{"id":20595,"date":"2022-09-06T12:55:14","date_gmt":"2022-09-06T12:55:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20595"},"modified":"2022-09-07T11:06:09","modified_gmt":"2022-09-07T11:06:09","slug":"guerra-in-ucraina-dentro-il-conflitto-oltre-il-conflitto-per-uneuropa-di-pace-brescia-3-settembre2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20595","title":{"rendered":"GUERRA IN UCRAINA: dentro il conflitto, oltre il conflitto. Per un\u2019Europa di pace. (Brescia, 3 settembre<br>2022)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(appunti dal Convegno)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>GUERRA IN UCRAINA<\/strong>: dentro il conflitto, oltre il conflitto. Per un\u2019Europa di pace. (Brescia, 3 settembre<br>2022)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(appunti dal Convegno)<br>Il convegno- che ha visto la partecipazione di numerose persone, 250 circa- \u00e8 stato fortemente voluto da<br>una rete di associazioni, movimenti (Pax Christi tra essi) del territorio, istituzioni locali e Rete Italiana Pace  e Disarmo per offrire un punto di vista ben pi\u00f9 ampio (e con diversi punti di vista rispetto al &#8221; Pensiero Unico Bellicista&#8221; (per dirla con Nico Piro, insieme a Nello Scavo e pochi altri, giornalista,&#8221; fuori dal coro&#8221;) che da oltre sei mesi a questa parte straborda nell&#8217;informazione nazionale e non solo.<br>Si \u00e8 quindi di deciso di approfondire, sotto tanti punti di vista e con voci finalmente dialoganti seppur<br>diverse, quanto sta accadendo con il contributo di analisti, attivisti e giornalisti con notevole esperienza in<br>materia.<br>Dopo i saluti istituzionali del presidente del consiglio comunale di Brescia (Roberto Cammarata), e<br>l&#8217;introduzione nella sessione del mattino della portavoce del Coordinamento degli enti locali Bresciani per la pace e la solidariet\u00e0 internazionale (Camilla Bianchi) e, nel pomeriggio del coordinatore Campagne di RIPD (Francesco Vignarca) ci sono quindi succedute le riflessioni dei relatori.<br>(la registrazione dell&#8217;intero Convegno \u00e8 a disposizione sulla pagina Youtube e Facebook di Opal Brescia, )<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domenico Quirico<\/strong> (giornalista La Stampa):<br>\u00c8 dal 2014 che il fuoco covava sotto la cenere; e purtroppo &#8211; pessimisticamente- il conflitto rischia di<br>avviarsi verso una guerra senza fine.<br>La classe dirigente Ucraina vede e parla di vittoria.<br>Gli Stati Uniti non hanno fatto nulla per mettere freno all&#8217;escalation, anzi! A suo avviso- di Quirico-<br>volutamente sabotato il tentativo di attenuare il conflitto; questo perch\u00e9 hanno un altro obiettivo, ovvero<br>limare La potenza della Russia.<br>Questo scenario l&#8217;Europa ha mostrato tutta la sua fragilit\u00e0 nel imporsi come terzo soggetto credibile,<br>appiattendosi sostanzialmente sulle posizioni USA\/NATO (l&#8217;atlantismo tanto sbandierato in questi giorni di pessima campagna elettorale. ndr) quasi a assimilare tale coalizione ad un raggruppamento ideologico, un sistema di valori mentre, invece, oggettivamente, la NATO \u00e8 una alleanza militare.<br>La guerra ha quindi determinato la rinascita dei &#8221; blocchi contrapposti&#8221;: da un lato l&#8217;occidente e dall&#8217;altro<br>Russia, Cina e paesi asiatici.<br>Con il risultato che i due blocchi si spartiranno il territorio. Occorre prendere consapevolezza che servono<br>adeguamenti- collettivi ed individuali- a questa nuova, drammatica, situazione.<br><strong>Mirko Massetti<\/strong> (analista Limes):<br>\u00c8 indubbio che la cosiddetta &#8221; cortina di ferro&#8221; si \u00e8 spostata verso est; e questo al governo russo non sta<br>bene.