{"id":25004,"date":"2024-03-22T07:06:18","date_gmt":"2024-03-22T07:06:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=25004"},"modified":"2024-03-22T07:06:20","modified_gmt":"2024-03-22T07:06:20","slug":"autonomia-strategica-dellunione-europea-ce-il-riarmo-manca-il-disarmo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=25004","title":{"rendered":"Autonomia Strategica dell\u2019Unione Europea: c\u2019\u00e8 il Riarmo, manca il Disarmo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Marco Pezzoni<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si analizza la politica estera e di difesa dell\u2019Unione Europea, ci si \u00e8 per lungo tempo lamentati del fatto che non ci sia quasi mai una posizione comune tra gli Stati membri al punto che Washington non saprebbe quale numero di telefono chiamare. Immagine giornalisticamente efficace per denunciare la debolezza e le divisioni interne alla U.E. ma che rimane alla superficie del rapporto che esiste dal 1945 ad oggi tra le due sponde dell\u2019Atlantico: rapporto di altalenante ma continuata sudditanza alla superpotenza USA sia come Comunit\u00e0 Economica Europea durante la Guerra fredda sia successivamente alla caduta del Muro di Berlino come Comunit\u00e0 Europea e poi Unione Europea. Insomma <strong>a Washington quello che importa da sempre non \u00e8 tanto l\u2019unit\u00e0 politica degli Stati europei quanto la loro distanza da Mosca e la loro fedelt\u00e0 all\u2019Alleanza Atlantica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo il processo di integrazione europea \u00e8 andato faticosamente avanti a piccoli passi e occorre ammettere che \u00e8 stato un percorso problematico ma sostanzialmente positivo anche se ha seguito l\u2019approccio gradualista di Jean Monnet piuttosto che la visione federalista di Altiero Spinelli. L\u2019allargamento ai Paesi dell\u2019Est Europa dell\u2019Unione Europea ne ha ulteriormente accentuato il carattere intergovernativo, confederale pi\u00f9 che federale, strettamente legato all\u2019allargamento della Nato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019attuale guerra in Ucraina ha fatto il resto<\/strong>: gli spazi di relativa autonomia conquistati da alcuni Stati in varie direzioni velocemente azzerati. Pensiamo all\u2019Ostpolitik della Germania, alle aperture al mondo arabo e alla causa palestinese dell\u2019Italia, alla orgogliosa presunzione di grandezza della Francia, alla neutralit\u00e0 di Svezia e Finlandia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contemporaneamente in questi ultimi anni l\u2019Europa \u00e8 chiamata ad affrontare sfide globali lasciate latenti per troppo tempo: il cambiamento climatico, i limiti dello sviluppo, le migrazioni, il rapporto con le Potenze emergenti e con il Sud del mondo, la rivoluzione energetica e quella digitale. Soprattutto stanno cambiando gli equilibri geopolitici mondiali e <strong>l\u2019Unione Europea invece di<\/strong> <strong>caratterizzarsi come grande potenza civile interessata al multipolarismo e al nuovo ordine<\/strong> <strong>internazionale si sente richiamata ai propri doveri di vassallaggio dalla superpotenza statunitense tuttora concentrata sulle proprie ambizioni egemoniche<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 quello che purtroppo sta accadendo sia nell\u2019incapacit\u00e0 di opporsi alla continuazione della guerra in Ucraina sia nel prendere una posizione autonoma e coraggiosa nei confronti di Israele dichiarando ufficialmente di riconoscere lo Stato palestinese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La posta in gioco delle elezioni europee 2024<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo quadro si colloca la posta in gioco delle prossime elezioni europee del 6-9 giugno 2024 e una prospettiva di notevole rilevanza ma per ora poco approfondita dai