{"id":21225,"date":"2022-12-07T19:00:36","date_gmt":"2022-12-07T19:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=21225"},"modified":"2022-12-10T10:12:32","modified_gmt":"2022-12-10T10:12:32","slug":"il-giorno-che-don-tonino-bello-parlo-di-nonviolenza-a-sarajevo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=21225","title":{"rendered":"IL giorno che don Tonino Bello parl\u00f2 di nonviolenza a Sarajevo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">da Avvenire &#8211; Mercoled\u00ec 7 dicembre 2022<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trent\u2019anni fa la Marcia per la pace nella capitale bosniaca assediata dall\u2019esercito serbo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Giunto nella citt\u00e0 assediata insieme ad altri 500, il 12 dicembre il vescovo di Molfetta tenne un discorso divenuto memorabile. Da quella tregua profetica nella guerra dei Balcani una lezione per il presente<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nave dei \u201cfolli\u201d si stacc\u00f2 dal porto di Ancona il 7 dicembre di trent\u2019anni fa sotto un cielo da paura. A bordo del Liburnija 496 persone dirette a Sarajevo, la citt\u00e0 bosniaca martirizzata da nove mesi e stretta sotto assedio dalle milizie serbe: un esercito di \u201cpacifisti\u201d armati solo del loro essere inermi, pronti ad irrompere nel cuore del conflitto per costringerlo a una tregua anche solo di ore. \u00abIn 100.000 a Sarajevo!\u00bb era lo slogan con cui don Albino Bizzotto, guida di \u201cBeati i costruttori di pace\u201d, aveva chiamato all\u2019invasione pacifica della citt\u00e0 insanguinata. Risposero in 500. Tra loro c\u2019erano giovani e vecchi, credenti e atei, suore e obiettori di coscienza, anarchici e sacerdoti, anche due vescovi, Luigi Bettazzi e Tonino Bello, suo successore alla testa di Pax Christi. Ha 58 anni, don Tonino Bello, ed \u00e8 minato dal cancro, ma \u00e8 deciso a interporsi fisicamente tra le parti in guerra per dimostrare che la nonviolenza pu\u00f2 funzionare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quel 7 dicembre coloro che si imbarcano sanno bene che l\u2019impresa pu\u00f2 essere senza ritorno, in molti hanno cercato di farli desistere, ma loro hanno raccolto il sogno e sono partiti, nello zaino acqua e cibo per quattro giorni, poi si vedr\u00e0. La prima tappa \u00e8 Spalato, 7 ore di traversata, ma l\u2019Adriatico scatena una tempesta di tale violenza che il Liburnija, dato per disperso dalle agenzie di stampa, arriver\u00e0 sull\u2019altra sponda con 12 ore di ritardo. \u00abSiamo passati per l\u2019acqua e per il fuoco e il Signore ci ha liberati\u00bb, dir\u00e0 poi don Tonino citando la Bibbia, \u00abl\u2019acqua di quel mancato naufragio terrificante, il fuoco delle granate\u00bb. Vogliono entrare a Sarajevo il 10 dicembre, Giornata mondiale dei Diritti umani, ma i continui posti di blocco e le estenuanti trattative con i capi militari dei diversi eserciti rallentano la marcia. Dell\u2019arrivo della carovana \u00e8 preavvisata l\u2019Onu, sono preavvisati i rappresentanti delle fazioni in lotta, ma per i 500 non ci sar\u00e0 protezione, nessuna garanzia, procederanno a loro rischio e pericolo, a bordo di dieci pullman malmessi e due ambulanze portate in dono dall\u2019Italia, una per fronte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019<\/strong>&nbsp;11 dicembre l\u2019arrivo sulla montagna innevata che sovrasta Sarajevo, ma ancora non \u00e8 finita: \u00abUna delegazione di dieci di noi si reca a Ilid\u017ea a parlamentare con le autorit\u00e0 militari serbe, \u00e8 una trattativa lunghissima \u2013 racconta don Tonino \u2013. Intanto la gente del posto viene sui pullman a offrirci t\u00e8 caldo. Una signora serba ha visto gli autisti intirizziti dal freddo e, bench\u00e9 fossero croati, li ha portati a casa sua e ha offerto un pranzo per loro\u00bb. \u00c8 l\u2019inizio del miracolo umano. La popolazione, prima incuriosita e poi commossa, li attornia, li abbraccia, \u00abun uomo ha visto la mia croce al collo e l\u2019ha baciata, poi mi ha invitato a casa sua dove era in corso il banchetto funebre per suo padre. Sono entrato e mi ha detto: \u201cIo sono serbo, mia moglie \u00e8 croata, queste mie cognate sono musulmane, eppure viviamo insieme da sempre e ci vogliamo bene. Perch\u00e9 questa guerra? Chi la vuole?