{"id":25585,"date":"2024-05-21T11:40:18","date_gmt":"2024-05-21T11:40:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=25585"},"modified":"2024-05-22T11:22:21","modified_gmt":"2024-05-22T11:22:21","slug":"potreste-trovarvi-di-fronte-alle-ultime-opere-sopravvissute-degli-artisti-di-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=25585","title":{"rendered":"Potreste trovarvi di fronte alle ultime opere sopravvissute degli artisti di Gaza"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fonte: <a href=\"https:\/\/www.972mag.com\/gaza-artists-exhibition-war\">https:\/\/www.972mag.com\/gaza-artists-exhibition-war<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Articolo pubblicato originariamente su +972 Magazine e tradotto dall\u2019inglese dalla redazione di Bocche Scucite<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una mostra in Cisgiordania cerca di catturare e contrastare la cancellazione della vita e della cultura palestinese a Gaza, anche se i suoi artisti vengono uccisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una grande sala, un\u2019illuminazione fioca proietta lunghe ombre su un cumulo di macerie, mentre il ronzio incessante dei droni riecheggia tutt\u2019intorno. Questo \u00e8 il cupo benvenuto per i visitatori che entrano in una mostra attualmente in corso al Museo palestinese, nella citt\u00e0 di Birzeit, nella Cisgiordania occupata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cThis is Not an Exhibition\u201d, che durer\u00e0 fino ad agosto, presenta circa 300 opere di artisti gazawi. Camminare per la sala \u00e8 una specie di sovraccarico sensoriale, che trascina i visitatori tra stimoli visivi e uditivi. I dipinti si affollano l\u2019uno intorno all\u2019altro senza un ordine particolare sulle pareti scure color indaco del museo, evocando il caos della devastata scena artistica palestinese di Gaza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le opere, raccolte a partire da dicembre da gallerie, istituzioni e collezionisti di tutta la Palestina, sono una testimonianza della produzione culturale di Gaza nel suo momento pi\u00f9 buio. Alcuni degli artisti sono stati uccisi negli ultimi mesi dai bombardamenti di Israele. Alcuni sono riusciti a fuggire dalla Striscia assediata. La maggior parte di loro \u00e8 attualmente sfollata al suo interno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mostra \u00e8 un tentativo di catturare e contrastare quella che gli organizzatori descrivono come la \u201ccancellazione\u201d della vita e della cultura palestinese a Gaza. Questo include la distruzione delle due gallerie d\u2019arte contemporanea della Striscia: Eltiqa, nel centro di Gaza City, \u00e8 stata distrutta da un attacco aereo israeliano a dicembre, mentre Shababeek, che si trovava in un vecchio edificio vicino all\u2019ospedale Al-Shifa, \u00e8 stata ridotta in macerie quando l\u2019esercito israeliano ha posto l\u2019assedio al complesso ospedaliero e a gran parte dell\u2019area circostante a marzo. Agli artisti di entrambe le gallerie, quasi tutti sfollati a causa della guerra, \u00e8 stato concesso uno spazio nel Museo palestinese per esporre le loro opere.<br>\u201cL\u2019intera scena artistica, le sue persone, le sue produzioni e i suoi spazi sono stati profondamente colpiti dalla devastazione della guerra\u201d, ha lamentato Sharif Sarhan, direttore di Shababeek, che ha parlato con +972 da Parigi, dove si trovava prima dello scoppio della guerra e dove \u00e8 rimasto. La maggior parte delle opere d\u2019arte ancora presenti a Gaza \u00e8 stata distrutta o danneggiata dagli attacchi israeliani, oppure \u00e8 stata saccheggiata dai residenti alla disperata ricerca di materiali da bruciare. \u201cPotreste trovarvi di fronte alle ultime opere sopravvissute prodotte dagli artisti di Gaza\u201d, ha aggiunto Sarhan.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ci sar\u00e0 una prossima volta<br>L\u2019ultima opera d\u2019arte della mostra ad essere fuggita da Gaza \u00e8 stata procurata pochi giorni prima dell\u2019inizio della guerra. Il 3 ottobre, Chris Whitman, un operatore umanitario che vive a Kufr Aqab, alla periferia di Gerusalemme, ha lasciato la Striscia con un\u2019opera su cui aveva messo gli occhi da tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNell\u2019estate del 2021, mi sono imbattuto in un tesoro: la mia prima opera della talentuosa Heba Zagout\u201d, ricorda Whitman. Intitolato \u201cJenin\u201d, il dipinto raffigura un cactus sabr accanto a un gruppo di case al tramonto, che Zagout aveva completato all\u2019inizio di quell\u2019anno. \u201cRiesco ancora a sentire l\u2019emozione di quell\u2019incontro e la conversazione che abbiamo avuto sugli ostacoli da superare per portare a Gaza tele e colori di qualit\u00e0\u201d. Ad ogni successivo invio nella Striscia assediata, il legame di Whitman con l\u2019arte di Zagout si \u00e8 approfondito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le sue creazioni spicca un\u2019opera intitolata \u201cAsdood\u201d, il nome arabo di quella che oggi \u00e8 la citt\u00e0 israeliana di Ashdod. L\u2019opera ritrae diverse scene di vita della citt\u00e0 prima della Nakba del 1948, quando centinaia di famiglie palestinesi, tra cui quella di Zagout, furono espulse dalla zona. Il dipinto mescola le storie di Asdood che Zagout ha ascoltato dalla nonna con le sue visioni artistiche, dato che non ha mai potuto visitare la