{"id":27087,"date":"2024-07-29T05:36:22","date_gmt":"2024-07-29T05:36:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=27087"},"modified":"2024-07-29T05:36:31","modified_gmt":"2024-07-29T05:36:31","slug":"il-coraggio-di-fare-giustizia-e-pace-una-tregua-olimpica-per-far-vincere-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=27087","title":{"rendered":"Il coraggio di fare giustizia e pace, una tregua olimpica per far vincere la pace"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il 7 luglio a Trieste, durante la Settimana sociale dei cattolici, il papa affronta il tema della democrazia radicandola nell\u2019impegno per la pace e la giustizia richiamandosi alla testimonianza di Aldo Moro e di Giorgio La Pira (ne riportiamo una sintesi). Negli ultimi giorni propone una tregua olimpica che associazioni e istituzioni dovrebbero assumere come impegno in un momento cos\u00ec tragico e triste. (s.p.)<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La democrazia ha un cuore ferito<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo immaginare la crisi della democrazia come un cuore ferito. Ci\u00f2 che limita la partecipazione \u00e8 sotto i nostri occhi. Se la costruzione e l\u2019intelligenza mostrano un cuore \u201cinfartuato\u201d, devono preoccupare anche le diverse forme di esclusione sociale. Ogni volta che qualcuno \u00e8 emarginato, tutto il corpo sociale soffre. La cultura dello scarto disegna una citt\u00e0 dove non c\u2019\u00e8 posto per i poveri, i nascituri, le persone fragili, i malati, i bambini, le donne, i giovani, i vecchi. Questo \u00e8 la cultura dello scarto. Il potere diventa autoreferenziale \u2013 \u00e8 una malattia brutta questa \u2013, incapace di ascolto e di servizio alle persone. Aldo Moro ricordava che \u00abuno Stato non \u00e8 veramente democratico se non \u00e8 al servizio dell\u2019uomo, se non ha come fine supremo la dignit\u00e0, la libert\u00e0, l\u2019autonomia della persona umana, se non \u00e8 rispettoso di quelle formazioni sociali nelle quali la persona umana liberamente si svolge e nelle quali essa integra la propria personalit\u00e0\u00bb. La parola stessa \u201cdemocrazia\u201d non coincide semplicemente con il voto del popolo; nel frattempo a me preoccupa il numero ridotto della gente che \u00e8 andata a votare. Cosa significa quello? Non \u00e8 il voto del popolo solamente, ma esige che si creino le condizioni perch\u00e9 tutti si possano esprimere e possano partecipare. E la partecipazione non si improvvisa: si impara da ragazzi, da giovani, e va \u201callenata\u201d, anche al senso critico rispetto alle tentazioni ideologiche e populistiche\u2026 Ogni persona ha un valore; ogni persona \u00e8 importante. La democrazia richiede sempre il passaggio dal parteggiare al partecipare, dal \u201cfare il tifo\u201d al dialogare\u2026Tutti devono sentirsi parte di un progetto di comunit\u00e0; nessuno deve sentirsi inutile. \u2026 L\u2019indifferenza \u00e8 un cancro della democrazia, un non partecipare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Risanare la democrazia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda riflessione \u00e8 un incoraggiamento a partecipare, affinch\u00e9 la democrazia assomigli a un cuore risanato. \u00c8 questo: a me piace pensare che nella vita sociale \u00e8 necessario tanto risanare i cuori, risanare i cuori. Un cuore risanato. E per questo occorre esercitare la creativit\u00e0. Se ci guardiamo attorno, vediamo tanti segni dell\u2019azione dello Spirito Santo nella vita delle famiglie e delle comunit\u00e0. Persino nei campi dell\u2019economia, della ideologia, della politica, della societ\u00e0. Pensiamo a chi ha fatto spazio all\u2019interno di un\u2019attivit\u00e0 economica a persone con disabilit\u00e0; ai lavoratori che hanno rinunciato a un loro diritto per impedire il licenziamento di altri; alle comunit\u00e0 energetiche rinnovabili che promuovono l\u2019ecologia integrale, facendosi carico anche delle famiglie in povert\u00e0 energetica; agli amministratori che favoriscono la natalit\u00e0, il lavoro, la scuola, i servizi educativi, le case accessibili, la mobilit\u00e0 per tutti, l\u2019integrazione dei migranti. Tutte queste cose non entrano in una politica senza partecipazione\u2026<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sognare il futuro<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fraternit\u00e0 fa fiorire i rapporti sociali; e d\u2019altra parte il prendersi cura gli uni degli altri richiede il coraggio di pensarsi come popolo. Ci vuole coraggio per pensarsi come popolo e non come io o il mio clan, la mia famiglia, i miei amici. Purtroppo questa categoria \u2013 \u201cpopolo\u201d \u2013 spesso \u00e8 male interpretata e, \u00abpotrebbe portare a eliminare la parola stessa \u201cdemocrazia\u201d (\u201cgoverno del popolo\u201d). Ci\u00f2 nonostante, per affermare che la societ\u00e0 \u00e8 di pi\u00f9 della mera somma degli individui, \u00e8 necessario il termine \u201cpopolo\u201d\u00bb, che non \u00e8 populismo. No, \u00e8 un\u2019altra cosa: il popolo. In effetti, \u00ab\u00e8 molto difficile progettare qualcosa di grande a lungo termine se non si ottiene che diventi un sogno collettivo\u00bb. Una democrazia dal cuore risanato continua a coltivare sogni per il futuro, mette in gioco, chiama