{"id":27889,"date":"2024-11-25T06:53:26","date_gmt":"2024-11-25T06:53:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=27889"},"modified":"2024-11-25T06:53:28","modified_gmt":"2024-11-25T06:53:28","slug":"sinodo-in-cammino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=27889","title":{"rendered":"Sinodo in cammino\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Sergio Paronetto<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo del <strong>documento conclusivo sinodale, <\/strong>emanato in ottobre 2024 in occasione della prima Assemblea sinodale della Chiesa italiana di novembre, \u00e8 lunghissimo.\u00a0 Riporto<strong> alcuni paragrafi su pace e disarmo, giustizia e cura del creato, dialogo e convivialit\u00e0 <\/strong>che interessano direttamente il nostro movimento e tanti diversamente credenti, da cui trarre proposte operative e itinerari concreti di pace anche in vista del congresso di Pax Christi che si terr\u00e0 nell&#8217;aprile 2025 in quasi concomitanza con la seconda Assemblea sinodale della Chiesa italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00a02. <\/strong>Contemplando il Risorto, ricordiamo che \u00absiamo stati battezzati nella sua morte\u00bb (Rm 6,3). Abbiamo scorto i segni delle Sue ferite, trasfigurate da una nuova vita, ma incise per sempre nella Sua umanit\u00e0. Queste ferite continuano a sanguinare nel corpo di tanti fratelli e sorelle, anche a causa delle nostre colpe. <em>Lo sguardo sul Signore non allontana dai drammi della storia, ma apre gli occhi per riconoscere la sofferenza che ci circonda e ci penetra: i volti dei bambini terrorizzati dalla guerra, il pianto delle madri, i sogni infranti di tanti giovani, i profughi che affrontano viaggi terribili, le vittime dei cambiamenti climatici e delle ingiustizie sociali.<\/em> Le loro sofferenze sono risuonate in mezzo a noi non solo attraverso i mezzi di comunicazione, ma anche nella voce di molti, personalmente coinvolti con le loro famiglie e i loro popoli in questi tragici eventi. Nei giorni in cui siamo stati riuniti in Assemblea, tante, <em>troppe guerre hanno continuato a provocare morte e distruzione, desidero di vendetta e smarrimento delle coscienze. Ci uniamo ai ripetuti appelli di papa Francesco per la pace, condannando la logica della violenza, dell\u2019odio, della vendetta e impegnandoci a promuovere quella del dialogo, della fratellanza e della riconciliazione. Una pace autentica e durevole \u00e8 possibile e insieme possiamo costruirla. \u00abLe gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d\u2019oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono\u00bb (GS 1) sono state ancora una volta le gioie e le tristezze di tutti noi, discepoli di Cristo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>5. <\/strong>L\u2019intero cammino sinodale, radicato nella Tradizione della Chiesa, si \u00e8 svolto nella luce del magistero conciliare. Il <em>Concilio Vaticano II <\/em>\u00e8 stato, infatti, come un seme gettato nel campo del mondo e della Chiesa. La vita quotidiana dei credenti, l\u2019esperienza delle Chiese in ogni popolo e cultura, le molteplici testimonianze di santit\u00e0, la riflessione dei teologi sono stati il terreno in cui esso \u00e8 germogliato e cresciuto. Il Sinodo 2021-2024 continua ad attingere all\u2019energia di quel seme e a svilupparne le potenzialit\u00e0. Il cammino sinodale sta infatti mettendo in atto ci\u00f2 che il Concilio ha insegnato sulla Chiesa come Mistero e Popolo di Dio, chiamato alla santit\u00e0 attraverso una continua conversione che viene dall\u2019ascolto del Vangelo. In questo senso costituisce un vero atto di ulteriore recezione del Concilio, ne prolunga l\u2019ispirazione e ne rilancia per il mondo di oggi la forza profetica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>6. <\/strong>Non ci nascondiamo di aver sperimentato in noi fatiche, resistenze al cambiamento e la tentazione di far prevalere le nostre idee sull\u2019ascolto della Parola di Dio e sulla pratica del discernimento. Eppure, la misericordia di Dio, Padre tenerissimo, ci consente ogni volta di purificare i cuori e di proseguire il cammino. Lo abbiamo riconosciuto iniziando la Seconda Sessione con<em> una Veglia penitenziale,<\/em> in cui abbiamo chiesto perdono dei nostri peccati, provandone vergogna, e innalzato la nostra intercessione per le vittime dei mali del mondo. Abbiamo chiamato per nome i nostri peccati: <em>contro la pace, contro la creazione, i popoli indigeni, i migranti, i minori, le donne, i poveri, l\u2019ascolto, la comunione.