{"id":2354,"date":"2011-10-18T05:40:32","date_gmt":"2011-10-18T05:40:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=2354"},"modified":"2020-06-22T09:23:07","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:07","slug":"15-ottobre-nel-sistema-violento-la-nonviolenza-deve-mettere-radici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=2354","title":{"rendered":"15 OTTOBRE: nel sistema violento la nonviolenza deve mettere radici"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;La violenza di alcuni ha la stessa tristezza e la stessa impotenza dolorosa dei lutti. E&#8217; infatti un lutto sociale! Fuggire<br \/>\nper non essere coinvolti \u00e8 stato davvero umiliante in quel 15 ottobre a Roma! Lo spazio costruito per sfogare democraticamente il proprio dissenso e la propria indignazione \u00e8 stato frainteso da gruppi violenti organizzati, facile preda di chi vuole distruggere, manipolare e strumentalizzare il dissenso di sistema&#8221;. Un giudizio chiarissimo e di grande prospettiva IL PUNTO PACE DEL MOLISE ha espresso in un documento sulla manifestazione di Roma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Tw Cen MT Condensed Extra Bold, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">15 Ottobre: in questo sistema violento la nonviolenza deve ancora mettere radici<\/span><\/span><\/p>\n<p>Siamo per un&#8217;economia disarmata, per una giustizia sociale, per una pace giusta sognata da Dio come Regno<br \/>\nnon di questo mondo e nonostante tutto costruita gi\u00e0 qui ed ora con il dialogo, la denunzia, la profezia, il coraggio, la preghiera, l&#8217;impegno, nuovi stili di vita, il lavoro, la non violenza. Vogliamo per\u00f2 indignarci e sortirne insieme per costruire quelle relazioni umane calde e sincere che come ponti uniscono le nostre isole. In questa Italia incendiata da profonde ingiustizie sociali, svilita da governi e opposizioni ottuse nei loro privilegi, in cui tutto \u00e8 possibile tanto a pagarne \u00e8 il popolo, per fortuna, non pi\u00f9 silente, si leva un&#8217;aspirazione antica e dimenticata da un avido benessere economico: la pace e la giustizia sociale. Essa \u00e8 quello spazio collettivo in cui c&#8217;\u00e8 vita per tutti e si alimenta nell&#8217;accoglienza come \u201cbene comune\u201d fondamentale per costruire una possibile convivenza. In fondo vogliamo solo essere riconosciuti<br \/>\nper la nostra dignit\u00e0, vivere del sudore del nostro lavoro e, a volte, fermarci per godere dell&#8217;acqua ancora di tutti, del sole come fonte di vita e di energia pulita, dell&#8217;aria non pi\u00f9 inquinata, della natura che cerca anch&#8217;essa di vivere nonostante noi.<\/p>\n<p>Mai come in questo momento c&#8217;\u00e8 bisogno di educare alla pace ed alla nonviolenza! La peggiore delle violenze \u00e8 per\u00f2 la povert\u00e0 e la\u00a0 miseria in cui prosperano disperazione e fantasmi del passato come\u00a0 antisemitismo, negazionismo e razzismo. La violenza di piazza, che\u00a0 proprio in questi giorni si riaffaccia come un incubo del passato, \u00e8\u00a0 il risultato dello\u00a0sradicamento culturale profondo che hanno subito\u00a0le ultime generazioni, ma anche risultato di un vuoto di azione e di\u00a0 prospettiva che non abbiamo saputo superare come generazione di\u00a0 educatori.<\/p>\n<p>La violenza di alcuni ha la stessa tristezza e la stessa\u00a0 impotenza dolorosa dei lutti. E&#8217; infatti un lutto sociale! Fuggire<br \/>\nper non essere coinvolti \u00e8 stato davvero umiliante in quel 15 \u00a0ottobre a Roma! Lo spazio costruito per sfogare democraticamente il\u00a0 proprio dissenso e la propria indignazione \u00e8 stato frainteso da\u00a0gruppi violenti organizzati, facile preda di chi vuole distruggere,\u00a0manipolare e strumentalizzare il dissenso di sistema. Meno sociale, meno diritti, pi\u00f9 violenza e pi\u00f9 penale.<\/p>\n<p>Costruire la pace\u00a0 significa allora mettere le radici del dialogo, dell&#8217;accoglienza,\u00a0della formazione, del confronto, del dialogo, dell&#8217;ascolto e del\u00a0dissenso intelligente. Come dimostrato dall&#8217;ultima esperienza\u00a0pluriennale dei comitati referendari per l&#8217;acqua, nucleare e\u00a0giustizia uguale per tutti, occorre molta formazione, tempo,\u00a0radicamento territoriale ed intelligenza ecologica, politica e\u00a0 relazionale. Voler per forza costruire una manifestazione in poco\u00a0tempo senza prima aver costruito relazioni orizzontali e coordinate,\u00a0 \u00e8 stato un errore strategico. La rabbia sociale, causata da logiche di potere e di dominio, va incanalata nell&#8217;impegno costante\u00a0rifuggendo scorciatoie ed egoismi. Nel buio del postmodernismo, come<br \/>\ndice Baumam, non c&#8217;\u00e8 posto per facili entusiasmi perch\u00e9 il sistema ormai consolidato per pochi va convertito. Occorre scendere dal treno, girarlo, e risalire per una direzione diversa. Avremmo potuto avere solo un cambio di binario senza scendere dal treno, ma occorrevano casellanti (governanti) in grado di scambiare i binari per una nuova direzione condivisa. Abbiamo pensato a costruire \u201cbeni economici\u201d senza pensare a costruire \u201cbeni comuni\u201d e giustizia<br \/>\nsociale. Chi ancora oggi attende umanit\u00e0, cibo, acqua ed altri diritti fondamentali non pu\u00f2 accedere al mercato n\u00e9 dare alcun contributo al ben-essere economico mondiale. Nel nostro egoismo abbiamo anche ridotto gli investimenti alla cooperazione internazionale e dirottato fiumi di denaro nelle spese militari che sono quelle pi\u00f9 improduttive e violente. Abbiamo dimenticato che il risparmio di denaro \u00e8 la prima leva dell&#8217;economia perch\u00e9 \u00e8 fonte di investimenti. Ci hanno detto che apparire \u00e8 pi\u00f9 importante dell&#8217;essere ed allora abbiamo ostentato ricchezza indebitandoci con<br \/>\nle finanziarie e le banche. Proprio ora che nessuno \u00e8 disposto a pagare la crisi economica sistemica \u00e8 importante trovare una\u00a0soluzione pacifica del conflitto sociale regolamentando ci\u00f2 che era stato deregolamentato, accogliere personalmente e collettivamente nuovi stili di vita ed introdurre nuovi diritti ai beni comuni perch\u00e9 la pace \u00e8 un cammino che non termina mai ed ogni generazione \u00e8 chiamata a percorrerne un po&#8217;.<\/p>\n<p>Punto Pace Molise<\/p>\n<p>17 ottobre 2011, Antonio De Lellis<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La violenza di alcuni ha la stessa tristezza e la stessa impotenza dolorosa dei lutti. E&#8217; infatti un lutto sociale! Fuggire per non essere coinvolti \u00e8 stato davvero umiliante in quel 15 ottobre a Roma! 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