citt\u00e0. Su un lato, si vede la stessa Zagout camminare verso il mare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene il dipinto abbia attirato l\u2019attenzione di Whitman nel febbraio dello scorso anno, egli non poteva permetterselo. \u201cA giugno, Hiba mi ha gentilmente offerto uno sconto e ha tenuto il dipinto per me in previsione del mio ritorno a Gaza\u201d, ha spiegato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 3 ottobre, Whitman si \u00e8 recato alla scuola elementare dove insegnava Zagout ed \u00e8 riuscito a parlarle per 15 minuti durante una pausa tra le lezioni. Quando Zagout ha srotolato il quadro, Whitman se ne \u00e8 innamorato di nuovo e lo ha portato con s\u00e9 fuori da Gaza quel giorno. Non sono riusciti a scattarsi un selfie, ha detto Whitman, perch\u00e9 Zagout voleva tornare di corsa dai suoi studenti. \u201cHa detto: \u201cLa prossima volta\u201d, ma non ci sarebbe stata una prossima volta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quattro giorni dopo, Hamas ha attaccato il sud di Israele ed \u00e8 iniziato l\u2019assalto israeliano che ha devastato gran parte di Gaza e della sua comunit\u00e0 artistica. Il 13 ottobre, solo 10 giorni dopo aver visto Whitman, Zagout \u00e8 stata uccisa in un attacco aereo sulla sua casa nel campo profughi di Al-Bureij, nel centro di Gaza. Aveva 39 anni. Due dei suoi figli sono stati uccisi insieme a lei e la maggior parte dei suoi dipinti sono stati distrutti nella casa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Maysa, sorella di Zagout, ha raccontato a +972 che i due figli pi\u00f9 piccoli dell\u2019artista \u2013 Adam, 10 anni, e Mahmoud, 6 \u2013 sono stati estratti senza vita da sotto le macerie della loro casa. La stessa Zagout \u00e8 ancora l\u00ec: la testa e le mani sono state staccate dal corpo, ha spiegato Maysa, ma \u201cnon siamo ancora riusciti a estrarre l\u2019intero corpo da sotto le macerie per seppellirlo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un progetto vivente<br>Solo quattro dei dipinti di Zagout e il suo album di ritagli sono sopravvissuti all\u2019attacco aereo, anche se tutti sono stati danneggiati da macerie, polvere, schegge e macchie di sangue, ha spiegato Maysa. \u201cHiba ha vissuto ed \u00e8 morta ad Al-Bureij. Era una persona felice, nonostante la sua vita dura. Si riposava un po\u2019 dopo il lavoro a scuola, poi andava al suo banco di pittura e disegnava, quasi ogni giorno, prima di pubblicare le sue opere online per trovare un acquirente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I due dipinti che Whitman si procur\u00f2 per la sua casa, ciascuno raffigurante una diversa citt\u00e0 palestinese, sono le uniche testimonianze rimaste intatte della vita e del lavoro di Zagout. Ora sono appesi alla parete color indaco del Museo palestinese di Birzeit, insieme a decine di altre opere sopravvissute alla devastazione della scena artistica di Gaza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche altri cinque artisti, le cui opere sono esposte nella mostra, sono stati uccisi durante l\u2019assalto di Israele alla Striscia. Nonostante questo scenario di morte e rovina, la mostra rimane un progetto vivo. Il numero di opere esposte ha superato le 300, e presto ne arriveranno altre da varie istituzioni e collezionisti, anche senza che il museo abbia lanciato un appello. Alcuni di essi non sono datati perch\u00e9 i blackout delle comunicazioni hanno impedito ai curatori di contattare gli artisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cThis is Not an Exhibition\u201d serve quindi a ricordare il ruolo vitale dell\u2019arte nel preservare la memoria e testimoniare la storia. Nonostante sia stata limitata a poche decine di chilometri quadrati per quasi due decenni, la comunit\u00e0 artistica di Gaza \u2013 in particolare a Gaza City \u2013 \u00e8 stata straordinariamente prolifica. La mostra immortala questa eredit\u00e0 e potrebbe essere vista, almeno per quegli artisti che sopravvivono alla guerra, come un\u2019illuminazione del suo futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcune opere sono state create utilizzando materiali non convenzionali. Un dipinto a olio ritrae le macerie di una casa; a un\u2019analisi pi\u00f9 attenta, la tela \u2013 che pu\u00f2 essere difficile da reperire a Gaza \u2013 \u00e8 la stessa spessa tela bianca usata per i sudari funebri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019effetto della mostra sul visitatore \u00e8 coinvolgente e quasi vertiginoso. \u201cLascia un\u2019impressione duratura, confondendo i confini tra le diverse espressioni artistiche e invitando a un impegno pi\u00f9 profondo con le opere\u201d, ha dichiarato a +972 Magazine Suhad Awad, uno storico in visita al museo all\u2019inizio di maggio. \u201cMi fa sentire come se fossi a Gaza\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fonte: https:\/\/www.972mag.com\/gaza-artists-exhibition-war Articolo pubblicato originariamente su +972 Magazine e tradotto dall\u2019inglese dalla redazione di Bocche Scucite Una mostra in Cisgiordania cerca di catturare e contrastare la cancellazione della vita e della cultura palestinese a Gaza, anche se i suoi artisti vengono uccisi. In una grande sala, un\u2019illuminazione fioca proietta lunghe ombre su un cumulo di macerie, mentre il ronzio incessante dei droni riecheggia tutt\u2019intorno. 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