<\/em> Questo ci ha fatto comprendere che la sinodalit\u00e0 esige pentimento e conversione. Nella celebrazione del sacramento della misericordia di Dio facciamo l\u2019esperienza di essere incondizionatamente amati: la durezza dei cuori \u00e8 vinta e ci si apre alla comunione. Per questo vogliamo essere una Chiesa misericordiosa, capace di condividere con tutti il perdono e la riconciliazione che vengono da Dio: pura grazia di cui non siamo padroni, ma solo testimoni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>19.<\/strong> \u00abNel cuore di Dio c\u2019\u00e8 un posto preferenziale per i poveri\u00bb (EG 197), gli emarginati e gli esclusi, e perci\u00f2 anche in quello della Chiesa. In loro la comunit\u00e0 cristiana incontra il volto e la carne di Cristo, che, da ricco che era, si \u00e8 fatto povero per noi, perch\u00e9 noi diventassimo ricchi per mezzo della sua povert\u00e0 (cfr. 2Cor 8,9).<em> L\u2019opzione preferenziale per i poveri \u00e8 implicita nella fede cristologica.<\/em> I poveri hanno una conoscenza diretta del Cristo sofferente (cfr. EG 198) che li rende annunciatori di una salvezza ricevuta in dono e testimoni della gioia del Vangelo. <em>La Chiesa \u00e8 chiamata a essere povera con i poveri, che sono spesso la maggioranza dei Fedeli e ad ascoltarli, imparando insieme a riconoscere i carismi che essi ricevono dallo Spirito, e a considerarli soggetti dell\u2019evangelizzazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>20. <\/strong>\u00abLa luce delle genti \u00e8 Cristo\u00bb (LG 1) e questa luce risplende sul volto della Chiesa, pur segnata dalla fragilit\u00e0 della condizione umana e dalla opacit\u00e0 del peccato. Essa riceve da Cristo il dono e la responsabilit\u00e0 di essere il lievito efficace dei legami, delle relazioni e della fraternit\u00e0 della famiglia umana (cfr. AG 2-4), testimoniando nel mondo il senso e la meta del suo cammino (cfr. GS3 e 42). Assume oggi questa responsabilit\u00e0 in un tempo dominato dalla crisi della partecipazione \u2013 cio\u00e8 del sentirsi parte e attori di un destino comune \u2013 e da una concezione individualista della felicit\u00e0 e della salvezza. <em>La sua vocazione e il suo servizio profetico (cfr. LG 12) consistono nel testimoniare il progetto di Dio di unire a s\u00e9 tutta l\u2019umanit\u00e0 nella libert\u00e0 e nella comunione. La Chiesa, che \u00e8 \u00abil Regno di Cristo gi\u00e0 misteriosamente presente\u00bb (LG 3) e \u00abdi questo Regno costituisce sulla terra il germe e l\u2019inizio\u00bb (LG 5), cammina perci\u00f2 insieme a tutta l\u2019umanit\u00e0, impegnandosi con tutte le sue forze per la dignit\u00e0 umana, il bene comune, la giustizia e la pace, e \u00abanela al Regno perfetto\u00bb (LG 5), quando Dio sar\u00e0 \u00abtutto in tutti\u00bb (1Cor 15,28).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>47.<\/strong> Praticato con umilt\u00e0, lo stile sinodale pu\u00f2 rendere la Chiesa una voce profetica nel mondo di oggi. \u00abLa Chiesa sinodale \u00e8 come uno stendardo innalzato tra le nazioni (cfr. Is 11,12)\u00bb (Francesco, <em>Discorso per la commemorazione del 50\u00b0 anniversario dell\u2019istituzione del Sinodo dei Vescovi<\/em>, 17 ottobre 2015). <em>Viviamo in un\u2019epoca segnata da disuguaglianze sempre pi\u00f9 marcate, da una crescente disillusione nei confronti dei modelli tradizionali di governo, dal disincanto per il funzionamento della democrazia, da crescenti tendenze autocratiche e dittatoriali, dal predominio del modello di mercato senza riguardo per la vulnerabilit\u00e0 delle persone e della creazione, e dalla tentazione di risolvere i conflitti con la forza piuttosto che con il dialogo. Pratiche autentiche di sinodalit\u00e0 permettono ai Cristiani di elaborare una cultura capace di profezia critica nei confronti del pensiero dominante e offrire cos\u00ec un contributo peculiare alla ricerca di risposte a molte delle sfide che le societ\u00e0 contemporanee devono affrontare e alla costruzione del bene comune.