{"id":22751,"date":"2023-05-28T17:38:29","date_gmt":"2023-05-28T17:38:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=22751"},"modified":"2023-05-30T04:10:35","modified_gmt":"2023-05-30T04:10:35","slug":"leconomia-di-pace-questa-sconosciuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=22751","title":{"rendered":"L\u2019Economia di pace, questa sconosciuta"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tocco Casauria 28\/30 aprile<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Antonio De Lellis<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le giornate sul seminario autogestito di contro narrazione di Tocco Casauria nascono all&#8217;interno di una intuizione di Pax Christi nel promuovere un gruppo di lavoro sul tema dell&#8217;economia di pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inizio questo mio resoconto delle giornate di Tocco Casauria,&nbsp;svoltesi dal 28\/30 aprile sul tema dell&#8217;economia di Pace, col presentare una sintesi dell&#8217;intervento dell&#8217;economista Stefano Lucarelli che spiega che esistono delle condizioni economiche che consentono la guerra. Occorre ci\u00f2 valutare le cause e le posizioni attraverso un metodo che non attribuisce all&#8217;imperialismo occidentale ed orientale di egemonizzare il discorso pubblico creando contrapposizioni sulla base del ruolo dei leader che difendiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il discorso pubblico nonviolento dovrebbe discendere sempre pi\u00f9 dal mettere in evidenza che esiste una legge di tendenza generale, a partire dalla quale \u00e8 possibile creare, in alternativa, le condizioni per la pace. Le disuguaglianze creano conflitti anche tra le oligarchie mondiali che sono alla base della guerra in Ucraina. La nostra capacit\u00e0 di metterlo in evidenza ci condurr\u00e0 fuori dalle secche di discussioni sterili che ci portano quasi sempre in un vicolo cieco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco perch\u00e9 le fondamentali discussioni sull&#8217;invio di armi, purtuttavia altro non sono che una deviazione dal tema principale: questo sistema capitalistico neoliberista \u00e8 basato sulla guerra, contro i poveri che crea, contro l&#8217;ambiente che viene depredato, ma anche a livello delle stesse oligarchie debitrici e creditrici che attribuiscono a questo conflitto un significato da resa dei conti per la costruzione di un nuovo loro ordine mondiale, militare, economico e tecnocratico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A noi questa lettura interessa per non dividerci, per prendere il largo e condurre i popoli laddove esistono germi nuovi di un mondo nonviolento, indipendente, non subordinato che basa i propri rapporti economici sulla parit\u00e0, che elimini il ruolo della finanza speculativa e che rifondi la politica su questi presupposti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altri interventi sull&#8217;Economia gandhiana, sull&#8217;energia per il futuro e su quali soggetti per una economia di pace, li integrer\u00f2 nei prossimi appuntamenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La guerra capitalistica \u2013 Stefano Lucarelli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il Pesce grande mangia quello piccolo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le Corporation controllano sempre di pi\u00f9 le altre societ\u00e0 quotate. In cima a questa gerarchia si collocano poche imprese che controllano circa l\u201980% delle spa. A partire dal 2007\/2008 gli indici di controllo indicano una concentrazione. Il pesce grande mangia il pesce piccolo. Ci\u00f2 accade in Usa, Cina e UE. Il meccanismo di concentrazione determinano conflittualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La polarizzazione tra Paesi creditori e debitori<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si analizza il processo che passa tra il tentativo di integrazione commerciale, da una parte, e il protezionismo dall\u2019altra. Ci\u00f2 determina conflittualit\u00e0 con accumulo di spese militari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Resta al centro la tenuta delle democrazie europee.