{"id":28084,"date":"2024-12-13T13:13:16","date_gmt":"2024-12-13T13:13:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=28084"},"modified":"2024-12-14T09:32:23","modified_gmt":"2024-12-14T09:32:23","slug":"la-pace-non-come-fine-della-guerra-ma-come-inizio-di-un-nuovo-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=28084","title":{"rendered":"La pace non come fine della guerra, ma come inizio di un nuovo mondo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Antonio De Lellis<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il prossimo anno si apre all\u2019insegna del Giubileo della speranza, e tutti noi sappiamo di quanto ne avremmo bisogno. Ecco perch\u00e9 \u00e8 arrivato il momento di costruire una societ\u00e0 della nonviolenza, della cura e dei beni comuni, partendo dal giubileo del debito e dal bandire la guerra e le armi dalla storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E il Messaggio di papa Francesco sul tema \u201c<strong>Rimetti a noi i nostri debiti, concedici la tua pace\u201d, <\/strong>per la 58ma Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il 1\u00b0 gennaio 2025, va in questa direzione<strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prendendo spunto da quest\u2019anno giubilare, Francesco invita <em>&#8220;la comunit\u00e0 internazionale a intraprendere azioni di condono del debito estero, riconoscendo l\u2019esistenza di un debito ecologico tra il Nord e il Sud del mondo. \u00c8 un appello alla solidariet\u00e0, ma soprattutto alla giustizia&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<em>Ciascuno di noi deve sentirsi in qualche modo responsabile della devastazione a cui \u00e8 sottoposta la nostra casa comune\u201d. Ed elenca i fattori di una concreta minaccia per l\u2019esistenza dell\u2019intera umanit\u00e0\u00bb<\/em>: le disparit\u00e0 di ogni sorta;&nbsp; il trattamento disumano riservato alle persone migranti; il degrado ambientale; la confusione colpevolmente generata dalla disinformazione;&nbsp; il rigetto di ogni tipo di dialogo; i cospicui finanziamenti dell\u2019industria militare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Servono dunque <strong>\u00abcambiamenti culturali e strutturali, perch\u00e9 avvenga anche un cambiamento duraturo\u00bb. <\/strong><em>&#8220;Il cambiamento culturale e strutturale per superare questa crisi avverr\u00e0 quando ci riconosceremo finalmente tutti secondo una logica di responsabilit\u00e0 condivisa e diversificata&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quali sono le novit\u00e0 del messaggio, nella riflessione del magistero della pace? Una delle espressioni pi\u00f9 innovative \u00e8: La pace non come fine della guerra, ma come inizio di un nuovo mondo. Ed \u00e8 un richiamo alla pace positiva che significa guidare un\u2019evoluzione in pace ovvero creare politiche, progetti, dialoghi e leadership di Pace Positiva. Un cambiamento positivo nel modo in cui gli individui e le organizzazioni pensano alla pace. Aumento dei livelli di coesione sociale, cooperazione e capacit\u00e0 di generare lavoro dignitoso. Comprensione della natura sistemica del come operano le societ\u00e0. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pace rappresenta la meta dell&#8217;umanit\u00e0, mentre la responsabilit\u00e0 e il dialogo rappresentano la pratica per liberarci dal debito, dalla pena di morte e dalle armi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modo per raggiungerla dipende da presupposti economico-sociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I presupposti economici indicati sono: liberare i paesi dal debito estero; liberare il mondo dalla spesa in armi; realizzare una nuova architettura finanziaria mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I presupposti sociali auspicabili sono:&nbsp; liberarci dalle disparit\u00e0 e disuguaglianze; liberarci dai trattamenti disumani la cui massima espressione \u00e8 la pena di morte; liberarci dalla disinformazione; liberarci dal degrado ambientale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma perch\u00e9 tutto questo accada occorre recuperare la responsabilit\u00e0 personale e collettiva e ripristinare il dialogo come pratica sociale e politica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Indicare la meta della pace \u00e8 fondamentale perch\u00e9 in questo momento storico sono in corso ricomposizioni e ri-conformazioni dell&#8217;assetto geopolitico mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la caduta del muro di Berlino, un solo modello economico occidentale e neoliberista si \u00e8 imposto al mondo globalizzato, ma la grande competizione mondiale non l&#8217;hanno vinta i paesi che l&#8217;avevano propugnata, bens\u00ec altri tra cui la Cina, L&#8217;Arabia Saudita, la Russia. Questo ha creato paradossalmente un Occidente indebitato che aveva bisogno della liquidit\u00e0 per sostenere la propria macchina politica ed economica. Finch\u00e9 l&#8217;abbondante liquidit\u00e0 dei vincitori della globalizzazione ha sostenuto l&#8217;Occidente, non ci sono stati problemi.