{"id":24556,"date":"2024-01-26T07:00:56","date_gmt":"2024-01-26T07:00:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=24556"},"modified":"2024-01-26T07:01:01","modified_gmt":"2024-01-26T07:01:01","slug":"per-un-giubileo-di-pace-col-sogno-di-isaia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=24556","title":{"rendered":"Per un Giubileo di pace col sogno di Isaia"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Basta coi crimini di guerra, con la produzione e il mercato delle armi, con le devastazioni ambientali<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Pubblichiamo una parte del discorso del papa ai memnri del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede il giorno 8 gennaio 2024 ricordando che ogni settimana Francesco chiede di pregare per la pace definendo la guerra &#8220;in se stessa un crimine contro l&#8217;umanit\u00e0&#8221; (s.p.)<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Pace dono e responsabilit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 una parola che risuona in modo particolare nelle due principali feste cristiane. La udiamo nel canto degli angeli che annunciano nella notte la nascita del Salvatore e la intendiamo dalla voce di Ges\u00f9 risorto: \u00e8 la parola \u201cpace\u201d. Essa \u00e8 primariamente un dono di Dio: \u00e8 Lui che ci lascia la sua pace (cfr Gv 14,27); ma nello stesso tempo \u00e8 una nostra responsabilit\u00e0: \u00abBeati gli operatori di pace\u00bb (Mt 5,9). Lavorare per la pace. Parola tanto fragile e nel contempo impegnativa e densa di significato. Ad essa vorrei dedicare la nostra riflessione odierna, in un momento storico in cui \u00e8 sempre pi\u00f9 minacciata, indebolita e in parte perduta. D\u2019altronde, \u00e8 compito della Santa Sede, in seno alla comunit\u00e0 internazionale, essere voce profetica e richiamo della coscienza [\u2026].<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Risolvere la questione palestinese<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non posso in questa sede non ribadire la mia preoccupazione per quanto sta avvenendo in Palestina e Israele. Tutti siamo rimasti scioccati dall\u2019attacco terroristico del 7 ottobre scorso contro la popolazione in Israele, dove sono stati feriti, torturati e uccisi in maniera atroce tanti innocenti e molti sono stati presi in ostaggio. Ripeto la mia condanna per tale azione e per ogni forma di terrorismo ed estremismo: in questo modo non si risolvono le questioni tra i popoli, anzi esse diventano pi\u00f9 difficili, causando sofferenza per tutti. Infatti, ci\u00f2 ha provocato una forte risposta militare israeliana a Gaza che ha portato la morte di decine di migliaia di palestinesi, in maggioranza civili, tra cui tanti bambini, ragazzi e giovani, e ha causato una situazione umanitaria gravissima con sofferenze inimmaginabili. Ribadisco il mio appello a tutte le parti coinvolte per un cessate-il-fuoco su tutti i fronti, incluso il Libano, e per l\u2019immediata liberazione di tutti gli ostaggi a Gaza. Chiedo che la popolazione palestinese riceva gli aiuti umanitari e che gli ospedali, le scuole e i luoghi di culto abbiano tutta la protezione necessaria. Auspico che la Comunit\u00e0 internazionale percorra con determinazione la soluzione di due Stati, uno israeliano e uno palestinese, come pure di uno statuto speciale internazionalmente garantito per la Citt\u00e0 di Gerusalemme, affinch\u00e9 israeliani e palestinesi possano finalmente vivere in pace e sicurezza. \u2026Non si pu\u00f2 dimenticare il popolo siriano [ quello libanese, quello birmano, mongolo, ungherese, russo, ucraino, armeno, subsahariano, etiopico, sudanese e sudsudanese, del corno e del centro d&#8217;Africa, del centro e sud America\u2026]\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le vittime civili non sono danni collaterali.