{"id":2214,"date":"2011-10-10T08:30:13","date_gmt":"2011-10-10T08:30:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=2214"},"modified":"2020-06-22T09:23:08","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:08","slug":"un-nobel-della-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=2214","title":{"rendered":"Un nobel &#8220;della&#8221; pace"},"content":{"rendered":"<div><strong>Un \u201cNobel per la pace \u201d \u201c<em>per la\u00a0 lotta nonviolenta&#8230;. a favore del processo di costruzione della pace<\/em>\u201d<\/strong><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/donne-africa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/donne-africa.jpg\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"162\" \/><\/a>Vorrei che memorizzassimo la motivazione: Ellen Johnson Sirleaf, Leymah Gbowee e Tawakkul Karman hanno ricevuto il \u201cNobel per la pace 2011\u201d \u201c<em>per la loro lotta nonviolenta&#8230;. a favore del processo di costruzione della pace<\/em>\u201d. Presidente rieletta della repubblica liberiana la prima, avvocata pacifista (presiede un organizzazione femminile interafricana per la sicurezza e la pace) e promotrice dello sciopero del sesso che indusse il regime a chiamare le donne al tavolo delle trattative la seconda, giornalista islamica di un partito conservatore e fondatrice di \u201cgiornaliste senza catene\u201d la terza (che ha gi\u00e0 dedicato la nomination a tutti i \u201cmilitanti della primavera araba\u201d) si segnalano per essere donne che, pur ristrette nell&#8217;ambito delle tradizioni maschili e maschiliste dei loro Paesi, hanno fatto politica rendendola concretamente nuova per il rigore e il coraggio con cui hanno praticato (e non solo predicato) la nonviolenza e la pace.<br \/>\nForse non \u00e8 il \u201cNobel alle donne africane\u201d che molte organizzazioni sostenevano, ma \u00e8 davvero notevole il valore che esce da scelte non facili. Premi \u201cper la pace\u201d ne abbiamo visti molti, esemplari o discutibili; ma in genere si trattava di nobili (o meno nobili) negoziatori dietro i quali non c&#8217;era una seria attivit\u00e0 di negazione di fatto della guerra. Le donne sanno comportarsi come gli uomini e, infatti, alcune partecipano alle azioni militari pi\u00f9 violente; ma ai nostri giorni appare pi\u00f9 chiaro alla logica femminile, anche a livello di responsabilit\u00e0 istituzionali e partitiche, che la violenza sperimentata nelle famiglie (Ellen non ha mai nascosto di aver subito maltrattamenti da parte del marito) produce disastri privati, ma \u00e8 la stessa che rende insanabili i conflitti sociali e di potere e che si rivela non solo pura follia, ma spreco delle risorse dei popoli. La sapienza dolorosa delle donne produce una nuova cultura fatta di ostinazione: nel mondo che chiamiamo civile nonostante l&#8217;incapacit\u00e0 di controllare egoismi, istinti predatori, sete di potere, le donne restano ancora incapaci di accettare fino in fondo l&#8217;irrimediabilit\u00e0 della violenza, che conoscono fin troppo bene sul loro corpo.<br \/>\n\u00c8 un tempo straordinario, perch\u00e9 non siamo ancora omologate fino in fondo dal sistema che globalizza gli <em>standard<\/em> del modello unico gerarchico e competitivo. Ed \u00e8 straordinario che siano \u201cpolitiche\u201d fino in fondo le storie di queste donne che ci diranno di s\u00e9 a Stoccolma nei loro discorsi rituali, ma che rappresentano davvero una politica pi\u00f9 \u201cdi genere\u201d di quanto non sempre riusciamo a fare noi: impegnate \u201ca favore della sicurezza delle donne e dei loro diritti\u201d, hanno tutte agito per il bene comune del loro Paese, hanno praticato la resistenza a regimi dispotici, sono state incarcerate, ritenute traditrici, ma anche sostenute dai loro popolo, soprattutto delle donne, senza arrendersi. La Liberia ha subito una guerra civile durata quattordici anni che ha prodotto 250.000 morti (i liberiani sono circa quattro milioni) ed Ellen (<em>master<\/em> in economia ad Harvard: non dimentichiamo che non conosciamo assolutamente la realt\u00e0 dei Paesi che chiamiamo in via di sviluppo e in cui emergono donne dotate di grandi competenze) \u00e8 riuscita a guidare il Paese fuori dalle rovine. Probabilmente ai poteri costituiti (e a molti uomini anche dei loro partiti) dar\u00e0 fastidio questo riconoscimento e sono prevedibili le accuse di cedimento all&#8217;Occidente, di trasgressione, di tradimento. Ma quelle parole: <strong>nonviolenza e pace<\/strong> restano a segnare obiettivi perseguiti con coerenza.<br \/>\nUn esempio anche per noi. Donne e uomini.10 ottobre 2011 &#8211; Giancarla Codrignani su<em> Mosaico di Pace\u00a0<\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un \u201cNobel per la pace \u201d \u201cper la\u00a0 lotta nonviolenta&#8230;. a favore del processo di costruzione della pace\u201dVorrei che memorizzassimo la motivazione: Ellen Johnson Sirleaf, Leymah Gbowee e Tawakkul Karman hanno ricevuto il \u201cNobel per la pace 2011\u201d \u201cper la loro lotta nonviolenta&#8230;. a favore del processo di costruzione della pace\u201d. 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