{"id":2852,"date":"2011-12-05T22:47:41","date_gmt":"2011-12-05T22:47:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=2852"},"modified":"2020-06-22T09:23:00","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:00","slug":"poteva-essere-piu-equa-la-manovra-doveva-partire-dai-redditi-alti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=2852","title":{"rendered":"POTEVA ESSERE PIU&#8217; EQUA&#8230;La manovra doveva partire dai redditi alti"},"content":{"rendered":"<p>La manovra del governo \u00abpoteva essere pi\u00f9 equa, si \u00e8 fatto ancora poco. Si sono fatti passi ma potevano essere ancora pi\u00f9 equanimi\u00bb, \u00absi poteva fare di pi\u00f9 sui redditi alti\u00bb. Lo afferma monsignor Giancarlo Bregantini. E\u00a0in una sintesi\u00a0molto chiara\u00a0Roberta Carlini ci spiega perch\u00e9.<\/p>\n<p>Mons.Giancarlo Bregantini, responsabile della Commissione Cei per i Problemi sociali e il Lavoro<br \/>\n(Ansa)5 dicembre 2011<\/p>\n<p><strong>Chi c&#8217;\u00e8, chi non c&#8217;\u00e8<\/strong><br \/>\nLavoro, pensioni, tasse. La manovra si accanisce contro chi la crisi l&#8217;ha gi\u00e0 pagata. E la aggrava. Grandi assenti: patrimoni ed evasione fiscale.<\/p>\n<p>C&#8217;era un&#8217;altra strada? S\u00ec.<br \/>\n\u201cLa prossima volta che vi diranno che in assenza di tagli alla spesa l&#8217;America far\u00e0 la fine della Grecia, rispondete pure che tagliando la spesa in corso di depressione economica faremo la fine dell&#8217;Europa\u201d.. La fine dell&#8217;Europa, descritta nelle parole di Paul Krugman, \u00e8 quella dei medici che uccidono il paziente non perch\u00e9 danno una medicina troppo forte, ma perch\u00e9 hanno sbagliato la diagnosi: pensano che la crisi dipenda da un eccesso di spesa nei paesi indebitati, mentre il problema \u00e8 che si spende troppo poco nell&#8217;insieme dell&#8217;Europa. Tagliando e tassando si spender\u00e0 ancora di meno, la domanda di beni e servizi scender\u00e0 e si aggraver\u00e0 la recessione: andando avanti cos\u00ec, si uccide l&#8217;euro, dice Krugman. Per questo non consiglierebbe mai agli americani di seguire il mantra europeo dell&#8217;austerit\u00e0.<br \/>\nDall&#8217;eurotassa alla neuromanovra<br \/>\nNon la prendiamo alla lontana, ma stiamo proprio nel cuore del problema della manovra economica del governo Monti, se per introdurla ricorriamo alle parole del premio Nobel Paul Krugman. Il primo e irremovibile difetto della manovra da 24 miliardi varata a mercati chiusi dal governo, salutata dalle lacrime della ministra del lavoro la domenica e dai sorrisi delle piazze finanziarie il luned\u00ec, \u00e8 l\u00ec, nel suo stesso obiettivo dichiarato: stringere la cinghia, cio\u00e8 il bilancio, aiutando in questo l&#8217;economia a ruzzolare gi\u00f9 per la sua strada. Manovra pro-ciclica, dicono gli esperti. \u201cSe aumentano l&#8217;Iva e la gente compra di meno, quando ci riprendiamo?\u201d, dicono sull&#8217;autobus. Segno dei tempi: con l&#8217;eurotassa facemmo tutti un sacrificio utile per entrare in Europa, stavolta rischiamo di fare (e non tutti) un sacrificio inutile per evitare che i mercati facciano saltare l&#8217;Europa. E per\u00f2, il circolo vizioso potrebbe diventare virtuoso, dicono i tecnici, per la bizantina logica della politica europea. Pare \u2013 a essere ottimisti \u2013 che ai piani alti dell&#8217;Ue abbiano capito che c&#8217;\u00e8 bisogno di una copertura comunitaria per i debiti nazionali, per tenere a bada la speculazione; per\u00f2 prima di darla i governi dei paesi \u201cdisciplinati\u201d vogliono essere sicuri (o vogliono far credere ai loro elettori di essere sicuri) che gli \u201cindisciplinati\u201d come Italia &amp; co. hanno messo la testa a posto. Quindi, dopo il bastone di Monti arriver\u00e0 \u2013 col ponte dell&#8217;Immacolata \u2013 la carotina europea e staremo pi\u00f9 tranquilli, almeno in termini di spread.