<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro questo quadro che ho voluto tratteggiare brevemente e senza pretese di esaustivit\u00e0, si trova un mondo sempre pi\u00f9 lacerato, ma soprattutto si trovano milioni di persone \u2013 uomini, donne, padri, madri, bambini \u2013 i cui volti ci sono per lo pi\u00f9 sconosciuti e che spesso dimentichiamo. D\u2019altra parte, le guerre moderne non si svolgono pi\u00f9 solo su campi di battaglia delimitati, n\u00e9 riguardano solamente i soldati. In un contesto in cui sembra non essere osservato pi\u00f9 il discernimento tra obiettivi militari e civili, non c\u2019\u00e8 conflitto che non finisca in qualche modo per colpire indiscriminatamente la popolazione civile. Gli avvenimenti in Ucraina e a Gaza ne sono la prova evidente. Non dobbiamo dimenticare che le violazioni gravi del diritto internazionale umanitario sono crimini di guerra, e che non \u00e8 sufficiente rilevarli, ma \u00e8 necessario prevenirli. Occorre dunque un maggiore impegno della Comunit\u00e0 internazionale per la salvaguardia e l\u2019implementazione del diritto umanitario, che sembra essere l\u2019unica via per la tutela della dignit\u00e0 umana in situazioni di scontro bellico [\u2026]. Anche quando si tratta di esercitare il diritto alla legittima difesa, \u00e8 indispensabile attenersi ad un uso proporzionato della forza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse non ci rendiamo conto che le vittime civili non sono \u201cdanni collaterali\u201d. Sono uomini e donne con nomi e cognomi che perdono la vita. Sono bambini che rimangono orfani e privati del futuro. Sono persone che soffrono la fame, la sete e il freddo o che rimangono mutilate a causa della potenza degli ordigni moderni. Se riuscissimo a guardare ciascuno di loro negli occhi, a chiamarli per nome e ad evocarne la storia personale, guarderemmo alla guerra per quello che \u00e8: nient\u2019altro che un\u2019immane tragedia e \u201cun\u2019inutile strage\u201d, che colpisce la dignit\u00e0 di ogni persona su questa terra.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Troppe armi convenzionali e nucleari<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019altra parte, le guerre possono proseguire grazie all\u2019enorme disponibilit\u00e0 di armi. Occorre perseguire una politica di disarmo, poich\u00e9 \u00e8 illusorio pensare che gli armamenti abbiano un valore deterrente. Piuttosto \u00e8 vero il contrario: la disponibilit\u00e0 di armi ne incentiva l\u2019uso e ne incrementa la produzione. Le armi creano sfiducia e distolgono risorse. Quante vite si potrebbero salvare con le risorse oggi destinate agli armamenti? Non sarebbe meglio investirle in favore di una vera sicurezza globale? Le sfide del nostro tempo travalicano i confini, come dimostrano le varie crisi \u2013 alimentare, ambientale, economica e sanitaria \u2013 che stanno caratterizzando l\u2019inizio del secolo. In questa sede, reitero la proposta di costituire un Fondo mondiale per eliminare finalmente la fame e promuovere uno sviluppo sostenibile dell\u2019intero pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le minacce causate da tali strumenti di morte, non posso poi tralasciare di menzionare quella provocata dagli arsenali nucleari e dallo sviluppo di ordigni sempre pi\u00f9 sofisticati e distruttivi. Ribadisco ancora una volta l\u2019immoralit\u00e0 di fabbricare e detenere armi nucleari. Al riguardo, esprimo l\u2019auspicio che si possa giungere al pi\u00f9 presto alla ripresa dei negoziati per il riavvio del Piano d\u2019azione congiunto globale, meglio noto come \u201cAccordo sul nucleare iraniano\u201d, per garantire a tutti un futuro pi\u00f9 sicuro.