{"id":20209,"date":"2022-06-21T07:03:12","date_gmt":"2022-06-21T07:03:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20209"},"modified":"2022-06-28T11:03:00","modified_gmt":"2022-06-28T11:03:00","slug":"note-di-un-cristiano-ingenuo-in-margine-al-conflitto-riacceso-dallinvasione-russa-dellucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20209","title":{"rendered":"Note di un cristiano ingenuo in margine al conflitto riacceso dall&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">pubblicato su&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/opinioni\/pagine\/solo-far-finire-la-guerra-normale-e-non-basta-il-mercato-a-fare-pace\" target=\"_blank\">Avvenire<\/a>&nbsp;il 26\/05\/2022<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Luigino Bruni<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<em>L\u2019effetto naturale del commercio \u00e8 il portare la pace<\/em>\u00bb. Cos\u00ec scriveva nel suo&nbsp;<em>Lo Spirito delle Leggi <\/em>Montesquieu<em>,<\/em>&nbsp;rilanciando una idea che girava nel Settecento dei Lumi. Qualche anno dopo, alla fine della sua carriera, l\u2019economista e filosofo napoletano Antonio Genovesi commentava con altro tono quella frase di Montesquieu: \u00ab<em>Il gran fonte delle guerre \u00e8 il commercio<\/em>\u00bb. E aggiungeva: \u00ab<em>Il commercio \u00e8 geloso, e la gelosia arma gli uomini<\/em>\u00bb. Un secolo pi\u00f9 tardi, il grande economista inglese Francis Edgeworth definiva l\u2019economia come la scienza che studia gli \u00ab<em>scambi pacifici<\/em>&nbsp;\u00bb (1881), perch\u00e9 si occupa dei contratti liberi e non dei rapporti violenti. Pi\u00f9 recentemente (nel 1977), un altro economista, Albert Hirschman, aveva ripreso quella antica tesi di Montesquieu e l\u2019aveva declinata in una delle chiavi di lettura pi\u00f9 influenti delle scienze sociali contemporanee. Le societ\u00e0 di mercato, diceva, sono fondate sugli&nbsp;<em>interessi,<\/em>&nbsp;quelle antiche e feudali sulle&nbsp;<em>passioni.<\/em>&nbsp;Il capitalismo avrebbe allora dovuto rendere il mondo pi\u00f9 pacifico proprio perch\u00e9 gli interessi economici, razionali e prevedibili, avrebbero sostituito le passioni irrazionali alla base delle guerre (orgoglio, onore, vendetta, patria, nazionalismo &#8230;).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa guerra ci sta dicendo che aveva ragione il triste realismo di Antonio Genovesi, che pur amava il mercato e l\u2019economia quando sono civili e civilizzanti. La societ\u00e0 di mercato non ha eliminato n\u00e9 ridotto le virt\u00f9 belliche, non ha diminuito la produzione delle armi, non ha soppiantato lo spirito militare di conquista. I Paesi pi\u00f9 decisi e convinti a rispondere prima di tutto con le armi all\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina sono proprio quelli che hanno inventato il capitalismo: Stati Uniti, Gran Bretagna, Olanda. Montesquieu, Edgeworth e Hirschman sono tra le vittime di questa guerra. Con la sconfitta delle loro idee si compie uno dei fallimenti pi\u00f9 profondi dell\u2019umanesimo illuminista e occidentale. I nostri capi di governo continuano a utilizzare la guerra come mezzo di risoluzione delle controverse internazionali (art. 11), e poi gioiscono con intima soddisfazione perch\u00e9 le sanzioni commerciali iniziano finalmente a portare i loro frutti di miseria, di dolore e di morte \u2013 per i popoli e per i poveri non certo per i capi, che invece ne sono rafforzati nel consenso. \u00c8 l\u2019avveramento dell\u2019anti-promessa dell\u2019economia di mercato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse dovremmo tutti cercare qualche spiegazione diversa di questo enorme fallimento. Una riguarda la selezione delle nuove classi dirigenti. La maggior parte dei manager sono ormai formati dalle grandi agenzie globali di consulenza manageriale (McKinsey, Lloyd, Accenture &#8230;). N\u00e9 Montesquieu, n\u00e9 Edgeworth e forse neanche Hirschaman potevano sapere che negli ultimi cinquant\u2019anni il capitalismo avrebbe sub\u00ecto una trasformazione etica radicale. \u00c8 avvenuta quando la formazione dei manager e dei leader delle imprese e della finanza \u2013 che prima si svolgeva nelle fabbriche, nelle scuole tecniche e nelle facolt\u00e0 di economia e commercio \u2013 \u00e8 stata affidata e poi appaltata alle business school e alle societ\u00e0 internazionali di consulenza, i cui linguaggi e mentalit\u00e0 sono sempre pi\u00f9 schiacciati