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019imperialismo Usa \u00e8 la novit\u00e0 rispetto al 1913 perch\u00e9 oggi c\u2019\u00e8 una forma di condizionamento degli Usa sulle politiche dei Paesi europei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La polarizzazione \u00e8 tra coloro che hanno un surplus commerciale come la Cina, la Russia e l\u2019Arabia Saudita con posizioni nette positive con l\u2019estero e tra coloro che hanno posizione di deficit di bilancia commerciale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino a quando questa eccedenza di liquidit\u00e0 serviva per acquistare i titoli di stato , del debito estero dei paesi debitori, problemi non ci sono stati. Ma quando questo eccesso di liquidit\u00e0 \u00e8 stato utilizzato per acquisti di pacchetti azionari ed in primis in settori biotecnologici che dettano le traiettorie future, la situazione cambia radicalmente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le armi finanziarie<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le tendenze di cui si parla precedono le guerre ultime anche quella in Siria. I dazi, le tariffe e le sanzioni sono state applicate nei confronti dei paesi creditori che acquisivano pacchetti azionari di societ\u00e0 dei paesi debitori. Le sanzioni sono state finanziarie durante l\u2019amministrazione Obama. Poi con Trump i dazi fino al 25%, per esempio sull\u2019acciaio, che ha riguardato anche altri paesi e poi Biden le ha tolte per UE. Ci\u00f2 soprattutto a seguito di alcuni accordi tra cui quelli della via della seta. Questi prevedevano, tra l\u2019altro, trasferimenti commerciali improntati alla di Green economy. Successivamente ci sono state sanzioni sugli spostamenti di persone. I programmi di valorizzazione&nbsp; del capitale umano dei Paesi Brics prevedono studi&nbsp; nelle universit\u00e0 occidentali che avrebbero formato i giovani. Ci\u00f2 ha aiutato il capitale umano specialmente cinese. Queste modalit\u00e0 di risposta sanzionatorie mettono in moto dei meccanismi di distanziamento dal processo di integrazione molto forti. Ci troviamo dinanzi ad una globalizzazione\/protezionismo unilaterale che produce conflitti. La guerra Ucraina \u00e8 una risposta imperialistica dinanzi a questa guerra finanziaria con sanzioni commerciali. Anche la Cina naturalmente persegue strategie imperialistiche di tipo commerciale ad esempio in Africa con concessioni e acquisendo porti importanti. Questa situazione provoca crescita di tensione con reazioni imperialistiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le spese militari<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro aspetto da valutare \u00e8 l\u2019aumento delle spese militari. Tra il 2000 e il 2020 le spese militari sono aumentate. Posto che nel 2021 le spese militari ammontano a 767 mld di dollari per gli Usa e al secondo posto c\u2019\u00e8 la Cina, con 1\/3 degli Usa, ma con una tasso di crescita del 440% dal 2000 e il 2021,&nbsp; e poi India 131 % tasso di incremento e Arabia Saudita. La Francia al 17% e la Germania al 23%. Questi valori sono la testimonianza che man mano che si polarizza la situazione tra paesi creditori e paesi debitori si vanno ad accumulare sempre pi\u00f9 armi. Questo accade tra tutti i paesi debitori e creditori. La Germania \u00e8 nel paese dei creditori e solo dall\u2019esplosione del Nord Stream 2 si \u00e8 convinta sulle sanzioni contro la Russia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi presento anche una sintesi sul tema della decrescita o meglio su scarsit\u00e0 ed economia di pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Economia di Pace e scarsit\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il concetto di scarsit\u00e0 credo si debba contestualizzare all&#8217;interno dell&#8217;attuale economia di guerra capitalistica. Analizzo in estrema sintesi la scarsit\u00e0 sotto tre aspetti: lavorativa, di tempo, relativa ai beni comuni. La creazione artificiale di scarsit\u00e0 del lavoro \u00e8 necessaria ad indurre le persone ad accettare lavori malpagati e spingerle ad impegnarsi in una produttivit\u00e0 competitiva. <\/em>La disuguaglianza stimola un senso di inadeguatezza che induce le persone a lavorare pi\u00f9 a lungo per guadagnare pi\u00f9 reddito per comprare cose inutili al fine di aver riconosciuta un po&#8217; di dignit\u00e0. In questo senso, la disuguaglianza crea una <em>scarsit\u00e0 artificiale di benessere. <\/em>La pubblicit\u00e0 o propaganda di regime del capitalismo col suo fare ammiccante apparentemente innocuo o solo fastidioso \u00e8 sostanzialmente violenta e crea un <em>senso artificiale di carenza<\/em>: non possediamo abbastanza, non siamo alla moda, non siamo sufficientemente belli. <em>Scarsit\u00e0 artificiale di tempo. <\/em>Il poco tempo libero lasciato a chi lavora induce a pagare\/delegare altre persone o strutture per fare quello che si potrebbe fare da soli: cucinare i pasti, pulire e mantenere la propria casa, giocare con i bambini, assistere gli anziani. Per non parlare di consulenze specialistiche (psicologi, nutrizionisti, esperti coniugali, etc). La <em>scarsit\u00e0 artificiale di beni pubblici\/comunitari\/comuni <\/em>porta