{"id":2521,"date":"2011-10-30T13:39:07","date_gmt":"2011-10-30T13:39:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=2521"},"modified":"2020-06-22T09:23:04","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:04","slug":"grazie-fratello-immigrato-nuovo-rapporto-caritas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=2521","title":{"rendered":"Grazie fratello immigrato! nuovo Rapporto Caritas"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/1_copy_24.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2525\" title=\"VLUU L100, M100  \/ Samsung L100, M100\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/1_copy_24-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/1_copy_24-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/1_copy_24-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/1_copy_24.jpg 980w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201cL\u2019Italia \u00e8 soggetta a un crescente processo di invecchiamento, rispetto al quale l\u2019immigrazione costituisce un rimedio che, seppure parziale, sar\u00e0 indispensabile anche negli anni a venire\u201d. Lo afferma il \u201cDossier Statistico Immigrazione\u201d di Caritas-Migrantes presentato ieri a Roma e giunto alla XXIma edizione. \u201cSenza gli immigrati, la situazione demografica sarebbe stata ancora peggiore e si sarebbe verificata una radicale diminuzione della popolazione e della forza lavoro. I minori figli di stranieri sfiorano il milione e aumentano ogni anno a un ritmo superiore a 100mila unit\u00e0 tra nati sul posto e figli ricongiunti\u201d.<\/p>\n<p>Un secondo contribuito indispensabile all\u2019Italia \u00e8 quello gli immigrati danno nell\u2019assistenza agli anziani. \u201cSi trova in condizione di non autosufficienza un sesto della persone tra i 70 e i 74 anni e il 45% degli ultraottantenni. Anche nel futuro \u2013 seppure con nuove problematicit\u00e0 \u2013 continuer\u00e0 il fruttuoso incontro tra immigrati che hanno bisogno di lavorare e famiglie che hanno bisogno di assistenza: un rapporto che andrebbe integrato nell\u2019offerta assistenziale istituzionale\u201d \u2013 sottolinea il dossier.<\/p>\n<p>A fine 2010, erano 4.570.317 gli stranieri presenti in Italia (per il 51,8% donne), cio\u00e8 il 7,5% della popolazione italiana (60,6 milioni). Nell\u2019ultimo anno l\u2019aumento, nonostante la crisi, \u00e8 stato di 335.258 unit\u00e0, al netto delle oltre 100mila cancellazioni dall\u2019anagrafe (di cui 33mila per trasferimento all\u2019estero e 74mila per irreperibilit\u00e0) e dei 66mila casi di acquisizione di cittadinanza.<\/p>\n<p>Ma \u2013 avvertono gli estensori del dossier \u2013 \u201cl\u2019Italia stenta a metabolizzare questo cambiamento strutturale in materia di immigrazione, senza la quale fin dagli anni novanta si sarebbe determinata la diminuzione della popolazione, degli occupati e del Pil\u201d. In altre parole, \u201cl\u2019Italia \u00e8 diventato strutturalmente un paese multiculturale perch\u00e9, anche a seguito delle esigenze demografiche e occupazionali, si sono insediate stabilmente collettivit\u00e0 provenienti da diverse parti del mondo. La dimensione \u201cplurale\u201d \u00e8 una constatazione di fatto\u201d.