{"id":20908,"date":"2022-10-26T08:42:15","date_gmt":"2022-10-26T08:42:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20908"},"modified":"2022-10-27T13:44:54","modified_gmt":"2022-10-27T13:44:54","slug":"fari-di-pace-alla-spezia-sabato-22-ottobre-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20908","title":{"rendered":"Fari di Pace alla Spezia, Sabato 22 ottobre 2022"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Carlo Tombola<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">FdP approda alla Spezia nell\u2019inedita forma di un convegno sui temi della pace, del pacifismo, della riconversione produttiva e del commercio di armamenti, preparato insieme a molte associazioni locali con un curato lavoro di tessitura allo scopo di offrire questi stessi temi alla riflessione della citt\u00e0 e del mondo della scuola in particolare. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I lavori del convegno \u2013 che si pu\u00f2 rivedere in video <a href=\"https:\/\/www.cessateilfuoco.org\/fari-di-pace\">qui<\/a>  \u2013 sono stati intensi, fitti di interventi, con la sala conferenze non piccola di TeleLiguriaSud riempita da un pubblico attento di ogni et\u00e0. A presentare gli interventi Francesco Passalacqua, presidente delle ACLI spezzine, a introdurre la giornata don Renato Sacco per Pax Christi \u2013 che con Weapon Watch coordina sul piano nazionale l&#8217;iniziativa dei FdP \u2013 e Giancarlo Saccani, storico rappresentante del pacifismo spezzino. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il convegno si \u00e8 articolato in diversi blocchi tematici. Il primo \u00e8 legato alla memoria storica delle lotte contro la guerra e per la pace in Italia e in Liguria. \u00c8 toccato a Pietro Lazagna, classe 1936, una lunga esperienza di educatore e nell\u2019associazionismo e nelle istituzioni locali, ricordare alcune tappe del movimento nonviolento italiano e ligure in particolare. Una sua frase finale (\u00abper fare una guerra occorrono tre elementi: le armi, le leggi e le coscienze dei singoli e dei popoli\u00bb) ha dato l\u2019impronta alla giornata, anticipandone i contenuti e il senso. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elio Pagani ha inviato da Venegono Superiore (Varese), dove anima un centro di documentazione contro la guerra, un video che ha ricordato la sua esperienza di operaio e tecnico in Aermacchi, storica fabbrica di aerei poi confluita in Finmeccanica-Leonardo, e le lotte sindacali e politiche che denunciarono l\u2019utilizzo di aerei fabbricati in Italia nei bombardamenti e nelle repressioni del Sudafrica in apartheid, e che caratterizzarono le posizioni pacifiste all\u2019interno del movimento operaio negli anni Settanta e Ottanta. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"642\" height=\"642\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/marcia_FdP_LaSpezia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20909\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/marcia_FdP_LaSpezia.jpg 642w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/marcia_FdP_LaSpezia-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/marcia_FdP_LaSpezia-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gianni Alioti, gi\u00e0 direttore dell\u2019ufficio internazionale FIM-CISL e coordinatore dell\u2019Osservatorio regionale ligure sull\u2019industria militare, oggi attivista di Weapon Watch, ha affrontato l\u2019impegnativo compito di fare memoria storica sul tema della riconversione al civile dell\u2019industria militare, con particolare riguardo al distretto spezzino. Qui da oltre un secolo, collegati alla presenza dell\u2019Arsenale della Marina, sono sorti e variamente trasformati i poli produttivi dell\u2019artiglieria (cannoni Vickers-Terni) e dei cantieri navali (del Muggiano, poi San Giorgio, poi Odero-Terni-Orlando, cio\u00e8 OTO), in un susseguirsi di riconversioni da produzioni civili a produzioni militari nelle fasi prebelliche, e viceversa da militari a civili nei due dopoguerra, e il passaggio definitivo negli anni Trenta sotto l\u2019ombrello dell\u2019industria di stato. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 toccato quindi a Giorgio Beretta, analista dell\u2019Osservatorio OPAL di Brescia e della Rete italiana pace e disarmo, delineare l\u2019 orizzonte di leggi e trattati entro cui si muove oggi il commercio internazionale di armamenti. Passaggi fondamentali ne sono stati la Carta delle Nazioni unite del 1945, che sancisce il principio dell\u2019abbandono della forza come base del diritto internazionale, a favore della concertazione diplomatica, e fatto salvo il \u201cdiritto naturale\u201d all\u2019autodifesa; e settant\u2019anni dopo il Trattato sul commercio delle armi convenzionali, entrato in vigore nel 2014 per regolare proprio quel diritto all\u2019autodifesa, fortemente voluto dalla societ\u00e0 civile con una campagna mondiale ma non ratificato dagli Stati Uniti (primo esportatore mondiale) e non firmato da Russia, India, Pakistan, Algeria ecc. A livello europeo \u2013 l\u2019UE \u00e8 il secondo esportatore mondiale \u2013 \u00e8 stata adottata non una direttiva, ma una \u201cposizione comune\u201d di fatto non