\u201d A vedere quella gente seduta alla stessa mensa ho pensato alla convivialit\u00e0 delle differenze: questa \u00e8 la pace\u00bb. Infine i 500 entrano in citt\u00e0 nel silenzio allucinato delle 7 di sera, quando ormai nessun essere umano oserebbe percorrere il \u201cvialone della morte\u201d crivellato dai cecchini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDa nove mesi dopo le quattro del pomeriggio neppure le camionette dell\u2019Onu hanno il coraggio di entrare\u00bb, annota don Tonino, \u00abma stasera qui c\u2019\u00e8 un\u2019altra Onu, un\u2019Onu rovesciata \u00bb. Le bombe chiamano bombe, il loro essere l\u00ec in pace sta provando al mondo intero che un\u2019alternativa esiste e funziona: \u00abA questa Onu che scivola in silenzio nel cuore della guerra il cielo vuole affidare un messaggio: che la pace va osata\u00bb. Siamo abituati a pensare che \u201cosare\u201d sia il verbo del combattere, quando per morire e ammazzare ci vuole coraggio, invece \u00e8 la pace che va osata e che davvero richiede coraggio. Solo il giorno prima Sarajevo \u00e8 stata colpita da tremila granate, ma per la durata in cui gli inermi percorrono il terreno di guerra \u00e8 evidente che i militari hanno abbassato l\u2019intensit\u00e0&nbsp;del fuoco.&nbsp;<strong>L\u2019<\/strong>&nbsp;indomani, 12 dicembre, \u00ab\u00e8 incredibile l\u2019accoglienza della gente lungo le strade e dalle finestre\u00bb, quel gruppo venuto da fuori significa che il mondo esterno non li ha dimenticati. Poi nel buio e nel gelo del cinema don Tonino Bello tiene il discorso destinato a restare nella storia, ad ascoltarlo anche i capi delle diverse religioni in lotta. Nel 1992 non esistono i cellulari e le autorit\u00e0 hanno vietato le riprese, ma don Renato Sacco, consigliere di Pax Christi, registra di nascosto consegnando al futuro un documento di rara potenza: \u00abQuesta \u00e8 la realizzazione di un sogno \u2013 dice il vescovo, il corpo crocifisso dalla malattia ma lo sguardo acceso di passione \u2013 di una grande utopia che abbiamo tutti portato nel cuore, probabilmente sospettando che non si sarebbe realizzata. Ma ringrazio il Signore che, attraverso il nostro gesto folle, ha realizzato l\u2019utopia\u00bb. Parola che nel suo vocabolario significa azione che contrasta la rinuncia, movimento che contrasta la staticit\u00e0: \u00abQueste forme di utopia dobbiamo promuoverle, altrimenti le nostre comunit\u00e0 che cosa sono? Sono solo le notaie dello status quo, non le sentinelle profetiche che annunciano tempi nuovi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le sue parole infuocano e consolano la popolazione piegata da mesi di tragedia. \u00abQuanta fatica si fa a far capire che la soluzione dei conflitti non avverr\u00e0 mai con la guerra ma con il dialogo \u2013 continua il vescovo \u2013, abbiamo fatto fatica anche qui con i rappresentanti religiosi, perch\u00e9 \u00e8 difficile questa idea della soluzione pacifica dei conflitti. Ma noi siamo venuti a portare un germe: un giorno fiorir\u00e0\u00bb. Per le strade ha toccato con mano \u00abil pianto dei soldati! E questo per me \u00e8 l\u2019icona dell\u2019anelito di pace che \u00e8 sepolto nel cuore di tutti gli uomini\u00bb, purch\u00e9 li si scrolli dalla falsa certezza che la guerra sia ineluttabile. Non ha inventato nulla. Vive il Vangelo e ripercorre le orme di san Francesco d\u2019Assisi, salpato anche lui da Ancona 800 anni fa per frapporsi senza armi tra i crociati e i saraceni, sostenuto dal sogno di parlare al sultano e convincere i soldati a non combattere. Funziona: la presenza dei 500 da ore sta effettivamente fermando la&nbsp;guerra, \u00abla nonviolenza attiva \u00e8 diventata un trattato scientifico. Gli eserciti di domani \u2013 promette \u2013 saranno uomini disarmati! Ma occorre un\u2019azione intellettuale, bisogna che le nazioni promuovano le tecniche della strategia nonviolenta\u00bb. \u00c8 quel \u201cministero della Pace\u201d oggi invocato dall\u2019Associazione Papa Giovanni XXIII di don Benzi al posto dei ministeri della Difesa o della Guerra. Non \u00e8 mera questione semantica, il nome indica l\u2019obiettivo: per questo abbiamo ministeri della Salute e non della Malattia, dell\u2019Istruzione e non dell\u2019Ignoranza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00ab R<\/strong>&nbsp;icordare questi fatti dopo 30 anni non sia un indulgere alla nostalgia \u2013 avverte da Pax Christi don Renato Sacco \u2013 ma un denunciare quanto forse le parole di don Tonino Bello le abbiamo dimenticate, le stiamo riesumando adesso perch\u00e9 la guerra in Ucraina ci tocca da vicino. La domanda che all\u2019inizio anche i leader religiosi ci fecero a Sarajevo era: va bene la pace, ma le armi dove sono? Ce le avete portate? Sono le stesse argomentazioni sostenute oggi da chi alla guerra non vede alternativa e pensa \u201cok la nonviolenza, ma il realismo sono le bombe\u201d. Ricordo ci\u00f2 che allora mi disse il vescovo ausiliare di Sarajevo, Pero Sudar, parole che oggi mi danno forza: \u201cAnch\u2019io ero convinto che solo le armi avrebbero risolto, ma quello che ho visto al vostro arrivo mi ha convertito all\u2019evidenza che l\u2019unica scelta \u00e8 la nonviolenza, la fedelt\u00e0 radicale al Vangelo\u201d. Questo \u00e8 ci\u00f2 che rende attuale la mobilitazione di 30 anni fa, non per l\u2019impresa eroica, ma per trovare anche oggi una via davvero percorribile, altrimenti andremo a sbattere\u00bb. Che cosa resta, allora, di quegli \u00abeserciti di domani che saranno uomini disarmati \u00bb? Sono morti con don Tonino, che ha lasciato questa terra quattro mesi dopo il ritorno da Sarajevo, o \u201cfunzionano\u201d ancora da qualche parte nel mondo? Alberto Capannini e gli altri volontari dell\u2019Operazione Colomba (Associazione Papa Giovanni XXIII) vanno nei conflitti, li abitano da dentro, schierano tutti i giorni la loro inerme presenza accanto alle vittime.&nbsp;\u00abA quel seme in tanti abbiamo dato terra e concime, ma la pianta non si \u00e8 ancora sviluppata \u2013 commenta Capannini \u2013, basta guardare quanto accade in Ucraina. Ci sono vari parallelismi tra la guerra dei Balcani e quella in Ucraina, entrambe esplose in Europa da braci che covavano sotto la cenere, e di nuovo tra Paesi slavi, un mondo che spesso non conosciamo, con molti punti di vista diversi tra loro ma concordi in una sola cosa, nel pensare che l\u2019altro capisca solo il linguaggio della guerra: questo dicono gli ucraini dei russi e questo dicono i russi degli ucraini. Anche noi i mesi scorsi abbiamo portato le nostre invasioni pacifiche in Ucraina insieme ad altre associazioni, ma come nel 1992 non hanno risposto in 100.000 ma in poche centinaia. Eppure in piazza a Roma i pacifisti erano davvero centomila,&nbsp;poi sono rimasti a casa\u00bb.&nbsp;<strong>L<\/strong>&nbsp;e donne e gli uomini di Operazione Colomba \u201cosano\u201d la pace, in trent\u2019anni sono stati nei conflitti di Bosnia, Croazia, Kosovo, Sierra Leone, Congo, Uganda, Cecenia, Timor Est, Cile, Colombia, Palestina e Israele, Siria e Libano, sulla rotta balcanica e ora in Ucraina. Dove hanno fallito le grandi potenze sono arrivati loro, non hanno fermato gli eserciti ma ogni volta hanno creato ponti e reso possibili dialoghi prima inimmaginabili: \u00abNon \u00e8 possibile trovare soluzione al conflitto da fuori. Certo non pu\u00f2 fermarlo l\u2019Europa dei mercati, capace solo di alzare muri e vendere armi. Oggi c\u2019\u00e8 un \u201cbuon\u201d motivo per venderle, chi pu\u00f2 pretendere che l\u2019Ucraina si arrenda all\u2019invasore russo?, ma il problema \u00e8 che le vendeva prima, questa \u00e8 una mentalit\u00e0 che va scardinata gi\u00e0 in tempo di pace, non quando la guerra \u00e8 scoppiata e il malato \u00e8 terminale\u00bb. Siamo partner commerciali di regimi indifendibili \u2013 denuncia Capannini \u2013 come l\u2019Arabia Saudita, cui vendiamo le armi per opprimere i popoli, o la Russia, \u00abpoi quando ti portano la guerra nel cuore d\u2019Europa ci stupiamo manco fosse un cataclisma naturale. In Siria per dieci anni Putin ha bombardato scuole e ospedali, e adesso scopriamo che va fermato con le nostre bombe? Nei \u201cnegoziati\u201d Ucraina e Russia non si sono mai nemmeno sedute nella stessa stanza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A<\/strong>&nbsp;nche don Tonino Bello tornando a casa si interrogava, \u00abqual \u00e8 il tasso delle nostre colpe di esportatori di armi in questa delirante barbarie che si consuma sul popolo della Bosnia? Fino a quando la cultura della nonviolenza rimarr\u00e0 subalterna?