{"id":20656,"date":"2022-09-20T05:48:32","date_gmt":"2022-09-20T05:48:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20656"},"modified":"2022-09-28T05:01:14","modified_gmt":"2022-09-28T05:01:14","slug":"un-campo-famiglie-come-antidoto-alla-guerra-lesperienza-delle-famiglie-di-pax-christi-a-coazze-to","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20656","title":{"rendered":"Un campo famiglie come antidoto alla guerra? L\u2019esperienza delle famiglie di Pax Christi a Coazze (TO)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Riccardo Paoletto per le famiglie in rete per la pace di Pax Christi<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i vari effetti che una guerra produce vi \u00e8 senza dubbio il senso di impotenza: cosa possiamo fare noi, cosa possiamo farci noi, se nemmeno possono risolvere nulla le diplomazie internazionali n\u00e9 la cronica immobilit\u00e0 dell\u2019ONU? \u00c8 bene allora che tutti ci cimentiamo nella ricerca di antidoti alla guerra che siano alla nostra portata, per superare questo senso di frustrazione. Ne proporremo uno raccontando l\u2019esperienza vissuta dal 13 al 21 agosto di quest\u2019anno dal gruppo di famiglie di Pax Christi a Forno di Coazze, in val Sangone. Siamo in una valle del Piemonte, non lontano dalla val Susa che si annuncia con l\u2019imponente Sacra di San Michele anche al viaggiatore che transita rapido nell\u2019autostrada verso la Francia: \u00e8 una terra, quella piemontese, ricca di testimonianze significative di uomini in ricerca della pace, la terra dove \u00e8 nata l\u2019associazione Libera e l\u2019Arsenale della pace, limitandoci solo alla contemporaneit\u00e0. Diciamolo subito: il miglior antidoto alla guerra \u00e8 la comunit\u00e0 , a tutti i livelli. Perch\u00e9 \u00e8 nata l\u2019Unione Europea (ricordiamo che prima si chiamava Comunit\u00e0 europea)? Per scongiurare il pericolo di nuove guerre fratricide. Dunque, un primo passo per scardinare i meccanismi della guerra \u00e8 fare comunit\u00e0 tra i diversi. Per il gruppo di cui raccontiamo i nuclei familiari erano molto eterogenei tra loro, cos\u00ec come oggi le tipologie di famiglie sono plurime: famiglie con figli piccoli, con adolescenti, adulti in coppia o individualmente, per un totale di circa quarantacinque persone di provenienze regionali diverse (Puglia, Toscana, Liguria, Veneto, Friuli, Piemonte). Il tema che ha condotto le giornate \u00e8 stato quello delle Resistenze, a partire da quella storica dei partigiani e della popolazione in val Sangone, per passare alla resistenza ambientale dei vari movimenti che per brevit\u00e0 sintetizziamo nella sigla \u201cNo Tav\u201d. Un\u2019intera giornata \u00e8 stata dedicata anche ad uno dei pi\u00f9 significativi punti di passaggio dei migranti ad Oulx, in val Susa, nella struttura denominata \u201cFraternit\u00e0 Rifugio Massi\u201d: qui ogni giorno trovano accoglienza decine di persone in transito, di provenienza soprattutto dall\u2019Afghanistan, Siria o Pakistan, diretti principalmente ai paesi del nord Europa. Si \u00e8 ritornati a pensare a questo luogo simbolo, il confine, e veniva in mente il libro autobiografico di Shahram Khosravi \u201cIo sono confine\u201d, all\u2019assurdit\u00e0 di questa invenzione dell\u2019uomo che \u00e8 il confine tra gli stati, che poi diventa, frontiera, e talora anche fronte. I confini sono diversi a seconda di chi li attraversa: per noi cittadini europei passare per quei luoghi \u00e8 fare una passeggiata tra i boschi; per gli altri \u00e8 attraversamento notturno a rischio di respingimento o peggio di morte per congelamento. Per scongiurare questi pericoli a cui sono esposte nei mesi invernale, a 