{"id":24484,"date":"2024-01-24T08:03:11","date_gmt":"2024-01-24T08:03:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=24484"},"modified":"2024-01-25T17:14:31","modified_gmt":"2024-01-25T17:14:31","slug":"30-e-31-dicembre-gorizia-convegno-e-marcia-per-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=24484","title":{"rendered":"30 e 31 dicembre Gorizia, Convegno e marcia per la pace"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Andrea Bellavite, Punto Pace di Gorizia<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel pomeriggio di sabato 30 dicembre, la sede di Gorizia dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste ha ospitato la prima parte del tradizionale Convegno che accompagna la Marcia della Pace dell\u2019ultimo giorno dell\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 stata scelta Gorizia, insieme alla vicina Nova Gorica, perch\u00e9 nel 2025 le due citt\u00e0 saranno insieme Capitale europea della Cultura, ma anche per il trascorso di un territorio che nella prima met\u00e0 del XX secolo ha visto tanto sangue e tante ingiustizie, a causa di due guerre mondiali e della dittatura fascista. Come indicato negli interventi filosofici di apertura, proprio la divisione e la sofferenza possono essere occasioni per avviare un percorso di pace non scontato, ma attraversato dalla divisione tra ci\u00f2 che porta giustizia e valorizzazione della persona e ci\u00f2 che invece demolisce il soggetto e la comunit\u00e0. Il cammino dei Goriziani, dalle guerre alla nuova stagione di convivenza, pu\u00f2 essere esempio e testimonianza di tutto ci\u00f2. Molto opportuna \u00e8 stata la testimonianza del pastore metodista di Gorizia, che ha richiamato l\u2019emozionante figura di Dietrich Bonhoeffer come modello di azione nonviolenta non scevra da spunti problematici, in un contesto terribile come quello della dittatura nazista in Germania.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come \u00e8 stato ribadito durante alcuni interventi, l\u2019universit\u00e0 e altri Centri di ricerca sociologica hanno gi\u00e0 avviato agli inizi degli anni 2000 una proficua collaborazione con diversi centri accademici europei, per avviare la formazione del Corpi Civili di Pace. Tale intuizione si \u00e8 poi affievolita nell\u2019ultimo decennio e il ritorno a Gorizia pu\u00f2 essere interpretato come nuova possibilit\u00e0. Non a caso, tra i relatori, si sono alternati alcuni tra i pi\u00f9 competenti operatori che hanno riflettuto e hanno sperimentato l\u2019esperienza dei Corpi Civili di Pace, da Gianmarco Pisa a Carla Biavati, senza dimenticare Alessandro Capuzzo e tutti gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli interventi non hanno ovviamente dimenticato al situazione contingente. In particolare Lisa Clark e altri hanno richiamato la presenza dell\u2019opzione nonviolenta nelle drammatiche situazioni dell\u2019Ucraina e di Gaza. Sull\u2019invio delle armi da parte dei Paesi occidentali e sulla differenza di trattamento delle due crisi pi\u00f9 note in atto, hanno parlato con vibrante ragionamento Aurelio Juri, gi\u00e0 parlamentare in Slovenia e, al termine dei lavori, fr\u00e9re Jacques Frant, instancabile apostolo della nonviolenza, in permanente spola tra la Palestina e Udine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono state tante testimonianze e tante importanti meditazioni. Dall\u2019assai partecipato Convegno si \u00e8 usciti arricchiti, ma anche con alcune domande ulteriori, riprese nei giorni immediatamente successivi. Il documento finale \u00e8 molto impegnativo e richiede un sollecito richiamo, almeno un dialogo tra coloro che hanno portato la loro voce. Il rischio, come sempre, \u00e8 quello di essere soddisfatti per la riuscita tecnica e organizzativa di un evento, ma anche per la qualit\u00e0 delle relazioni offerte all\u2019assemblea, ma di lasciare poi scorrere il tempo senza operare nulla nel senso che si \u00e8 individuato e portato avanti insieme. Il recente convegno presso il Parlamento Italiano a Roma, \u00e8 stato senz\u2019altro un passo ulteriore in questa direzione, ma \u00e8 importante restare uniti, superando la tentazione dei personalismi, sempre annidata dietro all\u2019enorme impegno che riguarda tutti coloro che agiscono e sperano in un futuro di pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Convegno \u00e8 stato ampiamente e opportunamente approfondito nella sessione della mattina successiva, con un\u2019importante e assai competente disanima dell\u2019affascinante ma anche un po\u2019 inquietante tema del rapporto tra