<\/p>\n<p>Riguardo alla domanda se, in un paese in cui lo sviluppo va a rilento e sono state perse centinaia di migliaia di posti di lavoro, l\u2019immigrazione possa essere ancora d\u2019aiuto, il dossier nota che non solo \u2013 come detto \u2013 \u201cla popolazione immigrata \u00e8 pi\u00f9 giovane (32 anni, 12 in meno degli italiani), incide positivamente sull\u2019equilibrio demografico con le nuove nascite (circa un sesto del totale) e sulle nuove forze lavorative\u201d ma \u2013 soprattutto \u2013 \u201c\u00e8 lontana dal pensionamento e versa annualmente oltre 7 miliardi di contributi previdenziali, assicura una maggiore flessibilit\u00e0 territoriale e anche la disponibilit\u00e0 a inserirsi in tutti i settori lavorativi\u201d. Non solo. Gli immigrati \u201ccreano autonomamente lavoro con i propri 228.540 piccoli imprenditori\u201d, tra l\u2019altro \u201csta pagando pi\u00f9 duramente la crisi in termini di disoccupazione mentre complessivamente rende pi\u00f9 di quanto costi alle casse dello Stato\u201d.<\/p>\n<p>Per questo \u201cgli immigrati in generale, e in particolare gli oltre 2 milioni di lavoratori, si attendono non solo di essere percepiti nella loro consistenza numerica ma anche di essere apprezzati per la positiva funzione esercitata, che va completata con pi\u00f9 ampi spazi di partecipazione\u201d.<\/p>\n<p>Per questo \u2013 sottolinea Caritas-Migrantes \u2013 \u201csuonano fuori posto e demagogici, sia in Europa che in Italia, i continui richiami alla \u201ctolleranza zero\u201d nei confronti degli immigrati\u201d. \u201cAggravando oltremodo le restrizioni nei loro confronti si arriverebbe anche a peggiorare la situazione delle carceri italiane, ritenute tra le pi\u00f9 sovraffollate d\u2019Europa con una capienza regolamentare di 44.569 posti e una tollerabile di 67.707, anche questa superata (68.000 detenuti a fine 2010, per il 36% stranieri)\u201d.<\/p>\n<p>Anche nei contestati e costosi Centri di identificazione ed espulsione sono ricorrenti le proteste e talvolta anche le azioni dimostrative, specialmente dopo che la durata del trattenimento \u00e8 stata aumentata a 180 giorni. Ma &#8211; notano gli autori \u2013 \u201cil massimo rigore non corrisponde alla pi\u00f9 grande efficacia e a tal fine andrebbero azionate anche altre leve: quella della collaborazione con i paesi di origine e quella dell\u2019integrazione sul posto\u201d.<\/p>\n<p>Nel presentare il rapporto il Direttore Caritas Italiana, mons. Vittorio Nozza ha sottolineato che se \u201cla presenza degli immigrati cresce velocemente, la sua conoscenza non \u00e8 ancora soddisfacente, permangono pregiudizi e contrariet\u00e0 ingiustificate, mentre questo \u00e8 il tempo in cui \u00e8 chiesto di essere pi\u00f9 convinti e impegnati nella promozione dell\u2019integrazione, per il bene nostro e di quello degli immigrati\u201d.<\/p>\n<p>Ed ha concluso con una garbata annotazione. \u201cNon hanno fondamento accuse di superficialit\u00e0, buonismo, travisamento dei fatti. L\u2019invito rivolto a tutti \u00e8 quello di confrontarsi con la concretezza dei dati e magari anche con l\u2019esperienza diretta del fenomeno dell\u2019immigrazione\u201d. I \u201csoliti astiosi\u201d sono avvisati. [GB]\n<p>Da Unimondo 30\/10\/2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019Italia \u00e8 soggetta a un crescente processo di invecchiamento, rispetto al quale l\u2019immigrazione costituisce un rimedio che, seppure parziale, sar\u00e0 indispensabile anche negli anni a venire\u201d. Lo afferma il \u201cDossier Statistico Immigrazione\u201d di Caritas-Migrantes presentato ieri a Roma e giunto alla XXIma edizione. \u201cSenza gli immigrati, la situazione demografica sarebbe stata ancora peggiore e si sarebbe verificata una radicale diminuzione della popolazione e della forza lavoro. I minori figli di stranieri sfiorano il milione e aumentano ogni anno a un ritmo superiore a 100mila unit\u00e0 tra nati sul posto e figli ricongiunti\u201d. 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