sul mondo militare e sempre pi\u00f9 lontani dal &#8216;dolce commercio&#8217; illuminista. \u00c8 sufficiente partecipare a un loro corso di strategia d\u2019impresa, vedere gli esperti che si alternano in aula, dare uno sguardo ai giochi di ruolo che propinano nei loro programmi di team building, o tentare un\u2019analisi delle parole-chiave che usano tutte costruite sul registro maschile e sulla competizione intesa come lotta per vincere (<em>loser,<\/em>&nbsp;perdente: \u00e8 il nuovo insulto in questo mondo), per accorgersi immediatamente di essere lontani anni luce dalla tradizione della &#8216;civil concorrenza&#8217; e sempre pi\u00f9 vicini a una accademia militare. La leadership \u2013&nbsp;<em>to lead:<\/em>&nbsp;guidare, comandare \u2013 \u00e8 diventata un nuovo dogma del capitalismo, dalla dubbia convivenza con la democrazia. Cos\u00ec si legge in uno dei tanti corsi introduttivi di strategia d\u2019impresa: \u00ab<em>La strategia \u00e8 molto pi\u00f9 antica di quello che si pu\u00f2 pensare. Sun Tzu nel suo libro&nbsp;L\u2019arte della guerra&nbsp;\u00e8 il primo che \u00e8 stato in grado di distinguere tra tattica e strategia: le tattiche riguardano le operazioni necessarie per vincere le battaglie, la strategia si preoccupa di vincere la guerra<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da queste scuole multinazionali non sono uscite soltanto le \u00e9lite economiche e bancarie, sono emersi anche molti dei nostri politici e dei funzionari della politica. Mezzo secolo di regressione civile ed etica che ha prodotto una classe internazionale di manager tutti simili, che parlano tutti inglese, tutti formati alle stesse virt\u00f9 performative, strategiche, muscolari, belliche. In molti lo sapevano, in alcuni lo abbiamo anche detto e scritto da tempo; ma ci voleva questa guerra dentro casa per farci vedere con chiarezza che il nostro mercato era stato da tempo occupato dalla logica bellica e militare \u2013 \u00e8 impressionante ascoltare in questi mesi gli esperti di strategia bellica, che nei talk show hanno preso il posto dei virologi (facendoceli rimpiangere), che invece di dire &#8216;soldati&#8217; parlano di &#8216;risorse&#8217;: la tecnica ha sempre cercato di prendere il posto dell\u2019anima, gli strumenti quello della responsabilit\u00e0, e ci stanno finalmente riuscendo. Non deve stupirci allora che tra gli accademici pi\u00f9 entusiasti della linea bellica della Nato ci siano molti miei colleghi economisti, che in genere da giovani erano stati cattolici e\/o di sinistra, grazie anche al peso culturale che ha ormai la Teoria dei giochi, sviluppata e cresciuta nell\u2019ambiente della Nasa durante la guerra fredda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9, e, per me, di ancora pi\u00f9 triste. Questa guerra \u00e8 anche il fallimento dell\u2019umanesimo cristiano. Dopo duemila anni siamo costretti a prendere atto che il Regno dei cieli \u00e8 quasi disabitato. Le guerre mondiali del XX secolo avevano generato una stagione di speranza in un tempo nuovo, finalmente cristiano e umano. Sono stati gli anni del pacifismo, del Concilio Vaticano II, dei grandi movimenti cattolici di massa, del dialogo tra le religioni per la pace, l\u2019era dei diritti umani e dei diritti di tutte le specie viventi e della Terra. In tanti abbiamo sperato che il grande dolore delle guerre fratricide, i campi di sterminio e Hiroshima, avessero segnato un punto di non ritorno per la pace. E invece, ascoltando certe voci e certi silenzi e constatando quanto poco ascoltata sia la voce di papa Francesco che continua a invocare invano pace e giustizia, il Regno dei Cieli si sta desertificando, la citt\u00e0 del popolo delle beatitudini appare sempre pi\u00f9 vuota. In questi mesi, mi capita di leggere la Bibbia e i Vangeli pi\u00f9 spesso del solito, e non solo per lavoro. E troppo forte \u00e8 l\u2019effetto sulla mia anima (e pancia) di alcune frasi, che forse non avevo mai capito: &#8216;Beati i miti, erediteranno la terra&#8217;, &#8216;Beati i costruttori di pace, saranno chiamati figli di Dio&#8217;, &#8216;Vi do un comandamento nuovo: amatevi gli uni gli altri&#8217;, &#8216;Porgi l\u2019altra guancia&#8217;, &#8216;Ama il tuo nemico&#8217;&#8230; Ho riletto la non-violenza estrema della passione e morte di Ges\u00f9: &#8216;Padre perdonali&#8217;. E da l\u00ec sono tornato al comandamento pi\u00f9 grande: &#8216;Non uccidere&#8217;, e a &#8216;Nessuno tocchi Caino&#8217;. E