{"id":24032,"date":"2023-11-24T07:09:34","date_gmt":"2023-11-24T07:09:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=24032"},"modified":"2023-11-24T07:36:31","modified_gmt":"2023-11-24T07:36:31","slug":"nel-sudan-dilaniato-dalla-guerra-la-solidarieta-non-fugge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=24032","title":{"rendered":"Nel Sudan dilaniato dalla guerra, la solidariet\u00e0 non fugge"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Carla Bellani<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 15 aprile 2023 in Sudan \u00e8 in atto un conflitto tra l\u2019esercito nazionale (SAF) e le Forze di intervento rapido (RSF), una formazione paramilitare associata al potere dalla caduta del regime guidato dal deposto presidente Omar al Bashir, nell\u2019aprile del 2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I due comandanti, generale al Burhan capo delle SAF, e Mohamed Dagalo conosciuto come Hemetti, per le RSF, rispettivamente presidente e vicepresidente del Consiglio sovrano (la presidenza collettiva del paese) fino allo scoppio del conflitto, sono entrati in rotta di collisione&nbsp; per contrapposti interessi economici, politici e militari. Gli scontri hanno interrotto il processo di transizione che avrebbe dovuto portare all\u2019insediamento di istituzioni civili. I due eserciti stanno mettendo a ferro e fuoco il paese. Sono responsabili di massacri, stragi indiscriminate e violazioni gravissime dei diritti umani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre la met\u00e0 della popolazione necessita di assistenza; manca l\u2019accesso all\u2019acqua potabile, si diffondono la malaria e malattie infettive come il colera e il morbillo. Il 70% delle strutture sanitarie sono inagibili e, secondo l\u2019Organizzazione Internazionale delle Migrazioni, oltre 7 milioni di persone sono in fuga. I tentativi di negoziare un cessate il fuoco, o almeno una tregua per permettere il soccorso dei civili sono falliti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia una rete di organizzazioni locali \u00e8 attiva nel soccorrere la popolazione, nel gestire presidi sanitari e nel curare malati e feriti. Uno sforzo notevole limitato per\u00f2 dalla mancanza di mezzi e di aiuti. Oltre ad una resistenza solidale, la societ\u00e0 civile sudanese, insieme alle forze politiche, lavora per formare un ampio fronte contro la guerra e per ripristinare il processo democratico, fermato dallo scoppio del conflitto, in modo che il paese possa uscire dall\u2019attuale gravissima crisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma finora la comunit\u00e1 internazionale non \u00e8 stata in grado di trovare il modo per aprire un tavolo negoziale sufficientemente ampio, coeso e autorevole attorno a cui discutere di come mettere fine al conflitto e di come dar voce alle proposte per il futuro del paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 per\u00f3 concreta la speranza che i crimini contro la popolazione civile non rimangano impuniti. In ottobre il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha dato il via libera ad una missione incaricata di indagare sulla situazione umanitaria&nbsp; e sugli abusi commessi dalle due parti in conflitto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carla Bellani Dal 15 aprile 2023 in Sudan \u00e8 in atto un conflitto tra l\u2019esercito nazionale (SAF) e le Forze di intervento rapido (RSF), una formazione paramilitare associata al potere dalla caduta del regime guidato dal deposto presidente Omar al Bashir, nell\u2019aprile del 2019. I due comandanti, generale al Burhan capo delle SAF, e Mohamed Dagalo conosciuto come Hemetti, per le RSF, rispettivamente presidente e vicepresidente del Consiglio sovrano (la presidenza collettiva del paese) fino allo scoppio del conflitto, sono entrati in rotta di collisione&nbsp; per contrapposti interessi economici, politici e militari. 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