{"id":27675,"date":"2024-10-29T17:36:11","date_gmt":"2024-10-29T17:36:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=27675"},"modified":"2024-10-29T17:36:14","modified_gmt":"2024-10-29T17:36:14","slug":"il-sinodo-e-pax-christi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=27675","title":{"rendered":"Il Sinodo e Pax Christi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Care amiche e cari amici, il sinodo continua. Invito a leggere il lungo <strong>Documento conclusivo <\/strong>che trovate facilmente in rete (di cui giorni fa vi ho riassunto i temi) e questa <strong>intervista a mons. Castellucci <\/strong>che coinvolge anche noi di<strong> Pax Christi,<\/strong> che facciamo parte della rete sinodale nazionale dei gruppi conciliari, che ha proposto varie sollecitazioni e che si trover\u00e0 ad Assisi nel febbraio 2025. L&#8217;argomento entrer\u00e0 inevitabilmente anche nella preparazione e nello svolgimento del nostro Congresso. <strong>Cosa vuol dire essere Pax Christi sinodale? Quali meccanismi dobbiamo contribuire a sbloccare? Quale Pax Christi in uscita sinodale?<\/strong> Shalom. S.P.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019immagine pi\u00f9 chiara ed efficace \u00e8 quella del cammino da fare insieme. Nel senso che il Sinodo sulla sinodalit\u00e0 \u00e8 finito ma in realt\u00e0 continua. Lo stesso Documento conclusivo approvato sabato scorso deve diventare strumento di vita vissuta coinvolgendo tutti, recita il testo, in un percorso condiviso di consultazione e discernimento. Significa che \u00absi continuer\u00e0 a lavorare a diversi livelli \u2013 spiega il vicepresidente della Cei monsignor Erio Castellucci arcivescovo di Modena-Nontantola, vescovo di Carpi e presidente del Comitato nazionale del Cammino sinodale \u2013. <strong>Il primo \u00e8 quello delle diocesi. <\/strong>Ci sono tanti spunti ed esperienze cristallizzati nel Documento finale, un testo che non \u00e8 nato semplicemente dal lavoro di qualche settimana, ma \u00e8 maturato in questi tre anni e che ora avendo annunciato il Papa che non ci sar\u00e0 alcuna esortazione apostolica, diventa il testo da consegnare alle Chiese locali. E poi c&#8217;\u00e8 il livello dei <strong>gruppi di studio<\/strong> che continuer\u00e0 a lavorare sui temi sinodali, alcuni molto impegnativi per l&#8217;intera Chiesa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I commenti si sono concentrati soprattutto sulle donne.&nbsp; <\/strong>Il tema delle donne diacono \u00e8 importante, ma potr\u00e0 riguardare eventualmente solo una piccolissima minoranza, invece quello delle donne in quanto tali, riguarda tutti e tutte. Il Papa ci sta dando degli esempi mettendo presenze femminile in ruoli di governo nella Chiesa. Bisogner\u00e0 superare diverse <strong>mentalit\u00e0 un po\u2019 arroccate<\/strong> e aprire le diocesi, le parrocchie, a questa prospettiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La parola chiave emersa al termine dei lavori \u00e8 armonia, armonia delle differenze.&nbsp; <\/strong>S\u00ec, \u00e8 stata usata l&#8217;immagine molto cara ai cristiani d&#8217;Oriente della Chiesa come sinfonia, del Sinodo come armonia, per indicare che la Chiesa non \u00e8 n\u00e9 una uniformit\u00e0, un solo tono, un solo strumento, un solo spartito e neanche un\u2019anarchia ma vi si trova una confluenza delle diversit\u00e0 cos\u00ec come l&#8217;inverso. Cio\u00e8 il fatto che, come a<strong> Pentecoste,<\/strong> una sola lingua pu\u00f2 venire udita nelle lingue di tutti. Bisogna cercare di individuare quelle diversit\u00e0 che non possono essere accolte, perch\u00e9 creano solamente divisione, ma soprattutto quelle, e sono molte, che creano ricchezza e quindi vanno recepite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Al Sinodo si \u00e8 parlato anche della necessit\u00e0 di superare certe rigidit\u00e0 che caratterizzano la vita della Chiesa. C\u2019\u00e8, a suo modo di vedere, uno scollamento tra vertici e base?