{"id":28455,"date":"2025-01-30T06:32:59","date_gmt":"2025-01-30T06:32:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=28455"},"modified":"2025-01-30T06:33:00","modified_gmt":"2025-01-30T06:33:00","slug":"marcia-della-pace-pesaro-31-dicembre-2024-testimonianze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=28455","title":{"rendered":"Marcia della Pace Pesaro 31 dicembre 2024: testimonianze"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>PRIMA TAPPA: IL PERDONO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>TESTIMONIANZA DI GIORGIO PIERI: Progetto Cec (Comunit\u00e0 educanti con i carcerati) Papa Giovanni XXIII.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Comincerei da una frase di Papa Giovanni Paolo II: \u201cNon c\u2019\u00e8 pace senza giustizia, non c\u2019\u00e8 giustizia senza perdono\u201d a cui aggiungerei: \u201cNon c\u2019\u00e8 perdono senza speranza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 una confusione colpevolmente generata dalla disinformazione sulla situazione delle carceri. Se oggi escono 140 persone dai nostri istituti, noi sappiamo che entro 5 anni 110 tornano a delinquere. Questa \u00e8 una guerra silenziosa, ma reale. Dobbiamo comprendere che il carcere non \u00e8 la soluzione per l\u2019uomo che sbaglia. Negli ultimi tempi ci sono stati 90 suicidi, 10 mila atti di autolesionismo. Si penda di combattere il male con il male. Ma che idea abbiamo noi dell\u2019uomo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlo di una mia esperienza. Nel 1997 nel carcere minorile di Pesaro, abbiamo organizzato una giornata per i giovani: abbiamo giocato a calcetto, fatto festa; poi a un certo punto sono arrivate le guardie e i ragazzi dovevano ritornare nelle celle. Un ragazzo di 16 anni, in carcere per omicidio, ci dice: \u201cQuesta sera non \u00e8 come le altre sere perch\u00e9 ci siete voi. Domattina non sar\u00e0 come le altre mattine perch\u00e9 so che voi mi aspettate\u201d. L\u2019uomo non \u00e8 il suo errore. Il carcere \u00e8 una struttura di peccato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allora che cosa fare? Invece di maledire il buio, bisogna accendere la luce. Invece di maledire il carcere, bisogna aprire luoghi. E noi abbiamo aperto nel 2004 la \u201cCasa Madre del perdono\u201d, dedicata a Maria che ha dovuto perdonare chi gli ha ucciso il figlio. Sono andato da don Oreste Benzi che mi ha detto: \u201cHai qualcuno di cui ti fidi?\u201d Io gli ho risposto: \u201cGiuseppe, 31 anni di carcere\u201d. Lui mi ha detto ancora: \u201cMa ti fidi?\u201d. E io: \u201cSi\u201d. \u201cAllora apriamo la casa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da allora abbiamo aperto altre dieci Case, di cui due in Camerun. La recidiva tra le nostre persone si \u00e8 abbassata dal 70% al 10-12%. Come diceva don Oreste: \u201cLe cose belle prima si fanno poi si pensano\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In queste comunit\u00e0 cosa facciamo? Offriamo una formazione umana e una formazione religiosa, leggendo la Parola del Signore anche ai musulmani. Ma \u00e8 soprattutto la relazione che guarisce. Queste Case sono portate avanti da operatori come me e da volontari (nel riminese abbiamo tre Case con una quarantina di volontari per una settantina di persone).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parola \u201ccomunit\u00e0\u201d deriva da \u201ccum munus\u201d (=obbligo, dono). Nella comunit\u00e0 c\u2019\u00e8 l\u2019obbligo di donarsi. Le comunit\u00e0 sono luoghi in cui \u00e8 possibile passare dall\u2019egocentrismo, dove ognuno arraffa per s\u00e9 a discapito dell\u2019altro all\u2019altero-centrismo dove il mio bene coincide con quello dell\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo imparato che la pace si capisce costruendo comunit\u00e0, non rimanendo nell\u2019individualismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che il male, pur essendo un mistero, cresce nelle ferite del cuore dell\u2019uomo. Abbiamo capito che bisogna lavorare sulla ferita e che la ferita nasce soprattutto in ambito familiare. Non tutti quelli che hanno problemi familiari vanno a finire in carcere, ma la maggioranza di quelli che sono in carcere hanno avuto problemi familiari. Quindi se