{"id":21740,"date":"2023-02-10T16:52:51","date_gmt":"2023-02-10T16:52:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=21740"},"modified":"2023-02-27T17:09:29","modified_gmt":"2023-02-27T17:09:29","slug":"terremoto-padre-bahjat-karakach-almeno-ora-togliete-le-sanzioni-alla-siria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=21740","title":{"rendered":"Terremoto. Padre Bahjat Karakach: \u00abAlmeno ora togliete le sanzioni alla Siria\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/mondo\/pagine\/il-sismain-turchia-e-siria\">https:\/\/www.avvenire.it\/mondo\/pagine\/il-sismain-turchia-e-siria<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giorgio Paolucci&nbsp;venerd\u00ec 10 febbraio 2023<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il parroco della chiesa latina di Aleppo: \u00abLa ricostruzione post-bellica non \u00e8 mai iniziata\u00bb, chiese e moschee sono diventate rifugi. L&#8217;embargo ha colpito la povera gente, che oggi muore senza aiuti<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"13080\">Negli occhi di Jamila c\u2019\u00e8 il terrore e la disperazione di chi non trova un posto dove posare il cuore. L\u2019anno scorso, a 92 anni suonati, era sfollata a Latakia con la famiglia dopo essere scappata da Idlib, dove dettano legge i ribelli di<strong>&nbsp;al-Nusra, uno dei gruppi armati jihadisti che combattono contro Assad, responsabili di violenze e vessazioni nei confronti dei cristiani che abitano quella regione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La notte del terremoto si \u00e8 precipitata in strada con la famiglia, ma visto che la casa dove vivevano aveva retto alle scosse erano rientrati. Ieri hanno dovuto lasciarla perch\u00e9 \u00e8 stata dichiarata pericolante e cos\u00ec Jamila ha trovato rifugio nel convento francescano insieme ad altre 200 persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 l\u00ec che l\u2019ha incontrata Giacomo Pizzi, volontario dell\u2019associazione Pro Terra Sancta che in questi giorni \u00e8 all\u2019opera nei luoghi dove i francescani sono presenti, ad Aleppo e a Latakia, e dove hanno trovato rifugio 4.000 persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abOltre agli edifici crollati, molti sono stati evacuati perch\u00e9 dichiarati inagibili \u2013 racconta \u2013 Abbiamo conosciuto situazioni drammatiche come quella di Jamila e di altre persone, che per la seconda volta in poco tempo hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni. Sfollati a causa della guerra e ora nuovamente sfollati\u00bb. Come \u00e8 accaduto a un gruppo di famiglie palestinesi discendenti dei profughi post-1948 che vivevano in un insediamento alla periferia meridionale di Latakia, dove il terremoto ha colpito duramente. Esistenze gi\u00e0 precarie, che ora si misurano con nuove fragilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<strong>I bisogni sono tanti: cibo, coperte, materassi, farmaci, gli aiuti faticano ad arrivare e le comunicazioni sono spesso interrotte<\/strong>. In alcuni quartieri le tubature sono saltate, esce acqua torbida e imbevibile. Tra le macerie i bambini cercano di recuperare metalli e oggetti che possano essere venduti. E sono evidenti le conseguenze delle sanzioni imposte da anni, che colpiscono il popolo e hanno reso sempre piu difficile l\u2019opera di ricostruzione dopo le devastazioni portate da 12 anni di guerra\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDove eravate in questi anni, voi che avreste potuto fare una grande differenza, mentre la nostra gente \u00e8 arrivata a morire di fame? L\u2019embargo ha inciso molto Se le condizioni generali non fossero state cos\u00ec disperate, oggi ci sarebbero pi\u00f9 mezzi per scavare e salvare qualcuno\u00bb<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Padre Bahjat Karakach<\/strong>, francescano e parroco della chiesa latina di Aleppo, conferma: \u00abLa ricostruzione post-bellica non \u00e8 mai iniziata: tutto \u00e8 frenato dall\u2019embargo che ci isola dal resto del mondo. Non ci sono investimenti, c\u2019\u00e8 molta corruzione, la gente continua a emigrare. La politica delle sanzioni non porta a nessuna soluzione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad Aleppo chiese e moschee sono diventate rifugio per migliaia di senzatetto. \u00abDa noi accogliamo cristiani e musulmani, serviamo tre pasti al giorno \u2013 racconta il frate \u2013. Nessuno vuole rientrare a casa nel timore di altre scosse e a causa della situazione di pericolo di molte abitazioni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"13020\">Ad Aleppo Est l\u2019associazione Pro Terra Sancta gestisce tre centri di accoglienza per orfani o bambini figli di madri stuprate quando la zona era occupata dai ribelli, ci sono vittime che non hanno neppure un nome. \u00abIn questi luoghi avevamo un migliaio di bambini che non riescono a ottenere un riconoscimento e non sono mai stati regolarizzati \u2013 spiega Bahjat \u2013. Sono nati sotto i bombardamenti e ora alcuni di loro sono morti sotto il terremoto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"13020\">Alla denuncia di padre Bahjat sui danni provocati dalle sanzioni si unisce quella dell\u2019italiana&nbsp;<strong>suor Marta<\/strong>&nbsp;dal monastero trappista di Azer, ai confini con il Libano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLe parole di conforto di tanti che sono vicini alla nostra gente, i gesti di aiuto fanno bene al cuore &#8211; dice suor Marta -. Riscaldano, nel freddo che domina in mezzo alle macerie. Ma le parole di cordoglio di tante istituzioni fanno reagire:&nbsp;<strong>dove eravate in questi anni, voi che avreste potuto fare una grande differenza, quando giorno dopo giorno la nostra gente \u00e8 arrivata letteralmente a morire di fame?&nbsp;<\/strong>Certo, non solo le sanzioni hanno portato a questo.<strong>&nbsp;Ma anche le sanzioni<\/strong>, e pesantemente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<strong>Se le condizioni generali della gente non fossero state cos\u00ec disperate, oggi ci sarebbero pi\u00f9 mezzi per scavare nelle macerie, e salvare ancora qualcuno<\/strong>. Ci sarebbero ospedali pi\u00f9 attrezzati, farmacie fornite del fabbisogno, pi\u00f9 case capaci di accogliere i rifugiati, pi\u00f9 persone con lavoro e risorse per aiutare i propri fratelli \u2013 racconta la religiosa \u2013. Ci voleva tutto questo per far aprire gli occhi sulla tragedia siriana, di cui nessuno parlava pi\u00f9 da tempo? I morti li affidiamo a Dio e alla sua Misericordia. Ma i vivi hanno bisogno di una speranza tangibile e concreta che la vita si possa ricostruire. Per favore, alzate la vostra voce perch\u00e9 si tolgano subito le sanzioni. Che almeno la tragedia e la sofferenza di tanti morti che ancora sono sotto le macerie serva ad aiutare la speranza dei vivi\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>https:\/\/www.avvenire.it\/mondo\/pagine\/il-sismain-turchia-e-siria Giorgio Paolucci&nbsp;venerd\u00ec 10 febbraio 2023 Il parroco della chiesa latina di Aleppo: \u00abLa ricostruzione post-bellica non \u00e8 mai iniziata\u00bb, chiese e moschee sono diventate rifugi. L&#8217;embargo ha colpito la povera gente, che oggi muore senza aiuti Negli occhi di Jamila c\u2019\u00e8 il terrore e la disperazione di chi non trova un posto dove posare il cuore. 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