media e dagli stessi partiti italiani. Per quanto riguarda la posta in gioco \u00e8 evidente <strong>il rischio di un cambio delle maggioranze<\/strong> <strong>alla guida delle Istituzioni europee<\/strong> <strong>con l\u2019ascesa della destra<\/strong> in Italia, Olanda, Svezia, Ungheria e con lo slittamento a destra degli elettorati in Francia e in Germania dove l\u2019estrema destra \u00e8 seconda nelle recenti elezioni in Baviera e Assia. Fanno ben sperare la tenuta elettorale in Spagna con la riconferma al governo di Gonzales e la sconfitta del PiS in Polonia con Tusk nuovo premier. Per quanto riguarda la prospettiva da prendere in seria considerazione e da approfondire anche a livello&nbsp; &nbsp;italiano \u00e8 <strong>la<\/strong> <strong>possibile Riforma dei Trattati fondativi dell\u2019Unione Europea<\/strong> perch\u00e9 si indirizzi nel senso di una maggiore integrazione politica e \u201cautonomia politica strategica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi ultimi mesi di vita <strong>il Parlamento Europeo ha elaborato una proposta organica di riforma<\/strong> <strong>dei Trattati<\/strong> che, se approvata anche dal Consiglio europeo, dovrebbe dare vita nel 2024 ad una Convenzione che coinvolger\u00e0 sulle principali riforme da attuare in Europa il futuro Parlamento Europeo insieme a Parlamenti nazionali, Comitati regionali e societ\u00e0 civile dei 27 Stati che fanno parte della U.E.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<strong>Il Rapporto dei 5 co-relatori<\/strong> sulla riforma complessiva da apportare ai Trattati della U.E. \u00e8 stato approvato dal Parlamento Europeo con una maggioranza trasversale appena sufficiente che potrebbe mutare con le elezioni del giugno 2024. Maggioranza composta da gran parte dei Gruppi parlamentari di PPE, Verdi, Liberali, Socialdemocratici, Sinistra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tra le proposte pi\u00f9 interessanti e innovative<\/strong> quello di superare il vincolo dell\u2019unanimit\u00e0 per passare al voto a maggioranza su quasi tutte le materie di competenza dell\u2019Unione Europea andando oltre il processo decisionale del Voto a Maggioranza Qualificata gi\u00e0 promosso nel 1997 dal Trattato di Amsterdam , quello di affidare al Parlamento Europeo pieno potere di iniziativa legislativa, quello di liberare la Commissione Europea da un condizionamento troppo forte da parte dei Governi nazionali rappresentati dentro il Consiglio europeo. C\u2019\u00e8 di pi\u00f9: mentre Liberali e Democratici europei di orientamento federalista insistono giustamente sull\u2019unione fiscale, posizione condivisa dai tecnocrati quali Draghi e Monti, mentre i Verdi e i Socialdemocratici propongono opportunamente di rafforzare le politiche ambientali ed energetiche comuni, <strong>la Sinistra \u00e8 riuscita ad inserire nel Rapporto l\u2019indicazione di assumere \u201cil<\/strong> <strong>pilastro sociale\u201d nel diritto primario europeo<\/strong>: se questa posizione verr\u00e0 inserita nella formulazione dei nuovi Trattati, accanto al mercato interno, che gi\u00e0 esiste, si svilupper\u00e0 una legislazione europea comune sulle politiche sociali, sul lavoro e i suoi diritti, attualmente in mano ai singoli Stati membri con la possibilit\u00e0 quindi di ridurre e contrastare gli indirizzi neoliberisti e la loro presa sulle nostre societ\u00e0. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Unione Europea senza autonomia in politica estera?