{"id":2451,"date":"2011-10-24T19:32:00","date_gmt":"2011-10-24T19:32:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=2451"},"modified":"2020-06-22T09:23:05","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:05","slug":"discorso-di-giovanni-paolo-ii%e2%80%a8-ai-rappresentanti-delle-chiese-cristiane%e2%80%a8-e-comunita-ecclesiali%e2%80%a8-e-delle-religioni-mondiali-convenuti-in-assisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=2451","title":{"rendered":"DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II\u2028 AI RAPPRESENTANTI DELLE CHIESE CRISTIANE\u2028  E COMUNIT\u00c0 ECCLESIALI\u2028 E DELLE RELIGIONI MONDIALI CONVENUTI IN ASSISI"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II\u2028 AI RAPPRESENTANTI DELLE CHIESE CRISTIANE\u2028 E COMUNIT\u00c0 ECCLESIALI\u2028 E DELLE RELIGIONI MONDIALI CONVENUTI IN ASSISI<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Piazza inferiore della Basilica di San Francesco\u2028 Domenica, 27 ottobre 1986<\/em><\/p>\n<p><em>Cari fratelli e sorelle,\u2028Capi e rappresentanti delle Chiese cristiane \u2028e comunit\u00e0 ecclesiali e delle religioni mondiali,\u2028 Cari amici.<\/em><\/p>\n<p>1. Nel concludere questa giornata mondiale di preghiera per la pace, a cui voi siete intervenuti da molte parti del mondo, accettando gentilmente il mio invito, vorrei esprimere i miei sentimenti, come un fratello e un amico, ma anche come un credente in Ges\u00f9 Cristo, e, nella Chiesa cattolica, il primo testimone della fede in lui.<\/p>\n<p>In relazione all\u2019ultima preghiera, quella cristiana, nella serie che abbiamo ascoltato, professo di nuovo la mia convinzione, condivisa da tutti i cristiani, che in Ges\u00f9 Cristo, quale Salvatore di tutti, \u00e8 da ricercare la vera pace, \u201cpace a coloro che sono lontani e pace a quelli che sono vicini\u201d (<em>Ef<\/em> 2, 17). La sua nascita fu salutata dal canto degli angeli: \u201cGloria a Dio nel pi\u00f9 alto dei cieli e pace agli uomini che egli ama\u201d (<em>Lc<\/em> 2, 14). Predic\u00f2 l\u2019amore tra tutti, anche tra i nemici, proclam\u00f2 beati quelli che operano per la pace (cf. <em>Mt<\/em> 5, 9) e mediante la morte e la risurrezione ha portato riconciliazione tra cielo e terra (cf. <em>Col<\/em> 1, 20). Per usare un\u2019espressione di san Paolo apostolo: \u201cEgli \u00e8 la nostra pace\u201d (<em>Ef<\/em> 2, 14).<\/p>\n<p>2. \u00c8 infatti la mia convinzione di fede che mi ha fatto rivolgere a voi, rappresentanti di Chiese cristiane e comunit\u00e0 ecclesiali e religioni mondiali, in spirito di profondo amore e rispetto. Con gli altri cristiani noi condividiamo molte convinzioni, particolarmente per quanto riguarda la pace. Con le religioni mondiali condividiamo un comune rispetto e obbedienza alla coscienza, la quale insegna a noi tutti a cercare la verit\u00e0, ad amare e servire tutti gli individui e tutti i popoli, e perci\u00f2 a fare pace tra i singoli e tra le nazioni.<\/p>\n<p>S\u00ec, noi tutti siamo sensibili e obbedienti alla voce della coscienza di essere un elemento essenziale nella strada verso un mondo migliore e pacifico. Potrebbe essere diversamente, giacch\u00e9 tutti gli uomini e le donne in questo mondo hanno una natura comune, un\u2019origine comune e un comune destino?<\/p>\n<p>Anche se ci sono molte e importanti differenze tra noi, c\u2019\u00e8 anche un fondo comune, donde operare insieme nella soluzione di questa drammatica sfida della nostra epoca: vera pace o guerra catastrofica?