{"id":22747,"date":"2023-05-28T17:30:12","date_gmt":"2023-05-28T17:30:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=22747"},"modified":"2023-05-30T04:17:40","modified_gmt":"2023-05-30T04:17:40","slug":"ii-e-iii-parte-del-documento-della-rete-sinodale-nazionale-uscire-dal-sistema-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=22747","title":{"rendered":"II e III parte del documento della Rete sinodale nazionale &#8220;Uscire dal sistema di guerra&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mandiamo la seconda e terza parte del documento elaborato dalla Rete nazionale sinodale, inviato ai vescovi per il Sinodo, intitolato &#8220;Uscire dal sistema di guerra. La nonviolenza in azione per pace, giustizia e cura della casa comune&#8221;. La prima prospettava sei &#8220;uscite&#8221; sul tema della pace-disarmo.&nbsp; Ora si possono leggere operativamente&nbsp; le altre &#8220;uscite&#8221; sui temi della giustizia e della casa comune. La terza parte \u00e8 intitolata&nbsp;<em>Chiamata alla pace<\/em>&nbsp;<strong><em>(s.p.)<\/em><\/strong>.&nbsp;&nbsp;<strong><br><br>PER LA GIUSTIZIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>7. Uscire dal precariato e dalle discriminazioni, anche di genere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei rapporti di lavoro, di qualunque natura, stabiliti con chiunque, diocesi, parrocchie, istituti religiosi, associazioni e imprese di ispirazione religiosa devono rispettare tutte le norme sul lavoro e sulla prevenzione degli infortuni, uscire dalla precarizzazione del lavoro con regolari contratti, anche per le collaboratrici e i collaboratori. Devono in particolar modo assicurare la dignit\u00e0 di lavoratori e lavoratrici, la libert\u00e0 di pensiero e di espressione, i principi di non discriminazione (genere, nazionalit\u00e0, religione). Particolare attenzione sia data alle lavoratrici madri. Si faccia la Chiesa italiana promotrice al proprio interno di un sistema di lavoro e di sicurezza sociale realmente di giustizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>8- Uscire dal sistema della violenza e degli abusi sessuali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La violenza, le molestie e gli abusi sessuali contro chiunque, non solo contro le donne e i minori, e da chiunque perpetrati nell\u2019ambito di realt\u00e0 comunque affidate ad autorit\u00e0 religiose non devono essere in alcun modo tollerati. La denuncia, la collaborazione attiva per assicurare giustizia alle vittime, la prevenzione della violenza e degli abusi devono diventare una priorit\u00e0 assoluta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sottolinea in particolar modo la necessit\u00e0 della prevenzione, uscendo senza esitazioni da una cultura, da un linguaggio, da una narrazione di carattere sessuofobico che ledono la dignit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 delle persone. La formazione e la creazione di ambiti e stili di vita non discriminanti sul piano del genere e dell\u2019orientamento sessuale costituiscono percorsi necessari e urgenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>9. Uscire dai sistemi discriminanti secondo il genere e l\u2019orientamento sessuale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uguaglianza e la pari dignit\u00e0 delle persone siano finalmente assunti come riferimento per le attivit\u00e0, gli stili di vita, le elaborazioni teoriche. Un\u2019attenzione fondamentale sia data alle famiglie, a tutte le famiglie comunque fondate sull\u2019amore, sul rispetto e la dignit\u00e0 di tutte le persone che la compongono. Non si pongano in essere pensieri, atti e culture che discriminano i minori in funzione delle famiglie in cui sono accuditi e vivono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>10. Uscire dal sistema degli scarti di religiosi e religiose che hanno abbandonato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019accoglienza venga sempre assicurata a coloro, presbiteri, religiosi e religiose, che per i motivi pi\u00f9 diversi hanno lasciato il ministero o la congregazione ma non la fede. Si esca dal sistema di norme ecclesiali che ledono il senso di dignit\u00e0 e l\u2019accoglienza che il messaggio evangelico assicura a tutti e a tutte. Si tenga conto delle loro difficolt\u00e0 esistenziali ed economiche. La Chiesa non pu\u00f2 pi\u00f9 predicare l\u2019accoglienza verso l\u2019esterno, se non \u00e8 in primo luogo accogliente verso i suoi stessi membri, anche quelli che l\u2019hanno lasciata. In primo luogo non si tagli fuori dalle relazioni ecclesiali chi \u00e8 in uscita, ignorando totalmente il suo percorso e la sua attivit\u00e0 a servizio del popolo di Dio. L\u2019accompagnamento, il sostentamento di chi ha lasciato non venga affidato unicamente alla discrezionalit\u00e0 dei vescovi. Il patrimonio di studi, di esperienza e di servizio sia