<br \/>\nSar\u00e0. Intanto per\u00f2 \u2013 e comunque andr\u00e0 a finire con l&#8217;euro e gli spread \u2013 il bastone ha colpito duro qui da noi. Dobbiamo ringraziare la sincerit\u00e0 portata in sala stampa dalla ministra Fornero con le sue lacrime, che resteranno per sempre la vera firma della manovra. Ma non rinunciare a guardare dentro la stangata sulle pensioni, e tutte le altre. Perch\u00e9, se nel complesso si pu\u00f2 dire che una manovra restrittiva da 24 miliardi di questi tempi \u00e8 una follia sacrificale, va anche aggiunto che c&#8217;\u00e8 \u2013 c&#8217;era \u2013 modo e modo di farla. E tra i modi, il governo d\u2019impegno nazionale ha scelto il pi\u00f9 antico e trito, reggendosi sui vecchi pilastri: tagli alle pensioni presenti e future; aumento dell&#8217;imposta sui consumi; tasse sulla casa. Non si fa la rivoluzione col fisco, ci avvertono gli scienziati delle finanze: le tasse non possono ribaltare la distribuzione del reddito e della ricchezza che il mercato ha stabilito. E&#8217; vero. Ma anche senza rivoluzioni e ribaltamenti, possono ben distribuire il peso tra varie spalle. Il che non \u00e8 successo con questa manovra: e se non succede ora, in piena emergenza e pieni poteri del governo, succeder\u00e0 mai?<br \/>\nCasa s\u00ec, capitali no<br \/>\nLa parte fiscale della manovra \u00e8 centrata su casa e Iva. Si reintroduce di fatto l&#8217;Ici, l&#8217;imposta sugli immobili, abolendo quella vanesia e irresponsabile mossa elettorale fatta a suo tempo da Berlusconi: torner\u00e0 una soglia di protezione per la prima casa a beneficio delle abitazioni pi\u00f9 \u201cpovere\u201d (per il catasto), ma quella tassa torneremo a pagarla pi\u00f9 o meno tutti. Per\u00f2 sar\u00e0 pi\u00f9 bassa per la prima casa, pi\u00f9 alta per le seconde, terze etc. Ma non \u00e8 l&#8217;Ici in s\u00e9 il problema, n\u00e9 il fatto che i valori delle rendite catastali restano lontani dalla realt\u00e0 dunque dall&#8217;equit\u00e0 (l&#8217;aumento del 60% \u00e8 spalmato su tutte, case del centro accatastate come stamberghe e case di periferia che in confronto risultano extralusso). E neanche solamente il fatto che restano in piedi regimi di privilegio non giustificabili (di privilegi ed esenzioni non \u00e8 il momento di parlare ora, ha detto Monti rispondendo a domande sulla Chiesa esentasse). Il problema \u00e8 che, dicendo che solo gli immobili si possono rintracciare e tartassare, il governo spaccia questa come l&#8217;unica patrimoniale possibile, rinunciando a mettere nel patrimonio la ricchezza finanziaria. Ci mette solo, ma in separata sede (dunque senza poter fare il cumulo), le barche, gli elicotteri e gli aerei privati. E i titoli, le azioni, le obbligazioni? Niente da fare, tecnicamente non siamo in grado, ha detto il governante tecnico con il banchiere tecnico seduto al suo fianco. Siamo invece in grado \u2013 e in s\u00e9 sarebbe una bella notizia \u2013 di mettere il sale sulla coda ai capitali \u201cscudati\u201d, quelli degli evasori