si vuole costruire la pace, si deve custodire la famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul perdono abbiamo capito che prima di chiedere perdono alla societ\u00e0, le persone devono imparare a perdonare se stesse e che, come il male fisico pu\u00f2 essere curato, cos\u00ec anche il male morale pu\u00f2 essere curato. Questa \u00e8 la bella notizia. E allora ci vogliono luoghi, comunit\u00e0, che sono come ospedali da campo, come diceva il Papa, dove il medico \u00e8 il Signore: \u201cNon sono venuto per i sani, ma per i malati; non per i giusti, ma per i peccatori\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Concludo dicendo che Antonello ha portato al Papa il formaggio del perdono e gli ha detto: \u201cQueste mani che hanno fatto tanto male, ora sanno fare qualcosa di buono\u201d. E il Papa gli ha detto: \u201cNon c\u2019\u00e8 santo senza passato, non c\u2019\u00e8 peccatore senza futuro\u201d. E questo futuro lo possiamo costruire insieme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>TESTIMONIANZA DI ANTONIO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io faccio parte delle persone che sono andate in carcere e hanno sbagliato. Ogni uomo ha una storia e molte volte il reato \u00e8 solo la punta di un iceberg, perch\u00e9 al di sotto c\u2019\u00e8 un malessere, una ferita. Questo non giustifica il male che uno fa, ma qual \u00e8 la differenza tra il carcere e la Casa in cui mi trovo? Che nella nostra Casa si accende la fiaccola della speranza. Sant\u2019Agostino diceva che la speranza ha due vie: l\u2019indignazione e il coraggio. L\u2019indignazione \u00e8 capire quello che non va, il coraggio \u00e8 cambiarlo. Ma per cambiare occorre la comunit\u00e0; io da solo non posso farlo. Io posso alzare la mano per chiedere aiuto, ma occorre qualcuno che mi aiuti a sorreggere quella mano. Io vi racconto la mia storia e la racconto insieme a mia sorella che poi mi ha perdonato e che rappresenta la mia famiglia. Io da piccolo ho subito delle violenze psicologiche e di altro tipo. Mi sono chiuso in me stesso e non ho pi\u00f9 parlato, ho percepito di non essere amato (anche se in realt\u00e0 non era cos\u00ec). Crescendo questo mi ha portato ad essere un bambino diverso, a non avere relazioni, ad essere uno, nessuno, centomila. Mi sono fatto sempre la guerra dentro di me. Mi sono sentito uno sbaglio, lo sbaglio di Dio, perch\u00e9 una persona che non riceve un bacio, un abbraccio non \u00e8 un uomo, \u00e8 appunto uno sbaglio. Mi ponevo una domanda: cosa ho fatto per dover subire tutto questo? Ho cercato di trovare sfogo nella musica e nel lavoro, ma quando quel lavoro \u00e8 crollato, sono crollato anche io. Per distruggere me stesso ho commesso un reato, che non ha distrutto soltanto me, ma anche la mia famiglia. Nella comunit\u00e0 per\u00f2 mi hanno insegnato a mettermi in ginocchio con le mie ferite e grazie alle persone speciali che ci sono, le mie ferite sono diventate feritoie. Soprattutto mi ha aiutato Andrea, che mi ha detto: \u201cTu sei prezioso ai miei occhi\u201d; mi ha dato un lume di speranza, \u00e8 stato il mio pap\u00e0 e mi ha fatto capire che l\u2019amore \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 grande di noi. Andrea \u00e8 la mia perla. La perla non \u00e8 altro che la malattia della conchiglia. Sta a noi guardare chi hai di fronte e dire se quello \u00e8 una malattia o \u00e8 una perla. Noi possiamo guardare l\u2019altro per quello che ha fatto o per quello che non ci piace oppure andare oltre e guardarlo come perla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora passo la parola a mia sorella che mi ha perdonato. Grazie al suo perdono io ho riconquistato la mia libert\u00e0. Grazie al perdono della mia famiglia io ho ritrovato un\u2019appartenenza, oltre a quella della comunit\u00e0. Adesso mi sento di nuovo figlio e fratello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>TESTIMONIANZA DI EVELINA, SORELLA DI ANTONIO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Voglio parlare di perdono. Perch\u00e9 il perdono \u00e8 un dono non solo per chi lo riceve, ma anche per chi lo d\u00e0, perch\u00e9 libera dalla rabbia, dalla delusione, permette nuovamente di amare. Perdono non vuol dire dimenticare. Quello