{"id":22732,"date":"2023-05-25T11:55:11","date_gmt":"2023-05-25T11:55:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=22732"},"modified":"2023-05-25T11:55:32","modified_gmt":"2023-05-25T11:55:32","slug":"ilan-pappe-verita-sulla-nakba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=22732","title":{"rendered":"Ilan Papp\u00e8: verit\u00e0 sulla Nakba"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa intervista \u00e8 stata pubblicata il 14 maggio 2023 dal quotidiano Il Manifesto<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei giorni in cui Israele celebra la sua fondazione 75 anni fa, i palestinesi sono impegnati con raduni, sit in, conferenze, dibattiti a tenere viva la memoria della Nakba, la loro \u00abcatastrofe nazionale\u00bb parallela alla nascita dello Stato ebraico nel 1948. Una memoria fatta di esilio per centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini diventati profughi in campi allestiti nei paesi arabi vicini, di case e terre perdute e poi confiscate, di famiglie divise per sempre. Eppure, per quanto sia sempre viva e duratura tra i palestinesi, pi\u00f9 parti, non solo Israele, spingono per spegnerla, per impedire che sia riconosciuta e prenda il posto che merita nella storia. Ne abbiamo parlato con lo storico Ilan Papp\u00e8, docente all\u2019Universit\u00e0 di Exeter, autore di saggi sulla storia di Israele e della Palestina tradotti in molte lingue.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Professor Papp\u00e8 perch\u00e9 la Nakba viene oscurata, perch\u00e9 \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile parlarne in pubblico?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di spiegarne le ragioni chiariamo che le ricerche storiche fatte con professionalit\u00e0 a partire dagli anni \u201980 da alcuni storici israeliani e stranieri e quelle realizzate prima di allora dagli storici palestinesi, hanno ottenuto risultati incontestabili sulla Nakba e le sue conseguenze. Studi e ricerche hanno documentato anche la pulizia etnica fatta da Israele nel 1948 (a danno dei palestinesi, ndr). Questi risultati, e rispondo alla domanda, contraddicono completamente la narrazione ufficiale israeliana ad uso interno ed internazionale. Mi riferisco alla versione che vuole l\u2019esercito \u00abpi\u00f9 morale al mondo\u00bb impegnato nel 1948 a difendere Israele contro l\u2019intero mondo arabo, alla tesi secondo cui gli arabi avrebbero chiesto ai palestinesi di abbandonare la loro terra mentre gli israeliani avevano chiesto loro di rimanere. E all\u2019idea che Israele non ha avuto alcuna responsabilit\u00e0 nelle vicende del 1948 di cui sono stati vittime i palestinesi. In sostanza per questa narrazione, non c\u2019\u00e8 stata la Nakba. Le ricerche storiche ci hanno detto che tutto ci\u00f2 \u00e8 una pura fabbricazione. E che l\u2019espulsione dei palestinesi, allora come oggi, \u00e8 un crimine contro l\u2019umanit\u00e0. La preoccupazione delle autorit\u00e0 israeliane \u00e8 che diffondendo, discutendo e analizzando gli esiti degli studi fatti dagli storici si ponga una questione morale sulla fondazione dello Stato di Israele. Se si comincia con questi interrogativi si arriva a sollevare una questione morale sull\u2019intera impresa sionista (in Palestina, ndr) e a chiedersi perch\u00e9 il mondo ha permesso l\u2019espulsione dei palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come spiega l\u2019atteggiamento di varie istituzioni internazionali nonch\u00e9 di governi e partiti politici occidentali, di ferma opposizione, oggi pi\u00f9 che in passato, al riconoscimento della Nakba?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che tutte queste parti internazionali, occidentali, non intendano entrare in conflitto con Israele ed esporsi al rischio di accuse di antisemitismo che sempre pi\u00f9 spesso sono rivolte a chi critica e solleva dubbi. Vanno considerati inoltre i rapporti economici, le vendite di armi, le relazioni di sicurezza con Israele. Quindi \u00e8 molto pi\u00f9 semplice ignorare la Nakba, zittire i palestinesi e negare la loro narrazione oltre che le loro aspirazioni. Allo stesso tempo la societ\u00e0 civile occidentale \u00e8 sempre pi\u00f9 consapevole della Nakba e di quanto accade oggi nei Territori palestinesi occupati e si aspetta che i governi adottino delle politiche concrete contro la negazione dei diritti e di condanna di abusi e violazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A livello accademico qual \u00e8 oggi la consapevolezza della Nakba.