. L\u2019enciclica &nbsp;Laudato si\u2019(LS) di papa Francesco, l\u2019esortazione postsinodale \u201c Querida Amazonia\u201d e il motu proprio \u201cLaudate Deo\u201d&nbsp; indicano alcune chiavi di lettura improcratinabili per la soluzione delle problematiche indicate. \u00abIl Regno che viene anticipato e cresce tra di noi riguarda tutto\u00bb (Evangelii gaudium [EG] 181), ricordandoci che \u00abtutto nel mondo \u00e8 intimamente connesso\u00bb (LS 16) e che, pertanto \u00abil principio del discernimento\u00bb dell\u2019evangelizzazione \u00e8 collegato a un processo integrale di sviluppo umano (cf. EG 181). Questo processo si caratterizza, come segnala LS (cf. nn. 137-142), per un paradigma relazionale denominato ecologia integrale, che articola fra loro i vincoli fondamentali che rendono possibile un vero sviluppo. Se questo paradigma vale in generale per i problemi ecologici, ancora di pi\u00f9 vale perla complessit\u00e0 dei problemi del territorio amazzonico e, per questo, merita un approfondimento. L\u2019ecologia integrale \u00e8 un nuovo modo d\u2019intendere la relazione profonda esistente tra tutte le creature del nostro pianeta. Quando si osserva la devastazione che l\u2019intervento irresponsabile dell\u2019uomo sta causando nel territorio amazzonico, non si pu\u00f2 che concludere che c\u2019\u00e8 qualcosa di sbagliato nel modello economico adottato. Il papa afferma e dimostra nella Laudato si\u2019 che tutto \u00e8 interconnesso (LS 138ss). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ecologia integrale indica come cammino di comprensione della realt\u00e0 che tutto \u00e8 interconnesso e, di conseguenza, non si pu\u00f2 pensare all\u2019Amazzonia come una realt\u00e0 geografica separata dal contesto. Il sistema di piogge della foresta interferisce in altre regioni del mondo. Tutto \u00e8 in legame con tutto. La pastora Nancy Cardoso Pereira, in un incontro organizzato dalla Repam Santarem nel luglio 2024 , ricorda come il sistema idrico dell\u2019Amazzonia dipende dalle Ande, e dalla savana brasiliana, che \u00e8 la culla delle acque. C\u2019\u00e8 un sottosuolo di acqua, l\u2019acquifero Guaran\u00ec, molto grande. A proposito di questa interconnessione che esiste tra gli elementi della realt\u00e0, punto cruciale dell\u2019ecologia integrale e sul quale la REPAM sta lavorando in questi mesi di preparazione della Cop 30 a Belem, il documento preparatorio ricorda che il primo grado di articolazione, per un autentico progresso, \u00e8 il vincolo intrinseco fra l\u2019elemento sociale e l\u2019elemento ambientale: il grido della terra e\u2019 il grido dei poveri! Dato che come esseri umani siamo parte degli ecosistemi che favoriscono le relazioni che danno vita al nostro pianeta, prendersi cura di questi ecosistemi \u2013 nei quali tutto \u00e8 interconnesso \u2013 \u00e8 fondamentale per promuovere sia la dignit\u00e0 di ogni individuo che il bene comune della societ\u00e0, sia il progresso sociale che il rispetto dell\u2019ambiente. Ci\u00f2 significa che non \u00e8 possibile un percorso sociale di valorizzazione del territorio amazzonico, senza tener conto del patrimonio culturale acquisito nei secoli dai popoli indigeni, veri custodi della foresta amazzonica. Di conseguenza, il processo di evangelizzazione della Chiesa in Amazzonia non pu\u00f2 prescindere dalla promozione e dalla cura del territorio (natura) e dei suoi popoli (culture). Per questo, ha bisogno di stabilire ponti che possano articolare i saperi ancestrali con le conoscenze contemporanee (cf. LS 143-146), particolarmente quelle che riguardano l\u2019utilizzo sostenibile del territorio e uno sviluppo coerente con i sistemi di valori e con le culture dei popoli che abitano questi luoghi, da riconoscere come loro autentici custodi, e in definitiva come loro proprietari (DP 9) I missionari&nbsp; inseriti nella chiese locali,&nbsp; evangelizziamo in questo contesto, accompagnando le comunit\u00e0 ecclesiali e non possiamo ignorare la complessit\u00e0 di questi problemi. Il rischio sarebbe un\u2019evangelizzazione disincarnata, fuori dal contesto, che produce una religione alienata, che non aiuta i fedeli a incontrarsi con il Dio che si manifesta nella realt\u00e0 concreta del suolo amazzonico. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Documento preparatorio del Sinodo panamazzonico(2019) voluto dai vescovi e dalle chiese dei nove paesi che costituiscono l\u201dAmazzonia sudamericana, prendendo come riferimento la proposta di papa Francesco che, nell\u2019enciclica Laudato si\u2019 parlava di conversione integrale, ci ricordava che: quando avremo coscienza di come il nostro stile di vita e il nostro modo di produrre, di commerciare, di consumare affettano la vita del nostro ambiente e della nostra societ\u00e0, solo allora potremo iniziare una trasformazione con orizzonte integrale (DP 53). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste parole indicano che la fede in Ges\u00f9 Cristo ha sempre pi\u00f9 bisogno di una nuova spiritualit\u00e0, che si allontani giorno dopo giorno da ogni forma di antropocentrismo e d\u2019individualismo, per raggiungere una spiritualit\u00e0 incarnata che aiuta ogni persona a riconoscere la propria responsabilit\u00e0 nei confronti della creazione. L\u2019ecologia integrale, dunque, ci invita a una conversione integrale. \u00abQuesto esige anche di riconoscere i propri errori, peccati, vizi o negligenze\u00bb e le omissioni con cui \u00aboffendiamo la creazione di Dio\u00bb, e chiede di \u00abpentirsi di cuore\u00bb (LS 218). Il manuale \u201c abc per la COP 30, ponendosi sulla linea della conversione integrale come conseguenza immediata dell\u2019ecologia integrale proposta da papa Francesco nella Laudato si\u2019 e Laudate Deo, &nbsp;invita a riflettere sul livello di coscientizzazione dei cristiani sugli stili di vita adottati, sia personalmente che comunitariamente. C\u2019\u00e8 un modo di produrre, commerciare, consumare che influenza la vita dell\u2019ambiente e della societ\u00e0. Il percorso di preparazione alla Conferenza delle parti dovrebbe aiutare le comunit\u00e0 cristiane a porre in atto delle scelte rispettose dell\u2019ambiente, che stimolino la societ\u00e0 civile e politica alla presa di coscienza della necessite dell\u2019urgenza di un tale cammino di conversione ambientale. La Repam ha lavorato instancabilmente per rafforzare le voci dei movimenti territoriali e sociali dell\u2019Amazzonia, mirando ad esercitare a un\u2019incidenza significativa sui dibattiti climatici in vista della Cop30. Fa anch\u2019essa parte del \u201cVertice dei Popoli\u201d, una coalizione di oltre 400 organizzazioni che sta guidando azioni strategiche in difesa del clima, delle foreste e dei diritti umani. \u00abQuesto manuale \u00e8 un ponte che connette i territori amazzonici ai dibattiti globali\u00bb, afferma dom Evaristo Pascoal Spengler, presidente della Repam Brasile e della CNBB: \u00abRafforza la conoscenza di quanti gi\u00e0 si prendono cura dell\u2019Amazzonia da generazioni e prepara queste comunit\u00e0 a svolgere un ruolo decisivo nelle negoziazioni\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con azioni in tutta l\u2019Amazzonia Legale, la Repam, che per la Cop30 ha aperto un ufficio a Bel\u00e9m, sta promuovendo incontri ed eventi che rafforzano l\u2019importanza di un piano solido e integrato per la difesa dell\u2019ambiente e dei diritti delle popolazioni tradizionali. Il manuale \u00e8 un ulteriore passo per rafforzare il protagonismo delle comunit\u00e0 amazzoniche nella Cop30, ma la sua importanza va ben oltre