che \u00e8 stato fatto, per\u00f2, \u00e8 il passato e magari pu\u00f2 continuare a procurare ancora delle ferite, ma il perdono \u00e8 guardare l\u2019altro ed amarlo cos\u00ec come \u00e8. Per perdonare, bisogna sentirsi perdonati e io mi sono sentita perdonata da Dio, perch\u00e9 anche io mi chiedevo che cosa avessi fatto di male per portare mio fratello a compiere un reato e mi sentivo bisognosa di perdono. Perdonare se stessi \u00e8 molto pi\u00f9 difficile che perdonare l\u2019altro. E\u2019 un cammino. Ma la pace solo cos\u00ec pu\u00f2 essere costruita, perch\u00e9 la pace \u00e8 un \u201cper \u2013 dono\u201d, \u00e8 un dono che faccio a me, a lui e agli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>TESTIMONIANZA DI LASSINA DOUMBIA originario del Mali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono molto emozionato per la vostra presenza, che accende la speranza della pace e di un futuro migliore, senza violenza, cosa che per molti di noi, originari dell\u2019Africa, \u00e8 solo un\u2019immaginazione. Sono partito da casa mia a 15 anni, non per scelta, ma per costrizione, a seguito di un problema familiare e, attraversando il deserto. sono arrivato fino in Libia, dove mio cugino mi ha tenuto con s\u00e9 per circa un anno. L\u2019intervento armato della NATO per portare la democrazia in Libia uccidendo Gheddafi, ha creato un grande caos non solo in Libia, ma anche in Mali, dove vive la mia famiglia, perch\u00e9, dopo la morte di Gheddafi, il Mali \u00e8 stato occupato da diversi gruppi terroristici e l\u2019esercito, con un colpo di stato, ha messo fine al governo democratico. Per questa situazione ho chiesto asilo politico, che fortunatamente mi \u00e8 stato concesso dopo un anno. Da qui \u00e8 iniziata la mia nuova vita: ora sono un cittadino italiano e ho il diritto e il dovere di difendere i valori italiani. Questo \u00e8 stato molto importante per me, perch\u00e9 mi ha fatto capire che, nonostante ci siano tante guerre, c\u2019\u00e8 qualcuno che riconosce il valore di essere umano. Essere diventato cittadino italiano per me rappresenta quella pace che molti considerano immaginazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>SECONDA TAPPA: IL DEBITO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>TESTIMONIANZA DI GABRIELE GUZZI: Economista Universit\u00e0 di Cassino.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima cosa che voglio sottolineare \u00e8 che il popolo della pace c\u2019\u00e8: esiste, si aggrega, si sa organizzare. Non \u00e8 un popolo di passivi, remissivi, che vogliono rinunciare a ogni conflitto, perch\u00e9 \u00e8 un popolo combattivo, che per\u00f2 vuole il disarmo del cuore, che \u00e8 la cosa pi\u00f9 difficile. Fare una battaglia non violenta per la pace non ci viene affatto naturale, richiede una rivoluzione dei cuori, delle menti, perch\u00e9 il vero linguaggio economico, politico, familiare, sociale della pace si scontra con la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Penso che sia profetico il fatto che questo evento coincida con la chiusura dell\u2019anno. Si parla spesso, a proposito di questi due anni di guerre, di \u201cscontro di civilt\u00e0\u201d tra oriente e occidente, tra religioni. Io credo che ci sia uno scontro tra una guerra armata e una guerra che riguarda gli aspetti economici e finanziari; riguarda il debito che ormai ha creato un grosso squilibrio tra i popoli, come ha detto anche papa Francesco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema della marcia \u00e8 \u201cRimetti a noi i nostri debiti. Concedici la tua pace\u201d. Il primo punto da capire \u00e8 che questa economia si fonda su un delicato rapporto tra debito e colpa. Walter Benjamin diceva che il capitalismo \u00e8 un indulto che non produce espiazione, ma solo colpa. L\u2019attuale sistema economico capitalistico \u00e8 il pi\u00f9 anticristiano possibile; non punta alla remissione del debito, ma alla sua espansione. Questo tipo di economia \u00e8 volto ad accumulare cose, accumulare denaro, che sono surrogati di quel rapporto di fede, di fiducia profonda tra le persone, che non pu\u00f2 essere solo un\u2019esperienza spirituale, ma deve governare anche l\u2019economia. Io credo che questo sia il clima antropologico, direi