\u00bb. Era il 13 dicembre 1992, i 500 \u201cfolli\u201d tornavano vincenti, contro ogni pronostico erano arrivati fin dentro la guerra e in loro presenza le armi avevano taciuto. Don Tonino, tra \u00abil rimorso del poco che si \u00e8 potuto seminare\u00bb e \u00abl\u2019incontenibile speranza che le cose cambieranno\u00bb, si avviava verso l\u2019ultima Grande Partenza avvenuta il 20 aprile 1993. A Facen di Pedavena (Belluno) in un museo che da decenni osa la pace, tra le stole dei santi \u00e8 conservata anche quella del venerabile don Tonino Bello, non un segno di potere ma il potere di un segno, il \u00abgrembiule che ci fa lavapiedi del mondo\u00bb, come la definiva il vescovo di Molfetta. Nello stesso \u201cMuseo dei Sogni, della Memoria e della Coscienza\u201d sono conservati 25 grandi pani impastati lo scorso Natale nei luoghi pi\u00f9 simbolici della terra, tra questi la pagnotta che sulla crosta porta l\u2019impronta della croce di don Tonino: \u00abSono pani impastati con il sale giunto da 50 nazioni \u2013 spiega il direttore Aldo Bertelle \u2013 e ora viaggeranno a ritroso, ognuno verso un luogo di conversione \u00bb. Il pane di don Tonino Bello passer\u00e0 di&nbsp;mano in mano sul Ponte di Sarajevo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Recarsi nel cuore del conflitto in corso nell\u2019ex Jugoslavia sembrva un folle sogno, \u00e8 diventata un\u2019utopia realizzata. La speranza di poter vincere la pace senza le armi \u00e8 ancora viva<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-post-featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"638\" height=\"495\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/IMG-20211125-WA0001.jpg\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" alt=\"\" style=\"object-fit:cover;\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/IMG-20211125-WA0001.jpg 638w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/IMG-20211125-WA0001-300x233.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px\" \/><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da Avvenire &#8211; Mercoled\u00ec 7 dicembre 2022 Trent\u2019anni fa la Marcia per la pace nella capitale bosniaca assediata dall\u2019esercito serbo Giunto nella citt\u00e0 assediata insieme ad altri 500, il 12 dicembre il vescovo di Molfetta tenne un discorso divenuto memorabile. Da quella tregua profetica nella guerra dei Balcani una lezione per il presente La nave dei \u201cfolli\u201d si stacc\u00f2 dal porto di Ancona il 7 dicembre di trent\u2019anni fa sotto un cielo da paura. A bordo del Liburnija 496 persone dirette a Sarajevo, la citt\u00e0 bosniaca martirizzata da nove mesi e stretta sotto assedio dalle milizie serbe: un esercito di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":18921,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20,180],"tags":[],"class_list":["post-21225","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-don-tonino-bello-e-la-spiritualita-della-pace","category-primo-piano"],"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21225","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21225"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21225\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21227,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21225\/revisions\/21227"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/18921"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21225"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21225"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21225"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}