riconosciuto anche socialmente ed economicamente. Si sottolinea in modo particolare la particolare criticit\u00e0 delle persone di nazionalit\u00e0 straniera che in caso di uscita si trovano ad affrontare difficolt\u00e0 ancora maggiori. La Chiesa non pu\u00f2 essere all\u2019origine di scarti umani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>11. Uscire dal clericalismo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla luce dell\u2019esperienza di tante comunit\u00e0 cristiane, la figura del \u201csacerdote\u201d, cio\u00e8 del presbitero, va ripensata alla luce dei bisogni spirituali delle comunit\u00e0 cristiane. Non di autorit\u00e0, ma di figure di esperienze e di accompagnamento hanno bisogno queste comunit\u00e0. Il clericalismo che affida \u201cpotere\u201d alla figura del \u201csacerdote\u201d va superato con figure al servizio delle comunit\u00e0 scelte senza discriminazione di genere e di orientamento sessuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LA CURA DELLA CASA COMUNE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>12. Uscire da attivit\u00e0 non sostenibili per l\u2019ambiente<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diocesi, parrocchie, istituti religiosi, associazioni e imprese di ispirazione religiosa devono rispettare la Casa comune nello svolgere le proprie attivit\u00e0 di qualunque natura. Ci\u00f2 non vale solo per le attivit\u00e0 produttive, si pensi in generale ai trasporti (quali mezzi vengono usati relativamente all\u2019emissione di CO<sub>2<\/sub>?), alle produzione e gestione dei rifiuti, alle energie utilizzate e ai loro consumi, ai prodotti chimici utilizzati per i terreni coltivabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>13. Uscire dal consumo dei suoli e dall\u2019abbandono dei terreni coltivabili<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le diverse entit\u00e0 religiose considerino attentamente il consumo dei suoli, di nuovi terreni, poich\u00e9 altera l\u2019equilibrio climatico e ambientale. Si valorizzino il pi\u00f9 possibile gli edifici esistenti. Il patrimonio immobiliare delle diverse entit\u00e0 religiose sia gestito e mantenuto con criteri sostenibili per l\u2019ambiente.Diverse propriet\u00e0 delle entit\u00e0 religiose comprendono terreni coltivabili. La diminuzione delle vocazioni e del personale si traduce nella difficolt\u00e0 di continuare a coltivare terreni agricoli. In alternativa alla vendita ad entit\u00e0 con scopro di lucro si promuovano forme comunitarie e cooperative di coltivazione dei terreni agricoli, con particolare attenzione a metodi sostenibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>14. Uscire dalla dismissione commerciale del patrimonio immobiliare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per far fronte a difficolt\u00e0 economiche, talune entit\u00e0 religiose ricorrono all\u2019alienazione di un patrimonio immobiliare costituito nel tempo grazie alla generosit\u00e0 delle comunit\u00e0 di credenti. Questi immobili, talvolta di pregio, siano sottratti alla speculazione del mercato e trovino opportune destinazioni, sostenibili per l\u2019ambiente e la societ\u00e0, attraverso il coinvolgimento della comunit\u00e0. Si pensi in particolare alla destinazione per uso sociale, ricreativo, culturale. Si pensi, per gli edifici destinati al culto, ai bisogni di comunit\u00e0 religiose non cattoliche, a spazi ecumenici e interreligiosi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>15.&nbsp;<\/strong><strong>Uscire dal dominio patriarcale e predatorio&nbsp;<\/strong><strong>sui<\/strong><strong>&nbsp;corpi,&nbsp;<\/strong><strong>sull<\/strong><strong>e coscienze e&nbsp;<\/strong><strong>sui<\/strong><strong>&nbsp;beni comuni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conversione alla nonviolenza trasforma la politica come cura delle relazioni. Per attuarla occorre un impegno coerente per la trasformazione del &#8220;maschile&#8221;, indispensabile per una nuova civilt\u00e0 delle relazioni contraria alla competizione per il potere e per l&#8217;accaparramento delle ricchezze, al dominio escludente e predatorio su corpi, coscienze e beni comuni. Tutto questo \u00e8 &#8220;il creato&#8221;, composto da esseri viventi e da tutti e tutte noi, esseri umani. Giustizia e pace sono, devono essere, le forme del nostro prendercene cura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa pratica ci pu\u00f2 mettere in rete con tutti e tutte coloro che la sentono come proprio dovere umano, con realt\u00e0 come l\u2019Associazione Laudato s\u00ec, con le Comunit\u00e0 Laudato s\u00ec, con tante altre e con i movimenti giovanili per il clima. In particolare, riteniamo importante aderire, ognuno con la sua identit\u00e0 e con ampia variet\u00e0 di apporti, al progetto PER UNA COSTITUZIONE DELLA TERRA che sembra raccordare i temi di cui ci stiamo occupando: nonviolenza attiva, obiezione di coscienza, gestione nonviolenta dei conflitti, disarmo nucleare e tradizionale, riconversione dell&#8217;industria bellica, superamento dei cappellani militari e di vecchie e nuove pratiche patriarcali. Per questo \u00e8 necessario fare rete a livello globale, cominciando dal Sinodo nazionale e da quello mondiale, dal contributo di tutte le chiese e di tutte le religioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>CHIAMATA ALLA PACE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pace va preparata, curata, sperimentata, organizzata.