{"id":21800,"date":"2023-02-24T10:41:01","date_gmt":"2023-02-24T10:41:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=21800"},"modified":"2023-02-28T05:18:08","modified_gmt":"2023-02-28T05:18:08","slug":"papa-francesco-in-congo-e-sud-sudan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=21800","title":{"rendered":"Papa Francesco in Congo e Sud Sudan"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Qualche sollecitazione a Pax Christi.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gianni Novello<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo l\u2019ultima visita di papa Francesco in Africa, molti mi hanno chiesto se questa \u00e8 servita. E a che cosa! D&#8217;altronde i grandi giornali hanno decisamente snobbato questo viaggio dando anche una prova di chiuso provincialismo, e di gretta obbedienza alle preoccupazioni economiche e commerciali di quei gruppi che di zone dell\u2019Africa si interessano solo per i possibili ricavati dal ricchissimo sottosuolo. Il Papa ha vissuto una visita in un clima di grande empatia contraccambiata dalla popolazione che lo ha atteso da tempo e lo ha poi accolto con entusiasmo lungo le strade della capitale Kinshasa e di Juba nel SUD Sudan. C\u2018erano centinaia di migliaia di persone in una fiduciosa espressione di speranza. Si \u00e8 trattato di una festa come sfida alla rassegnazione, e ai pessimismi sul futuro dell\u2019Africa. Il Papa ha potuto toccare con mano i problemi della gente nei continui incontri svoltisi in modo coinvolgente, ascoltando le vittime di tanta sofferenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho seguito la visita come tanti di noi, da lontano. Mi ha per\u00f2 ricordato quanto ho imparato dalle mie ventisei visite abbastanza prolungate tra la gente del Congo orientale, la zona pi\u00f9 sofferente per i continui conflitti decennali. Una guerra con tantissime vittime su cui anche nella nostra Europa sembra pi\u00f9 conveniente il silenzio. Nell\u2019accoglienza festosa al Papa certamente erano mescolate chiss\u00e0 quante storie. C\u2019era anche la tua storia, Edwige, e la tua, Katembo, che per fame ti sei fatto tentare e sei scappato con i mai-mai pentendone presto e tornando con vergogna al tuo villaggio. C\u2019era anche la tua storia, Matsoro,&nbsp; e la tua Mathias , Leona, e la vostra di voi donne Tuendeleo che avete anticipato esperienze di microcredito, e la vostra di voi Laurent, Baioli, e ancora la vostra di voi che combattete l\u2019analfabetismo con povere scuole lontano &nbsp;sulle montagne, con la proposta di imparare a leggere e scrivere per diventare servitori del villaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io so che ogni giorno non ci sono soltanto i morti dei conflitti armati, ma anche quelli che muoiono, spesso ancor ragazzini, nelle miniere, per qualche inezia di guadagno. Vittime sono i numerosi suicidi di giovani senza futuro di pace, di sviluppo, di giustizia; i suicidi di donne stuprate poich\u00e9 anche questa \u00e8 un\u2019arma vigliacca sempre pi\u00f9 usata davanti al nostro silenzio. Nella crudelt\u00e0 giornaliera dei conflitti, vittime sono anche quelli che scelgono scorciatoie di denaro facile, talvolta dei piccoli furti per sopravvivere, rischiando sempre pi\u00f9 di sbattersi con l\u2019ira dei derubati del loro poco, oggi tentati sempre di pi\u00f9 a farsi giustizia da soli con linciaggi in pubblico&nbsp;come pretesa lezione e orribile spettacolo, anche con la presenza di bambini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto tristemente vero. Silenzio incomprensibile. Donne, uomini, bambini, giovani, famiglie che, coscienti e impotenti, vedono le loro vene svuotarsi. Stupiti o rassegnati?&nbsp; Si chiedono e ci chiedono DOVE SIAMO NOI.