{"id":21763,"date":"2023-02-15T16:05:39","date_gmt":"2023-02-15T16:05:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=21763"},"modified":"2023-02-15T16:05:42","modified_gmt":"2023-02-15T16:05:42","slug":"imparare-le-lezioni-sbagliate-dallolocausto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=21763","title":{"rendered":"Imparare le lezioni sbagliate dall\u2019Olocausto"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Articolo pubblicato originariamente su 972mag e tradotto dall\u2019inglese dalla redazione di Bocche Scucite<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di Alon Confino*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un partecipante all\u2019evento annuale della \u201cMarcia dei vivi\u201d nel campo di concentramento di Auschwitz, il 2 maggio 2011. (Yossi Zeliger\/Flash90)<br>Dopo la Seconda guerra mondiale, gli Stati hanno giustamente preso sul serio la lotta all\u2019antisemitismo. Ma questa missione non deve incoraggiare l\u2019oppressione di Israele sui palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa \u00e8 una versione modificata di un intervento sull\u2019antisemitismo tenuto al Senato italiano a Roma il 12 gennaio, in occasione di un evento dedicato al rapporto di Francesca Albanese, Relatore Speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani nei Territori Palestinesi Occupati, presentato alle Nazioni Unite lo scorso settembre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019antigiudaismo \u00e8 antico, mentre il termine \u201cantisemitismo\u201d \u00e8 relativamente nuovo. \u00c8 stato coniato nell\u2019ultimo terzo del XIX secolo ed \u00e8 stato usato per la prima volta con grande effetto politico e culturale dallo scrittore e attivista radicale tedesco Wilhelm Marr nel 1879. Segn\u00f2 un punto di svolta nella storia dell\u2019odio per gli ebrei, segnando una divisione \u2013 anche se mai netta, e sempre mescolata e sovrapposta \u2013 tra l\u2019odio classico, cristiano, per gli ebrei e gli atteggiamenti razzisti moderni, politicamente radicati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il termine \u00e8 emerso e ha guadagnato popolarit\u00e0 come reazione alla nuova uguaglianza conquistata dagli ebrei in Germania e in altri Paesi europei. L\u2019antisemitismo era un grido di protesta contro i diritti degli ebrei, che erano una minoranza indifesa, cos\u00ec come il movimento contro l\u2019antisemitismo era un movimento per i diritti delle minoranze. Con tutta la complessit\u00e0 del termine \u2013 che si manifestava nella politica, nella societ\u00e0 e nella cultura \u2013 c\u2019era un ampio accordo tra gli ebrei e gli odiatori degli ebrei sul suo significato: l\u2019antisemitismo significava la negazione dei diritti degli ebrei in quanto minoranza, sia che si trattasse di diritti legali sia che si trattasse del diritto di vivere. In altre parole, c\u2019era un consenso sul significato del termine antisemitismo, soprattutto dopo l\u2019Olocausto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come mai, dunque, l&#8217;\u201dantisemitismo\u201d si \u00e8 evoluto in un termine cos\u00ec contestato nell\u2019ultima generazione, in particolare tra gli ebrei? In effetti, forse non esiste un termine la cui definizione divida cos\u00ec tanto gli ebrei al giorno d\u2019oggi. Allo stesso tempo, tra alcuni non ebrei europei e americani \u00e8 emersa negli ultimi tempi una reazione riflessiva a definire antisemita qualsiasi descrizione che critichi le politiche di un governo israeliano nei confronti dei palestinesi. Il consenso sul significato del termine antisemitismo \u00e8 evaporato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019antisemitismo \u00e8 reale. Va combattuto senza riserve; questa affermazione \u00e8 evidente. Per \u201cantisemitismo\u201d intendo gli attacchi ai diritti delle minoranze ebraiche e quando gli stereotipi utilizzati per attaccare i diritti delle minoranze ebraiche vengono applicati a Israele (ad esempio, quando Israele viene dipinto come un demone storico o quando gli ebrei israeliani vengono essenzializzati, trattati come se avessero un tratto caratteriale intrinseco, o vengono ritratti con ampie generalizzazioni negative).