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che manca a questa proposta, che pare al momento la pi\u00f9 avanzata possibile a livello europeo, \u00e8 purtroppo la politica estera comune, una politica estera coraggiosa che faccia dell\u2019Unione Europea un attore geopolitico internazionale attivo per la pace e il disarmo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Del resto la <strong>PESC<\/strong>, <strong>Politica Estera e di Sicurezza Comune<\/strong>, sin da quando \u00e8 stata istituita nel 1993 dal Trattato dell\u2019Unione Europea (TUE) \u00e8 sempre stata costretta entro due vincoli stringenti: il potere reale di decisione rimasto saldamente in mano ai singoli Governi nazionali che non hanno mai ceduto alle Istituzioni europee alcuna sovranit\u00e0 in materia di politica estera e di difesa; il quadro del sistema di alleanze internazionali mai sviluppato in senso paritario all\u2019interno dell\u2019Alleanza Atlantica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Ci sono stati piccoli passi che hanno istituito novit\u00e0 come quello nel 1999 dell\u2019Alto Rappresentante della PESC che \u00e8 anche Vicepresidente della Commissione Europea o come quello della istituzione con il Trattato di Lisbona del 2009 della <strong>Politica di Sicurezza e di Difesa Comune<\/strong> (<strong>PSDC)<\/strong> che in breve tempo da parte integrante della politica estera europea ne sta diventando la parte pi\u00f9 dinamica e predominante. Ad esempio l\u2019Alto Commissario Joseph Borrell presiede il Consiglio \u201cAffari Esteri\u201d ma sotto questa definizione la riunione pi\u00f9 importante \u00e8 quella dei Ministri della Difesa che rappresentano l\u2019organo decisionale della PSDC e formulano proposte in materia agli Stati membri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fatto <strong>la politica estera \u00e8 posta al traino della politica di difesa e la politica di difesa attuale e futura della U.E. \u00e8 posta al traino di una concezione improntata esclusivamente sulla militarizzazione della<\/strong> <strong>sicurezza,<\/strong> <strong>cio\u00e8 sull\u2019aumento delle spese militari e sull\u2019industria bellica europea, sulla Deterrenza nucleare e convenzionale estesa fino agli attuali confini della Russia e, attraverso la Nato globale, fino al contenimento sul fronte del Pacifico della Cina.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec l\u2019importante prospettiva dell\u2019<strong>autonomia strategica viene ridotta al rafforzamento delle<\/strong> <strong>politiche di sicurezza e di difesa<\/strong>, allo sviluppo di armamenti comuni e della cybersecurity, al potenziamento dell\u2019industria legata agli apparati militari, alla creazione di un futuro vero esercito europeo di cui adesso esiste solo una piccola Forza di Intervento Rapido.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma per dare una prospettiva unitaria al rilancio dell\u2019integrazione europea l\u2019unica strada da percorrere sembrerebbe quella di <strong>riprendere il cammino della CED<\/strong>, la Comunit\u00e0 Europea di Difesa, fallita negli anni \u201950 con l\u2019ipotesi delle sue sei divisioni poste sotto la direzione politica di un futuro Ministro della Difesa europeo e sempre in stretta collaborazione con la Nato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Non ci siamo!<\/strong> Non ci siamo proprio! Possibile che i partiti politici che agiscono in Europa, che i Governi dei 27 Paesi che fanno parte dell\u2019Unione Europea non si rendano conto della deriva pericolosa che sta prendendo la ripresa della corsa agli armamenti compresi quelli nucleari? Possibile che non si rendano conto che gli <strong>Accordi internazionali sui missili nucleari a corto e medio<\/strong> <strong>raggio, che riguardavano proprio la sicurezza dell\u2019Europa, sono saltati<\/strong> per volont\u00e0 sia degli Stati Uniti con Trump sia della Russia con Putin?