<br>A proposito di &#8221; linee di demarcazione&#8221; si \u00e8 passati dalle cosiddette &#8221; Amity lines&#8221; derivanti dal rispetto dei patti\/accordi\/protocolli (ex Spagna\/ Portogallo in America latina), alle &#8221; Red lines&#8221; determinate<br>unilateralmente- di volta in volta- da ciascuna delle parti in causa.<br>Il Cremlino vuole stabilire la frontiera serve una sorta di &#8221; pax russa&#8221; mentre gli USA hanno fortificato, ben<br>prima dell&#8217;esplosione del conflitto, in Ucraina, i propri bastioni in Polonia e Romania.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Washington l&#8217;Ucraina non \u00e8 mai stata strategica, solo tattica; infatti gli Stati Uniti hanno deciso di<br>inviare armi e non forze armate.<br>Per dirla con un motto:<br>A morire sono gli ucraini,<br>A ferirsi sono i russi,<br>A depotenziarsi \u00e8 l&#8217;Europa<br>Ad esultare sono gli USA<br>A vincere sar\u00e0 la Cina.<br>La Russia ha un potente alleato, il &#8220;generale inverno&#8221;<br>\u00c8 probabile che l&#8217;esercito russo utilizzer\u00e0 le cosiddette armi termobariche che oltre che ad uccidere, come<br>tutte le altre, causeranno anche l&#8217;esplosione dei vetri degli edifici.<br>Come si potranno scaldare le citt\u00e0 ucraine in caso di assedio?<br>E l&#8217;Ucraina potrebbe non essere in grado di importare energia elettrica dall&#8217;occidente, ed oggi la sola<br>centrale nucleare di Zaporizhzhia fornisce il 24% dell&#8217;energia in Ucraina.<br>Le possibili strade che si intravvedono oggi sono sostanzialmente 4:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>i negoziati (dove si registra l&#8217;indisponibilit\u00e0 della Russia)<\/li><li>la resa (indisponibilit\u00e0 dell&#8217;Ucraina)<\/li><li>la ritirata (osteggiata, ovviamente, dall&#8217;apparato militare)<\/li><li>lo stallo (la situazione verosimilmente pi\u00f9 probabile)<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Villa (analista ISPI):<\/strong><br>Gi\u00e0 nel 2008 prima dell&#8217;invasione russa in Georgia, l&#8217;Europa disse agli USA che non avrebbe condiviso<br>l&#8217;ingresso dell&#8217;Ucraina nella NATO.<br>E ancora nel 2021 l&#8217;Europa si mise di traverso.<br>Cito Norberto Bobbio: non esiste una guerra giusta offensiva; e va oltre: anche quelle di difesa lo sono; con<br>l&#8217;avvento della bomba atomica.<br>Dilemma morale: 2 principi ONU: principio di &#8221; legittima difesa&#8221; e di &#8221; difesa collettiva&#8221;, ossia di intervento<br>in aiuto.<br>Che fa l&#8217;Europa?<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Manda armi?<\/li><li>Manda aiuti?<\/li><li>Assume sanzioni?<br>Che fare?<br>Dilemma morale: se Kiev fosse caduta subito si sarebbero risparmiate valanghe di distruzione dell&#8217;Ucraina.<br>150 mld $ PIL<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">110 mld $ di danni\u2026<br>L&#8217; Ucraina sceglie di difendersi ed Europa decide di armare UKT e sanzionare RUS<br>Nuovo dilemma\u2026<br>Sono passati 6 mesi di guerra. Magari meno intensa dall&#8217;inizio.<br>Ed ora la morale diviene anche interesse.<br>Il casino di fronte agli ideali\u2026<br>Le parti interessate non sono interessate al negoziato; in primis il Cremlino (sempre pi\u00f9 distante), ma anche<br>la classe dirigente Ucraina.<br>EUR tuttora disunita\u2026<br>Chi ha fornito pi\u00f9 armi sinora?<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>USA 41 mld.<\/li><li>UK 7 mld.<\/li><li>POL 6 mld.<\/li><li>GER 5 mld.<\/li><li>\u2026 (in proporzione al PIL i paesi baltici sono ai primi posti)<\/li><li>ITA 0,15 mld. (poca roba in fondo; e peraltro da pasticcioni; citt\u00e0 il caso dei carrarmati destinati all&#8217;Ucraina<br>fermati dalla polizia stradale in A1, lo scorso 29 giugno 2022..)