{"id":20486,"date":"2022-07-28T08:24:56","date_gmt":"2022-07-28T08:24:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20486"},"modified":"2022-07-28T08:25:24","modified_gmt":"2022-07-28T08:25:24","slug":"resoconto-dare-voce-agli-africani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20486","title":{"rendered":"Resoconto: Dare voce agli africani"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Casa per la Pace di Pax Christi ha ospitato nei giorni 23 e 24 Luglio un articolato convegno, organizzato dal consigliere nonch\u00e9 presidente del Centro Studi economico-sociale di Pax Christi Franco Dinelli, intitolato \u201cDare voce agli africani\u201d i cui contenuto e scopo sono racchiusi proprio nel titolo. I relatori sono stati infatti soprattutto voci di attivisti africani, di diversi paesi dell\u2019Africa, nel tentativo di rovesciare la prospettiva. Per consentire di comprendere cosa significhi l\u2019immigrazione irregolare dall\u2019Africa partendo proprio dalla narrazione locale. Unica voce non autoctona fra i relatori quella del regista italiano Michelangelo Severgnini autore di un docufilm, \u201cL\u2019Urlo\u201d, che a sua volta propone una lettura alternativa del fenomeno migratorio ponendo al centro del racconto il paese perno di tale fenomeno, la Libia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Saluto iniziale della padrona di casa in quanto co-presidente di Pax Christi International, africana di origine e residente in Kenya, Wamuyu Wachira&nbsp;che ha introdotto l\u2019evento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A seguire nella giornata di sabato tre attivisti appartenenti ad associazioni di Returnees che si occupano di reinserire nei paesi di origine gli immigrati che tornano. Si \u00e8 trattato di Osita Osimene dalla Nigeria appartenente all\u2019associazione \u201cCittadini patriottici\u201d, di Mustapha Sallah dal Gambia dell\u2019associazione \u201cGiovani contro l\u2019immigrazione irregolare\u201d e infine di Kouakou Herv\u00e8 N\u2019diri dalla Costa d\u2019Avorio. Ultima parte del programma di sabato la proiezione del gi\u00e0 citato \u201cL\u2019Urlo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mattina di domenica \u00e8 stata introdotta dalla consigliera del Comune di Firenze (che ha patrocinato l\u2019evento) Mimma Dardano, a cui ha fatto seguito l\u2019intervento di Yvan Sagnet sindacalista presidente dell\u2019Associazione \u201cNocap\u201d proveniente dal Camerun, ma che da quindici anni vive e lavora in Italia, che ha disegnato un quadro chiarificatore del caporalato in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ultimo momento del convegno il respiro positivo di cosa significhi integrazione con un secondo docufilm del regista Sandro Bozzetto, \u201cSiamo qui da vent\u2019anni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che il rovesciamento di prospettiva che il convegno ha offerto faccia luce su come l\u2019immigrazione irregolare dall\u2019Africa si presenti come una nuova forma di colonialismo che ruota intorno a dinamiche sociali, politiche, economiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Far intervenire tre attivisti di associazioni che si occupano di Returnees e un attivista che si occupa di caporalato in Italia significa comprendere come dietro l\u2019immigrazione si muovano interessi di sfruttamento, in forme moderne di schiavit\u00f9, di persone, soprattutto giovani, allettate da false promesse o spinte da situazioni di impoverimento economico e di corruzione di apparati politici in paesi oggetto di altre forme di sfruttamento coloniale di multinazionali occidentali e cinesi. Si delinea in tal modo un circolo vizioso alimentato da organizzazioni mafiose. L\u2019immigrazione non \u00e8 una libera scelta ma un movimento indotto che porta da una parte a creare manovalanza schiavistica da sfruttare innanzitutto in Libia dalle milizie per la guerra civile locale e dall\u2019altra a generare un piccolo numero di migranti fra chi se lo pu\u00f2 permettere economicamente (si parla di uno su quaranta che riesce a giungere in Italia) da fornire all\u2019altra forma di schiavit\u00f9 occidentale del caporalato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il docufilm \u201cL\u2019Urlo\u201d pone bene in luce, in una prospettiva che ha la capacit\u00e0 di porre domande, la triangolazione fra Occidente, Libia, Africa. I paesi occidentali sotto la copertura economica di aiuti umanitari (dottrina Minniti) finanziano la Libia. In particolare i finanziamenti finiscono a organizzazioni mafiose, che da una parte usano i soldi per trafugare il 40% del petrolio e farlo giungere sottoprezzo in Occidente, e dall\u2019altro finanziano l\u2019immigrazione per fornire nella gran parte manodopera alle milizie libiche e, come detto, in piccola misura con la complicit\u00e0 forse di qualche ONG (mascherata dal buonismo occidentale, altra forma di colonialismo) per far arrivare in Italia manodopera a bassissimo costo che alimenta il regime ultraliberista delle multinazionali, basato su fortissime disuguaglianze sociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giusi D&#8217;Urso<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Casa per la Pace di Pax Christi ha ospitato nei giorni 23 e 24 Luglio un articolato convegno, organizzato dal consigliere nonch\u00e9 presidente del Centro Studi economico-sociale di Pax Christi Franco Dinelli, intitolato \u201cDare voce agli africani\u201d i cui contenuto e scopo sono racchiusi proprio nel titolo. 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