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Estirpare le cause delle guerre<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per perseguire la pace, tuttavia, non \u00e8 sufficiente limitarsi a rimuovere gli strumenti bellici, occorre estirpare alla radice le cause delle guerre, prime fra tutte la fame, una piaga che colpisce tuttora intere regioni della Terra, mentre in altre si verificano ingenti sprechi alimentari. Vi \u00e8 poi lo sfruttamento delle risorse naturali, che arricchisce pochi, lasciando nella miseria e nella povert\u00e0 intere popolazioni, che sarebbero i beneficiari naturali di tali risorse. Ad esso \u00e8 connesso lo sfruttamento delle persone, costrette a lavorare sottopagate e senza reali prospettive di crescita professionale. Tra le cause di conflitto vi sono anche le catastrofi naturali e ambientali. Certamente vi sono disastri che la mano dell\u2019uomo non pu\u00f2 controllare. Penso ai recenti terremoti in Marocco e in Cina, che hanno causato centinaia di vittime, come pure a quello che ha colpito duramente la Turchia e parte della Siria e che ha lasciato dietro di s\u00e9 una tremenda scia di morte e distruzione. Penso pure all\u2019alluvione che ha colpito Derna in Libia, distruggendo di fatto la citt\u00e0, anche a causa del concomitante crollo di due dighe.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un multilateralismo per la questione climatica<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi sono per\u00f2 i disastri che sono imputabili anche all\u2019azione o all\u2019incuria dell\u2019uomo e che contribuiscono gravemente alla crisi climatica in atto, come ad esempio la deforestazione dell\u2019Amazzonia, che \u00e8 il \u201cpolmone verde\u201d della Terra. La crisi climatica e ambientale \u00e8 stata oggetto della XXVIII Conferenza degli Stati parte alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP28), tenutasi a Dubai il mese scorso, alla quale mi rincresce di non aver potuto partecipare personalmente. Essa \u00e8 iniziata in concomitanza con l\u2019annuncio dell\u2019Organizzazione Meteorologica Mondiale che il 2023 \u00e8 stato l\u2019anno pi\u00f9 caldo rispetto ai 174 anni precedentemente registrati. La crisi climatica esige una risposta sempre pi\u00f9 urgente e richiede il pieno coinvolgimento di tutti quanti, cos\u00ec come dell\u2019intera comunit\u00e0 internazionale . L\u2019adozione del documento finale alla COP28 rappresenta un passo incoraggiante e rivela che, di fronte alle tante crisi che stiamo vivendo, vi \u00e8 la possibilit\u00e0 di rivitalizzare il multilateralismo attraverso la gestione della questione climatica globale, in un mondo in cui i problemi ambientali, sociali e politici sono strettamente connessi. Alla COP28 \u00e8 emerso chiaramente come quello in corso sia il decennio critico per fronteggiare il cambiamento climatico. La cura del creato e la pace \u00absono le tematiche pi\u00f9 urgenti e sono collegate\u00bb [\u2026]\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Migrazioni nel mare &#8220;nostrum&#8221;<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le guerre, la povert\u00e0, l\u2019abuso della nostra casa comune e il continuo sfruttamento delle sue risorse, che sono alla radice di disastri naturali, sono cause che spingono pure migliaia di persone ad abbandonare la propria terra alla ricerca di un futuro di pace e sicurezza [\u2026]. .Il Mediterraneo dovrebbe essere piuttosto un laboratorio di pace, un \u00abluogo dove Paesi e realt\u00e0 diverse si incontrino sulla base dell\u2019umanit\u00e0 che tutti condividiamo\u00bb, come ho avuto modo di sottolineare a Marsiglia, nel corso del mio viaggio, per il quale ringrazio gli organizzatori e le Autorit\u00e0 francesi, in occasione dei Rencontres M\u00e9diterran\u00e9ennes. Davanti a questa immane tragedia finiamo facilmente per chiudere il nostro cuore, trincerandoci dietro la paura di una \u201cinvasione\u201d. Dimentichiamo facilmente che abbiamo davanti persone con volti e nomi e tralasciamo la vocazione propria del Mare Nostrum, che non \u00e8 quella di essere una tomba, ma un luogo di incontro e di arricchimento reciproco fra persone, popoli e culture. Ci\u00f2 non toglie che la migrazione debba essere regolamentata per accogliere, promuovere, accompagnare e integrare i migranti, nel rispetto della cultura, della sensibilit\u00e0 e della