{"id":26135,"date":"2024-06-20T16:03:34","date_gmt":"2024-06-20T16:03:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=26135"},"modified":"2024-06-20T18:36:53","modified_gmt":"2024-06-20T18:36:53","slug":"pellegriviaggio-in-palestina-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=26135","title":{"rendered":"PellegriViaggio in Palestina\/2"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Aida Camp<\/strong>. di Rosetta Placido. Partiamo da Betlemme per andare all\u2019Aida Camp, un campo di rifugiati. Il taxi ci lascia accanto al muro che separa Israele dalla Cisgiordania incuneandosi nei territori occupati. Davanti a noi un imponente arco-porta a forma di serratura sormontata da una gigantesca chiave, simbolo della Nakba, per i palestinesi la catastrofe, per gli ebrei la creazione dello stato di Israele.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci accoglie il Direttore del Centro giovanile, un uomo di mezza et\u00e0, ha speso la sua vita nella resistenza nonviolenta e ci dice: &#8211; Ciascuno ha le chiavi della casa dove abitava, perch\u00e9 vogliamo ricordare e abbiamo Diritto al ritorno secondo l\u2019Onu. All\u2019inizio noi rifugiati non volevamo la costruzione di case in cemento perch\u00e9 avrebbe reso permanente il campo, ma l\u2019Unrwa organizzava il campo e gli Usa costruivano le case. Proveniamo da 27 villaggi dell\u2019area sud di Gerusalemme. Per l\u2019Onu sono rifugiati tutti quelli che provengono dai villaggi distrutti e i loro discendenti, per Israele e gli Usa solo quelli nati nei villaggi, chi \u00e8 nato nel campo non dovrebbero essere considerato rifugiato.Lungo il muro che divide il campo dai terreni di ulivi \u00e8 dipinta una fila di uomini, rappresentano i detenuti politici nelle carceri israeliane dal 1993. Attualmente sono in carcere 10.000 palestinesi. Pi\u00f9 di 33.000 persone hanno trascorso oltre 40 anni in carcere. Il direttore \u00e8 stato arrestato da Israele anche se risiede in area A, quindi sotto il controllo dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese per due post su facebook. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul tetto di un edificio, dove ci conduce, scorgiamo i serbatoi in plastica per conservare l\u2019acqua che viene erogata in maniera intermittente, ci dice: <em>\u201c Sulle case dei palestinesi ci sono i serbatoi, su quelle degli israeliani no\u201d<\/em>. In lontananza sulle colline si estende un insediamento israeliano, in basso serpeggia il muro attorno al campo profughi, creando separazione dagli uliveti. Per andare a raccogliere le olive devono avere un permesso speciale della durata di 3 mesi, rinnovabile non automaticamente. Ci addentriamo nelle strette stradine tra gli edifici che crescono in altezza per adeguarsi ad accogliere le famiglie dei figli e dei nipoti. Lungo un muro un murale racconta la vita anteriore al 1948 liberi di coltivare gli ulivi, la vita all\u2019aperto in un piccolo paese poi giungono i militari ed arriva la perdita, la distruzione, l\u2019allontanamento dalle proprie case. In un altro angolo una scritta <strong>\u201cwe will return\u201d<\/strong> (noi torneremo), l\u2019elenco di nomi dei villaggi di provenienza dei rifugiati accanto ad una cartina della Palestina prima del 1948 dipinta con i colori della bandiera palestinese. Una giovane donna che cammina saluta la nostra guida, si ferma ci spiega che suo marito \u00e8 in un carcere israeliano da molti mesi, non pu\u00f2 visitarlo o ricevere notizie. La nostra guida le fa coraggio con la tristezza nello sguardo e nel cuore perch\u00e9 conosce le condizioni del trattamento carcerario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 avanti una piccola vetrina di oggetti di artigianato attira la nostra attenzione, entriamo orecchini, portachiavi, ciondoli, immagini su tavolette d\u2019olivo da appendere ecc., il ragazzo addetto alle vendite, ci spiega che sono realizzati con i resti dei lacrimogeni, bombe, granate lanciati nel campo dai militari, ci mostra un cilindro metallico, resto di un proiettile con la scritta MADE IN USA.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-18-ore-10.04.57_fc984f9d-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26138\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-18-ore-10.04.57_fc984f9d-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-18-ore-10.04.57_fc984f9d-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-18-ore-10.04.57_fc984f9d-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-18-ore-10.04.57_fc984f9d.