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>52.<\/strong> L\u2019esigenza di conversione nelle relazioni riguarda inequivocabilmente quelle tra uomini e donne. Il dinamismo relazionale \u00e8 iscritto nella nostra condizione di creature. La differenza sessuale costituisce la base della relazionalit\u00e0 umana. \u00abDio cre\u00f2 l\u2019uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo cre\u00f2: maschio e femmina li cre\u00f2\u00bb (Gen 1,27). Nel progetto di Dio questa differenza originaria non comporta disuguaglianza tra uomo e donna. Nella nuova creazione, essa viene riletta alla luce della dignit\u00e0 del Battesimo: \u00abquanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c\u2019\u00e8 Giudeo n\u00e9 Greco; non c\u2019\u00e8 schiavo n\u00e9 libero; non c\u2019\u00e8 maschio e femmina, perch\u00e9 tutti voi siete uno in Cristo Ges\u00f9\u00bb (Gal 3,27-28). Come cristiani siamo chiamati ad accogliere e rispettare, nei diversi modi e nei diversi contesti in cui si esprime, questa differenza che \u00e8 dono di Dio e fonte di vita. Diamo testimonianza al Vangelo quando cerchiamo di vivere relazioni che rispettano l\u2019uguale dignit\u00e0 e la reciprocit\u00e0 tra uomini e donne. Le ricorrenti espressioni di dolore e sofferenza da parte di donne di ogni regione e continente, sia laiche sia consacrate, durante il processo sinodale, rivelano quanto spesso non riusciamo a farlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>53. <\/strong>La chiamata al rinnovamento delle relazioni nel Signore Ges\u00f9 risuona nella pluralit\u00e0 dei contesti in cui i Suoi discepoli vivono e realizzano la missione della Chiesa. Ciascuno di questi contesti ha peculiari ricchezze di cui \u00e8 indispensabile tenere conto, legate al pluralismo delle culture. Tutti per\u00f2, pur con modalit\u00e0 diverse, portano i segni di logiche relazionali distorte e talvolta opposte a quelle del Vangelo. Lungo la storia, le chiusure relazionali si sono solidificate in vere e proprie strutture di peccato (cfr. SRS 36), che influenzano il modo in cui le persone pensano e agiscono. In particolare, generano blocchi e paure, che abbiamo bisogno di guardare in faccia e attraversare per poterci incamminare sulla strada della conversione relazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>54.<\/strong><em> Trovano radice in questa dinamica i mali che affliggono il nostro mondo, a partire dalle guerre e dai conflitti armati, e dall\u2019illusione che una pace giusta si possa ottenere con la forza delle armi. Altrettanto letale \u00e8 la convinzione che tutto il creato, perfino le persone, possa essere sfruttato a piacimento per ricavarne profitto. Ne sono conseguenza le molte e diverse barriere che dividono le persone, anche nelle comunit\u00e0 cristiane, e limitano le possibilit\u00e0 di alcuni rispetto a quelle di cui godono altri: le disuguaglianze tra uomini e donne, il razzismo, la divisione in caste, la discriminazione delle persone con disabilit\u00e0, la violazione dei diritti delle minoranze di ogni genere, la mancata disponibilit\u00e0 ad accogliere i migranti. Anche la relazione con la terra, nostra sorella e madre (cfr. LS 1), porta i segni di una frattura che mette a repentaglio la vita di innumerevoli comunit\u00e0, in particolare nelle regioni pi\u00f9 impoverite, se non di interi popoli e forse dell\u2019umanit\u00e0 tutta. La chiusura pi\u00f9 radicale e drammatica \u00e8 quella nei confronti della stessa vita umana, che conduce allo scarto dei bambini, fin dal grembo materno, e degli anziani.