all&#8217;ondata di privatizzazioni nel campo della salute, istruzione, trasporti, case, acqua, etc. L&#8217;alternativa privata \u00e8 sempre dietro l&#8217;angolo. <em>Scarsit\u00e0 artificiale di moneta e debito. <\/em>\u201cLa ragione principale per cui la nostra economia \u00e8 cos\u00ec gravata dal debito \u00e8 che funziona sulla base di un sistema monetario che \u00e8 esso stesso debito (1). In altre parole, le banche prestano somme circa dieci volte superiori a quelle di cui dispongono effettivamente. L&#8217;idea di scarsit\u00e0 la metto in relazione ad un nuovo paradigma: l&#8217;economia di pace, indipendente, non subordinata ad altri stati o multinazionali e basata su rapporti commerciali non asimmetrici, ma paritari. Dalla lettura del contributo precedente abbiamo appreso come siano legati i temi della scarsit\u00e0, della guerra e del capitalismo. In sintesi: in nome di una globalizzazione estrema le oligarchie creditrici (Cina, Russia, Arabia Saudita ecc) hanno sferrato un attacco finanziario verso le oligarchie debitrici (Stati Uniti, Europa ecc), creando una eccessiva polarizzazione e concentrazioni di quote azionarie, oltre a quelle sui titoli del debito pubblico e sulla formazione specializzata. Questo ha creato per tutta risposta un protezionismo estremo unilaterale e di conseguenza una risposta militare imperialista con la finalit\u00e0 di ricreare un nuoco ordine economico, militare e tecnocratico. Riporto questa lettura economica perch\u00e9 anche dalla drammatica condizione geopolitica possiamo evincere, come il concetto di scarsit\u00e0 attiene, nel suo utilizzo strumentale, al paradigma del debito\/credito. Se ci poniamo in un ottica di de-colonizzazione della terra,&nbsp; della mente ed in una visione di progresso, e non crescita, integrale possiamo riconoscere che il DNA di questa economia di pace rientra nella logica del disarmo, anche finanziario, della natura e dell&#8217;accoglienza. La scarsit\u00e0 come senso del limite delle risorse naturali, all&#8217;interno di un sistema vorace, di predominio e sfruttamento, va auspicata e coltivato. Ma la scarsit\u00e0 come costruzione artificiale per spingere verso il predominio sul vivente \u00e8 un&#8217;arma pericolosa che viene alimentata dalla paura dell&#8217;altro e dalla costruzione del nemico. La scarsit\u00e0, da concetto utile che la nostra storia e tradizione contadina ci tramanda come rispettosa di una economia della custodia e della cura, si \u00e8 trasformata in arma contro il vivente.&nbsp; L\u2019economia di guerra si caratterizza per privilegiare la produzione e vendita di armi, &nbsp;per la costruzione dei muri e dei rimpatri di coloro che fuggono da fame, povert\u00e0, violenze, persecuzioni, desertificazione o disastri ambientali ed infine, per l\u2019uso della guerra come possibile strumento di politica e di controllo delle risorse naturali. L\u2019economia di pace invece mette in circolazione maggiore ricchezza. Economia di pace ed economia di guerra sono mutuamente escludenti, una produce diritti e libert\u00e0, l\u2019altra distrugge. Ecco perch\u00e9 il tema dell&#8217;economia di pace, che pone al centro l&#8217;idea giusta di scarsit\u00e0, come condizione di un limite, e non come arma verso il vivente, deve diventare sempre pi\u00f9 al centro delle nostre analisi per costruire la societ\u00e0 della cura che vorremmo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto concerne i temi della <strong>guerra alla mobilit\u00e0 da parte della UE e della finanza e citt\u00e0<\/strong>, il caso Palestina, posso in sintesi riportare come la visione securitaria e identitaria e quella speculativa siano una delle facce del capitalismo e di come solo liberandoci di una economia di guerra capitalistica si possa costruire una accoglienza rispettosa dei diritti di tutte e tutti. Chi distrugge il proprio simile, distrugge il vivente e distrugge se stesso. Proprio a partire da questo nuovo paradigma dell&#8217;economia di pace possiamo superare il capitalismo neoliberista e solo quelle forze politiche che abbracceranno questa visione potranno davvero dirsi alternative. Per costruire un mondo di pace dobbiamo superare l&#8217;attuale sistema economico e transitare verso un sistema costituzionalmente riconosciuto basato sul disarmo, sulla natura e sulla accoglienza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tocco Casauria 28\/30 aprile Antonio De Lellis Le giornate sul seminario autogestito di contro narrazione di Tocco Casauria nascono all&#8217;interno di una intuizione di Pax Christi nel promuovere un gruppo di lavoro sul tema dell&#8217;economia di pace. 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