intelligenza artificiale e pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La marcia della pace, partecipata da oltre 1500 persone, avviata dal triste sacrario di Oslavia, continuata attraverso i luoghi pi\u00f9 significativi di Gorizia e conclusa nella concattedrale di Nova Gorica, ha suggellato in modo essenzialmente celebrativo i momenti incentrati sul pensiero. Essere in tanti ed essere insieme \u00e8 un grande incoraggiamento ad andare avanti nell\u2019impegno quotidiano per la giustizia e per la pace. La memoria di personaggi straordinari che ci hanno lasciato, come mons, Luigi Bettazzi e don Pierluigi Di Piazza, ha confortato e fortificato i marciatori, cos\u00ec come i racconti di accoglienza e di fraternit\u00e0 che si sono svolti durante il cammino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bello tutto, forse fin troppo. L\u2019entusiasmo dell\u2019\u201dessere andato tutto benissimo\u201d a volte rischia di far dimenticare il motivo del percorrere le strade dei paesi e delle citt\u00e0, cio\u00e8 il dare voce al grido di aiuto, all\u2019urlo disperato dei popoli costretti da scelte sciagurate alla guerra. Ci\u00f2 \u00e8 stato molto ben richiamato, prima della Messa conclusiva, da don Renato Sacco e don Nandino Capovilla, come pure dalle forti testimonianze provenienti dalle zone in cui infuria il conflitto. Non si pu\u00f2 andarsene felici da una marcia della pace, il suo scopo \u00e8 di renderci inquieti e coraggiosi costruttori di pace, farci \u201csaltare sulla sedia\u201d perch\u00e9 resi consapevoli della tremenda ingiustizia che divide il mondo tra pochissimi straricchi e una moltitudine immensa di persone che rischiano la morte per fame, tra chi gode senza spesso rendersene conto di una pace duratura e coloro che sono loro malgrado minacciati da una pioggia di bombe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto che chi marcia porti diversi valori pu\u00f2 essere indubbiamente un bel segno di unit\u00e0 nella diversit\u00e0. Tuttavia, nel momento in cui tale diversit\u00e0 giunge fino all\u2019accordo di una parte sull\u2019invio delle armi in Ucraina o alla negazione del genocidio di Gaza ritenuto legittima ritorsione di Israele dopo i devastanti attentati del 7 ottobre, resta qualche dubbio su un\u2019unit\u00e0 che non possa trasformarsi immediatamente in suggerimento chiaro di scelta politica, strategica ed economica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la parte strettamente liturgica, forse, dovrebbe suscitare qualche riflessione. Dopo aver attraversato i momenti salienti della situazione dell\u2019umanit\u00e0 contemporanea, forse avrebbe dovuto essere maggiormente \u201ccelebrata\u201d questa stessa vita, attraverso segni, gesti, musiche meno formali, in grado di dare ulteriore spessore alle opportune parole, ricche di umanit\u00e0, pronunciate nell\u2019omelia dell\u2019Arcivescovo di Gorizia Carlo Maria Redaelli. Inoltre, la bellezza del trovarsi in un altro Stato e di essere insieme ai compagni di strada di Nova Gorica, avrebbe potuto essere meglio valorizzata, anche attraverso un rito totalmente bilingue, in grado di aiutare i partecipanti a cogliere le caratteristiche sociali, linguistiche e culturali del luogo in cui ci si \u00e8 trovati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma sono solo dei particolari, volutamente la ricerca del \u201cpelo nell\u2019uovo\u201d, non per sminuire la bellezza degli straordinari giorni del fine anno Goriziano, ma per rimanere con gli zaini in spalla, mobilitati e invitati a non fermarsi sugli allori, ma a camminare avanti, ben consapevoli delle difficolt\u00e0 e dell\u2019urgenza del tempo in cui si vive.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine un grazie speciale, ai responsabili di Pax Christi che hanno accettato Nova Gorica e Gorizia come sede della Marcia della Pace, all\u2019Arcivescovo e all\u2019Arcidiocesi di Gorizia per averlo proposto con tenacia e convinzione, alla forza del piccolo ma fortissimo Punto Pace di Pax Christi di Gorizia, all\u2019instancabile Elisabetta Tofful, ai collaboratori che hanno reso possibile il tutto, Stefanie Leon, Paolo Zuliani, Sergio Pratali e don Nicola Ban.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrea Bellavite, Punto Pace di Gorizia Nel pomeriggio di sabato 30 dicembre, la sede di Gorizia dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste ha ospitato la prima parte del tradizionale Convegno che accompagna la Marcia della Pace dell\u2019ultimo giorno dell\u2019anno. 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