{"id":20582,"date":"2022-09-05T15:15:35","date_gmt":"2022-09-05T15:15:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20582"},"modified":"2022-09-05T15:15:41","modified_gmt":"2022-09-05T15:15:41","slug":"quali-parole-usare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20582","title":{"rendered":"Quali parole usare"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fonti: Raffaele Mantegazza- Scuola e Formazione CISL<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2026tra qualche giorno gli studenti e le studentesse d&#8217;Italia rientreranno a scuola. Entrare in aula \u00e8 aprirsi al mondo. Nel mondo c&#8217;\u00e8 ancora la guerra\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una classe scolastica \u00e8 uno strano ambiente. Non \u00e8 soltanto un luogo, uno spazio architettonico; \u00e8 una specie di reagente chimico all\u2019interno del quale i fatti della quotidianit\u00e0, le emozioni, tutto ci\u00f2 che proviene dall\u2019esterno subisce strane modifiche, entra in nuovi e inattesi rapporti, scopre relazioni apparentemente sconcertanti. Se l\u2019educazione \u00e8 socraticamente un portare-fuori, essa \u00e8 anche un portare-dentro: iniziare un percorso educativo significa disegnare una specie di cerchio magico dentro il quale possono entrare anche il dolore, la paura, la morte perch\u00e9 si sa e si \u00e8 certi che verranno depotenziati, che non potranno fare del male. Chiudere la porta dell\u2019aula significa allora aprire al mondo, e non tenerlo recluso al di fuori di quelle quattro mura. Ma le mura esistono, e sono rassicuranti: non solo quelle di cemento armato ma quelle che i ragazzi scoprono quando si sentono accolti, quando capiscono che la scuola \u00e8 uno spazio di tutela e di protezione non solo dei loro corpi ma delle loro idee, della loro privacy, delle loro paure. Parlare di guerra non significa fare la guerra, n\u00e9 legittimarla, anzi probabilmente \u00e8 proprio questo sottoporre la guerra alle regole della parola e del discorso che ne fa scoprire l\u2019assurdit\u00e0, la follia. La guerra c\u2019\u00e8 chi la progetta, chi la fa, chi vi si arricchisce ma c\u2019\u00e8 anche chi la studia, chi la sottopone alle regole della ragione, chi cerca di capire i motivi che l\u2019hanno scatenata e le alternative per oggi e per il futuro. Dunque, parliamo di guerra ai ragazzi, e anzi riflettiamo su come siamo un po\u2019 ipocriti a porci questa domanda soltanto quando la guerra \u00e8 veramente scoppiata. Accade un po\u2019 la stessa cosa con la morte: la teniamo lontana, ci illudiamo di poterla controllare, abbiamo paura di parlarne, e poi quando essa ci coglie del tutto impreparati allora ci chiediamo quali parole la possano narrare ai nostri ragazzi. Certo la morte \u00e8 un fatto naturale mentre la guerra \u00e8 una scelta umana, e qui sta tutta la differenza: dovremmo sempre parlare di morte ai nostri giovani ma speriamo e crediamo che verr\u00e0 un mondo nel quale parlare di guerra significhi solo parlare di storia antica, di quella preistoria dell\u2019umano che sar\u00e0 finalmente invece entrato nell\u2019epoca nel quale \u201call\u2019uomo un aiuto sia l\u2019uomo\u201d (Brecht). Uno dei fatti pi\u00f9 sconcertanti che continuiamo purtroppo a constatare all\u2019interno dell\u2019orizzonte scolastico, per non parlare di quello mediatico, \u00e8 l\u2019utilizzo del termine \u201cconflitto\u201d come sinonimo della parola \u201cguerra\u201d. Anni di riflessione pedagogica nonviolenta evidentemente non hanno scalfito questa associazione, che \u00e8 del tutto sbagliata e che serve a perpetuare l\u2019idea che la guerra sia in qualche modo \u201cgiusta\u201d se non addirittura \u201cnaturale\u201d (magari perch\u00e9 collegata alla \u201cnaturale\u201d aggressivit\u00e0 dell\u2019uomo, nello specifico del maschio). La guerra \u00e8 una delle modalit\u00e0 di soluzione del conflitto, anzi in realt\u00e0 \u00e8 la modalit\u00e0 di non-soluzione e di allargamento del conflitto. Possiamo addirittura arrivare a dire pi\u00f9 radicalmente che la guerra distrugge il conflitto perch\u00e9 cerca di eliminare una delle parti in causa, lo nega nelle sue potenzialit\u00e0 costruttive e vitali e lo rende soltanto un pretesto per spargere morte e distruzione. Ma il conflitto di per s\u00e9 non \u00e8 una realt\u00e0 negativa, anzi \u00e8 un dato che pu\u00f2 portare a crescere. Forse anche il conflitto \u00e8 un dato storico, forse l\u2019essere umano potr\u00e0 vivere in una societ\u00e0 senza conflitto. In quella \u201cPace perpetua\u201d di cui parlava Kant; ma oggi confondere i termini \u00e8 gravissimo. Se due Stati scelgono di risolvere un conflitto attraverso i carri armati sanno perfettamente che c\u2019erano anche altre scelte, diplomatiche, di trattativa, di ridefinizione di termini del conflitto stesso. Non si pu\u00f2 pi\u00f9 leggere su un libro di storia l\u2019espressione \u201cprimo conflitto mondiale\u201d, si tratta di una clamorosa gaffe che va a minare il linguaggio che \u00e8 la radice del nostro dire il mondo. Per quanto riguarda l\u2019attuale guerra in corso tra Russia e Ucraina al tema del linguaggio si aggiunge una questione ancora pi\u00f9 grave, quella della difficolt\u00e0 per non dire della quasi impossibilit\u00e0 di parlare di una guerra che ha le sue radici perlomeno nel crollo della Unione Sovietica a ragazzi e ragazze che, anche se frequentano la quinta superiore, sono maggiorenni e hanno diritto di voto, non hanno mai studiato la storia del nostro pianeta dopo gli anni 60 dello scorso secolo. Quando \u00e8 stato fatto un timido tentativo di modificare tutto ci\u00f2 introducendo lo studio delle 900, illustri giornalisti hanno parlato di ideologia, hanno accusato chi proponeva questa riforma di voler condizionare politicamente i ragazzi. A parte il fatto che si pu\u00f2 fare ideologia anche spiegando Augusto, ci si chiede quale idea hanno questi cosiddetti intellettuali dell\u2019insegnamento della storia. La storia si fa sui documenti, sui testi, sulle testimonianze; fare storia non significa entrare in aula e dire che Stalin era buono, ma cercare di avvicinare i ragazzi e le ragazze al metodo storico, alla capacit\u00e0 di lettura di un testo, di interpretazione di un documento, di visione di una testimonianza video. \u00c8 letteralmente incredibile che si legittimi l\u2019ignoranza ponendole come sola alternativa l\u2019ideologia. E allora viene da pensare che la posizione ideologica sia proprio quella di chi non vuole che i ragazzi studino la storia contemporanea, perch\u00e9 teme che prendano posizione, o peggio ancora perch\u00e9 vuole che prendano posizione irretiti da strumenti di propaganda che nulla hanno a che fare con l\u2019oggettivit\u00e0 storica e con la ricostruzione dei fatti. A chi fa comodo una platea di diciottenni del tutto ignari delle dinamiche storiche dell\u2019ultimo secolo? Evidentemente a chi vuole vendere loro pacchetti post ideologici che scavalchino del tutto la capacit\u00e0 critica e la conoscenza dei fatti. Per fortuna i nostri straordinari giovani hanno i loro strumenti e le loro fonti per ricostruire almeno in parte le dinamiche della storia contemporanea, ma non pu\u00f2 non essere ulteriormente sottolineato l\u2019enorme vulnus della scuola in questo campo. Certo Benedetto Croce afferma che la storia \u00e8 sempre storia contemporanea, che qualunque interesse per la storia antica e medievale parte dal bisogno storico concreto del presente, ma ci\u00f2 non pu\u00f2 comportare il dimenticare che anche questo bisogno \u00e8 storico e nasce nei nostri tempi, tempi che dobbiamo conoscere nelle scuole; anche il nostro bisogno di storia nasce dalla storia, e non \u00e8 possibile comparare due epoche, la nostra e quella Medioevale, se non se ne conosce una delle due. Altrimenti si arriva a dire che per colpa di Croce non facciamo studiare Tangentopoli perch\u00e9 comunque il bisogno storico \u00e8 altrettanto esaudito da Federico II. Opporre poi raccontare la guerra, sottraendola al tritacarne mediatico che ce ne mostra immagini decontestualizzate, quasi sempre solo atroci. Occorre raccontare storie positive, storie individuali, storie di persone, ricordando che la guerra viene subita soprattutto dalle persone comuni. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il numero delle vittime civili delle guerre \u00e8 salito al 90%, ed \u00e8 di alcune di queste persone che dobbiamo provare a raccontare la storia. Creiamo un incrocio tra storia universale e storia individuale, un esercizio che vale sempre per la storia: purtroppo oggi \u00e8 la guerra che ci pone di fronte questo incontro ma forse raccontando cos\u00ec la guerra possiamo anche imparare che tutta la storia, anche quella positiva, pu\u00f2 essere narrata facendo incontrare le grandi dinamiche sovra-individuali e le vicende della singola persona. Ma questa necessaria narrazione individuale della guerra non pu\u00f2 essere sostituita alla ricerca delle dinamiche storiche, alla ricostruzione dei fatti e del loro concatenamento. Occorre naturalmente evitare di applicare in modo banale la logica causa-effetto e mostrare che c\u2019erano molte alternative possibili rispetto alla guerra: alternative praticabili e concrete, non solo immaginabili. La guerra non nasce come un frutto naturale ma sempre da scelte umane, magari non scelte solamente individuali, forse scelte iniziate non nel momento dell\u2019invasione ma quando qualcuno si \u00e8 messo all\u2019interno di un tunnel retorico e politico del quale \u00e8 rimasto egli stesso prigioniero. Non si tratta ovviamente di confondere le vittime con i carnefici, ma nemmeno di attribuire colpe in maniera del tutto schematica. La nostra storia non \u00e8 solo storia di guerre, ma le guerre hanno una storia. Raccontare questa storia sperando che finalmente un giorno potremmo considerarla del tutto passata \u00e8 un servizio alla pace. Che mai come oggi ha bisogno di lucidit\u00e0, di intelligenza, di appassionata razionalit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fonti: Raffaele Mantegazza- Scuola e Formazione CISL \u2026tra qualche giorno gli studenti e le studentesse d&#8217;Italia rientreranno a scuola. Entrare in aula \u00e8 aprirsi al mondo. Nel mondo c&#8217;\u00e8 ancora la guerra\u2026 Una classe scolastica \u00e8 uno strano ambiente. Non \u00e8 soltanto un luogo, uno spazio architettonico; \u00e8 una specie di reagente chimico all\u2019interno del quale i fatti della quotidianit\u00e0, le emozioni, tutto ci\u00f2 che proviene dall\u2019esterno subisce strane modifiche, entra in nuovi e inattesi rapporti, scopre relazioni apparentemente sconcertanti. Se l\u2019educazione \u00e8 socraticamente un portare-fuori, essa \u00e8 anche un portare-dentro: iniziare un percorso educativo significa disegnare una specie di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":19756,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1827],"tags":[],"class_list":["post-20582","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-campagna-scuole-smilitarizzate"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-10-15 21:38:52","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20582","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20582"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20582\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20583,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20582\/revisions\/20583"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/19756"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20582"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20582"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20582"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}