{"id":20771,"date":"2022-09-28T07:59:27","date_gmt":"2022-09-28T07:59:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20771"},"modified":"2022-09-28T07:59:31","modified_gmt":"2022-09-28T07:59:31","slug":"racconta-al-mondo-racconta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20771","title":{"rendered":"Racconta al mondo\u2026 racconta"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Giovanni Rustico<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Visitando il museo dedicato a Yasser Arafat durante il pellegrinaggio di giustizia 2022 mi ha colpito una poesia di Samih al-Qasim l\u00ec presente. Mi ha colpito anche dove era scritta, nel mezzo del racconto della storia dolorosa di un popolo e della Nakba palestinese. La cosa pi\u00f9 importante che possiamo fare di fronte alle sofferenze di questa nazione, come di qualsiasi altro popolo oppresso, \u00e8 raccontare le ingiustizie che ormai sono all\u2019ordine del giorno in quella terra divisa e sofferente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una terra, la Palestina, che sta perdendo la speranza, che si sta arrendendo all\u2019inevitabile dolore della storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Di una casa con la lanterna che hanno frantumato<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Palestina attuale non \u00e8 una terra di speranza, quella lanterna \u00e8 veramente spenta e distrutta e si fatica a vedere nuove lanterne splendere. Qualche luce prova ad accendersi, come l\u2019esperienza nel villaggio di Battir, che abbiamo visitato. \u00c8 una storia piena di speranza che merita di essere raccontata. Questo villaggio ha resistito all\u2019occupazione e alla colonizzazione israeliana solo con l\u2019arma della cultura, facendosi dichiarare sito protetto dall\u2019UNESCO. Nonostante tutti gli attacchi israeliani e le fatiche burocratiche, alla fine Battir ha vinto la sua causa ed \u00e8 un\u2019esperienza unica visitare questa comunit\u00e0. Nello stesso momento, mentre una lanterna si accende, altre si spengono: di recente infatti alcune sedi di famose ONG a Ramallah, citt\u00e0 sotto il formale controllo dell\u2019autorit\u00e0 palestinese, sono state assaltate dal governo israeliano con l\u2019accusa di essere organizzazioni terroristiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sedi di ONG riconosciute al livello internazionale, operanti in territorio che dovrebbe essere sotto il controllo dell\u2019autorit\u00e0 palestinese, sono state assaltate come le peggiori organizzazioni criminali. Sentire la voce senza speranza di questa terra e vedere con i propri occhi la voglia di cancellare un popolo deve darci la forza di raccontare tutto questo il pi\u00f9 possibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Di un\u2019ascia che ha ucciso un tulipano<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tulipano ucciso lo si vede quando si cammina in mezzo agli ultimi anelli della catena infernale presente in Palestina. Come il mercato di Hebron, con i coloni che gettano immondizia e pietre verso le case palestinesi e li costringono a una vita terribile mentre tentano di de-arabizzare la Palestina e vivono una vita degna di standard occidentali. Come le strade del campo profughi di Beit Jibril a Betlemme, abbandonate da tutto e da tutti. Le strade di Betlemme, con il muro che domina il paesaggio, appaiono un sogno agli occhi di quei profughi, costretti a vivere in condizioni terribili, cercando solo di lottare per vivere sulla loro terra. In quelle strade si respira l\u2019assenza di speranza, come la sofferenza di una madre anziana che, costretta a una vita di sofferenze, ci indica la foto del figlio martire degli israeliani. Come i villaggi dei beduini, che ci hanno accolti calorosamente, cacciati da Israele dopo il 1967 dal deserto del Neghev, dove vivevano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019alternativa che Israele metteva loro davanti era molto dura: mandare i propri figli nell\u2019esercito israeliano e collaborare con le forze israeliane o essere cacciati dalla propria terra. Quelli che hanno rifiutato di collaborare con le forze israeliane sono state costretti a emigrare nel deserto di Giudea in Cisgiordania. Ancora oggi ci sono tanti villaggi beduini, ma sono continuamente circondati e assaliti dalle colonie israeliane che impediscono loro di migliorare