al coinvolgimento personale e comunitario. Sognare il futuro. Non avere paura. Non lasciamoci ingannare dalle soluzioni facili. Appassioniamoci invece al bene comune. Ci spetta il compito di non manipolare la parola democrazia n\u00e9 di deformarla con titoli vuoti di contenuto, capaci di giustificare qualsiasi azione. La democrazia non \u00e8 una scatola vuota, ma \u00e8 legata ai valori della persona, della fraternit\u00e0 e anche dell\u2019ecologia integrale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Essere voce che denuncia e che propone<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come cattolici, in questo orizzonte, non possiamo accontentarci di una fede marginale, o privata. Ci\u00f2 significa non tanto di essere ascoltati, ma soprattutto avere il coraggio di fare proposte di giustizia e di pace nel dibattito pubblico. Abbiamo qualcosa da dire, ma non per difendere privilegi. No. Dobbiamo essere voce, voce che denuncia e che propone in una societ\u00e0 spesso afona e dove troppi non hanno voce. Tanti, tanti non hanno voce. Tanti. Questo \u00e8 l\u2019amore politico, che non si accontenta di curare gli effetti ma cerca di affrontare le cause. Questo \u00e8 l\u2019amore politico. \u00c8 una forma di carit\u00e0 che permette alla politica di essere all\u2019altezza delle sue responsabilit\u00e0 e di uscire dalle polarizzazioni, queste polarizzazioni che immiseriscono e non aiutano a capire e affrontare le sfide. A questa carit\u00e0 politica \u00e8 chiamata tutta la comunit\u00e0 cristiana, nella distinzione dei ministeri e dei carismi. Formiamoci a questo amore, per metterlo in circolo in un mondo che \u00e8 a corto di passione civile. Dobbiamo riprendere la passione civile, questo, dei grandi politici che noi abbiamo conosciuto. Impariamo sempre pi\u00f9 e meglio a camminare insieme come popolo di Dio, per essere lievito di partecipazione in mezzo al popolo di cui facciamo parte. E questa \u00e8 una cosa importante nel nostro agire politico, anche dei pastori nostri: conoscere il popolo, avvicinarsi al popolo\u2026<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le citt\u00e0 organizzano la speranza<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giorgio La Pira aveva pensato al protagonismo delle citt\u00e0, che non hanno il potere di fare le guerre ma che ad esse pagano il prezzo pi\u00f9 alto. Cos\u00ec immaginava un sistema di \u201cponti\u201d tra le citt\u00e0 del mondo per creare occasioni di unit\u00e0 e di dialogo. Sull\u2019esempio di La Pira, non manchi al laicato cattolico italiano questa capacit\u00e0 \u201corganizzare la speranza\u201d. Questo \u00e8 un compito vostro, di organizzare. Organizzare anche la pace e i progetti di buona politica che possono nascere dal basso. Perch\u00e9 non rilanciare, sostenere e moltiplicare gli sforzi per una formazione sociale e politica che parta dai giovani? Perch\u00e9 non condividere la ricchezza dell\u2019insegnamento sociale della Chiesa? Possiamo prevedere luoghi di confronto e di dialogo e favorire sinergie per il bene comune. Se il processo sinodale ci ha allenati al discernimento comunitario, l\u2019orizzonte del Giubileo ci veda attivi, pellegrini di speranza, per l\u2019Italia di domani. Da discepoli del Risorto, non smettiamo mai di alimentare la fiducia, certi che il tempo \u00e8 superiore allo spazio. Non dimentichiamo questo\u2026Questo \u00e8 il ruolo della Chiesa: coinvolgere nella speranza, perch\u00e9 senza di essa si amministra il presente ma non si costruisce il futuro. Senza speranza, saremmo amministratori, equilibristi del presente e non profeti e costruttori del futuro\u2026.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una tregua olimpica per la vittoria della pace<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I Giochi Olimpici sono, per loro natura, portatori di pace e non di guerra. \u00c8 con questo spirito che l\u2019Antichit\u00e0 stabil\u00ec saggiamente una tregua durante i Giochi e che l\u2019epoca moderna tenta regolarmente di riprendere questa felice tradizione. In questo periodo travagliato in cui la pace nel mondo \u00e8 seriamente minacciata, auspico vivamente che tutti abbiano a cuore di rispettare questa tregua nella speranza di una risoluzione dei conflitti e di un ritorno alla concordia. Che Dio abbia piet\u00e0 di noi! Illumini le coscienze di coloro che detengono il potere sulle gravi responsabilit\u00e0 che incombono su di loro, conceda agli operatori di pace il successo nei loro sforzi e li benedica\u201d. \u2026Auspico che questo evento possa essere segno del mondo inclusivo che vogliamo costruire e che gli atleti, con la loro testimonianza sportiva, siano messaggeri di pace e validi modelli per i giovani. In particolare, secondo l\u2019antica tradizione, le Olimpiadi siano occasione per stabilire una tregua nelle guerre, dimostrando una sincera volont\u00e0 di pace\u2026Non dimentichiamo mai che la guerra \u00e8 una sconfitta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 7 luglio a Trieste, durante la Settimana sociale dei cattolici, il papa affronta il tema della democrazia radicandola nell\u2019impegno per la pace e la giustizia richiamandosi alla testimonianza di Aldo Moro e di Giorgio La Pira (ne riportiamo una sintesi). 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