<\/p>\n<p>3. S\u00ec, c\u2019\u00e8 la dimensione della preghiera, che pur nella reale diversit\u00e0 delle religioni, cerca di esprimere una comunicazione con un Potere che \u00e8 al di sopra di tutte le nostre forze umane. La pace dipende fondamentalmente da questo Potere che chiamiamo Dio, e che, come noi cristiani crediamo, ha rivelato se stesso in Cristo. Questo \u00e8 il significato di questa giornata di preghiera.<\/p>\n<p>Per la prima volta nella storia ci siamo riuniti da ogni parte, chiese cristiane e comunit\u00e0 ecclesiali e religioni mondiali, in questo luogo sacro dedicato a san Francesco per testimoniare davanti al mondo, ciascuno secondo la propria convinzione, la qualit\u00e0 trascendente della pace. La forma e il contenuto delle nostre preghiere sono molto differenti, come abbiamo visto, e non \u00e8 possibile ridurle a un genere di comune denominatore.<\/p>\n<p>4. S\u00ec, ma in questa stessa differenza abbiamo scoperto di nuovo forse che, per quanto riguarda il problema della pace e la sua relazione all\u2019impegno religioso, c\u2019\u00e8 qualcosa che ci unisce.<\/p>\n<p>La sfida della pace, come si pone oggi a ogni coscienza umana, comporta il problema di una ragionevole qualit\u00e0 della vita per tutti, il problema della sopravvivenza per l\u2019umanit\u00e0, il problema della vita e della morte. Di fronte a tale problema, due cose sembrano avere suprema importanza e l\u2019una e l\u2019altra sono comuni a tutti noi.<\/p>\n<p>La prima, come ho appena detto, \u00e8 l\u2019imperativo interiore della coscienza morale, che ci ingiunge di rispettare, proteggere e promuovere la vita umana, dal seno materno fino al letto di morte, in favore degli individui e dei popoli, ma specialmente dei deboli, dei poveri, dei derelitti: l\u2019imperativo di superare l\u2019egoismo, la cupidigia e lo spirito di vendetta.<\/p>\n<p>La seconda cosa comune \u00e8 la convinzione che la pace va ben oltre gli sforzi umani, soprattutto nella presente situazione del mondo, e che perci\u00f2 la sua sorgente e realizzazione vanno ricercate in quella Realt\u00e0 che \u00e8 al di l\u00e0 di tutti noi. \u00c8 questa la ragione per cui ciascuno di noi prega per la pace.<\/p>\n<p>Anche se pensiamo, come realmente pensiamo che la realizzazione tra quella realt\u00e0 e il dono della pace \u00e8 differente, secondo le nostre rispettive convinzioni religiose, tutti per\u00f2 affermiamo che tale relazione esiste. Questo \u00e8 quanto esprimiamo pregando per essa. Ripeto umilmente qui la mia convinzione: la pace porta il nome di Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>5. Ma, nello stesso tempo e nello stesso spirito, sono pronto a riconoscere che i cattolici non sono sempre stati fedeli a questa affermazione di fede. Non siamo sempre stati dei costruttori di pace. Per noi stessi, quindi, ma anche forse, in un certo senso, per tutti questo incontro di Assisi \u00e8 un atto di penitenza.<\/p>\n<p><strong>Abbiamo pregato, ciascuno nel suo modo, abbiamo digiunato, abbiamo marciato assieme. In tal modo abbiamo cercato di aprire il nostro cuore alla realt\u00e0 divina, al di l\u00e0 di noi, e ai nostri simili, uomini e donne.