{"id":2185,"date":"2011-10-07T06:54:49","date_gmt":"2011-10-07T06:54:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=2185"},"modified":"2020-06-22T09:23:08","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:08","slug":"afghanistan-dieci-anni-dopo-progressi-lenti-e-promesse-mancate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=2185","title":{"rendered":"Afghanistan dieci anni dopo: progressi lenti e promesse mancate"},"content":{"rendered":"<div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/afghanistan3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2187\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/afghanistan3-300x174.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/afghanistan3-300x174.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/afghanistan3.jpg 487w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;Dieci anni dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Afghanistan promossa dagli Usa e che cacci\u00f2 i talebani dal paese, il governo di Kabul e i suoi alleati internazionali non hanno mantenuto molte delle promesse fatte alla popolazione afgana&#8221;. Lo afferma <a href=\"http:\/\/www.amnesty.it\/afghanistan-10-anni-dopo-progressi-lenti-promesse-mancate\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Amnesty International in un ampio comunicato<\/a> diffuso ieri.<\/p>\n<p>&#8220;Nel 2001, dopo l&#8217;intervento internazionale, le aspettative erano elevate, ma da allora i passi avanti verso il rispetto dei diritti umani sono stati pregiudicati dalla corruzione, dalla cattiva gestione e dagli attacchi degli insorti, i quali mostrano un disprezzo sistematico per i diritti umani e le leggi di guerra&#8221; &#8211; ha dichiarato Sam Zarifi, direttore di Amnesty International per l&#8217;Asia e il Pacifico. &#8220;Oggi, molti afgani sperano ancora che la situazione dei diritti umani nel paese migliori. Il governo e i suoi alleati internazionali devono dare seguito a queste speranze e difenderle con azioni concrete&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;analisi di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani in Afghanistan ha <strong>riscontrato alcuni progressi<\/strong> nel campo dell&#8217;adozione di leggi sui diritti umani, della riduzione della discriminazione nei confronti delle donne e dell&#8217;accesso all&#8217;istruzione e alle cure mediche. Al contrario, nei <strong>settori della giustizia, delle operazioni di polizia, della sicurezza e sulla questione degli sfollati non si sono registrati passi avanti<\/strong> o la situazione si \u00e8 persino deteriorata. Le condizioni di vita della popolazione che vive nelle zone maggiormente colpite dalle azioni degli insorti sono peggiorate.<\/p>\n<p>Lo sviluppo di una piccola ma vivace comunit\u00e0 di giornalisti e il modesto ritorno della presenza femminile nelle scuole, nell&#8217;impiego e nel governo sono segnali dei progressi fatti negli ultimi 10 anni, cos\u00ec come l&#8217;introduzione di leggi destinate a rafforzare i diritti delle donne. <strong>La nuova Costituzione prevede l&#8217;uguaglianza giuridica tra uomini e donne<\/strong> e stabilisce che un quarto dei seggi parlamentari sia riservato alle donne. Nelle due elezioni parlamentari del 2005 e 2010, le donne hanno conquistato alcuni seggi in pi\u00f9 rispetto a quelli previsti dalla loro quota. Tuttavia, la <strong>violenza contro i giornalisti e gli operatori dell&#8217;informazione \u00e8 aumentata<\/strong>. Nelle aree sottoposte a pesanti attacchi dei talebani e di altri gruppi di insorti, le libert\u00e0 di parola e di opinione sono fortemente limitate.<\/p>\n<p>Con la fine delle restrizioni imposte dai talebani, <strong>l&#8217;accesso all&#8217;istruzione \u00e8 notevolmente migliorato<\/strong>: le scuole sono ora frequentate da sette milioni di alunni, il 37 per cento dei quali \u00e8 costituito da bambine. All&#8217;epoca dei talebani, i bambini che andavano a scuola erano meno di un milione, con una frequenza femminile quasi pari a zero.Purtroppo, nei nove mesi che hanno preceduto il dicembre 2010, <strong>almeno 74 scuole<\/strong> (26 femminili, 13 maschili e 35 miste) <strong>sono state distrutte o chiuse a causa degli attacchi coi razzi<\/strong>, degli attentati, degli incendi e delle minacce degli insorti.