l\u2019evento. Mira a essere un punto di partenza per una mobilitazione collettiva in difesa di un futuro pi\u00f9 giusto e sostenibile per il pianeta. La Rete Ecclesiale Pan-Amazzonica \u2013 REPAM Brasile \u2013 \u00e8 una rete ecclesiale della Chiesa cattolica nell\u2019Amazzonia Legale, che ha come obiettivo quello di promuovere la vita, per mezzo della cura dei popoli, dei territori e degli ecosistemi amazzonici e di accrescere la consapevolezza dell\u2019importanza dell\u2019Amazzonia per tutta l\u2019umanit\u00e0, per mezzo di un\u2019azione socio-ecclesiale articolata in reti.&nbsp; Essa dal 2014 &nbsp;\u00e8 un\u2019organizzazione che lavora a fianco delle comunit\u00e0 e dei movimenti sociali dell\u2019Amazzonia, promuovendo il dialogo, l\u2019articolazione e la difesa dei diritti umani, della giustizia climatica e della preservazione dell\u2019ambiente. Recentemente ha ricordato anche all\u2019attuale presidente Lula che il Brasile dovra\u2019 necessariamente uscire dall\u2019uso dei conbustibili fossili( petrolio) se vuole rientrare nei parametri improcrastinabili della COP 15 di Parigi per mantenere contenuta la temperatura sotto un 1,5 grado centigrado. &nbsp;In questi giorni &nbsp;Roma ospita la Conferenza delle Parti per la biodiversit\u00e0, che riprender\u00e0 gli argomenti rimasti in sospeso a seguito della sospensione della COP16 a Cali, in Colombia, per mancanza di quorum. I temi cardine saranno i finanziamenti, i metodi di monitoraggio e l\u2019integrazione con altri programmi.&nbsp;La crisi della biodiversit\u00e0, infatti \u00e8 strettamente legata alla disponibilit\u00e0 di risorse idriche e alimentari, alla salute e al cambiamento climatico e occorre un approccio olistico. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i tanti problemi che affliggono le politiche ambientali c\u2019\u00e8 la pretesa di affrontare le questioni legate al mondo naturale per compartimenti stagni: si discute perci\u00f2 di clima, di suolo, di plastica, di acqua, di aria e di biodiversit\u00e0, ma anche di salute come se fossero tante tematiche separate. In realt\u00e0 sono tutte parte di uno stesso complicato ingranaggio: se una delle rotelle si inceppa tutto il resto inizia a scricchiolare o ad andare fuori controllo. Di questi collegamenti e della necessit\u00e0 di considerarli parla il Nexus Report, approvato a Nairobi nel corso dell&#8217;undicesima plenaria dell&#8217; IPBES, la piattaforma intergovernativa sulla biodiversit\u00e0 e i servizi ecosistemici. Il rapporto, frutto di tre anni di lavoro di un&#8217;equipe multidisciplinare formata da165 esperti provenienti da 57 Paesi, esplora le interconnessioni tra biodiversit\u00e0, acqua, cibo, clima e salute, che sono strettissime. Un esempio eclatante \u00e8 quello delle acque interne, ovvero fiumi, laghi e aree umide, a livello globale gli ecosistemi pi\u00f9 impattati dalle attivit\u00e0 antropiche, con una moltitudine di specie animali e vegetali a rischio, colpite da molteplici minacce, tra inquinamento, deviazione dei corsi d\u2019acqua, cementificazione, drenaggio, barriere che ostacolano lo scorrimento delle acque. Le aree umide sono molto importanti per il contrasto e l\u2019adattamento ai cambiamenti climatici, e al contempo ne sono affette. Circa l\u201980% delle acque interne viene utilizzata per la produzione di cibo; sono oltre 50 le malattie derivanti da una cattiva qualit\u00e0 delle acque. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche le barriere coralline stanno scomparendo sotto i nostri occhi, vittime dell\u2019acidificazione dei mari. Con esse se ne va la meravigliosa e colorata meraviglia delle specie che tra i coralli vivono, ma scompare anche la protezione delle coste dall\u2019erosione e dalle tempeste, il pesce di cui nutrirsi, nonch\u00e9 le economie locali basate sul turismo che va in cerca di quel colorato mondo e dello stupore che suscita. IPBES stima che le persone che risentiranno in modo grave della scomparsa delle barriere saranno quasi un miliardo, il 13% circa della popolazione globale. Il report, che ha analizzato oltre 6.500 fonti, tra studi scientifici, relazioni tecniche e anche conoscenze di popoli indigeni, ipotizza sei scenari futuri, basandosi su oltre 186 modelli. Due sono quelli attuali, il <em>business as usual<\/em>, in cui la priorit\u00e0 viene data o alla produzione di cibo o all\u2019ipersfruttamento delle risorse naturali. In entrambi i casi al collasso delle risorse naturali corrisponde anche un aumento dei rischi per la salute, nonch\u00e9 per la sicurezza alimentare, dato che un mondo impoverito e turbato dalla crisi climatica non sarebbe pi\u00f9 in grado di supportare la domanda. Non funzionano per\u00f2 nemmeno gli scenari in cui si da la priorit\u00e0 alla sola crisi climatica, o alla conservazione della natura: per esempio puntare solo sulle tecnologie di adattamento climatico pu\u00f2 avere serie ripercussioni sulla biodiversit\u00e0, e a catena sulla disponibilit\u00e0 di risorse. In sostanza, se si agisce su solo una delle componenti, senza tenere conto delle potenziali ripercussioni, i problemi verranno fuori da altre parti. Le prospettive pi\u00f9 rosee e bilanciate si ottengono invece attraverso approcci integrati che combinano il rafforzamento della conservazione, il ripristino degli ambienti degradati, la produzione e il consumo sostenibile delle risorse, e azioni di mitigazione dei cambiamenti climatici. Solo in questi scenari si riesce a invertire la perdita di biodiversit\u00e0 ottenendo al contempo molteplici benefici per la qualit\u00e0 della vita umana, acqua, approvvigionamento alimentare e salute. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono numerose azioni che si possono adottare per sviluppare questi scenari di equilibrio: il report ne individua una settantina riconducibili a dieci categorie; la maggior parte \u00e8 attuabile potenzialmente da subito, e include il ripristino ambientale, il consumo sostenibile, la riduzione degli inquinanti, la gestione del rischio. L\u2019inclusione sociale nei processi decisivi \u00e8 altrettanto fondamentale: ci sono infatti diversi esempi che dimostrano come le aree protette cogestite dai popoli indigeni hanno portato a un miglioramento della biodiversit\u00e0 e a un uso sostenibile delle risorse. Non c\u2019\u00e8 una risposta unica per ogni contesto, la sfida \u00e8 globale, ma le soluzioni devono essere applicate nei contesti locali. Scenari positivi e soluzioni sono in linea con quanto gi\u00e0 delineato dal Global Biodiversity Framework e dall\u2019Agenda 2030. I problemi di attuazione sono diversi; tra questi, la frammentazione amministrativa e delle politiche, con compartimenti stagni che affrontano i vari problemi come fossero a se stanti, e che si focalizzano sull\u2019immediato, con strategie che non hanno il lungo respiro necessario per poter effettivamente mettere in moto un meccanismo di cambiamento in positivo che riguardi tutte le componenti del nesso. Un altro report IPBES presentato alla plenaria di Nairobi \u00e8 il \u201cTrasformative change report\u201d, che individua nella disconnessione con la natura e in una concezione prevalente del dominio umano su di essa la causa profonda della crisi globale della biodiversit\u00e0. A essa si sommano la concentrazione iniqua di potere e ricchezza e la priorit\u00e0 data ai guadagni individuali e materiali sul breve termine. Il report quindi sottolinea l\u2019urgenza di un cambiamento trasformativo nella societ\u00e0 che comporti un riarrangiamento sistemico della visione sulla natura e le sue risorse, nelle pratiche, che