{"id":2366,"date":"2011-10-18T10:30:15","date_gmt":"2011-10-18T10:30:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=2366"},"modified":"2020-06-22T09:23:07","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:07","slug":"in-africa-centrale-la-prossima-guerra-di-obama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=2366","title":{"rendered":"In Africa centrale la prossima guerra di Obama"},"content":{"rendered":"<p>(18 Ottobre 2011)<\/p>\n<p>di Antonio Mazzeo<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/250px-Ug-map.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/250px-Ug-map.png\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"268\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2368\" \/><\/a><br \/>\nDopo Afghanistan, Iraq, Pakistan, Yemen e Libia \u00e8 l\u2019ora dell\u2019escalation militare USA in Africa centrale. Assassinato Osama bin laden, sconfitto Gheddafi, il nemico number one dell\u2019amministrazione Obama \u00e8 divenuto Joseph Kony, il capo supremo del Lord\u2019s Resistance Army (Esercito del Signore), l\u2019organizzazione di ribelli ugandesi che dalla seconda met\u00e0 degli anni \u201980 ad oggi si \u00e8 macchiata di gravi crimini contro l\u2019umanit\u00e0, massacri, stupri e rapimenti di bambini e adolescenti.<br \/>\nCon una lettera al Congresso, il presidente Barack Obama ha annunciato l\u2019invio in Africa centrale di un \u201cpiccolo numero di militari equipaggiati per il combattimento\u201d per \u201cfornire assistenza alle forze armate locali impegnate a sconfiggere Joseph Kony. Si tratta, in una prima fase, di un team di \u201cconsiglieri\u201d delle forze operative speciali USA, il cui numero dovrebbe crescere entro un mese a un centinaio tra militari e \u201ccivili\u201d, compreso un \u201csecondo gruppo equipaggiato al combattimento con personale esperto in intelligence, comunicazioni e logistica\u201d. I militari hanno raggiunto l\u2019Uganda, ma successivamente le forze armate statunitensi potrebbero estendere il loro raggio d\u2019azione al Sudan meridionale, al Darfur, alla Repubblica Centroafricana e alla Repubblica Democratica del Congo. Il controllo della missione \u00e8 stato affidato allo Special Operations Command &#8211; Africa, il comando per le operazioni speciali nel continente con sede a  Stoccarda (Germania).<br \/>\n\u201cIl personale USA fornir\u00e0 informazioni e consulenza, ma non sar\u00e0 impiegato per combattere\u201d, scrive Obama. \u201cNon entrer\u00e0 in azione contro i miliziani del Lord\u2019s Resistance Army se non perch\u00e9 costretto all\u2019auto-difesa. Sono state prese tutte le precauzioni per assicurare la massima sicurezza al personale militare USA durante la sua missione\u201d.<br \/>\nIl portavoce di USAFRICOM, il comando degli Stati Uniti per l\u2019Africa, Vince Crawley, ha dichiarato di non sapere sino a quando sar\u00e0 necessario disporre dei militari in Africa centrale, \u201ctuttavia le nostre unit\u00e0 sono preparate per tutto il tempo che servir\u00e0 a consentire alle forze armate della regione d\u2019intervenire contro l\u2019LRA in modo autonomo\u201d. Per il Pentagono l\u2019obiettivo a medio termine dell\u2019intervento \u00e8 la costituzione di una brigata mobile con un migliaio di uomini delle forze armate di Congo, Repubblica Centroafricana, Sudan ed Uganda, a cui l\u2019Unione Africana affider\u00e0 i compiti di pattugliamento delle frontiere. Secondo quanto riferito alla BBC da una fonte diplomatica USA, il piano fa pure affidamento sull\u2019intervento della Nigeria e del Sud Africa, \u201cle due sole nazioni africane che hanno le adeguate capacit\u00e0 logistiche\u201d. Per la BBC, anche se nei documenti ufficiali il riferimento \u00e8 solo al Lord\u2019s Resistance Army, \u00e8 forte il sospetto che \u201cquesta brigata potrebbe intervenire in operazioni esterne contro i gruppi di al-Qaeda in Maghreb e coloro che stanno tormentando oggi le aree del Mali e della Mauritania\u201d.