<\/p>\n<p>&#8220;Il governo afgano e i suoi partner non possono continuare a giustificare i loro scarsi risultati affermando che le cose vanno meglio rispetto agli anni Novanta&#8221; &#8211; ha commentato Zarifi. Gli iniziali passi avanti registrati dopo il 2001 sono stati fortemente penalizzati dal conflitto. L&#8217;insicurezza minaccia il funzionamento delle scuole e degli ospedali nelle zone segnate dalla violenza e nelle aree rurali. I tassi di mortalit\u00e0 materna, sebbene migliorati, restano tra i pi\u00f9 elevati del pianeta.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio del 2010 <strong>il governo afgano ha avviato un processo di riconciliazione coi talebani e con altri gruppi di insorti<\/strong>. Tuttavia, dei 70 componenti dell&#8217;Alto consiglio per la pace, l&#8217;organismo istituito per i negoziati, solo nove sono donne. I gruppi femminili temono che i modesti risultati sin qui ottenuti possano essere barattati in cambio di un cessate il fuoco. &#8220;\u00c8 fondamentale che i diritti delle donne non siano messi in vendita negli accordi di pace. I diritti delle donne non sono negoziabili. I talebani hanno commesso violazioni dei diritti umani agghiaccianti. Ogni negoziato sulla riconciliazione deve prevedere un&#8217;adeguata rappresentanza delle donne afgane&#8221; &#8211; ha precisato Zarifi.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultimo decennio un <strong>crescente numero di civili afgani ha fatto le spese del conflitto armato<\/strong>. Negli ultimi tre anni, circa tre quarti delle vittime sono stati causati dagli attacchi dei gruppi di insorti, il resto dalle forze internazionali e afgane. Nei primi sei mesi del 2011 le Nazioni Unite hanno <strong>registrato 1462 vittime civili, un altro drammatico record<\/strong>. L&#8217;80 per cento delle perdite \u00e8 stata attribuita a &#8220;elementi antigovernativi&#8221; e almeno la met\u00e0 dei morti e dei feriti \u00e8 stata causata da attacchi suicidi e ordigni esplosivi.<\/p>\n<p><strong>Il conflitto ha prodotto quasi 450.000 profughi interni<\/strong>. La maggior parte di essi si trova nelle province di Kabul e Balkh, spesso in condizioni di povert\u00e0 estrema, con limitato accesso a cibo, servizi igienici adeguati e acqua potabile. &#8220;Gli alleati internazionali dell&#8217;Afghanistan, compresi gli Usa, hanno detto pi\u00f9 volte che non abbandoneranno il popolo afgano. Devono rispettare questo impegno, per assicurare che la comunit\u00e0 internazionale, nel cercare una via d&#8217;uscita dal paese, non metta da parte i diritti umani&#8221; &#8211; ha concluso Zarifi.<\/p>\n<p><strong><em>Fonte: Unimondo &#8211;\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.amnesty.it\/afghanistan-10-anni-dopo-progressi-lenti-promesse-mancate\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Amnesty International<\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Dieci anni dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Afghanistan promossa dagli Usa e che cacci\u00f2 i talebani dal paese, il governo di Kabul e i suoi alleati internazionali non hanno mantenuto molte delle promesse fatte alla popolazione afgana&#8221;. Lo afferma Amnesty International in un ampio comunicato diffuso ieri. &#8220;Nel 2001, dopo l&#8217;intervento internazionale, le aspettative erano elevate, ma da allora i passi avanti verso il rispetto dei diritti umani sono stati pregiudicati dalla corruzione, dalla cattiva gestione e dagli attacchi degli insorti, i quali mostrano un disprezzo sistematico per i diritti umani e le leggi di guerra&#8221; &#8211; ha dichiarato Sam Zarifi, direttore di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[207,248,182],"class_list":["post-2185","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-aree-internazionali","tag-afghanistan","tag-guerra","tag-speranze-di-pace"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-10-15 16:03:40","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2185","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2185"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2185\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17217,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2185\/revisions\/17217"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2185"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2185"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2185"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}