\u00a0 Ma quando, dopo la crisi finanziaria mondiale del 2008 la credibilit\u00e0 finanziaria occidentale \u00e8 venuta meno e i Paesi creditori hanno acquisito pacchetti di controllo sulle grandi societ\u00e0 occidentali, il blocco dei paesi debitori ha scatenato una guerra fatta di sanzioni, dazi e tariffe che va sotto il nome di neo-protezionismo. Questo sistema va sotto il nome di guerra capitalista. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le guerre economiche e finanziarie fanno da apripista alle guerre guerreggiate. L&#8217;Occidente sta cercando di imporre la perduta supremazia economica attraverso la presunta supremazia militare. Il risultato \u00e8 un caos conflittuale, senza vincitori univoci n\u00e9 stabili che sta determinando una probabile lunga era della non pace.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La crisi del debito<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8220;La logica dello sfruttamento del debitore descrive sinteticamente anche l\u2019attuale \u201ccrisi del debito\u201d, che affligge diversi Paesi, soprattutto del Sud del mondo&#8221;<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8220;Il debito estero \u00e8 diventato uno strumento di controllo, attraverso il quale alcuni governi e istituzioni finanziarie private dei Paesi pi\u00f9 ricchi non si fanno scrupolo di sfruttare in modo indiscriminato le risorse umane e naturali dei Paesi pi\u00f9 poveri, pur di soddisfare le esigenze dei propri mercati. A ci\u00f2 si aggiunga che diverse popolazioni, gi\u00e0 gravate dal debito internazionale, si trovano costrette a portare anche il peso del debito ecologico dei Paesi pi\u00f9 sviluppati. Il debito ecologico e il debito estero sono due facce di una stessa medaglia, di questa logica di sfruttamento, che culmina nella crisi del debito&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Secondo un rapporto di UNCTAD, 54 Paesi in via di sviluppo, soprattutto in Africa, spendono oggi in interessi netti sul debito oltre il 10% delle proprie entrate e 3,3 miliardi di persone vivono in Paesi che spendono pi\u00f9 in interessi (70 dollari pro capite annui in Africa) che in salute (39 dollari) e in istruzione (60 dollari). Nel 2019 la spesa pubblica sugli interessi del debito nei Paesi in via di sviluppo era del 2,4% del Pil, superiore dunque a quanto gli Stati pi\u00f9 vulnerabili possono investire per il clima (2,1%).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tre azioni concrete<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Papa Francesco \u00e8 diretto e propone all\u2019inizio di quest\u2019Anno di Grazia, <em>&#8220;tre azioni che possano ridare dignit\u00e0 alla vita di intere popolazioni e rimetterle in cammino sulla via della speranza, affinch\u00e9 si superi la crisi del debito e tutti possano ritornare a riconoscersi debitori perdonati&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anzitutto, <em>&#8220;pensare a una \u00ab<strong>consistente riduzione, se non proprio al totale condono, del debito internazionale,<\/strong> che pesa sul destino di molte Nazioni\u00bb. Riconoscendo il debito ecologico, i Paesi pi\u00f9 benestanti si sentano chiamati a far di tutto per condonare i debiti di quei Paesi che non sono nella condizione di ripagare quanto devono. Certamente, perch\u00e9 non si tratti di un atto isolato di beneficenza, che rischia poi di innescare nuovamente un circolo vizioso di finanziamento-debito, occorre, nello stesso tempo, lo sviluppo di una nuova architettura finanziaria, che porti alla creazione di una Carta finanziaria globale, fondata sulla solidariet\u00e0 e sull\u2019armonia tra i popoli&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sembra vero, ma anche la Banca Mondiale ammette la necessit\u00e0 di un giubileo del debito, dichiarando che&nbsp;\u00abI Paesi pi\u00f9 poveri hanno bisogno di una riduzione del debito. I creditori privati, che fanno prestiti rischiosi e ad alto tasso di interesse, dovrebbero sostenere una parte dei costi quando la scommessa va male\u00bb. \u00c8 questo perch\u00e9 nel 2023 \u00e8 stata spesa una cifra record, togliendo risorse a settori critici come sanit\u00e0, istruzione, ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Debito record, tassi di interesse ai massimi da due decenni e deprezzamento delle valute sul dollaro hanno portato il costo totale del servizio del debito a un massimo storico per i Paesi in via di sviluppo: rimborso del capitale e interessi \u00e8 costato 971,1 miliardi di dollari nel 2023, un aumento del 19,7% rispetto all\u2019anno precedente e pi\u00f9 del doppio rispetto a dieci anni fa. Secondo il Rapporto sul debito internazionale della Banca Mondiale, pubblicato il 3 dicembre, se nel novero delle nazioni a basso e medio reddito si considera anche la Cina, che tuttavia \u00e8 la seconda economia al mondo, l\u2019esborso sale a 1.400 miliardi di dollari.