devono essere pi\u00f9 sostenibili, e nelle politiche che devono essere pi\u00f9 inclusive e adattative rispetto alle crisi ambientali. Insomma la conservazione della biodiversit\u00e0 si pu\u00f2 raggiungere solo attraverso un radicale cambio di passo, che porti a una societ\u00e0 inclusiva e al superamento delle disparit\u00e0: un discorso reale e molto sensato, ma che appare poco concreto, soprattutto nel contesto politico globale attuale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se tutto \u00e8 connesso, dobbiamo affermare che la pace, la giustizia passano attraverso la custodia dell\u2019unica casa comune nella quale dobbiamo tracciare cammini di fraternit\u00e0, di multilateralismo e di cooperazione. La corsa al riarmo e la logica della soluzione violenta ai conflitti in atto non solo non aiuta ad uscire dalla spirale della guerra, ma allo stesso tempo arreca danni irreparabili all\u2019ambiente e ai poveri della terra che sono costretti a emigrare in cerca di sopravvivenza verso il nord del mondo dove incontrano muri e filo spinato. Una parte del nord del mondo, quella suprematista bianca trumpiana, quell\u2019 \u201c internazionale nera\u201d delle autocrazie illiberali tecnocratiche e postdemocratiche \u201c muskiane\u201d e quella del turbocapitalismo estrattivista neocoloniale hanno gia\u2019 messo le mani sulle risorse minerarie e sulle \u201c terre rare\u201d dei popoli poveri. Questo non fara\u2019 che aumentare i conflitti di appropriazione per le risorse in una cornice neoimperiale e di sfere di influenza che cancellano la democrazia partecipativa, i diritti umani dei popoli e la costruzione di societa\u2019 inclusive dei piu\u2019 poveri. Dovremo nel futuro prossimo rimettere mano alla Dottrina sociale della Chiesa e ribadire che i beni della terra sono dati a tutti e che la proprieta\u2019 privata ha sempre una funzione sociale! <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">O ci salviamo insieme o non si salva nessuno! Se vogliamo celebrare un autentico giubileo della speranza dobbiamo applicare quanto papa Francesco ci dice nel messaggio per la 58 giornata della pace : remissione del debito estero ai paesi poveri, frutto di una finanza ingiusta, stop alla depredazione delle risorse dei popoli, smettere la corsa al riarmo che solo provoca morte e distruzione e arricchisce un\u2019elite di straricchi, no ai sistemi penali di pena di morte. Si ad un\u2019intelligenza artificiale che consenta di costruire un mondo di pace e di neoumanesimo per tutti. Si ad un\u2019economia \u201c sabbatica\u201d. &nbsp;Con papa Francesco e con i suoi &nbsp;\u201cquattro sogni\u201d, quello ecologico, culturale, pastorale e sociale( Querida Amazonia), anche i missionari vogliono \u201csporcarsi le mani\u201d attraverso un tipo di evangelizzazione inculturata e liberatrice, &nbsp;affinche\u2019 le nuove generazioni possano vivere in un mondo pacifico, giusto e ecologicamente sostenibile. Non c\u2019e\u2019 piu tempo per negare quanto e\u2019 sotto gli occhi di tutti, questo e\u2019 il tempo dello shalom di Dio, di pace, giustizia e fraternita\u2019 che tutti insieme dobbiamo costruire. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 pace senza giustizia, non c\u2019\u00e8 giustizia senza fraternit\u00e0 e custodia della Casa comune p. Gianni Manco (missionario Pime e teologo) Con l\u2019intento di contribuire alla prossima Conferenza sul Clima dell\u2019Onu, \u00e8 stata pubblicato il manuale\u201c abc della Cop30. Tutto sulla Conferenza del Clima dell\u2019Onu e sull\u2019importanza della Cop30 in Amazzonia\u201d, voluto dalla Repam (Rete Ecclesiale Pan-Amazzonica). \u00c8 una guida essenziale per comprendere i principali temi e sfide della lotta climatica globale. 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