<\/strong><\/p>\n<p><strong>S\u00ec, mentre abbiamo digiunato, abbiamo tenuto presenti le sofferenze che guerre insensate hanno procurato e tuttora procurano all\u2019umanit\u00e0. Per questo abbiamo cercato di essere spiritualmente vicini ai milioni di persone vittime della fame in tutto il mondo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mentre camminavamo in silenzio, abbiamo riflettuto sul sentiero che l\u2019umanit\u00e0 sta percorrendo: sia nell\u2019ostilit\u00e0, se manchiamo di accettarci vicendevolmente nell\u2019amore, sia compiendo un viaggio comune verso il nostro alto destino, se comprendiamo che gli altri sono nostri fratelli e sorelle. Il fatto stesso che siamo venuti ad Assisi da varie parti del mondo \u00e8 in se stesso un segno di questo sentiero comune che l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 chiamata a percorrere. Sia che impariamo a camminare assieme in pace e armonia, sia che ci estraniamo a questa vicenda e roviniamo noi stessi e gli altri. Speriamo che questo pellegrinaggio ad Assisi ci abbia insegnato di nuovo ad essere coscienti della comune origine e del comune destino dell\u2019umanit\u00e0. Cerchiamo di vedere in esso un\u2019anticipazione di ci\u00f2 che Dio vorrebbe che fosse lo sviluppo storico dell\u2019umanit\u00e0: un viaggio fraterno nel quale ci accompagniamo gli uni gli altri verso la meta trascendente che egli stabilisce per noi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>6. Preghiera, digiuno, pellegrinaggio. Questa giornata di Assisi ci ha aiutato a divenire pi\u00f9 coscienti dei nostri impegni religiosi. Ma ha anche reso il mondo, che ci ha seguito attraverso i mezzi di comunicazione, pi\u00f9 cosciente della responsabilit\u00e0 di ogni religione nei confronti dei problemi della guerra e della pace. Forse mai come ora nella storia dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 divenuto a tutti evidente il legame intrinseco tra un atteggiamento autenticamente religioso e il grande bene della pace.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Che peso tremendo da portare per le spalle dell\u2019uomo! Ma, nello stesso tempo, quale meravigliosa ed entusiasmante chiamata da seguire. La preghiera \u00e8 gi\u00e0 in se stessa azione, ma ci\u00f2 non ci esime dalle azioni al servizio della pace. Qui noi stiamo agendo come gli araldi della coscienza morale dell\u2019umanit\u00e0 come tale, umanit\u00e0 che aspira alla pace, che ha bisogno della pace.<\/strong><\/p>\n<p><strong>7. Non c\u2019\u00e8 pace senza un amore appassionato per la pace. Non c\u2019\u00e8 pace senza volont\u00e0 indomita per raggiungere la pace. La pace attende i suoi profeti. Insieme abbiamo riempito i nostri sguardi con visioni di pace: esse sprigionano energie per un nuovo linguaggio di pace, per nuovi gesti di pace, gesti che spezzeranno le catene fatali delle divisioni ereditate dalla storia o generate dalle moderne ideologie.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La pace attende i suoi artefici. Allunghiamo le nostre mani verso i nostri fratelli e sorelle, per incoraggiarli a costruire la pace sui quattro pilastri della verit\u00e0, della giustizia, dell\u2019amore e della libert\u00e0 (cf. Giovanni XXIII, <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/john_xxiii\/encyclicals\/documents\/hf_j-xxiii_enc_11041963_pacem_it.html\"><em>Pacem in Terris<\/em><\/a>).<\/strong><\/p>\n<p><strong>La pace \u00e8 un cantiere aperto a tutti, non solo agli specialisti, ai sapienti e agli strateghi. La pace \u00e8 una responsabilit\u00e0 universale: essa passa attraverso mille piccoli atti della vita quotidiana. A seconda del loro modo quotidiano di vivere con gli altri, gli uomini scelgono a favore della pace o contro la pace.