<br>Questa la diversa scala degli aiuti\u2026<br>Non vi sono soluzioni facili all&#8217;orizzonte. La soluzione negoziale \u00e8 molto lontana.<br>E, come diceva poco fa Mirko Massetti, l&#8217;inverno \u00e8 alle porte e la Russia avr\u00e0 il coltello dalla parte del<br>manico; anche nei confronti dei paesi europei. Distinti anche nelle strategie generiche.<br>Si dovr\u00e0 sempre di pi\u00f9, e soprattutto quando c&#8217;\u00e8 una invasione, confrontare gli ideali di pace con la morale<br>di tutti i giorni\u2026<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fabrizio Coticchia (Univ. Genova)<\/strong>:<br>Quale Europa della difesa?<br>L&#8217;Europa si \u00e8 impegnata molto sebbene con difficolt\u00e0 dovute a paesi con una crisi di democrazia (Ungheria<br>e Polonia). L&#8217;abbandono della Gran Bretagna ha inoltre pregiudicato il percorso sebbene alcuni progetti di<br>difesa Europa li abbia avviati.<br>Gli Stati Uniti sono pi\u00f9 interessati e concentrati soprattutto su altri teatri quali quelli dell&#8217;estremo oriente.<br>Quali problemi dell&#8217;Europa da questo punto di vista?<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Occorrerebbe ottimizzare le risorse per la difesa punto e, bisognerebbe spendere molto di pi\u00f9 per<br>acquisire una capacit\u00e0 militare adeguata;<\/li><li>C&#8217;\u00e8 poi una sorta di &#8221; cacofonia strategica&#8221;, ovvero come agire? Quali sistemi d&#8217;arma adottare? Da chi<br>acquistarli? Autoprodotti o da paesi altri (ex F35 da USA);<\/li><li>ancora, c&#8217;\u00e8 un problema di condivisione delle intelligence. In particolare esistono approcci di politica<br>estera ben diversi tra stato e stato; ad esempio, la priorit\u00e0 italiana \u00e8 il Mediterraneo, mentre i paesi<br>mitteleuropei sono pi\u00f9 rivolti verso l&#8217;est\u2026<br>Ci sono sostanzialmente due visioni molto diverse sulla politica di difesa:<\/li><\/ol>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>da un lato un modello spinto, pi\u00f9 autonomo, di difesa europea che vede la Francia di Macron tra i<br>principali sostenitori (e questo il la destra italiana- ma anche il centro sx- lo vede con favore). Modello<br>questo che vede la Francia alla guida del sistema.<\/li><li>dall&#8217;altra una visione sostenuta da GER che vede un po&#8217; saldo legame con NATO e quindi USA egemone\u2026<br>Italia (con il consenso della sostanziale di tutti i partiti) quindi sebbene abbia fornito aiuti, rimane col focus<br>sul Mediterraneo.<br>EUR rappresenta una minaccia per la Russia in quanto modello alternativo al regime di Putin.<br>\u00c8 importante raccogliere vista la complessit\u00e0 della questione tutti i dati per approfondire e decidere.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Duccio Facchini (Allora economia):<\/strong><br>Ha mostrato le grandi differenze e contraddizioni circa il sistema di accoglienza dei profughi. Infatti i dati<br>dimostrano come, nel picco profughi in Europa dell&#8221;intero 2015 (1.822.000) che allora si defin\u00ec come<br>catastrofe alla quale non si riusciva a fronte, solo nel primo semestre 2022 si \u00e8 riusciti a dare ospitalit\u00e0 ad<br>8.500.000 profughi provenienti dall&#8217;Ucraina\u2026<br>(Un intervento, quello di Duccio Facchini, che merita di essere visto ed ascoltato, anche perch\u00e9 corredato da una serie di slides assolutamente eloquenti).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Emanuele Giordana (Atlante delle guerre):<\/strong><br>Ha riportato la testimonianza delle prime tre missioni di Stop the war now a Leopoli, Odessa, e Mycola\u00efv<br>osservando come in Italia associazionismo ed enti locali siano molto pi\u00f9 avanti nelle elaborazioni e nelle<br>conseguenti prassi di accoglienza e solidariet\u00e0.