teologico, che sta dietro questo sistema economico. Dobbiamo cambiare la logica che sta dietro questa economia, dobbiamo cambiare mentalit\u00e0, altrimenti rimarremo alla superficie, non riusciremo a colmare il vuoto che si \u00e8 creato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi cinquant\u2019anni questo sistema economico ha preso purtroppo una piega ancora pi\u00f9 terribile per quanto riguarda i paesi pi\u00f9 poveri, che ogni anno accumulano 450 miliardi di dollari di debito solo di interessi. La maggior parte del denaro viene concessa non dagli Stati, per i quali \u00e8 difficile pensare a una forma di alleggerimento, ma da grandi fondi finanziari privati, che spesso non concedono questi soldi in cambio di interessi, ma in cambio di materie prime. Questi privati gestiscono tutto della nostra societ\u00e0 e lo fanno non con una logica di bene comune, di condivisione, ma per il proprio profitto, per aumentare il valore di scambio. Noi dobbiamo cambiare la gerarchia di valori di questa societ\u00e0. Il denaro non \u00e8 un elemento aggregante, ma \u00e8 un elemento individualizzante ontologicamente. Disgrega tutti gli altri valori: il valore del bene, del bello, della giustizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa \u00e8 necessario fare sul piano politico, che si aggiunga a questa rivoluzione culturale e spirituale?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io credo che si debba cambiare radicalmente il sistema monetario internazionale. Come \u00e8 accaduto con gli accordi di Bretton Woods, stipulati nel 1944 tra i principali Paesi industrializzati del mondo occidentale, che prevedevano un insieme di regole economiche per controllare la politica monetaria internazionale e furono operativi per circa un trentennio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo, molto spesso questi progetti avvengono dopo grandi guerre. Invece la sfida \u00e8 che essi avvengano in tempo di pace. L\u2019economia non deve essere la continuazione della guerra con altri mezzi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Concludo con un brano del Messaggio per la Giornata della Pace di Papa Francesco: \u201cColoro che intraprenderanno, attraverso i gesti suggeriti, il cammino della speranza potranno vedere sempre pi\u00f9 vicina la tanto agognata meta della pace. Il Salmista ci conferma in questa promessa: quando \u00abamore e verit\u00e0 s\u2019incontreranno, giustizia e pace si baceranno\u00bb (<em>Sal<\/em> 85,11). Quando mi spoglio dell\u2019arma del credito e ridono la via della speranza a una sorella o a un fratello, contribuisco al ristabilimento della giustizia di Dio su questa terra e mi incammino con quella persona verso la meta della pace. Come diceva S. Giovanni XXIII, la vera pace potr\u00e0 nascere solo da un cuore disarmato dall\u2019ansia e dalla paura della guerra\u201d.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>TESTIMONIANZA DI JOHN MPALIZA: attivista congolese di Peace Walking Man Foundation<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vorrei ripartire dalle parole del professore, ma mi trovo molto in difficolt\u00e0 perch\u00e9, dopo 32 anni trascorsi in Italia, ho perso un po\u2019 la speranza. Certo una marcia come questa \u00e8 importante, ma poi tutto dipende da quello che si far\u00e0 da domani in poi, altrimenti saremo sempre al punto di partenza. Scusate se invece della bandiera della pace porto al collo quella del Congo, ma non riesco pi\u00f9 a distaccarmene, ha percorso con me tanti chilometri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Congo \u00e8 il paese da cui provengono quasi tutte le materie prime di cui il mondo ha bisogno e che vengono estratte in condizioni di lavoro disumane. Io, come cittadino italiano ed europeo, mi vergogno di questa situazione in cui ho perso anche dei familiari e che ha fatto dieci milioni di vittime in tredici anni. Sono contento di essere stato chiamato a rappresentare il cosiddetto terzo mondo, il sud del mondo, che in realt\u00e0 \u00e8 il mondo pi\u00f9 importante in termini di demografia e di risorse umane e materiali. L\u2019Africa non \u00e8 il continente pi\u00f9 povero del mondo, ma \u00e8 il continente pi\u00f9 impoverito del mondo, perch\u00e9 