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>55.<\/strong> Tanti mali che affliggono il nostro mondo si manifestano anche nella Chiesa. La crisi degli abusi, nelle sue diverse e tragiche manifestazioni, ha portato sofferenze indicibili e spesso durature alle vittime e ai sopravvissuti, e alle loro comunit\u00e0. La Chiesa deve ascoltare con particolare attenzione e sensibilit\u00e0 la voce delle vittime e dei sopravvissuti agli abusi sessuali, spirituali, economici, istituzionali, di potere e di coscienza da parte di membri del clero o di persone con incarichi ecclesiali. L\u2019ascolto \u00e8 un elemento fondamentale del cammino verso la guarigione, il pentimento, la giustizia e la riconciliazione. In un\u2019epoca che conosce una crisi globale di fiducia e incoraggia le persone a vivere nella diffidenza e nel sospetto, <em>la Chiesa deve riconoscere le proprie mancanze, chiedere umilmente perdono, prendersi cura delle vittime, darsi strumenti di prevenzione e sforzarsi di ricostruire la fiducia reciproca nel Signore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>56.<\/strong> L\u2019ascolto di chi patisce esclusione ed emarginazione rafforza la consapevolezza della Chiesa che fa parte della sua missione farsi carico del peso di queste relazioni ferite perch\u00e9 il Signore, il Vivente, le risani. Solo cos\u00ec essa pu\u00f2 essere \u00ab<em>come il sacramento, cio\u00e8 segno e strumento dell\u2019intima unione con Dio e dell\u2019unit\u00e0 di tutto il genere umano<\/em>\u00bb (LG 1). Al tempo stesso, l\u2019apertura al mondo permette di scoprire che in ogni angolo del pianeta, in ogni cultura e in ogni gruppo umano, lo Spirito ha sparso i semi del Vangelo. Essi portano frutto nella capacit\u00e0 di vivere relazioni sane, di coltivare la fiducia reciproca e il perdono, di vincere la paura del diverso e dare vita a comunit\u00e0 accoglienti, di promuovere un\u2019economia attenta alle persone e al pianeta, di riconciliarsi dopo un conflitto. La storia ci consegna un retaggio di conflitti motivati anche in nome dell\u2019appartenenza religiosa, minando la credibilit\u00e0 delle religioni stesse. <em>Fonte di sofferenza \u00e8 lo scandalo della divisione tra comunioni cristiane, l\u2019inimicizia tra fratelli e sorelle che hanno ricevuto lo stesso Battesimo. La rinnovata esperienza di slancio ecumenico che accompagna il cammino sinodale, uno dei segni della conversione relazionale, apre alla speranza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>121. <\/strong>La Chiesa, a livello locale e nella sua unit\u00e0 cattolica, si propone come una rete di relazioni attraverso cui circola ed \u00e8 promossa la profezia della cultura dell\u2019incontro, della giustizia sociale, dell\u2019inclusione dei gruppi marginali, della fraternit\u00e0 tra i popoli, della cura della casa comune. L\u2019esercizio concreto di questa profezia chiede che i beni di ogni Chiesa siano condivisi in spirito di solidariet\u00e0, senza paternalismo e assistenzialismo, nel rispetto delle diverse identit\u00e0 e nella promozione di una sana reciprocit\u00e0, con l\u2019impegno \u2013 dove necessario \u2013 a curare le ferite della memoria e a intraprendere cammini di riconciliazione. Lo scambio di doni e la condivisione delle risorse tra Chiese locali di diverse regioni favoriscono l\u2019unit\u00e0 della Chiesa, creando legami tra le comunit\u00e0 cristiane coinvolte. Occorre mettere a fuoco le condizioni da garantire perch\u00e9 i Presbiteri che vengono in aiuto alle Chiese povere di clero non siano solo un rimedio funzionale, ma una risorsa per la crescita della Chiesa che li invia e di quella che li riceve. Analogamente occorre operare perch\u00e9 gli aiuti economici non degenerino in assistenzialismo, ma promuovano solidariet\u00e0 evangelica e siano gestiti in modo trasparente e affidabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>122.