<br>Ha fatto, in particolare, riferimento all&#8217;ultima iniziativa che, conclusa proprio con il rientro della Carovana<br>domenica 4 settembre, che ha consegnato alla municipalit\u00e0 di Mycola\u00efv 2 dissalatori, strumenti essenziali e non ancora comunque sufficienti per garantire la fornitura alla citt\u00e0 di acqua potabile in quanto oggi ne \u00e8 sprovvista.<br>Si \u00e8 messo quindi in risalto un ulteriore valenza di queste iniziative che, insieme agli aiuti umanitari,<br>testimoniano la solidariet\u00e0 di una presenza fisica accanto al popolo ucraino (inizialmente diffidente ed ora<br>invece &#8221; accogliente&#8221;).<br>Servir\u00e0 sempre di pi\u00f9 agire e premere sul governo affinch\u00e9 possa guardare a questo conflitto con altri<br>occhiali, con coerenza politica (con riferimento alla fornitura di armi- e allora perch\u00e9 non Yemen, Kurdistan, Palestina?- e delle politiche di accoglienza e solidariet\u00e0)<br>Quindi, anche richiamato l&#8217;art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, si chieda al governo di<br>percorre altre strade, adoperandosi per un rilancio della capacit\u00e0 di iniziativa dell&#8217;ONU- da riformare<br>assolutamente a partire dall&#8217;odioso &#8221; diritto di veto&#8221; che stronca sul nascere ogni possibile iniziativa<br>significativa dell&#8217;Organismo internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Martina Pignatti (Un ponte per..)<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bonariamente provocatoria chiede se vi siano cittadine e cittadini ucraini in sala (purtroppo no).<br>Occorre aprire percorsi di dialogo, confronto, riconciliazione (anche a livello locale, nelle nostre citt\u00e0, tra le<br>diverse comunit\u00e0\/ chiese, oggi in particolare Ucraina e russa (n.d.r.)).<br>Con riferimento ai numeri della solidariet\u00e0, cosa sta facendo la comunit\u00e0 internazionale nell&#8217;ambito degli<br>aiuti umanitari?<br>In Ucraina ci sono oggi 6.600.000 sfollati interni per i quali gli aiuti umanitari sono sostanzialmente<br>inesistenti\u2026<br>Secondo il &#8221; Piano di risposta umanitaria&#8221; dell&#8217;ONU servirebbero almeno 4,3 mld. per fare i diritti<br>fondamentali alla sopravvivenza della popolazione Ucraina. Ebbene, la copertura di questo piano \u00e8<br>finanziato dalla comunit\u00e0 internazionale solo al 58%. Ossia 2,5 mld, anzich\u00e9 4,3 mld alla sopravvivenza<br>contro 59 mld in armi di soli USA, UK, POL e GER\u2026<br>Ruolo dell&#8217;informazione, giornalisti che dicano le cose come stanno.<br>Bisogno di programmi di Peace-keeping\/ Peace building, prima di tutto in Ucraina, soprattutto a livello di<br>societ\u00e0 civile (cittadini, enti locali, autorit\u00e0 religiose, sindacati, \u2026) Al fine di mettere in cantiere iniziative di<br>dialogo, aiuto e solidariet\u00e0 per favorire la coesione sociale.<br>Altro ambito di intervento il sostegno agli obiettori di coscienza ucraini e russi che sono spesso incarcerati e rinviati a giudizio per essersi rifiutati di imbracciare le armi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mao Valpiana (Mov. Nonviolento)<\/strong>:<br>Nonviolenza \u00e8 soprattutto PREVENZIONE. Non \u00e8 una bacchetta magica.<br>E quando la guerra scoppia la nonviolenza ha vita ancora pi\u00f9 complicata.<br>Non si possono pretendere soluzioni immediate alla guerra.<br>I giornalisti in questi mesi di guerra hanno rappresentato il movimento per la pace come una sorta di<br>caricatura per smontarlo.<br>Perch\u00e9 il pacifismo \u00e8 un avversario molto pericoloso, che smaschera il meccanismo di preparazione della<br>guerra, il sistema nel suo complesso (militar-industriale, finanziario, politico, \u2026). Per questo importante<br>ridicolizzare il movimento. Per questo, NESSUN partito ha chiesto esplicitamente\/direttamente al<br>movimento della pace di partecipare alla redazione dei propri programmi elettorali.