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In termini generali si osserva da tempo un progresso un po\u2019 ovunque. Tante universit\u00e0 importanti, negli Usa e in Gb, nell\u2019ambito di corsi di studi e seminari su Israele e palestinesi, hanno svolto ricerche sulla Nakba in modo corretto e professionale. Questo vale anche per l\u2019Italia, la Spagna e la Scandinavia. All\u2019Istituto Orientale di Napoli, ad esempio, ho apprezzato l\u2019accuratezza del programma di studi su questi temi. Non mancano per\u00f2 all\u2019interno delle universit\u00e0 le attivit\u00e0 di docenti che cercano boicottare questi lavori e di imporre la versione tradizionale degli avvenimenti del 1948 pur sapendo che contraddice la storia accertata in modo professionale dai loro colleghi. Da questo punto di vista penso che Francia e Germania siano i paesi pi\u00f9 problematici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come giudica la linea fortemente pro-Israele dei partiti di destra che oggi governano in diversi paesi europei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questi partiti accettare la narrazione ufficiale del 1948 e la versione di Israele di quanto accade oggi, vuol dire lavare e rendere bianco il proprio passato nero. Impressiona come alcuni di questi partiti che erano antisemiti e hanno sostenuto, persino partecipato, al genocidio degli ebrei, siano oggi i pi\u00f9 accaniti sostenitori di Israele. Pi\u00f9 hanno collaborato con il Nazismo e pi\u00f9 appoggiano le politiche di Israele nei confronti dei palestinesi. Questi partiti, peraltro, sono islamofobici e per Israele \u00e8 facile convincerli che non sta impedendo a un popolo di liberarsi dall\u2019occupazione militare e che invece sta combattendo contro organizzazioni islamiche fanatiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Israele ha festeggiato qualche settimana fa, sulla base del calendario ebraico, il suo 75esimo compleanno mentre \u00e8 nel pieno di una frattura interna alla sua maggioranza ebraica a causa della riforma giudiziaria avviata dal governo Netanyahu. Come legge le manifestazioni di massa a difesa della separazione dei poteri e della Corte suprema che vanno avanti da mesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 in atto uno scontro tra due modelli di nazionalismo. Le differenza \u00e8 questa. Il primo, quello che porta avanti le proteste contro la riforma giudiziaria, vuole conservare il modello sostanzialmente laico, fondato su ci\u00f2 che definisce una democrazia ebraica, precedente alla nascita, avvenuta alla fine dello scorso anno, del governo di destra estrema ora in carica. I suoi sostenitori accettano solo la bandiera israeliana alle manifestazioni, per affermare il carattere nazionalista della protesta contro il governo. Il secondo modello non punta alla difesa dei principi democratici, piuttosto vuole ridefinire l\u2019Ebraismo nel 2023 e ritiene centrale dare un fondamento pi\u00f9 religioso alla societ\u00e0 israeliana. Entrambi per\u00f2 non mettono in discussione in alcun modo l\u2019apartheid che viene praticato contro i palestinesi sotto occupazione militare e quelli con cittadinanza israeliana. Seguendo come i media hanno riferito sino ad oggi della spaccatura in atto in Israele, sono sorpreso che tanti giornalisti stranieri, anche quelli pi\u00f9 esperti, non abbiano colto questi elementi politici ed ideologici tanto evidenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 il presente, cosa vede in futuro?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel futuro immediato vedremo pi\u00f9 repressione e pi\u00f9 discriminazione nei confronti dei palestinesi e persino contro la minoranza di ebrei che si batte per la giustizia e i diritti. Si creeranno per\u00f2 pi\u00f9 fratture e contraddizioni nel sistema con sviluppi significativi nella societ\u00e0 civile locale e internazionale per la lotta all\u2019apartheid. Ci vorr\u00e0 del tempo ma non si potranno impedire i cambiamenti che da sempre attendono i palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fonte:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">http:\/\/www.bocchescucite.org\/ilan-pappe-verita-sulla-nakba\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa intervista \u00e8 stata pubblicata il 14 maggio 2023 dal quotidiano Il Manifesto Nei giorni in cui Israele celebra la sua fondazione 75 anni fa, i palestinesi sono impegnati con raduni, sit in, conferenze, dibattiti a tenere viva la memoria della Nakba, la loro \u00abcatastrofe nazionale\u00bb parallela alla nascita dello Stato ebraico nel 1948. Una memoria fatta di esilio per centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini diventati profughi in campi allestiti nei paesi arabi vicini, di case e terre perdute e poi confiscate, di famiglie divise per sempre. 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