{"id":21477,"date":"2022-12-30T14:42:47","date_gmt":"2022-12-30T14:42:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=21477"},"modified":"2022-12-30T14:44:00","modified_gmt":"2022-12-30T14:44:00","slug":"le-armi-cedano-il-passo-alla-diplomazia-e-il-governo-promuova-un-tavolo-di-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=21477","title":{"rendered":"<strong>\u00abLe armi cedano il passo alla diplomazia E il governo promuova un tavolo di pace\u00bb<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intervista al presidente di Pax Christi mons. Giovanni Ricchiuti<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">da Avvenire, 30 dicembre 2022<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quattro tappe. Covid, cura, obiezione e pane. Ma una sola marcia, quella di Altamura, e un messaggio unico. \u00ab\u00c8 tempo di fare pace \u00bb. Si presenta con questo volto l\u2019ormai tradizionale appuntamento itinerante organizzato da molte realt\u00e0 del mondo cattolico, insieme con la Cei, al passaggio dell\u2019anno. S\u00ec, \u00e8 tempo di pace, perch\u00e9, fanno notare gli organizzatori, dieci mesi di guerra in Ucraina non hanno portato a nulla se non a decine di migliaia di morti, distruzioni ingenti e milioni di profughi. E allora il presidente di Pax Christi e arcivescovo-vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, Giovanni Ricchiuti, alza la voce per invocare ancora una volta: \u00abFermatevi. Le&nbsp;armi cedano il passo alla diplomazia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Eccellenza, \u00e8 un caso che in questo Natale e Capodanno di guerra la marcia della pace si svolga in Puglia, terra di don Tonino Bello?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diceva il mio successore come rettore del Seminario regionale di Molfetta, don Tonino Ladisa, che \u201cnon ci sono coincidenze, ma solo provvidenze\u201d. E allora \u00e8 provvidenziale che accanto al sinistro risuonare delle voci di guerra si faccia memoria di due voci a favore della pace. Don Tonino Bello, appunto. E san Giovanni XXIII. Nel 2023 vivremo importanti anniversari legati a loro: 60 anni dalla&nbsp;<em>Pacem in Terris<\/em>&nbsp;e 30 anni dalla morte di don Tonino. \u00c8 provvidenziale che accanto al terrore nucleare, ci sia una voce \u2013 quella della Chiesa e dei credenti e di tanti uomini e donne di buona volont\u00e0 &#8211; che si leva per dire \u201cfermatevi, che tacciano le armi e si torni intorno a un tavolo. In nome dell\u2019umanit\u00e0 e del Dio della pace\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fermatevi a chi viene detto? Non c\u2019\u00e8 il rischio di mettere sullo stesso piano aggressori ed aggrediti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se potessi parlargli, direi innanzitutto a Putin di fermarsi. Ma \u00e8 un invito che rivolgo anche ai Paesi cosiddetti amici dell\u2019Ucraina. Si pensi alla pace e non solo all\u2019invio delle armi. Questo non significa negare l\u2019evidenza: c\u2019\u00e8 un aggressore e un aggredito. Ma la strada che da dieci mesi si sta seguendo \u00e8 la vera soluzione? Fermatevi lo diciamo a Putin, principalmente, ma anche ai nostri Paesi che hanno pensato soltanto nell\u2019invio delle armi. \u00c8 di qualche giorno fa la telefonata tra la premier italiana Giorgia Meloni e il presidente Zelensky. Non mi sembra che si sia parlato di molto altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lei che cosa propone?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vorrei lanciare un appello alla presidente del Consiglio. Che si faccia promotrice di pace. Che sia una donna di pace. Che promuova l\u2019Italia come un Paese che sappia mettere intorno a un tavolo i contendenti per dialogare e per arrivare a una pace giusta. Che bello sarebbe se il governo italiano fosse coraggioso e audace nel prendere un\u2019altra strada rispetto alla semplice fornitura di armi. Dobbiamo essere portatori di una visione. E in questo siamo in piena sintonia con Papa Francesco quando dice che la guerra e follia e sacrilegio. Certo, c\u2019\u00e8 differenza tra chi ha lanciato per primo la pietra e chi si \u00e8 difeso con altrettante pietre. Ma possiamo continuare a lanciarci le pietre? Non sarebbe meglio deporle?&nbsp;In nome dell\u2019umanit\u00e0, in nome delle donne, dei bambini, degli anziani, e anche di tutti i soldati morti. Le cifre ormai sono impressionanti. E le devastazioni? Sono stato in Ucraina e ho visto con i miei occhi.&nbsp;\u00c8 ora di fermarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>C\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che le cancellerie prendano il sopravvento rispetto ai militari?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019auspicio \u00e8 proprio questo. Il popolo della pace, coloro che amano il dialogo e ritengono la guerra irrazionale, chiede proprio questo alle cancellerie.&nbsp;Quando vi muoverete? Eravamo in 150mila a Roma il 5 novembre scorso. Siamo stati totalmente inascoltati. Ma non demordiamo. Possibile che nessuno voglia ascoltare le ragioni della pace?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La marcia da questo punto di vista che cosa vuole<\/strong>&nbsp;<strong>dire?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come umanit\u00e0 di questo tempo abbiamo bisogno di sradicare dal nostro cuore la cultura della guerra e sostituirla con quella della pace. Cultura vuol dire cura, pazienza, lavoro continuo di educazione&nbsp;e di formazione. La marcia si svolge ad Altamura, citt\u00e0 del pace al pari di Matera dove abbiamo celebrato a settembre il Congresso Eucaristico nazionale. Abbiamo bisogno di pane e non di fucili. La quarta tappa della marcia sottolineer\u00e0 proprio questo. Si spezzer\u00e0 il pane da dare a tutti i partecipanti. Si sta pensando anche al cosiddetto forno sociale, iniziativa di condivisione. E speriamo che nasca di qui la radice di quella che pu\u00f2 essere una visione nuova: condividere, camminare insieme per tracciare sentieri di pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nella terza tappa della marcia, e anche nel convegno che prender\u00e0 il via oggi, si parler\u00e0 di obiezione di coscienza, a 50 anni dalla legge istitutiva del servizio civile. Qual \u00e8 oggi il valore di questa<\/strong>&nbsp;<strong>scelta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi ancora pensa che un giovane cresca bene se educato militarmente, esprime un\u2019opinione che non posso condividere. Un giovane cresce bene se si prende cura dell\u2019altro, non se imbraccia un fucile. In quella tappa della marcia prenderanno la parole tre obiettori di coscienza: un russo, un ucraino e una voce dalla Palestina. Quando ero parroco, ho avuto tanti giovani obiettori. Ora nella nostra diocesi abbiamo venti ragazzi in servizio civile e stanno soprattutto negli empori della carit\u00e0. Questo educa. Un giovane non \u00e8 perfetto, come dice un certo slogan, con il moschetto. Un giovane cresce bene se impara la cura e l\u2019amore. Quindi dobbiamo proporre ai giovani visioni alte, non visioni di un passato che dobbiamo seppellire insieme con l\u2019ascia di guerra. Di tutte le guerre. E non dimentichiamo, che come dice sempre il Papa, oltre alla guerra in Ucraina, ce ne sono purtroppo altre che pochi ricordano. Ma mietono vittime e distruzione lo stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista al presidente di Pax Christi mons. Giovanni Ricchiuti da Avvenire, 30 dicembre 2022 Quattro tappe. Covid, cura, obiezione e pane. Ma una sola marcia, quella di Altamura, e un messaggio unico. \u00ab\u00c8 tempo di fare pace \u00bb. 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