<br \/>\nNel dicembre 2008, gli eserciti di Uganda, Repubblica Democratica del Congo e Sudan lanciarono una violenta offensiva militare contro i miliziani dell\u2019LRA (Operazione Linghting Thunder). Determinanti furono il supporto logistico, le armi e le apparecchiature \u201cnon letali\u201d, per il valore di 23 milioni di dollari, forniti da Washington. Secondo i maggiori quotidiani USA, l\u2019operazione fu pianificata direttamente dagli strateghi del Comando AFRICOM di Stoccarda (Germania). Diciassette consiglieri militari furono inviati in Uganda per lavorare a stretto contatto con gli ufficiali locali e fornire i dati d\u2019intelligence e le riprese satellitari sugli accampamenti nel parco nazionale di Garamba in cui si nascondevano gli uomini di Joseph Kony.  L\u2019intervento contro l\u2019LRA si rivel\u00f2 tuttavia fallimentare e per certi versi pure controproducente: le milizie ribelli scampate ai bombardamenti si vendicarono contro la popolazione civile, massacrando pi\u00f9 di 900 persone, in buona parte donne e bambini. L\u2019Esercito del Signore si rifugi\u00f2 in Darfur, Congo e Repubblica Centroafricana, paese quest\u2019ultimo dove vivrebbe adesso Kony. Alcune organizzazione per i diritti umani con sede negli Stati Uniti affermano tuttavia che le forze ribelli non disporrebbero di pi\u00f9 di 400 uomini, un dato che lascia apparire del tutto sovradimensionata ed ingiustificata la mobilitazione militare internazionale contro il \u201cpericolo\u201d LRA.<br \/>\nSecondo il Pentagono, personale militare USA \u00e8 stato impiegato per lungo tempo nell\u2019addestramento delle forze armate ugandesi in funzione anti-Kony. Washington ha fornito al paese africano aiuti militari per 33 milioni di dollari, principalmente apparecchiature di telecomunicazione e e camion per il trasporto truppe. Lo scorso anno, 550 uomini di US Army Africa, il Comando per le operazioni terrestri nel continente con base a Vicenza, hanno partecipato a Kitgum, nord Uganda (area di aperto conflitto contro l\u2019LRA), ad una delle maggiori esercitazioni mai realizzate in Africa (Natural Fire 10), congiuntamente ai reparti armati di Kenya, Tanzania, Uganda, Rwanda e Burundi. Lo scorso mese d\u2019aprile, ancora con il coordinamento di US Army Africa, il nord Uganda \u00e8 stato sede di una vasta operazione di lancio paracadutisti, a cui hanno partecipato militari ugandesi, il 21st Special Troops Battalion dell\u2019esercito USA con sede a Kaiserslautern (Germania) e la 197th Special Troops Company della Guardia Nazionale dell\u2019Utah.<br \/>\nDal 2003 gli statunitensi sono impegnati pure nell\u2019addestramento delle ri-costituite forze armate del Congo, accusate da pi\u00f9 parti (comprese alcune agenzie Onu) di efferate violenze contro la popolazione civile. Il Dipartimento di Stato, in particolare, ha finanziato una luna missione di \u201cconsiglieri\u201d dell\u2019US Special Operations Command &#8211; Africa, prima a Kisangani e successivamente nella regione meridionale del paese. Nello specifico, il team ha curato la formazione sul campo nelle attivit\u00e0 di sminamento e distruzione di vecchie munizioni inesplose. Come recentemente annunciato dall\u2019ambasciatore USA in Congo, un battaglione di fanteria leggera congolese, formato e addestrato da personale USA, ha raggiunto