1900 metri di altitudine, persone giovani ma anche famiglie con minori o anziani, si \u00e8 sviluppato un impegno coordinato tra molte organizzazioni di volontariato locale per dare pi\u00f9 sicurezza e dignit\u00e0 a chi si prepara all\u2019attraversamento. Andare sui luoghi, incontrare le persone con il necessario tempo di ascolto, vedere, riflettere per poi avviarsi all\u2019azione prima di tutto scenica con una drammatizzazione partecipativa in una delle ultime serate del campo, \u00e8 stata la modalit\u00e0 che il gruppo ha voluto provare. Aggiungiamo anche che sono state avvicinate con altrettanta attenzione le specialit\u00e0 culinarie locali, alcune aziende radicate sul territorio e non ultime le bellezze antropiche e naturali dei territori di pertinenza del Parco dell\u2019Orsiera, in compagnia di una guida. Tornando per\u00f2 al punto, perch\u00e9 possiamo affermare con tanta sicurezza che la comunit\u00e0 \u00e8 vaccino efficace alla guerra? Sulla base dell\u2019esperienza del campo, possiamo affermare che la comunit\u00e0 \u00e8 avviare processi di inclusione e integrazione, senza minimizzare le differenze o peggio negarle. La guerra fa della differenza l\u2019innesco alla conflittualit\u00e0, a partire dall\u2019iniziale \u201cnoi non siamo come voi!\u201d. Dicendo questo, come non dedurre che anche la stigmatizzazione delle persone in movimento (o migranti) ha tutte le caratteristiche della guerra, tanto che ritornano in auge i confini e i fronti? Avevamo pensato col Primo Levi de \u201cLa tregua\u201d che la guerra fosse finita, ma il greco di Salonicco ci ricorda invece che \u201cguerra \u00e8 sempre\u201d, e intraprendere esperienze di comunit\u00e0 \u00e8 fare Resistenza alla guerra, con tutta la nobilt\u00e0 dell\u2019atto del resistere. \u200b E ai genitori (chi scrive lo \u00e8) va detto che se vogliamo che i nostri figli assaporino la bellezza della pace, \u00e8 bene avviarli ad esperienze di vita comune in cui debbano confrontarsi con altri, e per un tempo non breve, almeno di alcuni giorni. Come ci ha mostrato l\u2019esperienza comunitaria a Forni di Coazze, gli ingredienti per passare anche pochi giorni di vita comune sono sempre gli stessi: autogestione che implica lavorare insieme per i servizi, ampliare il pi\u00f9 possibile la conduzione dei vari momenti, attenzione particolare ai linguaggi e ai modi, perch\u00e9 quelli pi\u00f9 adatti ai giovani non coincidono spesso con quelli di chi \u00e8 pi\u00f9 ricco d\u2019anni ed esperienze: ci sono sempre minoranze, anche anagrafiche, da riconoscere e tutelare! \u00c8 stata, infine, anche una esperienza che si inserisce nel non facile cammino della nostra chiesa contemporanea, con il privilegio di aver avuto come compagni di strada don Nandino e don Renato, per capire che la comunit\u00e0 \u00e8 il luogo in cui la liturgia fiorisce, pi\u00f9 volte accompagnati dalle parole di papa Francesco sulla pace, l\u2019accoglienza, il creato, profeta di quel \u201cprincipio attivo\u201d antico quanto le Scritture che \u00e8 il sentirsi chiamare e sentirsi considerati fratelli o sorelle. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riccardo Paoletto per le famiglie in rete per la pace di Pax Christi Tra i vari effetti che una guerra produce vi \u00e8 senza dubbio il senso di impotenza: cosa possiamo fare noi, cosa possiamo farci noi, se nemmeno possono risolvere nulla le diplomazie internazionali n\u00e9 la cronica immobilit\u00e0 dell\u2019ONU? \u00c8 bene allora che tutti ci cimentiamo nella ricerca di antidoti alla guerra che siano alla nostra portata, per superare questo senso di frustrazione. 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