fiscali, ripuliti a basso prezzo con il condono Tremonti: li possiamo trovare e far pagare, come a suo tempo avevano chiesto Cgil e Pd, proponendo un&#8217;aliquota del 15%. Per\u00f2 pagheranno solo, secondo il decreto Monti, l&#8217;1,5%. Pochissimo. Grazie a questo obolo pare che abbiamo salvato pensionati da 700 euro al mese dal blocco dell&#8217;indicizzazione sulle pensioni: che all&#8217;inizio era previsto per tutte le pensioni superiori al minimo e che invece si applicher\u00e0 \u201csolo\u201d a quelle al di sopra dei 960 euro mensili. Ossia 9 milioni di pensioni, il 53,5% del totale.<br \/>\nCassa pensionistica<br \/>\nQuella sulle pensioni \u00e8 la parte pi\u00f9 dolorosa e pericolosa della manovra. Dolorosa, perch\u00e9 congelare la scala mobile sulle pensioni da mille euro al mese comporta un sacrificio economico duro, per i pensionati, in tempi in cui l&#8217;inflazione sembra rialzare la testa. E anche perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un&#8217;intera generazione, nata attorno agli anni &#8217;50, che si trova di colpo con due brutte novit\u00e0: andr\u00e0 in pensione pi\u00f9 tardi (per le donne si\u2019innalza all&#8217;improvviso uno \u201cscalone\u201d di due anni: una muraglia) e con meno soldi. Ma anche pericolosa: che vuol dire lasciare per pi\u00f9 tempo al lavoro la gente mentre fuori la recessione impazza? Se in via generale non \u00e8 dimostrata una relazione univoca tra l&#8217;occupazione dei vecchi e quella dei giovani (cio\u00e8: non \u00e8 detto che se l&#8217;et\u00e0 della pensione \u00e8 pi\u00f9 alta c&#8217;\u00e8 meno occupazione giovanile, n\u00e9 \u00e8 detto il contrario, tutto dipende da vari elementi del sistema), \u00e8 certo per\u00f2 che, quando c&#8217;\u00e8 la crisi economica e il lavoro \u00e8 scarso, se i padri e le madri e i nonni restano al lavoro di pi\u00f9, ce ne sar\u00e0 di meno per i figli e i nipoti. Inoltre, nonostante la retorica sui giovani, non c&#8217;\u00e8 alcuna traccia, nella manovra, di trasferimento dei risparmi pensionistici a un nuovo welfare per i giovani. E allora, perch\u00e9 puntare tanto della manovra sulle pensioni? Per due motivi: simbolo e cassa. Mettere mano alle pensioni \u00e8 diventato un biglietto di visita, un fiore all&#8217;occhiello per le pagelle europee e delle agenzie di rating. E allo stesso tempo permette di fare cassa subito, e tanta. Si dice che cos\u00ec si attua una riforma strutturale, che i parametri andavano aggiustati: ma un conto \u00e8 dire che, in prospettiva, si dovr\u00e0 lavorare pi\u00f9 a lungo perch\u00e9 si vive pi\u00f9 a lungo, e attrezzare i nostri sistemi produttivi e assicurativi su questo; un altro conto \u00e8 alzare all&#8217;improvviso l&#8217;ostacolo davanti all&#8217;atleta all&#8217;ultima curva. Considerando che spesso l\u2019atleta era una ragazza che ha cominciato a lavorare a 18 anni, si \u00e8 fatta una vita di lavoro tra fabbrica e casa e figli senza godere di alcun servizio di \u201cconciliazione\u201d, ha avuto frequenti interruzioni del lavoro per i motivi prima detti, e adesso in fabbrica neanche ce la vogliono pi\u00f9 tanto. (per gli effetti delle manovre pensionistiche sul mercato del lavoro e sulle donne, si veda l&#8217;articolo di Michele Raitano su inGenere.it)<br \/>\nSenza tracce<br \/>\n\u201cNon colpite il ceto medio\u201d, \u00e8 stata l&#8217;obiezione che pare abbia fatto sparire dalla manovra all&#8217;ultimo momento l&#8217;aumento