<\/strong> Lo scambio dei doni ha un significato cruciale anche nel cammino verso la piena e visibile unit\u00e0 tra tutte le Chiese e Comunioni cristiane e, del resto, rappresenta un segno efficace di quell\u2019unit\u00e0, nella fede e nell\u2019amore di Cristo, che promuove la credibilit\u00e0 e l\u2019incidenza della missione cristiana (cfr. Gv 17,21). San Giovanni Paolo II ha applicato questa espressione al dialogo ecumenico: \u00abIl dialogo non \u00e8 soltanto uno scambio di idee. In qualche modo esso \u00e8 sempre uno \u201cscambio di doni\u201d\u00bb (UUS 28). \u00c8 stato nell\u2019impegno a incarnare l\u2019unico Vangelo nella diversit\u00e0 dei contesti culturali, delle circostanze storiche e delle sfide sociali che le diverse tradizioni cristiane, in ascolto della Parola di Dio e della voce dello Spirito Santo, hanno generato nel corso dei secoli frutti copiosi di santit\u00e0, di carit\u00e0, di spiritualit\u00e0, di teologia, di solidariet\u00e0 a livello sociale e culturale. \u00c8 venuto il momento di fare tesoro di queste preziose ricchezze: con generosit\u00e0, con sincerit\u00e0, senza pregiudizi, con gratitudine al Signore, con apertura reciproca, facendone dono gli uni agli altri senza presumere che siano nostra esclusiva propriet\u00e0. Anche l\u2019esempio dei santi e testimoni della fede di altre Chiese e Comunioni cristiane \u00e8 un dono che possiamo ricevere, inserendo la loro memoria nel nostro calendario liturgico, in particolare per i martiri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>123. <\/strong>Nel <em>Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune<\/em>, sottoscritto da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmed Al-Tayyeb ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019, si dichiara la volont\u00e0 di \u00abadottare la cultura del dialogo come via, la collaborazione comune come condotta, la conoscenza reciproca come metodo e criterio\u00bb. Non si tratta di un\u2019aspirazione velleitaria o di un aspetto opzionale nel cammino del Popolo di Dio nell\u2019oggi della storia. Su questa strada<em> una Chiesa sinodale s\u2019impegna a camminare, nei diversi luoghi in cui vive, con i credenti di altre religioni e con le persone di altre convinzioni, condividendo gratuitamente la gioia del Vangelo e accogliendo con gratitudine i loro rispettivi doni: per costruire insieme, da fratelli e sorelle tutti, in spirito di mutuo scambio e aiuto (cfr. GS 40), la giustizia, la fraternit\u00e0, la pace e il dialogo interreligioso.<\/em> In alcune regioni, piccole comunit\u00e0 di vicinato, in cui le persone si incontrano a prescindere dall\u2019appartenenza religiosa, offrono un ambiente propizio per un triplice dialogo: della vita, dell\u2019azione e della preghiera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>151.<\/strong> Anche <em>i temi della dottrina sociale della Chiesa, dell\u2019impegno per la pace e la giustizia, della cura della casa comune e del dialogo interculturale e interreligioso devono conoscere maggiore diffusione nel Popolo di Dio,<\/em> perch\u00e9 l\u2019azione dei discepoli missionari incida nella costruzione di un mondo pi\u00f9 giusto e fraterno. L\u2019impegno per la difesa della vita e dei diritti della persona, per il giusto ordinamento della societ\u00e0, per la dignit\u00e0 del lavoro, per un\u2019economia equa e solidale, per l\u2019ecologia integrale fanno parte della missione evangelizzatrice che la Chiesa \u00e8 chiamata a vivere e incarnare nella storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un banchetto per tutti i popoli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>152.