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, <strong>l\u2019invasione dell\u2019Ucraina da parte della Russia \u00e8 una gravissima ferita aperta e rischia di causare<\/strong> <strong>la morte di una reale autonomia strategica dell\u2019Unione Europea schiacciata com\u2019\u00e8 sulle<\/strong> <strong>posizioni iperatlantiste della NATO<\/strong>. Se si vuole lavorare con il Parlamento Europeo si prendano contatti con i 5 co-relatori della proposta di riforma dei Trattati, tra i pi\u00f9 sensibili sui temi dei principi costituzionali: Guy Verhofstadt (Renew), Sven Simon (PPE), Gabriele Bischoff (S&amp;D), Daniel Freund ( Verdi), Helmut Scholtz (GUE\/NGL).&nbsp; Mentre tra loro prevale un sincero interesse a rafforzare l\u2019integrazione europea e a contenere le spinte nazionalistiche, non c\u2019\u00e8 altrettanta sensibilit\u00e0 verso le posizioni pacifiste. Voce abbastanza isolata quella di Helmut Scholz, europarlamentare tedesco del gruppo La Sinistra e del Consiglio direttivo del Gruppo Spinelli, che afferma: \u201cL\u2019Europa \u00e8 un progetto di Sinistra! L\u2019invasione dell\u2019Ucraina da parte di Putin ci ha fatto arretrare di decenni. Pi\u00f9 difficile di prima costruire un\u2019alternativa di pace e per la pace\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Finalizzare l\u2019autonomia strategica a pace e disarmo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No! Non bisogna arretrare. Bisogna reagire, riprendere il filo di un\u2019idea avanzata di Europa, non pi\u00f9 prigioniera della logica di blocco politico-militare: altrimenti che autonomia strategica \u00e8?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo sarebbe opportuno assumere le seguenti iniziative per tentare di cambiare il corso degli avvenimenti assegnando alla politica estera dell\u2019Unione Europea uno respiro e uno spessore strategico autonomo e multilaterale, relativizzandone la dipendenza dalle logiche NATO:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Aprire un confronto sia a livello di Parlamento europeo sia ai vari livelli nazionali perch\u00e9 la possibile riforma dei Trattati Istitutivi dell\u2019Unione Europea ricomprenda un\u2019idea e una prospettiva pi\u00f9 ampia e nobile di autonomia strategica: per essere in grado di affrontare i profondi cambiamenti geopolitici in corso e preparare in modo adeguato i prossimi otto &nbsp;allargamenti, tra cui quello dell\u2019ingresso dell\u2019Ucraina, &nbsp;<strong>la pace e il disarmo devono essere<\/strong> <strong>adottati e inseriti nei Trattati come obiettivi strategici irrinunciabili<\/strong> secondo il principio \u201cSe vuoi la pace, prepara la pace\u201d.<\/li>\n\n\n\n<li>Sostenere lo strumento della <strong>Convenzione<\/strong> <strong>come metodo democratico<\/strong> per coinvolgere nella discussione e decisione sul futuro dell\u2019Unione Europea il maggior numero di cittadini e di organizzazioni e associazioni come gi\u00e0 proposto dalla CoFoE, Conferenza sul Futuro dell\u2019Europa, compresa l\u2019idea di istituire come strumento di partecipazione il Referendum europeo.<\/li>\n\n\n\n<li>Non delegare alla NATO il problema irrisolto della sicurezza nazionale ed europea. In particolare \u00e8 <strong>indispensabile un\u2019autonoma iniziativa della U.E. sul tema del riarmo nucleare e<\/strong> <strong>convenzionale in atto sul territorio europeo<\/strong> ormai privo da anni della garanzia degli Accordi sul reciproco controllo in materia di missili a corto e medio raggio stipulati da Stati Uniti e Russia e oggi cancellati. Questi negoziati, attivati anche su proposta europea, potrebbero aiutare nel portare ad una soluzione politica la guerra in Ucraina ed essere inseriti in un quadro pi\u00f9 ampio come quello di una <strong>riedizione della Conferenza di Helsinki<\/strong>, <strong>dunque comprendendo la Russia, per definire le condizioni di un Patto condiviso di sicurezza e pace dall\u2019Atlantico al Pacifico<\/strong>.