qualcuno ha voluto questo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Papa nell\u2019enciclica \u201cLaudato si\u2019\u201d ha parlato del debito che abbiamo nei confronti della Madre Terra e delle nuove generazioni e dice che bisogna pagare il debito verso i paesi poveri: e quando si parla di Paesi poveri si pensa subito all\u2019Africa. La stessa cosa l\u2019ha detta Giovanni Paolo II nel 2000 e temo che dopo questo Giubileo si continuer\u00e0 a dire la stessa cosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi non siamo d\u2019accordo su questo. Io chiedo: chi \u00e8 il vero debitore del mondo? Non \u00e8 l\u2019Africa, L\u2019Africa \u00e8 la vittima, \u00e8 umiliata. Quando papa Francesco \u00e8 venuto in Congo ha detto: \u201cIl Congo \u00e8 un diamante. Non \u00e8 una miniera da sfruttare\u201d. Io dico che la mano che da cinque secoli con la colonizzazione \u00e8 stata posta sull\u2019Africa deve essere tolta. E\u2019 l\u2019Occidente che ha un debito con l\u2019Africa, debito di pace e di dignit\u00e0. All\u2019Africa \u00e8 stata tolta la dignit\u00e0. Noi dobbiamo ogni anno mendicare il denaro. L\u2019Italia ha 3 miliardi di debito; tutta l\u2019Africa ha oltre 1000 miliardi di debito: un continente, di 54 Paesi, che ha tutte le risorse del mondo, ha un debito enorme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 un sistema che vuole che l\u2019Africa rimanga debitrice e sia cos\u00ec povera. Non si pu\u00f2 parlare di remissione del debito senza tenere conto di quello che disse Thomas Sankara, giovane presidente del Burkina Faso nel 2004, il quale si \u00e8 detto certo che l\u2019Africa cambier\u00e0. L\u2019Africa \u00e8 un continente giovane, in cui l\u2019et\u00e0 media \u00e8 19 anni; l\u2019Africa, quindi, \u00e8 il futuro del mondo: ha la mano d\u2019opera che l\u2019Europa non ha, le risorse minerarie, che l\u2019Europa non ha.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiudo ricordando che il 25 agosto 1960, il presidente Lumumba ha ricevuto tutti i presidenti dei Paesi indipendenti dell\u2019Africa, ha ricordato che la loro indipendenza \u00e8 stata firmata con il sangue e ha richiamato tutti i Paesi a formare un blocco panafricano. Noi dobbiamo sapere che la forza l\u2019abbiamo noi. Se siamo uniti, l\u2019Africa pu\u00f2 avere un posto nel mondo. Ora non ha neppure un posto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019\u2019Africa, inoltre, deve avere una politica di neutralit\u00e0 (n\u00e9 pro Russia n\u00e9 pro Occidente), abbattere le barriere linguistiche e ricevere una formazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Papa Francesco ha detto che l\u2019Africa \u00e8 il passato, il presente e il futuro. E magari, in futuro, molti giovani europei andranno a cercare il lavoro in Africa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>TERZA TAPPA: IL DISARMO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>TESTIMONIANZA DI DON FABIO CORAZZINA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando parliamo della pace pongo sempre tre questioni e tre domande molto semplici: dove sei? Che cosa, l\u00ec dove abiti, costruisce la pace? Tu che cosa fai per la pace?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io sono di Brescia e la mia \u00e8 una terra \u201carmata\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo, innanzitutto, la fabbrica Beretta e tutto il comparto delle armi leggere. L\u2019economia, quindi, \u00e8 prevalentemente una economia armata. Qui due persone, tra cui Elio Pagani di Pax Christi, scelsero l\u2019obiezione di coscienza, scelsero cio\u00e8 di giocarsi il posto di lavoro, chiedendo di poter produrre strumenti di pace e non armi. Chi di noi oggi penserebbe a una cosa del genere?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 inoltre l\u2019aeroporto di Montichiari, dove esiste un settore da cui passa il trasporto di armi che vengono prodotte nel bresciano e poi portate in tutto il mondo (anche armi nucleari). Un uomo, Luigi, che pretendeva di sapere che cosa succedesse realmente l\u00ec, \u00e8 stato invitato a stare a casa dieci giorni e a lasciar perdere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sempre vicino a Brescia, c\u2019\u00e8 anche l\u2019aeroporto militare di Ghedi, dove, secondo il programma NATO, sono conservate bombe atomiche di potenza variabile (quindi c\u2019\u00e8 una storia di decenni di bombardamenti che partono da casa mia). Poich\u00e9 c\u2019era un progetto di ampliamento dell\u2019aeroporto, si \u00e8 creata un\u2019alleanza di contadini che si sono opposti e hanno fermato momentaneamente l\u2019ampliamento (ma poi \u00e8 stata scavata un\u2019area sotterranea).