&nbsp;Lacausa di tutto ci\u00f2 \u00e8 la spirale debito-interessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Covid-19 ha aumentato drasticamente l\u2019onere del debito di tutti i Paesi in via di sviluppo e la successiva impennata dei tassi di interesse globali ha aggravato ancora la situazione. Su questi stessi Paesi, che hanno le pi\u00f9 difficili condizioni di accesso al credito, la pressione finanziaria \u00e8 stata pi\u00f9 forte. Con l\u2019inasprirsi delle condizioni di credito, la Banca Mondiale e altre istituzioni multilaterali sono diventate di fatto \u00abprestatori di ultima istanza, per questi Paesi, un ruolo per il quale non sono state concepite\u00bb, avvisa la BM.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sistema di finanziamento \u00e8 \u00abdisfunzionale\u00bb: \u00abil denaro sta uscendo dalle economie povere, quando invece dovrebbe entrare\u00bb. In un cortocircuito che vede i finanziamenti delle banche multilaterali finire nei bilanci degli investitori privati. Non si pu\u00f2 permettere che le istituzioni multilaterali e i creditori pubblici si assumono la quasi totalit\u00e0 dei rischi e i creditori privati raccolgono praticamente tutti i guadagni\u00bb. E tutto questo nel momento in cui Rutte, della Nato, si schiera con il tycoon Usa affermando che \u00abIl 2% del Pil ora non basta pi\u00f9\u00bb. Al momento 23 dei 32 alleati hanno raggiunto la soglia del 2%. L\u2019Italia \u00e8 all\u20191,49%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda azione proposta da papa Francesco \u00e8 <em>&#8220;<strong>l&#8217;eliminazione della pena di morte<\/strong> in tutte le Nazioni. Questo provvedimento, infatti, oltre a compromettere l\u2019inviolabilit\u00e0 della vita, annienta ogni speranza umana di perdono e di rinnovamento&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La terza e ultima azione, in questo tempo segnato dalle guerre, \u00e8 quella di rilanciare &#8220;<em>un altro appello per le giovani generazioni: utilizziamo almeno <strong>una<\/strong> <strong>percentuale fissa del denaro impiegato negli armamenti per la costituzione di un Fondo mondiale che elimini definitivamente la fame e faciliti nei Paesi pi\u00f9 poveri attivit\u00e0 educative e volte a promuovere lo sviluppo sostenibile, contrastando il cambiamento climatico&#8221;.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8220;Dovremmo cercare di eliminare ogni pretesto che possa spingere i giovani a immaginare il proprio futuro senza speranza, oppure come attesa di vendicare il sangue dei propri cari. Il futuro \u00e8 un dono per andare oltre gli errori del passato, per costruire nuovi cammini di pace&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La meta della pace<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La meta \u00e8 quella della pace. Nel documento si asserisce che <em>&#8220;coloro che intraprenderanno, attraverso i gesti suggeriti, il cammino della speranza potranno vedere sempre pi\u00f9 vicina la tanto agognata meta della pace. Quando mi spoglio dell\u2019arma del credito e ridono la via della speranza a una sorella o a un fratello, contribuisco al ristabilimento della giustizia di Dio su questa terra e mi incammino con quella persona verso la meta della pace. Come diceva S. Giovanni XXIII, la vera pace potr\u00e0 nascere solo da un cuore disarmato dall\u2019ansia e dalla paura della guerra&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;augurio che Francesco fa al mondo intero \u00e8: <em>&#8220;Che il 2025 sia un anno in cui cresca la pace! Quella pace vera e duratura, che non si ferma ai cavilli dei contratti o ai tavoli dei compromessi umani&#8221;.<\/em> E il documento si conclude con l&#8217;invito <em>&#8220;al disarmo del cuore che \u00e8 un gesto che coinvolge tutti, dai primi agli ultimi, dai piccoli ai grandi, dai ricchi ai poveri. Infatti, la pace non giunge solo con la fine della guerra, ma con l\u2019inizio di un nuovo mondo, un mondo in cui ci scopriamo diversi, pi\u00f9 uniti e pi\u00f9 fratelli rispetto a quanto avremmo <em>immaginato&#8221;.<\/em><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antonio De Lellis Il prossimo anno si apre all\u2019insegna del Giubileo della speranza, e tutti noi sappiamo di quanto ne avremmo bisogno. Ecco perch\u00e9 \u00e8 arrivato il momento di costruire una societ\u00e0 della nonviolenza, della cura e dei beni comuni, partendo dal giubileo del debito e dal bandire la guerra e le armi dalla storia. E il Messaggio di papa Francesco sul tema \u201cRimetti a noi i nostri debiti, concedici la tua pace\u201d, per la 58ma Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il 1\u00b0 gennaio 2025, va in questa direzione. 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