&nbsp; Credo che oggi lo scollamento sia non tanto verticale, con i vertici da una parte e dall&#8217;altra il popolo santo, ma trasversale, <\/strong>con delle guide, peraltro non tante, che si sono arroccate su posizioni nostalgiche, indietriste, dice papa Francesco, allergiche e anche pesantemente critiche nei confronti di qualsiasi cambiamento. Una posizione che per\u00f2 non \u00e8 esclusiva di alcuni <strong>vescovi <\/strong>o<strong> preti<\/strong> ma trova posto abbondantemente <strong>anche nella gente semplice<\/strong>, che non riesce a distinguere tra le proposte di vera tradizione di Chiesa e quelle di stampo tradizionalistico, che invece impediscono qualsiasi cambiamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La sfida riguarda sia pastori che laici, insomma. Non a caso Sinodo vuol dire camminare insieme.&nbsp; <\/strong>Alcuni<strong> meccanismi da sbloccare<\/strong> sono stati individuati sia nel Sinodo generale che nel Cammino italiano e riguardano la prospettiva di una missione pi\u00f9 snella. A grande voce tutte le persone che hanno partecipato al primo anno della proposta sinodale hanno chiesto <strong>una<em> formazione<\/em> pi\u00f9 adatta a tutti, cio\u00e8 non per alcuni specialisti ma che passi attraverso esperienze fatte insieme, con creativit\u00e0, momenti di servizio, testimonianze. Un\u2019iniziazione cristiana ripensata in modo meno scolastico e pi\u00f9 esperienziale. Un secondo nucleo, secondo me, da sbloccare \u00e8 quello della<em> partecipazione<\/em> ai processi decisionali nella Chiesa.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una svolta importante.&nbsp; <\/strong>Attualmente, tutti gli organismi di partecipazione sono consultivi, cio\u00e8 si danno dei consigli ma poi chi deve decidere, i parroci, i vescovi, \u00e8 libero di farlo autonomamente. Su questo tema il Sinodo ha messo a punto dei percorsi, c&#8217;\u00e8 una Commissione per questo, di maturazione. Nel senso che <strong>l\u2019aspetto consultivo e quello a deliberativo si devono intrecciare<\/strong>. E questo comporter\u00e0 anche il coinvolgimento delle donne, che sono parte del mondo laicale, anzi la maggior parte. Un passaggio molto pi\u00f9 importante di quello che sembra, perch\u00e9 metter\u00e0 a disposizione la sensibilit\u00e0 e l&#8217;intelligenza femminile delle decisioni della Chiesa che oggi spesso appaiono molto maschili e poco integrate nella vita comunitaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un altro aspetto riguarda molto il nostro Paese. <\/strong>S\u00ec, il problema della <strong>gestione delle strutture<\/strong>, che riguarda le Chiese di antica cristianit\u00e0 o di post-cristianit\u00e0. Abbiamo strutture materiali, pastorali, mentali, burocratiche che sono ritagliate sui tempi della cristianit\u00e0 quando, probabilmente in modo pi\u00f9 ipotetico che reale, c&#8217;era una buona saldatura tra la Chiesa e la societ\u00e0, sia dal punto di vista culturale che operativo. Adesso quel legame non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Per\u00f2 ci restano le strutture, comprese quelle materiali che ci stanno crollando addosso. E che oltretutto agiscono da fumo negli occhi, perch\u00e9 danno l\u2019idea che la Chiesa sia molto ricca mentre invece spesso rappresentano solo costi, di manutenzione e di restauro senza portare benefici pastorali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A proposito delle Chiese in Italia siamo alla vigilia di un appuntamento importante, quello della prima Assemblea sinodale, che si svolger\u00e0 dal 15 al 17 novembre in San Paolo fuori le Mura, a Roma.