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il motivo per cui parliamo di antisemitismo nella misura in cui lo facciamo al giorno d\u2019oggi non \u00e8 tanto perch\u00e9 i casi di antisemitismo sono aumentati \u2013 le prove di ci\u00f2 sono complesse, contraddittorie e inconcludenti \u2013 ma perch\u00e9 siamo profondamente in disaccordo su come definirlo. La ragione di questo stato di cose \u00e8 che la questione dell\u2019antisemitismo \u00e8 diventata inestricabilmente legata alla questione di Israele e della Palestina. Il nostro compito \u00e8 quello di trovare il modo di distinguere tra un discorso antisemita e una critica legittima del sionismo e di Israele, per quanto dura e dolorosa possa essere per alcuni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una storia complessa di antisemitismo<br>Alcuni decenni dopo l\u2019Olocausto, e in particolare a partire dagli anni \u201980 e \u201990, i Paesi europei e gli Stati Uniti (e anche altri Paesi) hanno preso molto sul serio la lotta all\u2019antisemitismo. Essere accusati di antisemitismo \u00e8 (per la maggior parte delle persone, lascio da parte gli antisemiti stessi per ora) una forte condanna che rivela il proprio indiscutibile fallimento morale e professionale. \u00c8 cos\u00ec che dovrebbe essere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma questa condizione \u00e8 stata abusata negli ultimi tempi come arma di distruzione personale contro i critici del sionismo e delle politiche di Israele nei confronti dei palestinesi. Questa arma dell\u2019antisemitismo \u00e8 praticata contro individui, accademici, giornalisti, professionisti e organizzazioni per i diritti umani che osano sostenere la parit\u00e0 di diritti nazionali, politici, legali e civili per i palestinesi o fornire rapporti basati su prove sulle violazioni dei diritti umani nei territori palestinesi occupati. Questa \u00e8 stata la reazione, per citare solo due esempi, al rapporto di Amnesty International \u201cL\u2019apartheid di Israele contro i palestinesi\u201d, pubblicato nel febbraio 2022, e al rapporto di Francesca Albanese alle Nazioni Unite nel settembre 2022, nonch\u00e9 alla sua attivit\u00e0 in generale come Relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani nei Territori occupati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le accuse di antisemitismo a questo proposito fanno parte di una chiara strategia: farci impantanare in discussioni sul fatto che certe parole e certi modi di dire siano o meno antisemiti \u2013 o siano stati articolati con intenti antisemiti \u2013 per evitare la discussione fondamentale su ci\u00f2 che accade realmente sul campo, cio\u00e8 su come Israele neghi violentemente i diritti dei palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo dell\u2019arma dell\u2019antisemitismo \u00e8 la distrazione: evitare di parlare di come i palestinesi vivono la loro vita sotto occupazione e parlare invece del vittimismo ebraico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi ricorda quello che Toni Morrison ha detto sul razzismo: \u201cLa funzione, la funzione molto seria del razzismo\u2026 \u00e8 la distrazione. Ti impedisce di fare il tuo lavoro. Ti impedisce di spiegare, ancora e ancora, la tua ragione d\u2019essere\u2026 Niente di tutto questo \u00e8 necessario. Ci sar\u00e0 sempre un\u2019altra cosa\u201d. Accusare i critici di Israele di essere antisemiti \u00e8 una tale distrazione: impedisce alle persone serie di fare il loro lavoro per garantire pari diritti a tutti gli abitanti che vivono tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo, e invece fa s\u00ec che queste persone debbano spiegare in continuazione che non sono antisemite. Ci sar\u00e0 sempre un\u2019altra accusa di antisemitismo quando verranno