<br>Nonviolenza soprattutto \u00e8 preparazione.<br>Di fronte all&#8217;invasione guerra o resa?<br>No, NON COLLABORAZIONE. Perch\u00e9 non \u00e8 stato proclamato, nei primi giorni, lo sciopero generale? Avrebbe<br>avuto anche una solidariet\u00e0 internazionale (anche dei sindacati italiani, credo). E poi, non collaborazione<br>con l&#8217;esercito occupante (certo, con enormi sacrifici; il sacrificio della nonviolenza, il peso sullo scontro<br>caricato anche su se stessi). Bisogna per\u00f2 essere pronti. Storicamente \u00e8 stato applicato pi\u00f9 volte; dove \u00e8<br>preparata funziona.<br>\u00c8 anche una questione di finanziamento.<br>Queste le nostre proposte:<br>In Italia esiste la proposta &#8221; Campagna Un&#8217;altra difesa \u00e8 possibile&#8221; per la difesa civile non armata e<br>nonviolenta sottoposta al tavolo della politica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La creazione di un dicastero apposito che faccia regia istituzionale della difesa NON armata; servizio civile<br>(c&#8217;\u00e8 una platea di 100.000 giovani\/anno), protezione civile, corpi civili di pace che intervengano in zone di<br>conflitto (A. Langer lo present\u00f2 nel 2005 alla Commissione europea)<br>Occorre poi un &#8221; Istituto di ricerca nazionale sulla risoluzione nonviolenta dei conflitti&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Veronica Atitsogbe (Consigliera comunale Verona)<\/strong>:<br>Porta la sua testimonianza facendo riferimento alla Rete di supporto ai rifugiati, ucraini e non solo, nata<br>dalla societ\u00e0 civile locale della citt\u00e0 di Verona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bernardo Venturi (presid. Agency for Peacebuilding AP<\/strong>):<br>Riprende quanto gi\u00e0 affrontato in buona parte da Martina Pignatti.<br>Ha portato la esperienza della sua associazione che opera in per l&#8217;accompagnamento nonviolento<br>(interposizione si corpi civili di pace) in percorsi di riconciliazione, dialogo e costruzione di ponti nei paesi<br>che hanno vissuto gravi scontri e che faticosamente avviano processi di pace. Fa riferimento, in particolare<br>alle esperienze in Colombia e Filippine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sara Gorelli (presid. assoc. Naz.le Invalidi Civili di guerra)<\/strong>:<br>Ha illustrato, un particolare l&#8217;iniziativa della Campagna internazionale- avviata nel 2011- promossa, anche<br>con RIPD, contro le armi esplosive in contesti urbani.<br>Armi, quelle esplosive che impattano drammaticamente sia sulle persone (si calcola che nel mondo siano<br>50 mln i civili coinvolti) sia su edifici residenziali e servizi alla popolazione (scuole, ospedali, uffici pubblici).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Giampiero Cofano (direttore Ass.ne papa Giovanni 23.mo):<\/strong><br>Di ritorno da Mycola\u00efv- aveva appena varcato il confine con la Polonia- collegato da remoto al Convegno,<br>ha ribadito l&#8217;importanza della iniziativa di &#8221; Stop the war now&#8221; lamentando come purtroppo al momento<br>non risulta alcun cenno per l&#8217;avvio di un serio negoziato di pace\u2026<br>Sono poi seguito alcuni interventi dal pubblico nei quali sono state rilanciate la Campagna per l&#8217;obiezione<br>alla guerra, promossa dal Movimento Nonviolento e la Campagna contro le banche armate promossa dalle riviste Mosaico di pace (Pax Christi), Missione oggi (Pp. Saveriani) e Nigrizia (Pp. Comboniani).<br><em>Mauro Scaroni<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(appunti dal Convegno) GUERRA IN UCRAINA: dentro il conflitto, oltre il conflitto. Per un\u2019Europa di pace. 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