{"id":27885,"date":"2024-11-25T06:42:22","date_gmt":"2024-11-25T06:42:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=27885"},"modified":"2024-11-25T06:42:24","modified_gmt":"2024-11-25T06:42:24","slug":"normalizzazione-della-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=27885","title":{"rendered":"Normalizzazione della guerra"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Savino Pezzotta<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stiamo assistendo a una normalizzazione della Guerra e questo succede attraverso i diversi processi informativi. In ogni ora del giorno attraverso i mass-media o se navighiamo attraverso la rete ci imbattiamo in resoconti, cronache e notizie che ci narrano della guerra<strong>. <\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le guerre hanno molte caratteristiche che vengono classicamente definite come fattori di cronaca. Le guerre sono molto negative, ma possono essere narrate in forme moto diverse, sia in termini negativi mettendo l\u2019accento sulle morti, le distruzioni, i ferimenti, ma anche come fatti di cronaca e perci\u00f2 depotenziati da ogni tragicit\u00e0, cio\u00e8, raccontate sulla base di valutazioni e descrizioni diverse, e con un\u2019alta qualit\u00e0 visiva, ma come semplici resoconti di fatti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che mi sta preoccupando \u00e8 che l\u2019attuale massa di informazioni che si pretende neutrale e cronachistica &nbsp;sta sdrammatizzando l\u2019immagine della guerra rendendola un fatto della nostra quotidianit\u00e0: siamo tutti certamente dispiaciuti per i morti, i feriti, i mutilati , i bambini uccisi e le distruzioni , ma il presentarcele in continuazione depotenzia l\u2019aspetto drammatico&nbsp; rendendoli fatti di cronaca che si inseriscono &nbsp;nella nostra quotidianit\u00e0 sottraendoli &nbsp;al giudizio morale depotenziandone &nbsp;ogni riferimento etico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno pu\u00f2 dire che le guerre sono eventi che non hanno conseguenze molto forti e che letteralmente pongono, al di l\u00e0 di ogni nostro ragionamento politico, questioni reali e concrete di vita o di morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La guerra deve rimanere una sfida etico-normativa molto speciale e non finire nella banalit\u00e0 del quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La banalit\u00e0 del male ci ha insegnato Hanna Arendt \u00e8 quanto di pi\u00f9 perverso possa esistere perch\u00e9 si sottrae al giudizio etico. Siamo pertanto obbligati a generare una incursione che drammatizzi o per meglio dire renda concreta la guerra e ne evidenzi in ogni momento il male profondo che rappresenta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mai come in questi tempi questo male ha in s\u00e9 la potenzialit\u00e0 di annientare la vita umana sul nostro pianeta. Per questo mi turbano le proposte di riprendere la produzione di energia tramite il nucleare che oggi viene evocata (anche dal nostro Presidente de Consiglio), come &nbsp;mezzo per affrontare la questione del riscaldamento globale. La produzione di energia tramite la tecnica nucleare non \u00e8 ancora sicura e ancora non \u00e8 chiaro dove si potranno eliminare le scorie radioattive. Nel frattempo, abbiamo in pieno vigore il nucleare militare che come una moderna spada di Damocle pesa sull\u2019umanit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La guerra attraverso la cronaca \u00e8 diventata un fatto quasi normale e quotidiano nella nostra vita e questo le sta togliendo molto della sua drammaticit\u00e0. \u00c8 importante sottolineare che tutti gli effetti mediatici che si possono usare, compresi quelli relativi alla segnalazione dei conflitti, non sono assoluti, ma solo condizionali. In altre parole, l&#8217;influenza dipende molto dall&#8217;atteggiamento predefinito e dall&#8217;opinione politica del lettore, dell&#8217;ascoltatore, del pubblico. Anche su quanto attentamente vengono consumati i contenuti multimediali e quanto i consumatori sono coinvolti nel tema del conflitto o della guerra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 importante prestare attenzione a questa situazione e non credere che i media operino una sorta di manipolazione che certamente esiste, ma oggi siamo oltre la manipolazione. Ciononostante, si pu\u00f2 dire che i media influenzano ci\u00f2 che sappiamo sui conflitti. Influiscono anche sullo svolgimento dei conflitti che consideriamo urgenti e rilevanti. Questo \u00e8 