&nbsp; <\/strong>S\u00ec, per noi \u00e8 questa la fase finale del Cammino sinodale, che poi sar\u00e0, speriamo, la fase iniziale di un rinnovamento. Raccogliamo i frutti di questi anni, vissuti sempre in contatto, anzi il primo proprio in osmosi con il Sinodo generale. Li raccogliamo attorno ad alcuni elementi specifici per l&#8217;Italia che sono in gran parte condivisi. Il fatto che il Papa abbia deciso di non scrivere un&#8217;Esortazione apostolica consegnando alle diocesi il Documento approvato sabato ci facilita molto, perch\u00e9 ci d\u00e0 gi\u00e0 dei punti di riferimento fermi. Poi noi dovremmo procedere anche considerando le peculiarit\u00e0 dell&#8217;Italia. Per esempio dovremmo tenere conto che da noi il 95% della formazione attualmente riguarda i bambini e i ragazzi, cio\u00e8 <strong>l&#8217;iniziazione cristiana <\/strong>in preparazione ai sacramenti, per\u00f2 aprendoci al discorso degli adulti, dei giovani. Un altro tema, quello dei<strong> ministeri femminili e maschili<\/strong>, in Italia \u00e8 abbastanza consolidato, ma anche a rischio clericalismo; quindi, dovremmo vedere come collocarlo dentro un orizzonte missionario che non sia solo al servizio di una conservazione che vorremmo superare ma di un<strong>a Chiesa pi\u00f9 estroversa, pi\u00f9 in uscita, come dice il Papa. <\/strong>Inoltre, ripeto, la questione delle strutture, abbastanza specifico per noi, intrecciando la legislazione concordataria con quella italiana che assegna al responsabile pastorale della Comunit\u00e0, il parroco, anche la responsabilit\u00e0 legale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tornando ai calendari, dopo quella del 15-l 17 novembre, dal 31 marzo al 4 aprile si terr\u00e0 la Seconda assemblea sinodale.&nbsp; <\/strong>A novembre si partir\u00e0 dai i Lineamenti che sono gi\u00e0 stati distribuiti e che inquadrano i temi che dovranno essere trasformati durante l&#8217;Assemblea in uno strumento di lavoro consegnato alle diocesi, che avranno tre mesi per integrarlo con osservazioni e proposte. Nell\u2019Assemblea di fine marzo e inizio aprile verranno discusse e votate le proposizioni cui i vescovi daranno forma definitiva nell&#8217;Assemblea generale di maggio, cos\u00ec da diventare orientative e normative per le Chiese italiane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ma se lei dovesse riassumere il bello del Sinodo appena concluso, il segno da cui si \u00e8 sentito maggiormente arricchito? <\/strong>Direi il contatto quotidiano per un mese con uomini e donne, vescovi, laici, pap\u00e0, mamme, religiosi, religiose di tutto il mondo, la possibilit\u00e0 di ascoltare la testimonianza di Chiese tra loro diversissime, realizzando l\u2019immagine di una sinfonia, fatta di note, strumenti, voci, spartiti che apparentemente non sono legati. Chiese in situazioni di guerra, Chiese di territori dove i cattolici sono un&#8217;infima minoranza, dove i credenti non possono esprimere la loro fede. Eppure il concerto, la sinfonia, era segnato dalla gioia di essere cristiani, dalla bellezza del credere, dalla possibilit\u00e0 di vivere la carit\u00e0 verso i fratelli e le sorelle, anche quelli di altre fedi o di nessuna religione. Dove da noi spesso prevale la noia o la nostalgia, l\u00e0 si vive <strong>la gioia di essere lievito, piccole comunit\u00e0 ma creative<\/strong>. (Avvenire 29.10.2024)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care amiche e cari amici, il sinodo continua. Invito a leggere il lungo Documento conclusivo che trovate facilmente in rete (di cui giorni fa vi ho riassunto i temi) e questa intervista a mons. Castellucci che coinvolge anche noi di Pax Christi, che facciamo parte della rete sinodale nazionale dei gruppi conciliari, che ha proposto varie sollecitazioni e che si trover\u00e0 ad Assisi nel febbraio 2025. L&#8217;argomento entrer\u00e0 inevitabilmente anche nella preparazione e nello svolgimento del nostro Congresso. 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