vincolante. Anche la forza dell\u2019art. 11 della Costituzione italiana (1947), cos\u00ec esplicito nel collegare il ripudio della guerra alla promozione della pace, ha dovuto aspettare quasi cinquant\u2019anni per trovare applicazione in una legge che regolasse l\u2019export italiano di armi (legge 185 del 1990) e gli togliesse la protezione del segreto di stato accordatagli dal fascismo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qual \u00e8 la realt\u00e0 produttiva del distretto militare industriale spezzino oggi? Partendo dalla realt\u00e0 nazionale, h a provato a rispondere alla domanda Carlo Tombola, presidente di Weapon Watch, coordinatore scientifico di OPAL e del progetto Atlante dell\u2019industria militare italiana. In Italia sono state censite 761 aziende che producono per la difesa e l\u2019aerospazio, ma il nucleo forte del settore \u00e8 costituito da sole 213 aziende, le cui esportazioni sono riportate nella Relazione annuale della legge 185. Questo nucleo ristretto \u00e8 a sua volta dominato da appena 9 aziende, tra le quali sono ampiamente prevalenti le prime tre per fatturato ed esportazioni, cio\u00e8 Leonardo, Fincantieri e Avio Aero. Delle prime nove, ben sei sono controllate da capitale straniero, a cominciare dalla stessa Avio Aero, controllata dal colosso USA General Electric. Nel fatturato della maggior parte delle aziende censite, la destinazione militare \u00e8 complessivamente inferiore al 20%, ma nelle maggiori e dominanti \u00e8 molto pi\u00f9 alto e per Leonardo decisamente prevalente. Lo stesso vale nel caso specifico del distretto spezzino, dove le maggiori unit\u00e0 produttive fanno capo ai grandi gruppi a capitale statale e sono a vocazione prettamente militare. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il presidente dell\u2019Autorit\u00e0 di sistema portuale del Mar Ligure orientale Mario Sommariva ha inviato un suo intervento registrato, per ricorda re i limiti istituzionali in cui opera l\u2019autorit\u00e0 che presiede, e che consistono in una divisione di competenze e di responsabilit\u00e0 sui trasferimenti di armi con l\u2019Agenzia delle dogane e la Capitaneria di porto. Sommariva non ha voluto eludere la questione suscitata dal caso della nave \u00abEolika\u00bb, partita da Spezia con un carico di munizioni dirette in America centrale e finita sotto sequestro nel porto di Dakar, in Senegal; e ha ribadito l\u2019importanza di costruire una white list degli operatori navali che operano nella logistica delle armi e delle munizioni. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">William Domenichini per la rivista Informazione sostenibile e l\u2019associazione \u201cMurati vivi\u201d ha toccato il tema della riqualificazione territoriale in relazione alla storica quanto ingombrante presenza dell\u2019Arsenale militare, che occupa da 150 anni uno spazio di 90 ettari, con 13 km di strade e 7 km lineari di banchine portuali. Una porzione di un golfo di alto valore paesistico \u00e8 oggi sottratta alla citt\u00e0 e alle attivit\u00e0 produttive, pur risultando praticamente inutilizzata (600 lavoratori, contro i 12.000 degli anni Cinquanta) e scaricando sulla comunit\u00e0 un pesante lascito ambientale fatto di discariche abusive piene di amianto. Il progetto \u201cBasi blu\u201d dovrebbe nei prossimi anni portare 354 milioni di euro per adeguare l\u2019Arsenale ai pi\u00f9 alti standard NATO, movimentando a mare e a terra milioni di metri cubi di fanghi e residui inquinanti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conclusione, alcune docenti coordinate dalla prof.ssa Elisabetta Manuguerra hanno presentato i percorsi didattici orientati all\u2019educazione non violenta sperimentati in scuole dell\u2019infanzia del comprensorio spezzino. Le ha precedute la prof.ssa Serena Tusini (USB Scuola) con una panoramica sulla presenza sempre pi\u00f9 estesa e allarmante nella scuola locale dei progetti didattici affidati \u200ba personale e strutture militari, sulla base di protocolli d\u2019intesa tra ministeri della Difesa e dell\u2019Istruzione. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per coincidenza non voluta ma fortunata, FdP \u00e8 approdata alla Spezia nello stesso giorno di Europe for Peace , la vasta mobilitazione contro la guerra promossa da Rete italiana pace e disarmo e da moltissime sigle associative e sindacali. Di qui la partecipazione comune alla \u201cmarcia\u201d attraverso la citt\u00e0 svoltasi nel pomeriggio, degna conclusione del percorso spezzino di FdP.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Tombola FdP approda alla Spezia nell\u2019inedita forma di un convegno sui temi della pace, del pacifismo, della riconversione produttiva e del commercio di armamenti, preparato insieme a molte associazioni locali con un curato lavoro di tessitura allo scopo di offrire questi stessi temi alla riflessione della citt\u00e0 e del mondo della scuola in particolare. I lavori del convegno \u2013 che si pu\u00f2 rivedere in video qui \u2013 sono stati intensi, fitti di interventi, con la sala conferenze non piccola di TeleLiguriaSud riempita da un pubblico attento di ogni et\u00e0. 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