le condizioni di vita e li costringono a una qualit\u00e0 della vita che \u00e8 disumana. Ma nonostante tutto queste comunit\u00e0 resistono, mantenendo la loro identit\u00e0 beduina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>E un fuoco che ha incenerito una treccia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La brutalit\u00e0 della situazione \u00e8 evidente anche nel pi\u00f9 imponente simbolo della \u201cquestione palestinese\u201d: il muro. Un muro che divide, ma che rappresenta molto di pi\u00f9, rappresenta la totale chiusura di ogni futura pace. Un muro che percorrendo i confini della Cisgiordania non solo isola Gerusalemme, la citt\u00e0 santa (al-Quds in arabo: letteralmente \u201cla santa\u201d), da tutti i palestinesi che vivono a est del muro, ma si insinua nel cuore della \u201cwest bank\u201d e divide palestinesi da palestinesi. L\u2019immagine del muro, onnipresente in questa terra abbandonata da tutti, viene in mente davanti a ogni ingiustizia e persino davanti ai bagliori di speranza: \u00e8 un ostacolo insuperabile, ingiusto e che chiude i palestinesi in vere e proprie riserve, come se fossero una specie a rischio di estinzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Racconta di una pecora che non \u00e8 mai stata munta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Di un impasto preparato da una mamma mai sfornato<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019identit\u00e0 arabo-palestinese sta veramente per essere cancellata? Una risposta pu\u00f2 essere data vedendo l\u2019irrefrenabile espansione delle colonie israeliane anche nei territori palestinesi e che stanno avanzando villaggio dopo villaggio. \u00c8 tragico vedere nelle valli delle montagne i villaggi palestinesi, distrutti e poveri, e sopra di loro, maestosi come monumenti della tragedia, colonie in pieno stile occidentale che avanzano cancellando un popolo. Vedere i tralicci della luce che alimentano le colonie passare sopra i villaggi beduini, che non hanno un accesso continuo all\u2019elettricit\u00e0 \u00e8 doloroso come tante altre immagini ma nessuno potr\u00e0 cancellare la storia. Nessuno potr\u00e0 dimenticare che sul suolo delle future metropoli israeliane un tempo c\u2019erano fiorenti villaggi arabi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Di un tetto di fango di paglia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Racconta al mondo\u2026 Racconta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene da chiedersi come sia possibile una totale disumanizzazione dell\u2019altro, una totale voglia che sembra naturale dell\u2019uomo di distruggere l\u2019altro. \u00c8 possibile cambiare questo \u201cistinto naturale\u201d, c\u2019\u00e8 ancora speranza che nasca un nuovo tulipano? Il destino di questa terra \u00e8 scritto nella storia, e mi viene in mente la riflessione di Toro seduto: \u00absette anni fa abbiamo stipulato un trattato con l\u2019uomo bianco. Ci ha promesso che la terra dei bufali sarebbe stata nostra per sempre. Adesso minacciano di prenderci anche quella. Dovremmo cedere, fratelli? O invece dire loro \u201cDovrai uccidermi prima di impossessarti del mio paese\u201d. Sappiamo come \u00e8 andata a finire per i nativi americani: saremo capaci di fare di meglio?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abRacconta al mondo\u2026 racconta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Di una casa con la lanterna che hanno frantumato<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Di un\u2019ascia che ha ucciso un tulipano<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>E un fuoco che ha incenerito una treccia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Racconta di una pecora che non \u00e8 mai stata munta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Di un impasto preparato da una mamma mai sfornato<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Di un tetto di fango di paglia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Racconta al mondo\u2026 Racconta\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Samih al-Qasim<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Rustico Visitando il museo dedicato a Yasser Arafat durante il pellegrinaggio di giustizia 2022 mi ha colpito una poesia di Samih al-Qasim l\u00ec presente. 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