sicurezza delle popolazioni che si fanno carico dell\u2019accoglienza e dell\u2019integrazione. D\u2019altra parte occorre pure richiamare il diritto di poter rimanere nella propria Patria e la conseguente necessit\u00e0 di creare le condizioni affinch\u00e9 esso possa effettivamente esercitarsi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le vie della pace<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La via della pace esige il rispetto della vita, di ogni vita umana, a partire da quella del nascituro nel grembo della madre, che non pu\u00f2 essere soppressa, n\u00e9 diventare oggetto di mercimonio. Al riguardo, ritengo deprecabile la pratica della cosiddetta maternit\u00e0 surrogata, che lede gravemente la dignit\u00e0 della donna e del figlio. Essa \u00e8 fondata sullo sfruttamento di una situazione di necessit\u00e0 materiale della madre. Un bambino \u00e8 sempre un dono e mai l\u2019oggetto di un contratto. Auspico, pertanto, un impegno della Comunit\u00e0 internazionale per proibire a livello universale tale pratica. In ogni momento della sua esistenza, la vita umana dev\u2019essere preservata e tutelata, mentre constato con rammarico, specialmente in Occidente, il persistente diffondersi di una cultura della morte, che, in nome di una finta piet\u00e0, scarta bambini, anziani e malati. La via della pace esige il rispetto dei diritti umani, secondo quella semplice ma chiara formulazione contenuta nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, di cui abbiamo da poco celebrato il 75\u00b0 anniversario. Si tratta di principi razionalmente evidenti e comunemente accettati. Purtroppo, i tentativi compiuti negli ultimi decenni di introdurre nuovi diritti, non pienamente consistenti rispetto a quelli originalmente definiti e non sempre accettabili, hanno dato adito a colonizzazioni ideologiche, tra le quali ha un ruolo centrale la teoria del gender, che \u00e8 pericolosissima perch\u00e9 cancella le differenze nella pretesa di rendere tutti uguali. Tali colonizzazioni ideologiche provocano ferite e divisioni tra gli Stati, anzich\u00e9 favorire l\u2019edificazione della pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dialogo, invece, dev\u2019essere l\u2019anima della Comunit\u00e0 internazionale. L\u2019attuale congiuntura \u00e8 anche causata dall\u2019indebolimento di quelle strutture di diplomazia multilaterale che hanno visto la luce dopo il secondo conflitto mondiale. Organismi creati per favorire la sicurezza, la pace e la cooperazione non riescono pi\u00f9 a unire tutti i loro membri intorno a un tavolo. C\u2019\u00e8 il rischio di una \u201cmonadologia\u201d e della frammentazione in \u201cclub\u201d che lasciano entrare solo Stati ritenuti ideologicamente affini. Anche quegli organismi finora efficienti, concentrati sul bene comune e su questioni tecniche, rischiano una paralisi a causa di polarizzazioni ideologiche, venendo strumentalizzati da singoli Stati [\u2026].<br>La via della pace passa pure attraverso il dialogo interreligioso, che innanzitutto richiede la tutela della libert\u00e0 religiosa e il rispetto delle minoranze. Duole, ad esempio, constatare come cresca il numero di Paesi che adottano modelli di controllo centralizzato sulla libert\u00e0 di religione, con l\u2019uso massiccio di tecnologia. In altri luoghi, le comunit\u00e0 religiose minoritarie si trovano spesso in una situazione sempre pi\u00f9 drammatica. In alcuni casi sono a rischio di estinzione, a causa di una combinazione di azioni terroristiche, attacchi al patrimonio culturale e misure pi\u00f9 subdole come la proliferazione delle leggi anti-conversione, la manipolazione delle regole elettorali e le restrizioni finanziarie [\u2026]. .