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa situazione sono nate anche iniziative per la pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 nato l\u2019OPAL (Osservatorio sulla produzione di armi leggere), che cerca di capire come si producono gli alti profitti che la Beretta sta ottenendo in questo periodo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni \u201980 \u00e8 stata approvata la legge 185 che chiedeva un controllo sulla produzione, su dove venivano vendute queste armi e sui sistemi bancari di pagamento. Ma questa legge \u00e8 stata pian piano disattesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tempo fa il premio Nobel per la pace ha fatto una campagna per l\u2019abolizione delle armi atomiche, ma nessun governo italiano ha voluto partecipare agli incontri per realizzarla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma anche quando nel Bresciano \u00e8 nato un coordinamento con 41 amministrazioni e tante associazioni della societ\u00e0 civile, solo due parrocchie su 440 hanno aderito, non hanno voluto compromettersi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cinque punti perci\u00f2 mi preme sottolineare:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Le nostre comunit\u00e0 cattoliche si sentono esentate dall\u2019impegno per il disarmo cos\u00ec come tanti cattolici e pacifisti in parlamento e nelle amministrazioni.<\/li>\n\n\n\n<li>Stiamo creando una giustificazione etica e culturale alle armi come risposta al bisogno di sicurezza e di legittima difesa<\/li>\n\n\n\n<li>Dopo 80 anni dalla Seconda guerra mondiale, stiamo ancora discutendo sulla opportunit\u00e0 dell\u2019economia armata per dare lavoro alle persone<\/li>\n\n\n\n<li>Abbiamo abbandonato il tema dell\u2019obiezione di coscienza<\/li>\n\n\n\n<li>Si nota una diffusa irritazione e un rifiuto del Vangelo di Ges\u00f9 e della sua proposta di non ricorrere alla violenza.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Don Tonino Bello diceva: \u201cSe vuoi cambiare il mondo, devi saper coniugare tre verbi: denunciare, annunciare, sacrificare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PRIMA TAPPA: IL PERDONO TESTIMONIANZA DI GIORGIO PIERI: Progetto Cec (Comunit\u00e0 educanti con i carcerati) Papa Giovanni XXIII. Comincerei da una frase di Papa Giovanni Paolo II: \u201cNon c\u2019\u00e8 pace senza giustizia, non c\u2019\u00e8 giustizia senza perdono\u201d a cui aggiungerei: \u201cNon c\u2019\u00e8 perdono senza speranza\u201d. C\u2019\u00e8 una confusione colpevolmente generata dalla disinformazione sulla situazione delle carceri. Se oggi escono 140 persone dai nostri istituti, noi sappiamo che entro 5 anni 110 tornano a delinquere. Questa \u00e8 una guerra silenziosa, ma reale. Dobbiamo comprendere che il carcere non \u00e8 la soluzione per l\u2019uomo che sbaglia. Negli ultimi tempi ci sono stati [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":28297,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[193],"tags":[1704,2044],"class_list":["post-28455","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter","tag-marcia-nazionale-per-la-pace","tag-pesaro"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-10-15 10:00:11","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28455","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28455"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28455\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28456,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28455\/revisions\/28456"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/28297"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28455"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28455"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28455"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}