dell&#8217;Irpef per i redditi medio-alti. Non si capisce perch\u00e9 si possano invece colpire con tanta facilit\u00e0 i ceti bassi. Infatti, se formalmente l&#8217;aumento dell&#8217;Iva, che scatter\u00e0 a met\u00e0 2012, riguarda tutti, di fatto pesa di pi\u00f9 su chi destina ai consumi una parte maggiore del suo reddito; non perch\u00e9 \u00e8 uno spendaccione, ma perch\u00e9 ha poco reddito. Anche in questo caso, l&#8217;obiezione \u00e8 un allargar di braccia: non potevamo fare altro, da qualche parte bisogna pur prendere i soldi. Ma senza ricorrere a trovate tremontiane di finanza creativa (a proposito, giover\u00e0 ricordare che tutto ci\u00f2 lo abbiamo ereditato da lui, dal ministro Giulio Tremonti, uscito di scena senza beccarsi fischi), forse altre strade c&#8217;erano. Due, come abbiamo visto prima, sono state scartate o depotenziate sul nascere: patrimoniale e tassa sui capitali scudati. Ma la grande occasione persa per un governo d&#8217;emergenza \u00e8 nella lotta all&#8217;evasione. Non si fa da un giorno all&#8217;altro, ha detto Monti. Il che \u00e8 vero. Per\u00f2 da un giorno all&#8217;altro si pu\u00f2 abbassare la soglia di transazioni in contanti consentite: il governo l\u2019ha fatto, ma di pochissimo, portandola a 1.000 euro. Sarebbe servito molto di pi\u00f9, sia in termini pratici che per quella che chiamano \u201ccompliance\u201d (tradotto: l&#8217;aria che tira, e segnala che conviene mettersi in riga) contro affitti in nero, pagamenti sommersi, parcelle nascoste. A vantaggio dei lavoratori dipendenti che pagano le tasse, e dei tanti lavoratori indipendenti che fanno altrettanto, la massa dei contribuenti avrebbe accettato di buon grado di essere costretta a usare moneta elettronica (carta di credito) o assegni per pagamenti sopra i 200 o i 300 euro. All&#8217;ex ministro Tremonti, che pagava in contanti per la casa in cui abitava la bellezza di 8.000 euro il mese, era difficile chiedere una misura del genere. Dai tecnici che adesso girano nelle stanze di Quintino Sella, si pensava di poter avere almeno un messaggio arcigno e concreto agli evasori. Invece non c&#8217;\u00e8 neanche questo.<br \/>\np.s. Almeno una piccola buona notizia si pu\u00f2 dare. Monti &#8211; in giovent\u00f9 allievo di Tobin &#8211; ha detto che l&#8217;Italia cambier\u00e0 la sua posizione in sede Ue sulla tassa sulle transazioni finanziarie, sulla quale il suo predecessore aveva messo il veto insieme alla Gran Bretagna. Speriamo che le buone intenzioni non restino sulla carta.<\/p>\n<p>ROBERTA CARLINI\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.sbilanciamoci.info\">www.sbilanciamoci.info<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La manovra del governo \u00abpoteva essere pi\u00f9 equa, si \u00e8 fatto ancora poco. Si sono fatti passi ma potevano essere ancora pi\u00f9 equanimi\u00bb, \u00absi poteva fare di pi\u00f9 sui redditi alti\u00bb. Lo afferma monsignor Giancarlo Bregantini. E\u00a0in una sintesi\u00a0molto chiara\u00a0Roberta Carlini ci spiega perch\u00e9. Mons.Giancarlo Bregantini, responsabile della Commissione Cei per i Problemi sociali e il Lavoro (Ansa)5 dicembre 2011 Chi c&#8217;\u00e8, chi non c&#8217;\u00e8 Lavoro, pensioni, tasse. La manovra si accanisce contro chi la crisi l&#8217;ha gi\u00e0 pagata. E la aggrava. Grandi assenti: patrimoni ed evasione fiscale. C&#8217;era un&#8217;altra strada? 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