fornite le prove della negazione dei pari diritti dei palestinesi da parte di Israele. Chi, potremmo pensare, \u00e8 interessato ad armare l\u2019antisemitismo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che emerge \u00e8 la complessit\u00e0 della storia dell\u2019antisemitismo, da quando il termine \u00e8 stato originariamente inventato per indicare la lesione dei diritti della minoranza ebraica. Esiste, ovviamente, un discorso antisemita contro Israele. Ma su un altro piano, gli ebrei in Israele non sono una minoranza: sono la popolazione maggioritaria in uno Stato che discrimina strutturalmente i cittadini palestinesi di Israele, mentre tiene i palestinesi nei territori occupati in schiavit\u00f9 come un popolo senza diritti. Dobbiamo lottare per proteggere le minoranze ebraiche al di fuori di Israele, ma non dobbiamo imbrigliare la lotta all\u2019antisemitismo nell\u2019interesse delle politiche di occupazione di Israele. Il gruppo senza diritti tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo non sono gli ebrei, ma i palestinesi, i cui diritti sono negati dagli ebrei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Imparare le lezioni sbagliate dall\u2019Olocausto<br>Sono uno storico e quindi devo ricordare a me stesso che le cose sono pi\u00f9 complesse. A Roma [dove questo discorso \u00e8 stato originariamente pronunciato], in via Portico d\u2019Otavia, in via del Tempio e nei vicoli limitrofi del ghetto, 75 anni fa, il 16 ottobre 1943, gli ebrei furono rastrellati dai tedeschi nella razzia di Roma. Quel giorno a Roma pioveva. I tedeschi arrestarono 1.030 ebrei, tra cui circa 200 bambini sotto i dieci anni, e li spedirono due giorni dopo dalla stazione Tiburtina ad Auschwitz. Quindici sopravvissero alla guerra; solo una donna sopravvisse. Alcuni italiani aiutarono gli ebrei, altri i tedeschi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elsa Morante ha conservato per sempre queste scene nel suo capolavoro, \u201cStoria. Un romanzo\u201d. I protagonisti, Ida e suo figlio Useppe, arrivano alla stazione Tiburtina il 18 ottobre 1943. Il lettore viene condotto nella scena infernale attraverso percezioni sensoriali. Ida sente un suono indistinto:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Verso la strada obliqua che porta ai binari, il volume del suono aumenta. Non era, come Ida si era gi\u00e0 convinta, il grido degli animali ammassati nei carri bestiame [\u2026] Era un suono di voci, di una voce umana [\u2026] Alla fine della rampa. Su un binario dritto e morto si trovava un treno [\u2026] Le voci provenivano dal suo interno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quali sono gli insegnamenti che possiamo trarre dalla persecuzione degli ebrei a Roma e durante l\u2019Olocausto? Io traggo due lezioni. La prima riguarda l\u2019impegno obbligatorio dell\u2019Italia, cos\u00ec come di altri Paesi europei, a ricordare l\u2019Olocausto con senso di responsabilit\u00e0 storica e di responsabilit\u00e0, a combattere l\u2019antisemitismo con tutte le sue risorse e a sostenere i pieni diritti \u2013 politici e non solo \u2013 degli ebrei ovunque essi si trovino. In Italia, ci\u00f2 significa anche fare i conti con il passato fascista in generale e con la persecuzione degli ebrei italiani da parte del fascismo in particolare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un palestinese cammina tra le macerie di un edificio demolito dalle forze di sicurezza israeliane nel quartiere di Gerusalemme di Jabel Mukaber, 29 gennaio 2023. (Jamal Awad\/Flash90)<br>La seconda lezione \u00e8 che la nostra sfida \u00e8 come destreggiarci nella tensione tra il mantenere viva la memoria specifica dell\u2019Olocausto e combattere l\u2019antisemitismo laddove emerge, mantenendo il valore universale che \u00e8 emerso dall\u2019Olocausto: l\u2019uguaglianza dei diritti e la garanzia di una vita libera da discriminazioni sono fondamentali per tutti gli esseri umani \u2013 diritti che oggi Israele nega ai palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accettare l\u2019accusa di antisemitismo rivolta a chi fornisce prove delle violazioni dei diritti dei palestinesi \u2013 chiamarlo con il suo nome proprio, apartheid, ed esigere responsabilit\u00e0 \u2013 si basa sull\u2019assioma che una delle lezioni dell\u2019Olocausto \u00e8 che gli ebrei israeliani hanno sempre ragione. Considerare qualsiasi gruppo umano come al di l\u00e0 della riprovazione morale e della responsabilit\u00e0 storica \u00e8 una forma di culto che le persone sagge dovrebbero evitare. Imparare dall\u2019Olocausto che tutti gli esseri umani meritano una vita di dignit\u00e0 e diritti, tranne quelli i cui diritti sono negati dagli ebrei israeliani, \u00e8 una farsa morale. Sono un ebreo israeliano che vive in America. Diffido dei filosemiti che pensano che Israele non possa sbagliare, cos\u00ec come degli antisemiti che pensano che gli ebrei siano eternamente da biasimare. Diffidate di chi vi santifica o vi disumanizza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Preferisco che gli ebrei israeliani siano trattati come esseri umani che, come tutti gli esseri umani, dovrebbero essere giudicati e ritenuti responsabili delle loro azioni, che inevitabilmente comprendono azioni buone e meno buone. Ogni societ\u00e0 ha delle ambiguit\u00e0 morali. Gli ebrei israeliani rivendicano la memoria di vittime dell\u2019Olocausto, ma oggi sono anche carnefici nei confronti dei palestinesi. Lo status di vittima e di carnefice pu\u00f2 coesistere nella stessa persona e nello stesso gruppo, in tempi storici diversi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 un altro modo per collegare l\u2019Olocausto al trattamento riservato da Israele ai palestinesi, ossia il rapporto con il potere politico e il suo abuso. Gli ebrei sono stati vittime dell\u2019abuso del potere statale in Europa tra il 1919 e il 1945; ma anche oggi abusano del potere statale in Israele e nei territori occupati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Naturalmente, alcuni critici di Israele potrebbero essere antisemiti; dovremmo smascherarli e combatterli. Ma Amnesty International, Francesca Albanese e innumerevoli altri non lo sono. Accettare e ribadire l\u2019accusa di antisemitismo contro i difensori dei diritti dei palestinesi significa non vedere che tra il fiume e il mare ci sono due gruppi nazionali di circa 6,8 milioni di ebrei e 6,8 milioni di palestinesi \u2013 uno dei quali ha tutti i diritti che nega, in vari modi, all\u2019altro. Questo include il razzismo sistemico nei confronti dei cittadini palestinesi di Israele, l\u2019occupazione della Cisgiordania e l\u2019assedio della Striscia di Gaza, creando un\u2019enorme prigione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In nome della democrazia, Israele ha mantenuto un assetto politico di violenta soppressione e occupazione di milioni di esseri umani per 55 anni. La maggior parte delle persone nei territori occupati non conosce un\u2019altra realt\u00e0, un altro modo di vivere. Non c\u2019\u00e8 alcun segno che Israele abbia intenzione di porre fine a questa occupazione \u2013 al contrario, ci sono segni credibili che sia permanente \u2013 e gli occupati non hanno alcun controllo sui loro occupanti o sull\u2019opinione pubblica. Israele parla in nome dell\u2019eterno vittimismo e della libert\u00e0 per il popolo ebraico \u2013 una libert\u00e0 che per Israele significa libert\u00e0 di brutalizzare, saccheggiare e distruggere, umiliare e degradare. I palestinesi sono liberi di vivere come partecipanti silenziosi alla loro stessa fine. Il punto principale \u00e8 questo: non c\u2019\u00e8 nulla di antisemita nel documentare queste condizioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Speranza contro speranza<br>Roma e l\u2019Italia sono vicine al mio cuore e mai lontane dalla mia mente. I miei nonni, Enzo e Ada Sereni, sono nati a Roma all\u2019inizio del secolo scorso. Emigrarono nel 1927 in Palestina, primi