un punto molto importante. Se si guarda alla nostra agenda mediatica, si vedono principalmente il conflitto in Medio Oriente e la guerra in Ucraina. Altri conflitti, come in Africa, sono poco visibili, il che non significa che non esistano o siano meno drammatici, ma vengono ignorati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In pratica tutti noi veniamo in maniera indiretta inglobati in una visione bellicista e siamo automaticamente e deterministicamente portati a pensare che solo attraverso una vittoria militare \u00e8 possibile iniziare un percorso di pace. Si sta radicando in maniere conscia e inconscia un idea militare e guerresca della Pace , ovvero che la pace pu\u00f2 essere solo il risultato di una vittoria militare di uno dei contendendoti &nbsp;sul campo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci stiamo scordando che l\u2019informazione, utile e necessaria sui conflitti, non solo informa ma genera un\u2019 influenza e porta inconsciamente a schierarsi con chi vediamo e interpretiamo come buono o cattivo, con chi ha ragione o torto e a definire a priori &nbsp;quali scenari futuri o scenari di soluzione per i conflitti consideriamo possibili e desiderabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il conflitto in Ucraina, soprattutto dal punto di vista dell&#8217;impatto sull\u2019opinione pubblica dipende molto da quanto le persone sono disposte ad accettare l\u2019idea che sia utile e necessario combattere o spendere risorse per garantire la libert\u00e0 e la sicurezza dell\u2019 Ucraina pi\u00f9 che ricercare una soluzione diplomatica. Il conflitto in Medio Oriente, d&#8217;altra parte, \u00e8 un esempio molto complicato, perch\u00e9 stiamo assistendo a un forte sviluppo di notizie che sono state molto critiche nei confronti di Hamas e filo-Israele subito dopo il 7 ottobre, e che stanno lentamente cambiando la loro posizione nel tempo, anche a seguito della violenta reazione di Israele che ha calpestato ogni ragione umanitaria e che persegue l\u2019annientamento del popolo palestinese. Non so se possiamo parlare di genocidio seguirei in questo caso l\u2019invito di Papa Francesco a verificare se questo termine non sia il pi\u00f9 appropriato per descrivere la situazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le immagini come parte della guerra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le guerre producono brutte immagini &nbsp;e le testimonianze di queste catastrofi che ogni giorno giungono nelle nostre case dovrebbero rafforzare il ripudio della guerra come comportamento personale utilizzando ogni mezzo per avanzare una netta contrariet\u00e0 ai processi di riarmo e ammodernamento in corso. Sono convinto che la normalizzazione dell\u2019idea della guerra esiga una risposta istituzionale attraverso la creazione di una difesa non violenta. Mi rendo conto che non \u00e8 facile; il problema \u00e8 di non renderla impossibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La strada da percorrere a mio parere \u00e8 quella di preparare e organizzare una resistenza alla cultura bellicista che sta soffiando in tutta Europa. Si tratta di far crescere il ripudio della guerra a livello popolare facendolo diventare una forma comune di pensiero e di prassi difensiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La speranza \u00e8 ancora nella diplomazia, ma anche nella reazione popolare<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Va quindi, praticato costantemente il parlare degli uni con gli altri contro la guerra e la sua razionalizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 importante scegliere attentamente le parole, discutere le diverse opzioni di azione e individuare la soluzione migliore per entrambe le parti. Determinare dopo due anni di guerra una pace giusta non \u00e8 certamente facile. Ciononostante, cerco di rimanere ottimista. Perch\u00e9 parlare crea connessioni, le connessioni creano margine di manovra, il margine di manovra crea prospettive completamente nuove.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savino Pezzotta Stiamo assistendo a una normalizzazione della Guerra e questo succede attraverso i diversi processi informativi. In ogni ora del giorno attraverso i mass-media o se navighiamo attraverso la rete ci imbattiamo in resoconti, cronache e notizie che ci narrano della guerra. &nbsp; Le guerre hanno molte caratteristiche che vengono classicamente definite come fattori di cronaca. 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