<\/strong> Il racconto della pesca miracolosa termina con un banchetto. Il Risorto ha chiesto ai discepoli di obbedire alla sua parola, di gettare le reti e tirarle a riva; \u00e8 Lui per\u00f2 che prepara la mensa e invita a mangiare. Ci sono pani e pesci per tutti, come quando li aveva moltiplicati per la folla affamata. C\u2019\u00e8 soprattutto lo stupore e l\u2019incanto della Sua presenza, cos\u00ec chiara e lucente da non richiedere domande. Mangiando con i Suoi, dopo che lo avevano abbandonato e rinnegato, il Risorto apre di nuovo lo spazio della comunione e imprime per sempre nei discepoli il marchio di una misericordia che spalanca al futuro. Per questo, i testimoni della Pasqua si qualificheranno cos\u00ec: \u00abnoi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti\u00bb (At 10,41).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>153. <\/strong>Nei banchetti del Risorto trova compimento l\u2019immagine del profeta Isaia che ha ispirato il lavoro dell\u2019Assemblea sinodale: <em>una mensa sovrabbondante e prelibata preparata dal Signore sulla cima del monte, simbolo di convivialit\u00e0 e di comunione, destinata a tutti i popoli (cfr. Is 25,6-8). La tavola che il Signore prepara ai Suoi dopo la Pasqua \u00e8 il segno che il banchetto escatologico \u00e8 gi\u00e0 iniziato.<\/em> Anche se solo in cielo avr\u00e0 la sua pienezza, la mensa della grazia e della misericordia \u00e8 gi\u00e0 imbandita per tutti e la Chiesa ha la missione di portare questo splendido annuncio in un mondo che cambia. Mentre si nutre nell\u2019Eucaristia del Corpo e del Sangue del Signore, sa di non poter dimenticare i poveri, gli ultimi, gli esclusi, coloro che non conoscono l\u2019amore e sono privi di speranza, n\u00e9 coloro che non credono in Dio o non si riconoscono in nessuna religione istituita. Li porta al Signore nella preghiera per poi uscire a incontrarli, con la creativit\u00e0 e l\u2019audacia che lo Spirito ispira. Cos\u00ec la sinodalit\u00e0 della Chiesa diventa profezia sociale, ispira nuovi cammini anche per la politica e per l\u2019economia, collabora con tutti coloro che credono nella fraternit\u00e0 e nella pace in uno scambio di doni con il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>154.<\/strong><em> Vivendo il processo sinodale abbiamo preso nuova coscienza che la salvezza da ricevere e da annunciare passa attraverso le relazioni. La si vive e la si testimonia insieme. La storia ci appare segnata tragicamente dalla guerra, dalla rivalit\u00e0 per il potere, da mille ingiustizie e sopraffazioni. Sappiamo per\u00f2 che lo Spirito ha posto nel cuore di ogni essere umano il desiderio di rapporti autentici e di legami veri. La stessa creazione parla di unit\u00e0 e di condivisione, di variet\u00e0 e intreccio tra diverse forme di vita.<\/em> <em>Tutto viene dall\u2019armonia e tende all\u2019armonia, anche quando soffre la ferita devastante del male. Il significato ultimo della sinodalit\u00e0 \u00e8 la testimonianza che la Chiesa \u00e8 chiamata a dare di Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo, Armonia di amore che si effonde fuori di s\u00e9 per donarsi al mondo.<\/em> Camminando in stile sinodale, nell\u2019intreccio delle nostre vocazioni, carismi e ministeri, e, andando incontro a tutti per portare la gioia del Vangelo, possiamo vivere la comunione che salva: con Dio, con l\u2019umanit\u00e0 intera e con tutta la creazione. Inizieremo allora gi\u00e0 adesso a sperimentare, grazie alla condivisione, il banchetto di vita che Dio offre a tutti i popoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sergio Paronetto Il testo del documento conclusivo sinodale, emanato in ottobre 2024 in occasione della prima Assemblea sinodale della Chiesa italiana di novembre, \u00e8 lunghissimo.\u00a0 Riporto alcuni paragrafi su pace e disarmo, giustizia e cura del creato, dialogo e convivialit\u00e0 che interessano direttamente il nostro movimento e tanti diversamente credenti, da cui trarre proposte operative e itinerari concreti di pace anche in vista del congresso di Pax Christi che si terr\u00e0 nell&#8217;aprile 2025 in quasi concomitanza con la seconda Assemblea sinodale della Chiesa italiana. \u00a02. Contemplando il Risorto, ricordiamo che \u00absiamo stati battezzati nella sua morte\u00bb (Rm 6,3). 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