sionisti italiani a farlo. Avevano 22 anni. Enzo divenne una delle giovani stelle del movimento sionista laburista. Nel 1943-44, l\u2019esercito britannico e la leadership della comunit\u00e0 sionista in Palestina istituirono un\u2019unit\u00e0 di paracadutisti di soldati ebrei provenienti dalla Palestina, la cui missione era quella di lanciarsi dietro le linee nemiche in Europa per aiutare sia le forze britanniche sia gli ebrei nei territori occupati dai nazisti. La missione era destinata a giovani soldati, ma Enzo, allora 39enne con una famiglia e tre figli, si offr\u00ec volontario. Tutti \u2013 da Ada a David Ben Gurion, leader del movimento sionista in quegli anni \u2013 si opposero alla sua decisione. Nel maggio 1944 si lanci\u00f2 con il paracadute vicino a Firenze, fu catturato dai nazisti e ucciso nel campo di concentramento di Dachau nel novembre dello stesso anno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando Enzo arriv\u00f2 in Palestina, si rese conto che l\u00ec viveva gi\u00e0 un altro popolo con aspirazioni politiche molto diverse dalle sue. Enzo scrisse molto sulla storia sionista e italiana, e una cosa che scrisse nel 1936 mi \u00e8 sempre rimasta impressa. Le forze sioniste progressiste hanno una sola via d\u2019uscita dall\u2019attuale impasse politica, scriveva, \u201cla creazione di un potere statale che riconcili gli interessi di entrambe le nazioni e che garantisca a ciascuna nazione una completa autonomia sulle proprie politiche interne\u201d. E concluse con parole squillanti: Ebrei e arabi dovrebbero \u201csviluppare una patria comune e uno Stato comune\u201d. Non \u00e8 il particolare assetto politico ad essere cruciale, ma piuttosto la visione di uguaglianza e umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Enzo Sereni. (Per gentile concessione dell\u2019archivio della famiglia Sereni)<br>Questo oggi sembra una fantasia. Bisogna essere quasi privi di senso della realt\u00e0 per credere che l\u2019uguaglianza dei diritti per tutti gli israeliani e i palestinesi sia un programma politico realizzabile. Ma ricordo un\u2019altra frase che Enzo scrisse, questa volta al fratello Emilio, nel 1927, durante la loro corrispondenza sul significato della storia. Emilio era marxista, Enzo sionista. Emilio Sereni divenne poi uno dei leader del Partito Comunista Italiano del dopoguerra. Scrisse a Enzo dell\u2019inesorabile cammino della storia verso l\u2019utopia marxista. Enzo rispose con una splendida frase: \u201cLa storia \u00e8 gi\u00e0 stata scritta e a noi non resta che eseguirla?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sappiamo cosa ci riserver\u00e0 il futuro. Sappiamo che i valori contano, le parole contano, la verit\u00e0 conta. Combattere l\u2019antisemitismo, come parte dei diritti umani universali e dei principi antirazzisti, insieme alla lotta per la piena uguaglianza dei diritti di tutti gli abitanti della Terra Santa e per la fine dell\u2019oppressione e della discriminazione, sembra essere un\u2019eredit\u00e0 degna e un piano d\u2019azione degno per il presente. Speriamo, anche contro la speranza.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Alon Confino \u00e8 titolare della cattedra Pen Tishkach di Studi sull\u2019Olocausto presso l\u2019Universit\u00e0 del Massachusetts, Amherst. Il suo libro pi\u00f9 recente \u00e8 \u201cUn mondo senza ebrei: The Nazi Imagination from Persecution to Genocide\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato originariamente su 972mag e tradotto dall\u2019inglese dalla redazione di Bocche Scucite Di Alon Confino* Un partecipante all\u2019evento annuale della \u201cMarcia dei vivi\u201d nel campo di concentramento di Auschwitz, il 2 maggio 2011. (Yossi Zeliger\/Flash90)Dopo la Seconda guerra mondiale, gli Stati hanno giustamente preso sul serio la lotta all\u2019antisemitismo. Ma questa missione non deve incoraggiare l\u2019oppressione di Israele sui palestinesi. 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