<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;Esiste un mondo fuori dall\u2019Europa con decine di Stati che hanno aderito e ratificato il <strong>TPNW<\/strong>, <strong>Trattato multilaterale per la proibizione delle armi nucleari<\/strong> promosso da una Conferenza internazionale dell\u2019ONU nel 2017 ed entrato in vigore il 22 gennaio 2021 con la ratifica dei primi 50 Stati. Non \u00e8 possibile che l\u2019U.E. non guardi con favore a questa scelta che \u00e8 dalla parte del disarmo e della pace e che preferisce destinare risorse alla lotta alla fame, alla povert\u00e0, ai cambiamenti climatici, alle disuguaglianze. Non \u00e8 possibile che gli Stati Europei non partecipino tutti, almeno come osservatori, alle periodiche riunioni organizzate a livello mondiale per rafforzare il TPNW. Per questo sarebbe opportuno <strong>promuovere una Campagna \u201cEuropa ripensaci!\u201d<\/strong> gi\u00e0 nei mesi che ci porteranno alle elezioni europee. &nbsp;Una Campagna sullo stile di <strong>\u201cItalia Ripensaci\u201d<\/strong> ma sviluppata in tutta Europa sia coinvolgendo citt\u00e0, associazioni e territori in tutti e 27 Stati dell\u2019Unione che le Istituzioni rappresentative regionali, nazionali e sovranazionali. <strong>Sarebbe interessante a livello giuridico e politico transnazionale costituire un gruppo di lavoro che preveda per l\u2019Unione Europea e persino per i singoli Stati europei pi\u00f9 convolti nell\u2019ospitare basi nucleari operative sul proprio territorio i passaggi intermedi di fuoriuscita dalla deterrenza nucleare collegati a forme di disarmo reciproco e bilanciato con l\u2019ipotetico avversario. <\/strong>Ridurre e poi distruggere un numero concordato tra le parti di ordigni nucleari \u00e8 possibile visto che di questo si sono occupati con qualche risultato <strong>i Trattati Salt, Start e INF<\/strong>.<\/li>\n\n\n\n<li>Tutto \u00e8 possibile se c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 politica e la coerenza con i valori pi\u00f9 autentici dell\u2019Occidente: quelli del <strong>primato del Diritto internazionale<\/strong>, quelli della <strong>libert\u00e0<\/strong> e dell\u2019<strong>autodeterminazione dei popoli<\/strong>, quelli della <strong>universalit\u00e0 e inalienabilit\u00e0 dei diritti umani<\/strong>. Per questo andrebbe promossa la cultura della pace, del disarmo e della nonviolenza in ogni ambito sociale, educativo, istituzionale. Per questo tutte le culture aperte e tutte le religioni dovrebbero lavorare insieme, anche in Europa, per elaborare una \u201c<strong>Costituzione della<\/strong> <strong>Terra\u201d<\/strong>, come propone Luigi Ferrajoli. Per questo dovremmo noi europei rilanciare il ruolo dell\u2019ONU come mediatore di pace sottraendolo alla logica di potenza dei vari nazionalismi e degli Stati pi\u00f9 arroganti: <strong>il rilancio della centralit\u00e0 dell\u2019ONU<\/strong> e la compiuta realizzazione degli Articoli dello Statuto delle Nazioni Unite rimasti sulla carta dal 1945 ad oggi&nbsp; &nbsp;come quello della creazione di un Corpo di Polizia internazionale per prevenire o sanare conflitti ed evitare repressioni e apartheid &nbsp;sarebbero la risposta pi\u00f9 efficace alla crescente disunit\u00e0 del Mondo.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per cercare di raggiungere questi obiettivi, accogliendo l\u2019appello di papa Francesco con l\u2019Enciclica \u201cLaudate Deum\u201d, dovremmo mettere in campo con ogni energia quel <strong>\u201cmultilateralismo dal basso\u201d<\/strong> unico forse in grado di aprire prospettive nuove.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Pezzoni Quando si analizza la politica estera e di difesa dell\u2019Unione Europea, ci si \u00e8 per lungo tempo lamentati del fatto che non ci sia quasi mai una posizione comune tra gli Stati membri al punto che Washington non saprebbe quale numero di telefono chiamare. 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