&nbsp;MI ha sollecitato con questa domanda radicale un missionario che nel Kivu c\u2019\u00e8 vissuto pi\u00f9 di cinquant\u2019anni. Credo che anche in Pax Christi occorre parlarne di pi\u00f9, con responsabilit\u00e0 e vicinanza. Negli anni \u201980, ero nel direttivo internazionale del movimento e si era scelto come priorit\u00e0 di monitorare soprattutto quei conflitti dove era coinvolta la fede dei protagonisti, come oggi una fede ambigua e corrotta di alcuni oppure una fede umanamente liberatrice di altri. Fede di questi ultimi, profetica e martiriale, incarnata nel popolo, da cui imparare come discepoli, e da far conoscere nel mondo. Ce lo aveva insegnato la pratica di \u201cmitezza forte\u201d di monsignor Romero e del popolo salvadoregno. Avevamo avuto il coraggio di organizzare con altri movimenti per la pace una Visita Fraterna ai popoli del Centro America&nbsp;per rendersi conto del sistema di morte, dei \u201cpeccati strutturali\u201d da denunciare, delle tante testimonianze di impegno da far conoscere. Ci \u00e8 anche valso nel 1983 il Premio Unesco per l\u2019educazione alla pace. Questo passato coraggioso di Pax Christi ci ispiri oggi una creativit\u00e0 audace per avvicinarci alle esigenze delle vittime nel Congo e nel Sud Sudan. E altrove, poich\u00e9 ci saranno sempre degli altrove con cui vivere e creare segni di speranza.,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho pensato spesso quanto allora e in altre occasioni sia stato determinante per capire sofferenze e speranze di vittime delle violenze non usare soltanto la testa e il cuore, \u201ca distanza\u201d, ma i piedi per avvicinarsi a loro. Proprio come ha fatto il Papa con la sua visita in queste sofferte periferie africane del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Papa \u00e8 venuto ad odorare la situazione, con la chiamata a farsi \u201cpescatori di umanit\u00e0\u201d. Ha parlato nella concretezza della vita difficile dei due Paesi. Come Ges\u00f9 ha parlato con parabole. Ai giovani ha chiesto di guardare con fierezza e con fiducia alle dita delle loro mani. Dando loro un nome per una chiamata: preghiera, comunit\u00e0, onest\u00e0, missione, servizio. Davanti alle vittime ha ripetuto con accenti e parole diverse che l\u2019Africa non \u00e8 una miniera da saccheggio. Ha sperato che il grido potesse &nbsp;arrivare ai responsabili : \u201cGi\u00f9 le mani dall\u2019Africa!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I piedi diretti a passi di pace ti portano l\u00e0 dove ti avvicini alle situazioni davanti a cui discernere e scegliere. Pax Christi ha dimestichezza con le Marce e i Cammini. Negli anni vari gruppi hanno visitato fraternamente il Congo Rdc, il Senegal, varie situazioni dell\u2019America Centrale e del Centro America. I piedi di Mariella Tapella&nbsp; hanno portato il suo cuore e testa, tutta se stessa, in Salvador e rimanerci per provocare visite e conoscenze di quel Paese. E ci sono le tante visite compiute ultimamente in Ucra\u00ecna!&nbsp; Ci saranno ora pi\u00f9 visite in Africa? Una visita aiuta l\u2019intelligenza solidale della situazione. Occorre anche unire persone e gruppi sensibili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche sollecitazione a Pax Christi. Gianni Novello Dopo l\u2019ultima visita di papa Francesco in Africa, molti mi hanno chiesto se questa \u00e8 servita. E a che cosa! D&#8217;altronde i grandi giornali hanno decisamente snobbato questo viaggio dando anche una prova di chiuso provincialismo, e di gretta obbedienza alle preoccupazioni economiche e commerciali di quei gruppi che di zone dell\u2019Africa si interessano solo per i possibili ricavati dal ricchissimo sottosuolo. 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