<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La sfida educativa<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, la via della pace passa per l\u2019educazione, che \u00e8 il principale investimento sul futuro e sulle giovani generazioni. Ho ancora vivo il ricordo della GMG nell\u2019agosto scorso. Mentre ringrazio nuovamente le Autorit\u00e0 portoghesi, civili e religiose, per l\u2019impegno profuso nell\u2019organizzazione, conservo nel cuore l\u2019incontro con pi\u00f9 di un milione di giovani, provenienti da ogni parte del mondo, pieni di entusiasmo e voglia di vivere. La loro presenza \u00e8 stata un grande inno alla pace e la testimonianza che \u00abl\u2019unit\u00e0 \u00e8 superiore al conflitto\u00bb e che \u00e8 \u00abpossibile sviluppare una comunione nelle differenze\u00bb n ei tempi moderni, parte della sfida educativa riguarda un uso etico delle nuove tecnologie. Esse possono facilmente diventare strumenti di divisione o di diffusione di menzogna, le cosiddette fake news, ma sono anche mezzo di incontro, di scambi reciproci e un importante veicolo di pace. \u00abI notevoli progressi delle nuove tecnologie dell\u2019informazione, specialmente nella sfera digitale, presentano dunque entusiasmanti opportunit\u00e0 e gravi rischi, con serie implicazioni per il perseguimento della giustizia e dell\u2019armonia tra i popoli\u00bb [13]. Per questo motivo ho ritenuto importante dedicare l\u2019annuale Messaggio dedicato all\u2019intelligenza artificiale, che \u00e8 una delle sfide pi\u00f9 importanti dei prossimi anni. \u00c8 indispensabile che lo sviluppo tecnologico avvenga in modo etico e responsabile, preservando la centralit\u00e0 della persona umana, il cui apporto non pu\u00f2 n\u00e9 potr\u00e0 mai essere rimpiazzato da un algoritmo o da una macchina [\u2026].<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un Giubileo di pace<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quest\u2019anno la Chiesa si prepara al Giubileo che inizier\u00e0 il prossimo Natale. Ringrazio in particolare le Autorit\u00e0 italiane, nazionali e locali, per l\u2019impegno che stanno profondendo nel preparare la citt\u00e0 di Roma ad accogliere numerosi pellegrini e consentire loro di trarre frutti spirituali dal cammino giubilare. Forse oggi pi\u00f9 che mai abbiamo bisogno dell\u2019anno giubilare. Di fronte a tante sofferenze, che provocano disperazione non soltanto nelle persone direttamente colpite, ma in tutte le nostre societ\u00e0; di fronte ai nostri giovani, che invece di sognare un futuro migliore si sentono spesso impotenti e frustrati; e di fronte all\u2019oscurit\u00e0 di questo mondo, che sembra diffondersi anzich\u00e9 allontanarsi, il Giubileo \u00e8 l\u2019annuncio che Dio non abbandona mai il suo popolo e tiene sempre aperte le porte del suo Regno. Nella tradizione giudeo-cristiana il Giubileo \u00e8 un tempo di grazia in cui sperimentare la misericordia di Dio e il dono della sua pace. \u00c8 un tempo di giustizia in cui i peccati sono rimessi, la riconciliazione supera l\u2019ingiustizia, e la terra si riposa. Esso pu\u00f2 essere per tutti \u2013 cristiani e non cristiani \u2013 il tempo in cui spezzare le spade e farne aratri; il tempo in cui una nazione non alzer\u00e0 pi\u00f9 la spada contro un\u2019altra, n\u00e9 si imparer\u00e0 pi\u00f9 l\u2019arte della guerra (cfr Is 2,4). \u00c8 questo l\u2019augurio, cari fratelli e sorelle, l\u2019augurio che formulo di cuore a ciascuno di voi, cari Ambasciatori, alle vostre famiglie, ai collaboratori e ai popoli che rappresentate. Grazie e buon anno a tutti!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Basta coi crimini di guerra, con la produzione e il mercato delle armi, con le devastazioni ambientali Pubblichiamo una parte del discorso del papa ai memnri del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede il giorno 8 gennaio 2024 ricordando che ogni settimana Francesco chiede di pregare per la pace definendo la guerra &#8220;in se stessa un crimine contro l&#8217;umanit\u00e0&#8221; (s.p.) Pace dono e responsabilit\u00e0 C\u2019\u00e8 una parola che risuona in modo particolare nelle due principali feste cristiane. 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