&nbsp;Davanti alla guerra in Ucraina oggi i credenti in Italia sembrano pi\u00f9 attivi sui temi della pace ma riteniamo necessario esprimere&nbsp;<em>alcune preoccupazioni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Salvo eccezioni, la pace \u00e8 collocata nel registro dell&#8217;edificazione personale, della tranquillit\u00e0 interiore o dell&#8217;esortazione generica. Non in quello&nbsp;<strong>della&nbsp;<\/strong><em><strong>conversione<\/strong><\/em><strong>&nbsp;al cuore del Vangelo e alla nonviolenza come forza profonda della nostra inedita umanit\u00e0. Nelle conversazioni sinodali, purtroppo, la pace \u00e8 ai margini.&nbsp;<\/strong>Nonostante un grande magistero pontificio, sviluppatosi nell\u2019arco dell\u2019ultimo secolo, fino a papa Francesco, e tante&nbsp; testimonianze di operatrici e operatori di pace, molti credenti con i loro pastori sembrano incerti o distratti, forse indirettamente complici del sistema violento, o pronti a delegare il tema al papa. A livello istituzionale non esiste, ad esempio, un pronunciamento episcopale solenne contro le armi nucleari o contro il riarmo in atto, mentre l\u2019ultimo documento dei vescovi italiani sulla pace risale al 1998 (Nota pastorale&nbsp;<em>Educare alla pace<\/em>). L\u2019ecumenismo istituzionale sembra ancora impaurito, legato a logiche nazionalistiche e a vecchie teologie sulla \u201cguerra giusta\u201d. Sfugge la stretta connessione tra guerre, ingiustizia socio-economica e devastazione del pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La forza della nonviolenza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Davanti alla corsa mondiale agli armamenti, alle culture del nemico, alla crescita delle ingiustizie e alla distruzione ambientale, riteniamo necessario&nbsp;<strong>assumere la forza della nonviolenza come \u201cbussola strategica\u201d del nostro comportamento. E&#8217; il programma delle Beatitudini<\/strong>.&nbsp;<strong>E\u2019 la vita di Ges\u00f9 Cristo<\/strong>&nbsp;che, schiaffeggiato, chiede conto del male ricevuto, denuncia ci\u00f2 che \u00e8 ingiusto, cerca di vincere il male col bene donando se stesso. Ges\u00f9 praticava e predicava la politica delle relazioni, della solidariet\u00e0, della condivisione. Il messaggio dell&#8217;ultima cena \u00e8 proprio l&#8217;invito a fare come lui, a spezzare il nostro corpo, la nostra vita, per condividerla con chi ha bisogno di gesti di solidariet\u00e0 e di amore, di giustizia e di pace.&nbsp;<strong>La nonviolenza \u00e8 una forza inclusiva e conviviale<\/strong>. E\u2019 una&nbsp;<strong>forza storica&nbsp;<\/strong>sperimentata in molte occasioni e che ha prodotto pi\u00f9 trasformazioni positive della forza armata (cfr. la bibliografia sulle lotte nonviolente del Centro Sereno Regis). Riteniamo necessario testimoniarla con attivit\u00e0 di formazione, pratiche di riconciliazione, iniziative di gestione dei conflitti e di difesa nonviolenta, azioni di giustizia e di verit\u00e0, atti d\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con questo spirito partecipiamo in vari modi al percorso sinodale fiduciosi nella possibilit\u00e0 di maturare come Chiesa&nbsp;<strong>un orientamento disarmante, un pensiero nonviolento, una pedagogia conviviale, pratiche di riconciliazione con la forza della verit\u00e0, con la fame-sete di giustizia, con la passione della libert\u00e0 e con il potere dell\u2019amore<\/strong>. Per questo, alimentati da un\u2019intensa preghiera, chiediamo allo Spirito di illuminare le menti, riscaldare i cuori, dare forza alle mani e di aiutarci a risuscitare un\u2019alba di speranza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mandiamo la seconda e terza parte del documento elaborato dalla Rete nazionale sinodale, inviato ai vescovi per il Sinodo, intitolato &#8220;Uscire dal sistema di guerra. La nonviolenza in azione per pace, giustizia e cura della casa comune&#8221;. La prima prospettava sei &#8220;uscite&#8221; sul tema della pace-disarmo.&nbsp; Ora si possono leggere operativamente&nbsp; le altre &#8220;uscite&#8221; sui temi della giustizia e della casa comune. La terza parte \u00e8 intitolata&nbsp;Chiamata alla pace&nbsp;(s.p.).&nbsp;&nbsp; PER LA GIUSTIZIA 7. 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