infine mi \u00e8 tornato in mente anche il Corano, dove Abele intuisce che suo fratello lo sta per colpire e gli dice: \u00ab<em>Anche se userai la tua mano per uccidermi, io non user\u00f2 la mia mano per uccidere te<\/em>\u00bb (Sura 5,28). Ci volevano tremila anni di Bibbia e duemila anni di Cristianesimo per rispondere ad una invasione militare con il mestiere delle armi?! Quale creativit\u00e0 politica ci hanno insegnato Abele, Abigail, Cristo, Francesco, i martiri, i santi, le madri? Ai carri armati abbiamo solo saputo rispondere con altri carri armati, alle bombe con altre bombe, alle mine con altre mine pi\u00f9 moderne, al sangue umano con altrettanto sangue umano che non smette di odorare nel suolo della nostra terra. E noi lo consideriamo normale, necessario, magari addirittura giusto. Noi, noi cristiani, che frequentiamo i sacramenti, che facciamo gli incontri sulla Parola di vita, le adorazioni del Santissimo, che mandiamo aiuti umanitari, che accogliamo dentro casa anche i profughi&#8230; Non \u00e8 normale, niente \u00e8 normale in questa guerra e in ogni guerra: solo cercare la pace \u00e8 normale, solo far cessare ora la guerra \u00e8 normale. Questa guerra, e tutte le guerre. Il resto \u00e8 solo&nbsp;<em>disumanesimo,<\/em>&nbsp;\u00e8 anti-cristianesimo, terra al di fuori del Regno dei cieli. La sola guerra giusta \u00e8 quella che riusciamo a non fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019altra Europa, che duemila anni di cristianesimo e tre secoli di illuminismo non hanno saputo creare, il 24 febbraio avrebbe generato dalla sua anima centinaia di migliaia, milioni di cittadini pacifici e disarmati che avrebbero messo i loro corpi lungo le strade dei carrarmati. E li avrebbero fermati, come e pi\u00f9 di un milione di bombe di morte. E, nello stesso giorno, tutti i capi di Stato e di governo sarebbero dovuti correre insieme davanti alla porta del Cremlino, l\u00ec iniziare tutti uno sciopero della fame per chiedere a Putin di tornarsene a casa. Sogni, favole, utopie&#8230; E invece sarebbe molto realistico, concreto e serio cercare la pace con telefonate interurbane, che ormai sono pure gratis. E noi incollati alla tv, bombardati da una produzione di massa di metafore sbagliate e molto pericolose, ad assistere passivi anche alla manipolazione di Gandhi e di Bonhoeffer trasformati in sostenitori muti della nostra risposta bellica fratricida e della &#8216;legge del taglione&#8217;, per non parlare delle infinite parole vuote e morte sulla &#8216;guerra giusta&#8217; tratte fuori contesto e fuori tempo da sant\u2019Agostino e san Tommaso. Ridicolizzato Francesco, banalizzato il Vangelo. Quando il \u00ab<em>tempo in cui i re sono soliti andare in guerra<\/em>\u00bb (2 Sam 11,1) finir\u00e0 per sempre? Profezia dei cristiani: dove sei? Dove sei stata sepolta? Alzati: vieni fuori!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<em>Qui si tratta che si sta montando una guerra di egemonia tra due blocchi, dalla quale noi non abbiamo nulla da sperare e con la quale non abbiamo nulla da spartire. Vinca la Russia o vinca l\u2019America se noi ci lasciamo coinvolgere passivamente avremo che l\u2019Europa diverr\u00e0 il centro del carnaio e della distruzione<\/em>&nbsp;\u00bb. Queste parole diverse e profetiche sono di Igino Giordani (del 1951), un anti-fascista e Padre costituente, mio maestro immenso, che si auto-definiva \u00ab<em>un cristiano ingenuo<\/em>\u00bb. Probabilmente anche questo articolo, come altri pubblicati da questo giornale che non per nulla si chiama &#8216;Avvenire&#8217;, verr\u00e0 immediatamente collocato tra i pensieri ingenui e quindi dannosi degli idealisti. Ne ero ben cosciente prima di scriverlo: ma non sono riuscito a convincere n\u00e9 la penna n\u00e9 l\u2019anima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>pubblicato su&nbsp;Avvenire&nbsp;il 26\/05\/2022 Luigino Bruni \u00abL\u2019effetto naturale del commercio \u00e8 il portare la pace\u00bb. Cos\u00ec scriveva nel suo&nbsp;Lo Spirito delle Leggi Montesquieu,&nbsp;rilanciando una idea che girava nel Settecento dei Lumi. Qualche anno dopo, alla fine della sua carriera, l\u2019economista e filosofo napoletano Antonio Genovesi commentava con altro tono quella frase di Montesquieu: \u00abIl gran fonte delle guerre \u00e8 il commercio\u00bb. E aggiungeva: \u00abIl commercio \u00e8 geloso, e la gelosia arma gli uomini\u00bb. 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