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte entriamo nel Centro giovanile Aida Camp. Uno spazio per molte attivit\u00e0: musica, aiuto allo studio, cinema, esercitazioni per coltivare buoni rapporti con il vicinato, organizzazione di escursioni e corsi di nuoto, festival di fine anno, banchetti, ecc.Un centro vivace in cui si cerca di reagire creativamente e pacificamente alle tante limitazioni. Un filmato ci mostra un treno di legno e cartone realizzato a grandezza naturale con cui i giovani hanno tentato di percorrere le vie fuori dal campo, i militari lo hanno fermato. La tristezza dello sguardo abbandona la nostra guida quando ci mostra i filmati e le foto delle attivit\u00e0 realizzate, attimi, cerchiamo di dare qualche parola di speranza ma non \u00e8 facile, solo un grande miracolo potr\u00e0 restituire una vita libera, dignitosa alla sua gente. <strong>Uscendo dall\u2019Aida Camp la sensazione \u00e8 quella di uscire da un ghetto, incredibile che chi ha vissuto discriminazione e confinamento infligge ad altri lo stesso trattamento. Assurdo<\/strong>. L\u2019Aida Camp all\u2019inizio era un campo messo a disposizione dalla signora Aida per le tende dei palestinesi scacciati. L\u2019Unrwa (Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi) ha organizzato nel 1950, nel territorio della Giordania, come in altri luoghi, questo campo per 1200 rifugiati provenienti dai villaggi rasi al suolo nel 1948 dal nascente stato israeliano. Nel 1967, dopo la guerra dei sei giorni, il campo si viene a trovare in Cisgiordania, territorio occupato da Israele.In seguito agli accordi di Oslo, 1993, il campo si ritrova in zona A, sotto il controllo dell\u2019autorit\u00e0 palestinese, mentre parte della sua periferia, come la strada principale che costeggia la Barriera, cadde sotto il controllo israeliano (Area C). Nel sito dell\u2019Unrwa si legge: <em>\u201c Il campo si trova tra i comuni di Betlemme, Beit Jala e Gerusalemme. \u00c8 parzialmente circondato dalla barriera della Cisgiordania ed \u00e8 vicino a Har Homa e Gilo, due grandi insediamenti israeliani illegali secondo il diritto internazionale. Questi fattori, insieme alla costante presenza militare e alla vicinanza dei campi al posto di blocco principale tra Gerusalemme e Betlemme, hanno reso il campo vulnerabile a una serie di preoccupazioni di protezione. Questi includono incursioni regolari da parte dell&#8217;esercito israeliano, scontri che coinvolgono i residenti del campo, molti dei quali sono bambini, e un numero crescente di feriti a causa dell&#8217;eccessiva forza da parte dell&#8217;esercito israeliano.Dopo gli accordi di Oslo, la maggior parte del campo di Aida cadde sotto il controllo palestinese (Area A), mentre parte della sua periferia (come la strada principale che corre lungo la Barriera) cadde sotto il controllo israeliano (Area C). Come risultato della Barriera e del suo regime associato, i residenti hanno ora un accesso limitato alle opportunit\u00e0 di lavoro in Israele e Gerusalemme Est. \u201d<\/em> Il campo di Aida copre una piccola area di 0,071 km 2 che \u00e8 insufficiente per ospitare la crescente popolazione che \u00e8 diventata di 7.100 persone. In Cisgiordania esistono 871.000 rifugiati registrati che vivono in parte in 19 campi profughi. La maggior parte degli altri vive in citt\u00e0 e villaggi della Cisgiordania.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"721\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Screenshot_2024-06-11-18-10-03-258-edit_com.facebook.katana-2-1024x721.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26004\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Screenshot_2024-06-11-18-10-03-258-edit_com.facebook.katana-2-1024x721.jpg 1024w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Screenshot_2024-06-11-18-10-03-258-edit_com.facebook.katana-2-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Screenshot_2024-06-11-18-10-03-258-edit_com.facebook.katana-2-768x540.jpg 768w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Screenshot_2024-06-11-18-10-03-258-edit_com.facebook.katana-2.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-file\"><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Screenshot_2024-06-11-18-10-03-258-edit_com.facebook.katana-2.jpg\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download>Download<\/a><\/div>\n\n\n\n\n<form role=\"search\" method=\"get\" action=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/\" class=\"wp-block-search__button-outside wp-block-search__text-button wp-block-search\" ><label class=\"wp-block-search__label\" for=\"wp-block-search__input-1\" >Cerca<\/label><div class=\"wp-block-search__inside-wrapper\" ><input class=\"wp-block-search__input\" id=\"wp-block-search__input-1\" placeholder=\"\" value=\"\" type=\"search\" name=\"s\" required \/><button aria-label=\"Cerca\" class=\"wp-block-search__button wp-element-button\" type=\"submit\" >Cerca<\/button><\/div><\/form>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aida Camp. di Rosetta Placido. 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