la citt\u00e0 di Dungu, nel nord-est del paese, per \u201ccombattere contro le milizie del Lord\u2019s Resistance Army\u201d. Per creare da zero questo battaglione mobile, Washington ha speso circa 15 milioni di dollari, quasi un quarto dell\u2019ammontare dei programmi di \u201criforma del settore difesa\u201d destinati al Congo nel 2010. Intervenendo ad un seminario dell\u2019ultraconservatore Center for Strategic and International Studies di Washington, il generale Ham, comandante AFRICOM, ha annunciato che le forze armate USA \u201caccresceranno il proprio aiuto a favore delle forze armate del Congo e della Repubblica Centroafricana contro l\u2019LRA\u201d. \u201cSe mi chiedete se nel mondo esiste oggi il diavolo, io rispondo che esiste nella persona di Joesph Kony e della sua organizzazione\u201d, ha concluso Ham.<br \/>\nLa guerra a \u201cbassa intensit\u00e0\u201d contro l\u2019Esercito del Signore venne lanciata dall\u2019amministrazione USA dopo l\u2019approvazione con voto unanime dei congressisti (primavera del 2009) del cosiddetto LRA Disarmament and Northern Uganda Recovery Act, che invocava il pugno duro per \u201cchiudere definitivamente la lotta al gruppo ribelle di Joseph Kony\u201d. Nel novembre 2010, il presidente Obama present\u00f2 al Congresso un piano per \u201csmantellare\u201d il Lord\u2019s Resistance Army e catturare il suo leader. Quattro gli obiettivi chiave: \u201cmaggiore protezione dei civili; rimozione di Kony dal campo di battaglia; promozione degli sforzi per reintegrare nella societ\u00e0 i restanti combattenti dell\u2019LRA; potenziamento dell\u2019intervento umanitario nella regione per assicurare una continua assistenza alle comunit\u00e0 vittime\u201d. Il piano affidava gli interventi ai Dipartimenti di Stato e alla Difesa e a USAID, l\u2019agenzia alla cooperazione e allo sviluppo degli Stati Uniti d\u2019America.<br \/>\nL\u2019intervento militare USA \u00e8 stato richiesto alcuni mesi fa dai rappresentanti di quattro \u201corganizzazioni non governative\u201d (Resolve, Enough Project, Invisible Children e Citizens for Global Solutions). Con una lettera aperta al presidente Obama, le ONG lo hanno invitato \u201ca dimostrare tutta la seriet\u00e0 possibile per porre fine alla violenza dell\u2019LRA contro i civili\u201d. \u201cAnche se il supporto a favore dei militari dell\u2019Uganda pu\u00f2 sembrare a breve termine il modo migliore per arrestare gli anziani comandanti del Lord\u2019s Resistance Army, \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente che essi non sono in grado di farlo\u201d, commentavano i portavoce delle organizzazioni. \u201cLa leadership USA ha pertanto l\u2019urgente necessit\u00e0 di trovare alternative praticabili alla strategia odierna e al tipo di sostegno offerto\u201d. Washington li ha prontamente accontentati inviando la special task force in Africa centrale. Alla prossima guerra, militari, ONG e contractor ci andranno piacevolmente insieme.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(18 Ottobre 2011) di Antonio Mazzeo Dopo Afghanistan, Iraq, Pakistan, Yemen e Libia \u00e8 l\u2019ora dell\u2019escalation militare USA in Africa centrale. Assassinato Osama bin laden, sconfitto Gheddafi, il nemico number one dell\u2019amministrazione Obama \u00e8 divenuto Joseph Kony, il capo supremo del Lord\u2019s Resistance Army (Esercito del Signore), l\u2019organizzazione di ribelli ugandesi che dalla seconda met\u00e0 degli anni \u201980 ad oggi si \u00e8 macchiata di gravi crimini contro l\u2019umanit\u00e0, massacri, stupri e rapimenti di bambini e adolescenti. 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