<\/strong><\/p>\n<p>Noi affidiamo la causa della pace specialmente ai giovani. Possano i giovani contribuire a liberare la storia dalle false strade in cui si svia l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>La pace \u00e8 nelle mani non solo degli individui ma anche delle nazioni. Alle nazioni spetta l\u2019onore di basare la loro attivit\u00e0 a favore della pace sulla convinzione della sacralit\u00e0 della vita umana e sul riconoscimento dell\u2019indelebile uguaglianza di tutti i popoli tra loro. Noi invitiamo insistentemente i responsabili delle nazioni e delle organizzazioni internazionali ad essere instancabili nell\u2019introdurre le strutture di dialogo dovunque la pace \u00e8 in pericolo o \u00e8 gi\u00e0 compromessa. Noi offriamo il nostro sostegno ai loro sforzi spesso sfibranti per mantenere o ristabilire la pace. Noi rinnoviamo il nostro incoraggiamento all\u2019ONU perch\u00e9 possa corrispondere pienamente all\u2019ampiezza e all\u2019elevatezza della sua missione universale di pace.<\/p>\n<p>8. In risposta all\u2019appello che feci a Lione in Francia, nel giorno nel quale noi cattolici celebriamo la festa di san Francesco, speriamo che le armi abbiano taciuto e che gli attacchi siano cessati. Questo potrebbe essere un primo significativo risultato dell\u2019efficacia spirituale della preghiera. In realt\u00e0, questo appello \u00e8 stato accolto da molti cuori e da molte labbra in ogni parte del mondo, specialmente dove la gente soffre per la guerra e le sue conseguenze.<\/p>\n<p>\u00c8 essenziale scegliere la pace e i mezzi per ottenerla. La pace, cos\u00ec cagionevole di salute, richiede una cura costante e intensiva. Su questo sentiero noi potremo avanzare a passi sicuri e veloci, poich\u00e9 non c\u2019\u00e8 dubbio che gli uomini non hanno mai avuto tanti mezzi per costruire la pace quanti ne hanno oggi. L\u2019umanit\u00e0 \u00e8 entrata in un\u2019era di aumentata solidariet\u00e0 e di aspirazione alla giustizia sociale. Questa \u00e8 l\u2019occasione propizia. \u00c8 anche il nostro compito, che la preghiera ci aiuta ad affrontare.<\/p>\n<p>9. Ci\u00f2 che abbiamo fatto oggi ad Assisi, pregando e testimoniando a favore del nostro impegno per la pace, dobbiamo continuare a farlo ogni giorno della nostra vita. Ci\u00f2 che infatti abbiamo fatto oggi \u00e8 di vitale importanza per il mondo. Se il mondo deve continuare, e gli uomini e le donne devono sopravvivere su di esso, il mondo non pu\u00f2 fare a meno della preghiera.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la lezione permanente di Assisi: \u00e8 la lezione di san Francesco che ha incarnato un ideale attraente per noi; \u00e8 la lezione di santa Chiara, la sua prima seguace. \u00c8 un ideale fatto di mitezza, umilt\u00e0, di senso profondo di Dio e di impegno nel servire tutti. San Francesco era un uomo di pace.<\/p>\n<p>Ricordiamo che egli abbandon\u00f2 la carriera militare che aveva seguito per un certo tempo in giovent\u00f9, e scopr\u00ec il valore della povert\u00e0, il valore della vita semplice e austera, nell\u2019imitazione di Ges\u00f9 Cristo, che egli intendeva servire. Santa Chiara fu per eccellenza la donna della preghiera. La sua unione con Dio nella preghiera sosteneva Francesco e i suoi seguaci, come ci sostiene oggi.<\/p>\n<p>Francesco e Chiara sono esempi di pace: con Dio, con se stessi, con tutti gli uomini e le donne in questo mondo. Possano quest\u2019uomo santo e questa santa donna ispirare tutti gli uomini e le donne di oggi ad avere la stessa forza di carattere e amore per Dio e per i fratelli, per continuare sul sentiero sul quale dobbiamo camminare assieme.<\/p>\n<p>10. Mossi dall\u2019esempio di san Francesco e di santa Chiara, veri discepoli di Cristo, e convinti dall\u2019esperienza di questo giorno che abbiamo vissuto insieme, noi ci impegniamo a riesaminare le nostre coscienze, ad ascoltare pi\u00f9 fedelmente la loro voce, a purificare i nostri spiriti dal pregiudizio, dall\u2019odio, dall\u2019inimicizia, dalla gelosia e dall\u2019invidia. Cercheremo di essere operatori di pace nel pensiero e nell\u2019azione, con la mente e col cuore rivolti all\u2019unit\u00e0 della famiglia umana. E invitiamo tutti i nostri fratelli e sorelle che ci ascoltano perch\u00e9 facciano lo stesso.<\/p>\n<p>Lo facciamo con la consapevolezza dei nostri limiti umani e consci del fatto che, lasciati a noi stessi, falliremmo. Riaffermiamo quindi e riconosciamo che la nostra vita e la nostra pace futura dipendono sempre da un dono che Dio ci fa.<\/p>\n<p>In questo spirito, invitiamo i leaders mondiali a prender atto della nostra umile implorazione a Dio per la pace. Ma chiediamo pure ad essi di riconoscere le loro responsabilit\u00e0 e di dedicarsi con rinnovato impegno al compito della pace, a porre in atto le strategie della pace con coraggio e lungimiranza.<\/p>\n<p>11. Consentitemi ora di rivolgermi a ciascuno di voi, rappresentanti delle Chiese cristiane e delle comunit\u00e0 ecclesiali e delle religioni mondiali, che siete venuti ad Assisi per questo giorno di preghiera, di digiuno e di pellegrinaggio. Vi ringrazio nuovamente per aver accettato il mio invito a venire qui per questo atto di testimonianza davanti al mondo. Estendo pure il mio ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile la nostra presenza qui, particolarmente ai nostri fratelli e sorelle di Assisi.<\/p>\n<p>E soprattutto rendo grazie a Dio e Padre di Ges\u00f9 Cristo per questo giorno di grazia per il mondo, per ciascuno di voi, e per me stesso. Lo faccio invocando la vergine Maria, regina della pace. Lo faccio con le parole della preghiera che \u00e8 comunemente attribuita a san Francesco, perch\u00e9 ben ne rispecchia lo spirito: \u201cSignore, fa\u2019 di me uno strumento \/ della tua pace: \/ dove \u00e8 odio, ch\u2019io porti l\u2019amore, \/ dove \u00e8 offesa, ch\u2019io porti il perdono, \/ dove \u00e8 discordia, ch\u2019io porti l\u2019unione, \/ dove \u00e8 dubbio, ch\u2019io porti la fede, \/ dove \u00e8 errore, ch\u2019io porti la verit\u00e0, \/ dove \u00e8 disperazione, ch\u2019io porti la speranza, \/ dove \u00e8 tristezza, ch\u2019io porti la gioia, \/ dove sono le tenebre, ch\u2019io porti la luce. \/ Maestro, fa\u2019 che io non miri tanto: \/ ad essere consolato, quanto \/ a consolare, \/ ad essere compreso, quanto \/ a comprendere, \/ ad essere amato, quanto \/ ad amare: \/ poich\u00e9 donando si riceve, \/ perdonando si \u00e8 perdonati, \/ morendo si risuscita a vita eterna\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II\u2028 AI RAPPRESENTANTI DELLE CHIESE CRISTIANE\u2028 E COMUNIT\u00c0 ECCLESIALI\u2028 E DELLE RELIGIONI MONDIALI CONVENUTI IN ASSISI Piazza inferiore della Basilica di San Francesco\u2028 Domenica, 27 ottobre 1986 Cari fratelli e sorelle,\u2028Capi e rappresentanti delle Chiese cristiane \u2028e comunit\u00e0 ecclesiali e delle religioni mondiali,\u2028 Cari amici. 1. 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